GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Tag archive

Hezbollah

Libano: nove mesi di trattative per formare un governo di unità.

MEDIO ORIENTE/Policy/Politics di

Circa nove mesi sono durati i negoziati che hanno dato vita al nuovo governo in Libano, annunciato dal Primo Ministro Saad Hariri nel pomeriggio di giovedì scorso. L’esecutivo sarà formato da trenta ministri. Prima ancora di terminare il suo discorso al palazzo presidenziale di Baabda, il frastuono dei fuochi d’artificio e gli spari in aria assordavano Beirut. Scommettendo in un governo di unità, diversi leader politici hanno usato negli ultimi mesi diversi trucchi politici per superare le insidie e formare un nuovo esecutivo a colpi di concessioni da una parte e dall’altra. Tra i nuovi ministri ci sono quattro donne, una delle quali, Raya Al Hassan, responsabile dell’Interno. È la prima volta che una donna occupa tale carica nel paese.

Hariri ha riferito che il governo “lavorerà al servizio del paese” per “affrontare le sfide sociali ed economiche”, sollecitando in più occasioni la “cooperazione tra le parti”. La ripresa economica, con la situazione dei rifugiati siriani, è in cima all’agenda del nuovo governo, in attesa che le elezioni politiche volgessero al termine. La coalizione degli sciiti Hezbollah e del partito cristiano Movimento Patriottico Libero, guidata dal Presidente Miche Auron, è uscita rafforzata dalle urne come blocco maggioritario. All’opposizione, il partito Il Futuro di Hariri ha ricevuto un duro colpo, perdendo dodici dei trentatre seggi che aveva nel 2009, a dimostrazione della crescente frammentazione nel blocco sunnita. Tuttavia, l’alleato partito cristiano Forze Libanesi, guidato da Samir Geagea, è riuscito a raddoppiare il numero di seggi compensando la perdita del partito amico.

La religione guida la vita politica in Libano chiedendo una divisione salomonica  di potere tra cristiani e musulmani (sunniti e sciiti). All’interno delle quote concordate  ad ogni religione, i posti ministeriali devono essere distribuiti secondo la rappresentazione geografica di ciascuna  delle diciotto confessioni del paese. Una premessa che ha creato non poche dispute, con il partito druso ad essere il primo ostacolo nella formazione di questo governo. Successivamente è scoppiata una faida religiosa tra Il Futuro di Hariri ed Hezbollah sulla concessione di un seggio all’opposizione sunnita, e, infine, la lotta per la distribuzione dei portafogli. Hariri è arrivato alla fine a prendere in considerazione la creazione di un esecutivo con trentadue ministri, per una paese con una popolazione di 4,5 milioni di abitanti. Nell’accordo finale, Hezbollah aggiunge due portafogli, Salute e Sport e gioventù, e uno dei suoi deputati ottiene l’incarico al Ministero di Stato per gli Affari Parlamentari. Da parte sua,  Aoun ha ottenuto due posti chiave, Difesa ed Esteri. Sul blocco opposto, Hariri nomina i ministri degli Interni e delle telecomunicazioni, mentre il suo alleato di Forze Libanesi ha ceduto il Ministero della Cultura per occupare quello del Lavoro e degli affari sociali.

Aiuti economici bloccati. Secondo gli esperti, le pressioni esterne per l’urgente necessità di gestire un’economia sull’orlo della bancarotta hanno portato allo sblocco della situazione politica. La formazione del governo è requisito fondamentale per l’erogazione di oltre 8 miliardi di euro di investimenti promessi nel corso della Conferenza di Cedre – 350 da parte della Banca Mondiale –  che si è tenuta a Parigi lo scorso aprile per sostenere lo sviluppo del Libano. Mentre Hariri si è impegnato a governare con un esecutivo di unità, la frammentazione tra i partiti e l’attuale riparto di poteri continua a contrariare gli alleati internazionali come gli Stati Uniti, l’Unione Europea, la Francia, la Gran Bretagna e l’Arabia Saudita, che hanno già minacciato di paralizzare tutti gli aiuti alle Forze Armate Libanesi qualora il partito della milizia sciita Hezbollah non venga estromesso dal governo. Gli Stati Uniti considerano Hezbollah come gruppo terroristico, mentre l’UE fa lo stesso con l’ala armata del partito.

Paralisi politica. Alla fine del 2017, Hariri aveva dovuto dimettersi da Riad inaspettatamente durante un viaggio controverso nel quale era stato temporaneamente trattenuto. Il principe ereditario Salman Bin Mohamed, aveva rimproverato il suo alleato di eccessivo permissivismo nei confronti di Hezbollah. È stato l’intervento  del presidente francese, Emmanuel Macron, a permettere il ritorno del primo ministro a Beirut. Nel 2016, un’altra paralisi politica in chiave regionale è stata risolta quando un accordo siglato tra Teheran e Riad, padrini rispettivamente di Hezbollah e Hariri, metteva fine ad un vuoto presidenziale dovuto alla mancanza del quorum. La situazione  regionale, con la vicina Siria come epicentro, ha paralizzato la vita politica, legislativa ed economica del paese. Il Libano ha dovuto fare i conti con l’arrivo di un milione e mezzo di rifugiati siriani e il rapido declino economico collegato al calo delle entrate dal turismo e delle rimesse, fino ad accumulare un debito estero pari al 150% del PIL. La scarsa partecipazione dell’elettorato (49,2%) nelle ultime elezioni ha dimostrato lo scetticismo dei cittadini che oggi protestano contro l’aumento delle tasse e la corruzione cronica, attribuite alla casta politica del paese.

 

Di Mario Savina

G-7 Ministers appeal to Russia on Syria but reject sanctions

BreakingNews @en di

The Group of Seven industrialized nations on Tuesday urged Russia to pressure the Syrian government to end the six-year civil war, but rejected a British call to impose new sanctions on Moscow over its support of President Bashar Assad. “Russia can be a part of that future and play an important role”, U.S. Secretary of State Rex Tillerson said.Or, he added, it could maintain its alliance with Syria, Iran and militant group Hezbollah, “which we believe is not going to serve Russia’s interests’ longer term”. He flew straight from the summit in Italy to Moscow, carrying the G-7’s strong desire for a new start in Syria, but few concrete proposals to make it happen. Finally, the G-7 members broadly agree that Assad should go – but not necessarily when, or how. European leaders are especially conscious of the disaster in Libya, where an internationally backed ouster of dictator Moammar Gadhafi was followed by a descent into chaos and factional fighting and about the last week’s chemical attack, the group decided not to approve new sanctions but to ask an investigation to the Organization for the Prohibition of the Chemical Weapons

A conflict has erupted between Israel and Russia after the Israeli strike on a Hezbollah arms shipment in Syria

BreakingNews @en di

A conflict has erupted between Israel and Russia following the Israeli strike on a Hezbollah-bound arms shipment in Syria over the weekend. After the launch of air missile took place this Friday, Israel has officially recognized the attack. This situation has worried Russia. We don’t know exactly why Russia is worried but it is clear that is in Israel’s best interests to keep Russia out of the battle it is waging against advanced weapons smuggling to Hezbollah. Also Assad, the President of the Gaza Strip,Assad feels that his regime is no longer under immediate threat, and he is trying to communicate to Israel that he intends to raise the stakes should Israel continue launching attacks in his territory. Actually Assad hasn’t got interst to start a war against Israel but like Israel and Russia, he has taken things to the next level.

Hezbollah condemns terrorist dual bombings in Syria

BreakingNews @en di

Hezbollah on Wednesday issued a statement condemning and deploring the dual terrorist bombings that rocked Damascus today, considering such cruel action as committed by inner hands for the purpose of breaking the Syrian will and handing Syria to foreign greedy seekers, foreign and some Arabs. Hezbollah called for besieging the terrorists and destroying them.

Hezballah denounces Damascus explosion, calls to unify efforts to get rid of terrorism gangs

BreakingNews @en di

Hezballah condemned in a statement issued on Saturday “the brutal crime against the innocent persons near Damascus this morning, which killed dozens and injured more than a hundred of visitors to the holy shrines”. The statement called to unify efforts to get rid of those terrorist gangs that are used by International and regional forces to carry out savage projects which aim to crumble the region and kill the resistance spirit in it. The statement concluded by paying condolences to the families of the victims, wishing quick recovery to the injured persons.

Israeli minister reveals that the Israeli army will soon possess a new robot technology that can assassinate Hizbullah and Hamas leaders

BreakingNews @en di

An Israeli minister said that the Israeli army will soon possess a new robot technology that can assassinate Hizbullah leader Sayyed Hassan Nasrallah and Hamas leaders, an Israeli news report said. Minister without Portfolio Ayoob Kara stated that the new technology “can eliminate the enemies, mainly Hizbullah leader Hassan Nasrallah and Hamas leaders in Gaza”. The report said the robots will be ready in a year or two and will perform “dangerous missions instead of the Israeli army”. “After what happened in Gaza and Lebanon, I don’t want Israeli soldiers to enter anymore”, jerusalemonline.com quoted the Israeli minister “I want our soldiers only at the international border. I can dispatch robots to Gaza in order to fight against them and to eliminate them face to face”. He explained that the new robot technology can enter into the smallest tunnels and can operate at a distance.

Hezbollah has acquired advanced Russian missiles that could change the balance of power in the Middle East

BreakingNews @en di

Hezbollah has acquired about 8 advanced Russian-made strategic naval missiles that could change the balance of power in the Middle East. According to Israeli YediothAhronoth newspaper, western intelligence agencies have expressed “grave concerns” that Hezbollah has acquired Yakhont missiles, also known as Onyx, a Russian supersonic anti-ship cruise weapon that is regarded as the naval equivalent of the antiaircraft S-300. These missiles can be fired from the shore and have a range of up to 300 kilometers. “Even the most advanced missile interception systems are unable to effectively intercept it”, said the reports.

President Aoun warns Israel against any attempt to violate Lebanon’s sovereignty

BreakingNews @en di

Lebanese President Michel Aoun warned on Saturday that any Israeli attempt to violate Lebanon’s sovereignty would be met with the “appropriate response”, in a statement released by his office. It said Aoun was reacting to recent remarks in a letter at the United Nations by Israel’s U.N. ambassador Danny Danon, which amounted to a “masked attempt to threaten security and stability” in southern Lebanon, but did not say what the remarks were. Israeli Intelligence Minister Yisrael Katz said on Thursday that all of Lebanon would be a target if Hezbollah fired on Israel. Speaking in a meeting with visitors to the Baabda presidential palace, Aoun said on Saturday that Danon’s letter “constitutes a threat to Lebanon. The international community should be wary of Israel’s aggressive intentions against Lebanon”.

Hezbollah: meeting Trump-Netanyahu and the death of the negotiations

Lebanese Hezbollah said on Thursday the outcome of U.S. President Donald Trump’s meeting with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu had effectively signaled an end to peaceful negotiations between Israel and the Palestinians. “After what came out after the meeting between Netanyahu and Trump, I am not exaggerating if I say that yesterday there was a semi-official announcement of the death of the path of negotiations”, Hezbollah leader Sayyed Hassan Nasrallah said in a live televised speech. Trump on Wednesday dropped a U.S. commitment to a two-state solution to the Israeli-Palestinian conflict, Washington’s longstanding policy on the Middle East. “For the Israelis, there is no such thing as a Palestinian state” Nasrallah said, adding that the two-state solution was the only thing keeping the door to negotiations open.

Hariri said: “We negotiated and we made compromises to preserve stability in Lebanon"

BreakingNews @en di

Lebanese Prime Minister Saad Hariri said Monday he stood firm against Syrian President Bashar al-Assad’s “crimes”, at an event marking the anniversary of his father’s assassination that he has blamed on Damascus. Hariri, whose father Rafiq Hariri was killed along with 22 other people in a February 14, 2005 bomb blast on the Beirut seafront, was elected as the prime minister in November for a second time, under an arrangement struck with the pro-Syrian Shiite group Hezbollah. “We negotiated and we made compromises to preserve stability” in Lebanon, he said in an address to a packed hall in Beirut. “We have not made, and will not make, any compromise on principles such as the Special Tribunal for Lebanon, on our point of view on Assad’s regime, our stand on illegitimate arms and on Hezbollah’s implication in Syria”, he said to loud applause.

Redazione
Vai a Inizio