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Onu: al via la riforma delle attività di peace-keeping

POLITICA/SICUREZZA di

In occasione della seduta n. 8051ST di mercoledì scorso, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riaffermando con convinzione la responsabilità primaria degli Stati membri per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali e sottolineando altresì il contributo fondamentale dell’Onu nelle operazioni preventive destinate a evitare lo scoppio di nuovi conflitti armati, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una più stretta collaborazione tra l’Organizzazione ed i singoli governi nazionali, nonché di una riforma strutturale del Segretariato delle Nazioni Unite che sia funzionale al rafforzamento dell’architettura interna del sistema Onu in materia di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Quest’ultima, intervenuta con l’approvazione a votazione segreta della risoluzione 2378(2017), oltre a riconfermare il primato della politica e della diplomazia (e quindi l’importanza delle attività di mediazione, monitoraggio del cessate-il-fuoco e supporto all’implementazione degli accordi di pace), ha anche rinnovato il mandato e le procedure già esistenti in materia peace-keeping introducendo importanti elementi di novità tra cui iniziative di diversa natura tese al miglioramento dell’organizzazione e della pianificazione delle operazioni dei caschi blu, l’incremento di competenze utili per aumentare l’efficienza delle missioni Onu nelle principali aree di crisi e la richiesta di un maggior impegno delle Organizzazioni regionali (con particolare riferimento a quelle del continente africano) nel garantire la sicurezza dei popoli ed assicurarsi le risorse di tipo logistico-finanziario indispensabili per espletamento delle loro funzioni. È, appunto, con l’Unione africana (UA) che, secondo i membri del Cds, il Segretario Generale dovrebbe rafforzare la collaborazione per individuare ed attivare canali che favoriscano la comunicazione tra il Segretariato, la Commissione ed i due Consigli.

Le Nazioni Unite dovrebbero inoltre impegnarsi a sviluppare nuove partnerships che aiutino l’Organizzazione di New York ad affrontare le molteplici minacce alla pace e alla sicurezza internazionali provenienti dal terrorismo di matrice jihadista, dai conflitti aperti in Medio Oriente, come anche dal quadrante Asia-Pacifico.

Diverse delegazioni, comprese quelle di Svezia, Regno Unito e Giappone, hanno poi sottolineato la necessità di favorire un graduale processo di inclusione delle donne nelle missioni di peace-keeping condotte dall’Onu, incoraggiando la loro promozione a posizioni di maggior rilievo, mentre il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha ricordato, insieme al Segretario generale António Guterres l’importanza del dialogo e del processo negoziale per favorire una risoluzione dei conflitti che non richieda l’intervento dei caschi blu. Infatti, secondo il politico portoghese, nonostante le missioni di peace-keeping rappresentino uno dei più efficaci strumenti per la pacificazione di aree lacerate da guerre e crisi incancrenite, esse dovrebbero sempre affiancare e mai sostituire l’attività diplomatica e disporre, inoltre, di equipaggiamenti più appropriati rispetto a quelli attuai ed unità d’intelligence meglio coordinate e ben addestrate.

di Marta Panaiotti

Libya: action plan is ready

The governments of Italy, Germany, Britain, France, Spain and the United States have appealed against Isis attacks in Sirte. Waiting for Tripoli choice, new action plan, led by Italy and under the aegis of Un aegis, has come to light: infrastructure protection and building, UN peacekeepers, training of army.

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Over 200 dead and at least 500 injured as a result of the clashes last week in Sirte. ISIS militants have left behind a trail of blood and horror. Crimes, like the crucifixion of 12 Salafist militants or 22 hospital patients died as a result of a fire set by jihadists, which branded as “genocide” by Tobruk government.

“We are deeply concerned by reports that speak of indiscriminate shelling of densely populated districts of the city and acts of violence in order to terrorize the people – governments of Italy, Germany, Britain, France, Spain and the United States in a unique statement said – . We appeal to all factions Libyan who want a unified country in peace and to join forces to combat the threat posed by transnational terrorist groups that exploit Libya for their own purposes, “.

The need for national unity government, called by the International Community, is extremely topical. The United Nations eagerly awaiting the decision of Tripoli, after agreement between the other factions. There is a plan to be implemented to halt the advance of the Isis in Libya.

There are rumors of a military intervention led by Italy and under the aegis of United Nations since a few months. An action plan already drawn up by Italian Foreign Ministry Paolo Gentiloni, to which ambassador Bernardino Leon is working hard, especially after the capture of Sirte, the massacres and the migration emergency.

As revealed in the last hour, this action plan concerns next stage after national unity government constitution. First, the executive should make an official request for international aid. So, it could lead to the financial and military support to stabilize Libya and fight the Islamic State.

As well as subsidies for infrastructures like roads and airports, and security of oil and gas installations, the topic would be Un peacekeepers intervention and the training of Libyan army.

Institutional, political and economical stabilization of Libya are necessary for immigration drop to Italy and Greece and defeat of Isis, as explained by Italian Minister of Foreign Affairs Gentiloni: “Agreement for a national government Libya, with International Community support, remains the only possibility to fight extremist violence and the deterioration of the humanitarian and economical situation in the country. “Tripoli must hurry. Time goes faster.

Giacomo Pratali

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Giacomo Pratali
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