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Croce Rossa: Francesco Rocca primo presidente italiano della federazione internazionale

POLITICA di

Ad Antalya si sono svolte le elezioni della Federazione Internazionale della Croce rossa e Mezzaluna Rossa che hanno visto l’elezione di Francesco Rocca alla presidenza del network globale umanitario più grande del mondo. Eletto con la maggioranza assoluta dei voti (98 su 190 votanti), Rocca è il primo italiano a ricoprire la prestigiosa carica internazionale.

“Dedico questa importante vittoria ai volontari della Croce Rossa Italiana – ha detto Rocca – di cui sono orgoglioso. Ringrazio tutte le Società Nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ora dobbiamo seguire il faro dei nostri Principi e, allo stesso tempo, fornire risposte pragmatiche in tutto il mondo alle numerose sfide umanitarie”.

La federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa è stata fondata nel 1919 e raggiunge 150 milioni di persone in 190 Paesi nel mondo, attraverso l’operato di oltre 17 milioni di volontari.

Una sfida alla violenza e alla guerra in tanti luoghi sperduti e dimenticati spesso dall’opinione pubblica ma non dalle stragi e dalle guerre, una sfida che i tanti operatori umanitari portano avanti a costo spesso della propria vita.

Proprio questa è una delle battaglie principali che il presidente Rocca sta prortando avanti a livello internazionale per sensibilizzare tutti i governi e anche l’opinione pubblica internazionale sulle tante morti tra i volontari che portano sollievo alle popolazioni stremate da guerre e carestie.

 

Campi profughi Rohingya, Rocca, situazione inimmaginabile

ASIA PACIFICO di

I campi profughi che sono stati allestini nella regione del Cox’s Bazar, in Bagladesh , sono al collasso. Quattrocentomila persone ammassate in tende di fortuna senza luce e acqua, nella maggior parte donne e bambini fuggiti dalla violenza nella vicina Myanmmar. Dopo chilometri nella giungla questo riparo di fortuna non è certo il posto più sicuro.

Il presidente della Croce Rossa Italiana ha voluto constatare di persona la situazione recandosi in Bangladesh per un meeting con gli esponenti locali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa internazionale per verificare di persona la situazione dei campi profughi.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente dopo la visita in Cox’s Bazar.

AC: “Presidente Rocca, noi la raggiungiamo in Bangladesh per una missione che sta portando avanti. Qual è la situazione nel Cox Bazar?”

FR: “Guardi, è una situazione molto difficile, nell’arco di quattro settimane circa mezzo milione di persone si sono riversate dal Myanmar e vivono in condizioni estreme. Per dare un’idea, è come se si fosse spostata l’intera città di Genova, insomma, è un numero di persone impressionante che vive in condizioni inumane perché manca acqua potabile, elettricità, i servizi di base e veramente c’è bisogno di tutto; è una situazione disperata.” 

AC: “Ma come riescono a sopravvivere, le condizioni di vita nei campi non sono sufficienti quindi?”

FR: “No, le condizioni non sono sufficienti, l’ambiente è un’area infinita baracche, teli e vivono in alloggi di fortuna; è una situazione che veramente va oltre ogni immaginazione, mi creda. Io ho avuto la possibilità di vivere diverse sfide umanitarie nel corso degli ultimi anni, ma questa, una cosa così, onestamente è la prima volta. E’ una situazione che mette a dura prova la tenuta emotiva davanti a un evento di quel tipo.”  

AC: “Ma quali sono, secondo lei, le prospettive a medio termine per la situazione dei profughi Rohingya?”

FR: “Guardi, la situazione è che c’è un dialogo aperto tra i due governi, quello di Myanmar e quello del Bangladesh. Al momento non vengono comunque riconosciuti come rifugiati, anche se, bisogna dire che il governo del Bangladesh si sta adoperando nei limiti di quelle che sono le possibilità di uno stato che comunque è poverissimo e, ricordiamolo, quest’anno, nel primo semestre, ha avuto un’inondazione a causa di alluvioni terribili e diverse milioni di persone sono finite sott’acqua. Il Bangladesh, a causa dell’alluvione, è quindi uno stato povero già di per se’ provato da disastri naturali enormi e ce la stanno mettendo tutta, però ovviamente la risposta è inadeguata.” 

AC: “Avete un piano, la Croce Rossa Internazionale, la Mezza Luna Rossa ha un piano di supporto per questa situazione?”

 FR: “Noi ci stiamo organizzando, da domenica sarà operativo un ospedale da campo con cento letti, che ovviamente è una goccia nel mare, però comincerà ad operare e a funzionare. Abbiamo diversi team cliniche mobili che girano per i campi cercando di dare ovviamente quel minimo di assistenza di base. Come Croce Rossa Italiana rafforzeremo le cliniche mobili mandando medici e infermieri già dalla prossima settimana, con la Croce Rossa Danese stiamo lavorando per il supporto psico-sociale già nei prossimi giorni, per far andare dei team che possano comunque lavorare nel campo. Lei provi a immaginare quello che può accadere in questi campi, dove di notte c’è il buio, non c’è elettricità, i bambini e le donne perché, anche questo va detto, sono le persone di maggioranza, insomma i soggetti particolarmente fragili sono esposti a tutto e quindi anche a ogni genere di violenza; per cui è importante anche un lavoro di sostegno ai soggetti più fragili. Però ripeto, è una sensazione di grande difficoltà quella che mi accompagna, perché noi, come Croce Rossa, tutto il movimento internazionale, ce la sta mettendo tutta; devo dire anche le altre organizzazioni sono in campo. Però i bisogni sono enormi, qui occorre uno sforzo straordinario della comunità internazionale, che mi sembra non stia parlando di questo. E’ una catastrofe senza precedenti, noi siamo portati a lamentarci, noi, nel nostro paese, per dei numeri che se li andiamo a comparare rispetto a quello che sto vivendo qua sono numeri risibili. Mezzo milione in quattro settimane è una cosa oltre ogni immaginazione.” 

Di Alessandro Conte

La Croce Rossa e il suo ruolo nelle aree di crisi internazionali, intervista a Francesco Rocca

Video di

Sono molte le aree di crisi di varia natura nel mondo, alcune recenti altre ormai tristemente note da molti anni.

I volontari delle organizzazioni internazionali sono sempre in prima fila in queste crisi umanitarie soprattutto gli uomini e le donne della Croce Rossa Internazionale.

Mettendo a repentaglio la propria vita dedicano il loro tempo a portare aiuto e conforto alle popolazioni ormai stremate dalle guerre, dalle carestie e dalle difficili condizioni di vita.

Il lavoro della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale è fondato sulla neutralità e l’imparzialità, condizione necessaria per poter operare in aree di conflitto ma nonostante questo requisito preliminare i volontari sono spesso oggetto della violenza in corso quanto le popolazioni che vogliono aiutare.

In questa puntata ne parleremo insieme al presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, eletto a giugno 2016 dopo un primo mandato cominciato nel 2013 e dopo aver ricoperto il ruolo di Commissario straordinario della CRI dal 2008. Da novembre 2013 è anche Vice Presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

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“Area di crisi” è un settimanale di approfondimento di
EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE
www.europeanaffairs.it

Conduce Alessandro Conte

Redazione
Aurora Vena
Giovanna Ferrara
Giorgia Corbucci

Produzione
Regia : Tino Franco
Post Produzione : Daniele Cerquetti
Riprese: Nel Blu Studios
Fotografo di Scena Valentin Muriaru
Autore: Alessandro Conte

Giornata dell’acqua, Rocca (CRI): “Agire immediatamente per salvare milioni di persone”

Energia di

L’acqua è vita. Lo ricorda Francesco Rocca, Presidente Nazionale di Croce Rossa Italiana nella giornata della ricorrenza mondiale dedicata, appunto, all’acqua. Un bene irrinunciabile, la cui scarsità in alcune zone, già piegate da guerre e calamità, rende fondamentale una responsabilizzazione dei Governi e una presa di coscienza diretta da parte dei cittadini di tutto il mondo. «L’acqua – ha detto Rocca – è un bene vitale e l’odierna giornata mondiale richiama ognuno di noi a essere più responsabili nella nostra vita quotidiana, con piccoli gesti per evitare sprechi immensi. Oltre a questo, però, c’è un bisogno urgente di azioni per salvare la vita a milioni di persone: le organizzazioni umanitarie, i governi, i partner devono unire tutti gli sforzi possibili per un intervento coeso e immediato nell’Africa orientale e centrale e in Yemen. Le Nazioni Unite hanno fatto sapere che la carestia ha colpito oltre 20 milioni di persone tra Somalia, Yemen, Sud Sudan e Nord-Est Nigeria».

Alle cifre ricordate da Rocca, si aggiungono i 2,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria in Kenya, con un aumento del 46% in appena 6 mesi, e i 5,6 milioni di persone in Etiopia, che avranno bisogno di cibo insieme e acqua potabile. Cambiamenti climatici, siccità e stagione delle piogge anomala, stanno causando l’estinzione dei pascoli, la morìa degli allevamenti e la crisi l’agricoltura. «Se non si interviene immediatamente – ha concluso Rocca – milioni di esseri umani vivranno una situazione di insicurezza alimentare e di mancanza di acqua potabile. A tutto questo, inoltre, vanno aggiunti le violenze e i conflitti che non sembrano trovare una soluzione. Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sta moltiplicando gli sforzi di intervento in ogni contesto, con programmi di supporto e assistenza alla popolazione. C’è bisogno però di interventi immediati: mentre parliamo di questa situazione, migliaia di persone rischiano la morte. La carestia si può ancora affrontare, ma serve l’aiuto di tutti».

Viviana Passalacqua
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