GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Tag archive

kosovo

Kosovo; Il contingente Italiano del MNBG-W, prosegue nelle operazioni di supporto alle fasce deboli della popolazione

Difesa di

Il 22 novembre scorso, i militari appartenenti al contingente italiano del Multinational Battle Group West(MNBG-W), hanno effettuato una consegna di materiale sanitario all’ambulatorio di Decane e una fornitura composta da 45 bastoni e 12 mascherine all’associazione non vedenti di Istok. Le mascherine serviranno per coprire gli occhi durante la pratica di attività sportive.

In particolare, presso l’ambulatorio è stato consegnato un defibrillatore, acquistato con i fondi della Difesa Italiana. Sarà utile al centro di primo soccorso per fornire un servizio di salvataggio tempestivo a favore della popolazione di Decane nei casi di imminente pericolo di vita.

Il direttore dell’ambulatorio, Dr Selman Berisha, ha ringraziato l’Italia, come si legge nel comunicato stampa del contingente italiano in Kosovo, per il suo impegno, che da oltre 18 anni, garantisce lo sviluppo e il miglioramento della capacità di intervento in un settore delicato come quello sanitario.

Il supporto alla popolazione,  realizzato grazie ai fondi della Difesa assegnati ai progetti della Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), è una delle attività che si affianca a quella di monitoraggio della libertà di movimento e della vigilanza del Monastero di Decane, in prossimità della linea di  confine tra Kosovo e Serbia.

CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi, con attività di supporto alle fasce deboli delle popolazioni.  Il contingente italiano del MNBG-W, in questo paese, opera nell’ambito delle missioni KFOR a guida NATO. Le Kosovo Force (KFOR) hanno l’obiettivo di ristabilire l’ordine e la pace in Kosovo, paese che si è autoproclamato indipendente dalla Serbia nel 2008.

Kosovo: Kfor, esercitazione per garantire sicurezza al monastero di Decane.

SICUREZZA di

Nei giorni scorsi presso Belo Polje, il quartier generale della Kososvo Force(KFOR), si è tenuto un intenso addestramento per il Multinational Battle Group West(MNBG-W).

KFOR è una forza militare internazionale guidata dalla NATO, responsabile di ristabilire l’ordine e la pace in Kosovo, regione che ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia nel 2008. Il 15 novembre scorso, inoltre, è stata la data del passaggio di consegne al comando, con il generale Salvatore Cuoci che è subentrato al generale Giovanni Fungo.

In particolare, i militari sono stati impegnati in un’esercitazione volta ad intensificare le procedure di controllo della folla e dell’ordine pubblico in occasione  di disordini o di concentrazione di masse ostili in prossimità di un sito protetto come il Monastero di Decane.

Come riportato dal comunicato dell’ufficio stampa del contingente italiano delle Kosovo Force, Il Battaglione di manovra multinazionale, su base 3° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina “Julia” ha dislocato, nell’area di esercitazione di Camp “Villaggio Italia”,  un posto di comando e unità di manovra composto da militari Italiani, austriaci, sloveni e moldavi. L’obbiettivo era quello di preparare le unità del Multinational Battle Group West, che  risponde come primo responsabile, nei casi di disordini e violenze provocate dall’avvicinamento di una potenziale massa ostile in prossimità di un’ area sensibile e a rischio come quella del monastero di Decane.

L’operazione rientra nell’ambito delle attività autorizzate dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Esso prevede, oltre a garantire la sicurezza del Monastero di Decane, di mantenere la libertà di movimento, di impedire il ricorso alla violenza e di sviluppare progetti della Cooperazione Civile e Militare tesi a supportare il processo di crescita economica grazie allo sviluppo delle istituzioni locali.

Il comunicato ha reso noto che l’esercitazione è stata svolta sotto gli occhi del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ungheresi, il Generale Zoltán Mihócza

Il monastero, appartenente alla Chiesa Ortodossa Serba, dal 2006 è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

 

 

Kosovo: Conclusa operazione di addestramento da parte del Multinational Battle Group West

SICUREZZA di

Nei giorni scorsi a “camp Vrelo”, in Kosovo, si è conclusa un’importante operazione di addestramento da parte del contingente italiano del Multinational Battle Group West (MNBG-W), con la partecipazione all’esercitazione “Silver Sabre”. Il MNBG-W è composto da 650 militari provenienti da Italia Austria Moldavia e Slovenia. L’esercitazione “Silver Sabre” rientra nelle operazioni condotte dalla forza Nato “kosovo Force”, responsabile di ristabilire l’ordine e la pace nella regione del Kosovo. E’ mirata per valutare la capacità di risposta immediata contro la sicurezza e la libertà di movimento per la popolazione. In questa occasione, nel particolare le unità di manovra del MNBG-W hanno sviluppato delle procedure di controllo della folla e più in generale di gestione dell’ordine pubblico in occasione di disordini, di concentrazione di masse ostili e di una potenziale escalation di violenza nei pressi di una struttura, gestita dal personale della Liaison Monitoring Team (LMT). Quest’ultimo è uno dei nuclei di collegamento che opera con operazioni di monitoraggio nei territori municipali del Kosovo, sotto il controllo e la gestione dei Joint Regional Detachment. Nel proseguo dell’esercitazione, le unità di manovra in assetto anti-sommossa hanno applicato le procedure tecnico-tattiche tese al controllo della manifestazione, a respingere l’ammassamento di una folla ostile intenzionata ad introdursi all’interno dell’edificio e ad evacuare il personale LMT in una zona sicura. L’operazione rappresenta un’importante occasione di addestramento che apre a importanti margini di miglioramnto a livello di interoperabilità tra i diversi attori multinazionali. Rientra inoltre, nell’ambito delle attività autorizzate dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevede di garantire la sicurezza al Monastero di Decane, di impedire il ricorso alla violenza e di sviluppare progetti di Cooperazione Civile e Militare tesi a supportare il processo di crescita economica grazie allo sviluppo delle istituzioni locali.

KFOR: La cellula CIMIC dona  materiale tecnico ai vigili del fuoco in Kosovo

SICUREZZA di

I militari del contingente Italiano “Multinational Battle Group West”(MNGB-W) , in particolare quelli appartenenti alla cellula CIMIC, hanno effettuato una consegna di equipaggiamenti e materiali tecnici, forniti dalla croce rossa, a favore dei vigili del fuoco della Municipalità di Dakovica, in Kosovo. L’operazione rientra, oltre che nell’ambito generale delle missioni KFOR, appartenenti alla NATO, con l’obiettivo di ristabilire l’ordine e la pace in Kosovo, in particolare nell’ambito dei progetti CIMIC sviluppati a favore delle fasce deboli delle popolazioni. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi.

A seguito dei gravi danni provocati dalle alluvioni negli anni scorsi, il contingente Italiano ha istruito i vigili del fuoco Kosovari sull’impiego e l’utilizzo dei materiali donati, in caso di necessità di allestimento di un campo per sfollati a seguito di calamità naturali. L’operazione è stata  possibile grazie all’impegno di cooperazione tra la cellula CIMIC, con il capo settore Roberto Faccani, e il comando operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa .

La consegna è stata effettuata con una significativa cerimonia, dove il dottor Faccani ed il colonnello Enzo Ceruzzi, comandante del “Multinational Battle Group West”, hanno ufficializzato il passaggio dei materiali all’ente locale Kosovaro. In questa sede le autorità hanno comunicato, di comune accordo, che ci sarà nei prossimi mesi la necessità di effettuare un ulteriore intervento nel quale si fornirà all’ente locale il materiale necessario per completare un Posto Medico Avanzato, in modo da portare il personale sanitario direttamente sulle zone calamitose e a rischio. Quest’attività si inserisce in un ambito di cooperazione più ampio e funzionale chiamato “Sistema Paese” e sottolinea l’importanza dell’ormai imprescindibile interazione tra componenti civili e militari in tutti gli scenari operativi.

 

"We'll apologize to Haradinaj if he doesn't get fed in jail"

BreakingNews @en di

Earlier in the day, Haradinaj said that both Dacic and President Aleksandar Vucic “should apologize for crimes committed in Kosovo”. “A man for whom there are tons and tons of evidence that he took part in the gravest crimes committed against Serbs in Kosovo and Metohija now wants Serbia to apologize”, Dacic said in his reaction. Perhaps, he continued in the same tone, we should apologize for Haradinaj’s message that he would, if he becomes prime minister, continue to do what he was doing as a member of the terrorist KLA, and expand “the Greater Albania” all the way to Nis. “The only apology we could give afterwards, as a country that respects the rights of inmates, is if he did not have regular meals in Zabela, or some other prison”, Dacic concluded. Vucic also reacted, when asked for comment during a news conference. “What should I apologize for. I didn’t commit crimes. He (Haradinaj) committed crimes. He and his men were slaughtering, murdering, beheading”.

 

Vucic responded to Thaci's "provocation"

BreakingNews @en di

After the Kosovo president addressed the gathering and said, among other things, that Serbia is “not ready for the EU because it does not recognize Kosovo”. Thaci also repeated a statement he made in during an interview last week – namely, that he “cannot imaging the EU accepting Serbia as a member before Kosovo.” But “You got your independence after NATO’s aggression, without a referendum, and not everyone has recognized you”, Vucic told Thaci according to the report, and continued: “Five EU countries have still not recognized you. You are not an independent state to us. And you are not listening what Serbia is saying, and say that we don’t have a European approach because we won’t recognize Kosovo. Unlike you who are making that person a candidate for prime minister… I said it in the assembly that Serbia must give up on its myths, for the sake of the future of not only Serbs, but also Albanians in Kosovo and Metohija”. “Your problem is that you don’t even know how to accept an extended hand. I see a coordinated campaign of people from the US Congress and your extremists. If you had 30 percent of Albanians, one stone upon another would not be left in Montenegro, while we never asked anything from them. Find me someone in the region who wills talk to Haradinaj without a lump in their throat. So much for democracy”, concluded Vucic.

Haradinaj: We will answer with hostility to hostility

BreakingNews @en di

Ramush Haradinaj, chairman of Alliance for the Future of Kosovo and a candidate for prime minister in the upcoming elections in Kosovo on June 11, did not miss the opportunity to attack Serbia, which he considered an enemy. Haradinaj said that Pristina will continue the dialogue with Belgrade if Kosovo is respected as “a sovereign, independent state, recognized by many countries”. Otherwise, he said, if the Serbia behaves like a hostile, Kosovo will respond the same way. “We do not mean to continue the dialogue just for the dialogue, we are for dialogue if we are fully respected as we are. We will recognize only those who recognize us, we will respect only those who respect us”, said Haradinaj, who already considers that his coalition won on the elections.

 

"I can't even imagine Serbia joining EU before Kosovo"

BreakingNews @en di

Kosovo President Hashim Thaci says he cannot even imagine the EU accepting Serbia as its member before Kosovo. Thaci said that  the biggest concern in southeastern Europe was caused by “the fact that the EU is too slow in bringing countries of the region closer, which opens the door to all kinds of radicalisms, as well as strengthening of the Russian influence”. He thinks that the EU should therefore make decisions faster, and adds that he cannot imagine Serbia in the EU before Kosovo. “I cannot imagine something like this happening. I am confident that this will not be the case because Serbia would then certainly block Kosovo, and for an indefinite period of time. The EU knows very well what the attitude and behavior of Serbia is towards Kosovo. But, Serbia too cannot continue on the path of European while not behaving in a European way toward Kosovo”, stressed Thaci. According to him, Greater Albania is “a concept talked about by Belgrade to cover their ambition of creating a ‘Greater Serbia’”. Thaci claims that “the Kosovo army” will be established by the end of this year, after this has been suspended under international pressure.

KFOR – Joint Regional Detachment Centre, intervista al Colonnello Randacio

Video di

Nell’ambito della missione Kosovo Force una delle attività importanti che vengono svolte ha come obiettivo è quella di mantenere i rapporti con la popolazione locale, una mansione importante quanto delicata.

Tastare il polso della situazione, interpretare le esigenze delle varie comunità con lo scopo di mantenere un buon livello di comunicazione con i leader delle comunità.

Questa attività viene svolta con grande attenzione perché permette di avere sempre un quadro aggiornato della situazione e di fare previsioni a breve e medio termine sullo scenario locale.

Ce ne parla il Colonnello Francesco Randacio comandante del Joint Regional Detachment Centre della Kosovo Force.

%CODE1%

Montenegro, Albania and Kosovo established Joint Centre for Police Cooperation

BreakingNews @en di

Minister of Interior of Montenegro Mevludin Nuhodžić, Minister of Interior of Albania Dritan Demiraj and Deputy Minister of Interior of Kosovo Valdet Hoxha sined a Protocol for establishing the Joint Centre for Police Cooperation in Plav. This protocol will include exchange of information to fight against crime and make activities more effective at national borders. The Montenegrin minister said that this will help safeguard the stability of the region by fighting against transnational criminal organizations. The Kosovo Minister has also been fully in agreement with what he said, asserting that the protocol itself will make the region safer and will also help to monitor the phenomenon of illegal immigration and human trafficking. German Ambassador to Montenegro Hans Günther congratulated the governments of Montenegro, Albania and Kosovo, saying that Germany will support this kind of acts of cooperation, and so did the US Ambassador to Montenegro Margaret Ann Uyehara.

 

 

Redazione
Vai a Inizio