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UE – Vietnam, approvato l’accordo di libero scambio

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Il parlamento europeo ha approvato l’accordo di libero scambio UE-Vietnam: questo eliminerà quasi tutti i dazi doganali, include norme vincolanti su clima, lavoro e diritti umani ed è un vero e proprio passo avanti verso il commercio interregionale con il Sud-Est asiatico.

L’approvazione in Parlamento

“L’accordo più moderno e ambizioso mai concluso tra l’UE e un paese in via di sviluppo” ha ottenuto l’approvazione del Parlamento mercoledì 13 febbraio 2020. Con 401 voti a favore, 192 contrari e 40 astensioni, è stato adottato l’accordo con il Vietnam, accompagnato da una seconda risoluzione – di accompagnamento – anch’essa adottata con 416 voti favorevoli, 187 contrari e 44 astensioni. L’obiettivo è di contribuire a fissare gli standard commerciali nella regione ASEAN e di portare ad un probabile futuro accordo multilaterale di commercio e investimenti. Il Parlamento europeo considera l’accordo “un forte messaggio a favore di un commercio libero, equo e reciproco, in un periodo segnato da crescenti tendenze protezionistiche e da importanti sfide per il commercio multilaterale basato su norme”.

Anche la Commissione europea si ritiene soddisfatta per questi accordi: “L’accordo UE-Vietnam ha un enorme potenziale economico di cui beneficeranno i consumatori, i lavoratori, gli agricoltori e le imprese e non si tratta di meri vantaggi economici. Dimostra che la politica commerciale può fungere da catalizzatore di progresso”, ha osservato Hogan, il Commissario per il Commercio.

Il contesto

L’Unione europea e il Vietnam hanno firmato un accordo commerciale e un accordo sulla protezione degli investimenti il 30 giugno 2019. Gli accordi sono stati presentati dalla parte vietnamita all’Assemblea nazionale per la ratifica, e dalla parte dell’UE al Parlamento europeo per il suo consenso, nonché ai rispettivi parlamenti nazionali degli Stati membri dell’UE nel caso dell’accordo sulla protezione degli investimenti. Il Vietnam è il sedicesimo partner commerciale dell’UE per le merci e il secondo partner commerciale dell’UE nell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN). Le principali esportazioni dell’UE verso il Vietnam sono prodotti ad alta tecnologia, compresi macchinari e attrezzature elettrici, aeromobili, veicoli e prodotti farmaceutici. Le principali esportazioni del Vietnam verso l’UE sono apparecchi telefonici, prodotti elettronici, calzature, tessuti e abbigliamento, caffè, riso, frutti di mare e mobili. Con uno stock totale di investimenti esteri diretti pari a 6,1 miliardi di euro (2017), l’UE è uno dei maggiori investitori stranieri in Vietnam. Il più grande settore di investimento da parte dell’UE è la lavorazione e la produzione industriale.

L’accordo

I negoziati commerciali e di investimento bilaterali con il Vietnam sono stati avviati nel 2012 e completati nel 2018. Gli accordi con il Vietnam sono i secondi (a seguito di quelli con Singapore) conclusi tra l’UE e un paese del sud-est asiatico e rappresentano un punto d’inizio per un maggiore impegno tra l’UE e la regione. Gli accordi commerciali e di investimento sviluppano la dimensione commerciale delle relazioni bilaterali tra l’UE e il Vietnam che trovano le loro basi e sono regolate dall’accordo quadro UE-Vietnam su partenariato e cooperazione (APC) entrato in vigore nell’ottobre 2016. L’accordo approvato dal Parlamento europeo eliminerà quasi la totalità dei dazi doganali tra le parti nei prossimi dieci anni, tempo che il Vietnam ha a disposizione, anche per ciò che riguarda i prodotti europei di esportazione verso il Paese. I servizi quali banche, trasporto marittimo e le poste sono compresi nell’estensione dell’accordo, e inoltre le imprese europee potranno partecipare a gare di appalto pubbliche del governo vietnamita.

Elementi innovativi e positivi dell’accordo sono la tutela ambientale, agendo per la conservazione e gestione sostenibile della fauna selvatica, della biodiversità, della silvicoltura e della pesca; il sostegno del progresso sociale in Vietnam e la tutela dei diritti dei lavoratori. L’accordo prevede inoltre il rispetto e l’applicazione dell’accordo di Parigi e l’approvazione dei progetti di legge sull’abolizione del lavoro forzato e sulla libertà di associazione, entro il 2020 e 2023, con la ratifica delle otto convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro, per rispettare, promuovere ed attuare in modo efficace i principi dell’ILO in materia di diritti fondamentali. Fondamentale è anche la clausola di sospensione dell’accordo in caso di violazione dei diritti umani.

Il testo dell’accordo commerciale entrerà in vigore una volta che il Consiglio concluderà l’accordo commerciale e le parti chiuderanno le procedure, mentre per l’accordo sulla protezione degli investimenti si dovrà aspettare la ratifica di parlamenti degli Stati membri dell’UE: Una volta ratificato, andrà a sostituire gli accordi bilaterali in materia di investimenti attualmente in vigore tra 21 Stati membri dell’UE e il Vietnam.

Patto di Stabilità, al via la revisione in Commissione europea

EUROPA di

La Commissione europea ha dato il via alla revisione del Patto di Stabilità e Crescita attraverso un riesame della governance economica, presentando un documento per aprire il dibattito con gli Stati membri: “Rivedere le regole UE che fissano i vincoli per i conti pubblici dei Paesi dell’Eurozona” è uno degli obiettivi principali, mantenendo un equilibrio tra stabilità e investimenti.

L’analisi della Commissione

A seguito delle misure adottate dall’Unione Europea per far fronte alla crisi 2007-2008, si è resa necessaria la periodica revisione e la sorveglianza del bilancio nell’ambito del patto di stabilità e crescita. Il Six-pack e il Two-pack prevedono che la Commissione riveda e riferisca sull’applicazione della legislazione ogni cinque anni. Da quando sono state introdotte le regole principali dell’economia europea il mondo è cambiato, così come il contesto economico: c’è dunque bisogno di una semplificazione per Bruxelles, anche in vista della comprensione dei cittadini; allo stesso tempo, anche l’inizio di un nuovo ciclo politico a livello europeo è un momento opportuno per valutare l’efficacia delle norme attuali.

Il 5 febbraio 2020 La Commissione ha presentato una comunicazione che esamina il quadro di governance economica dell’UE, basandosi su tre obiettivi: “garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche e della crescita economica evitando squilibri macroeconomici; consentire un maggiore coordinamento delle politiche economiche e promuovere la convergenza dei risultati economici degli Stati membri”. La comunicazione stabilisce inoltre come la Commissione intende consultare le parti interessate per ricevere le loro opinioni sul funzionamento del quadro economico finora e sui possibili modi per migliorarne l’efficacia. In realtà, la commissione europea non dà indicazioni sul futuro ma si limita ad analizzare gli ultimi anni: ciò che è emerso è che alcuni Paesi hanno un debito elevato e vi sono bassi livelli di investimenti. Allo stesso tempo, vi è stata una convergenza duratura dei risultati economici degli Stati membri e un coordinamento più stretto delle politiche di bilancio nella zona euro.

Senz’altro, si può affermare che il quadro di bilancio è diventato eccessivamente complesso a causa della necessità di tener conto di un’ampia gamma di circostanze in continua evoluzione; questa complessità ha reso il quadro meno trasparente e prevedibile.

Il dibattito

Un momento fondamentale è stato senz’altro il riconoscimento dell’importanza del dibattito inclusivo tra gli attori coinvolti, poiché per la Commissione europea “è fondamentale che tra tutti i principali portatori d’interessi vi sia un grado di consenso e di fiducia ampio, perché la sorveglianza economica nell’UE sia efficace”. Tutti i portatori di interesse – le altre istituzioni europee, le autorità nazionali, le parti sociali e il mondo accademico – sono stati invitati a partecipare ad un dibattito per esprimere il loro parere sul quadro di governance economica, se questo abbia funzionato o meno e su come rafforzarne l’efficacia.

Data la molteplicità degli attori, il dibattito si articolerà in diverse forme, quali riunioni dedicate, seminari, una piattaforma di consultazione online. Entro la fine del 2020, la Commissione concluderà il processo considerando i pareri di ogni gruppo interessato, e basandosi sulle conclusioni di ognuno di questi.

Argomento delicato sarà l’obiettivo di Ursula von der Leyen, il piano decennale da 1,000 miliardi di euro per raggiungere la neutralità climatica: questo si dovrà conciliare con la promozione degli investimenti e con il sostegno all’economia. Il dibattito servirà anche a comprendere come far quadrare tutti questi aspetti fondamentali da portare avanti.

Le dichiarazioni

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Le nostre regole di bilancio condivise sono fondamentali per la stabilità delle nostre economie e della zona euro. Garantire la stabilità finanziaria è un requisito essenziale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.” Tuttavia, riconoscendo la complessità delle regole e la difficoltà nel comunicarle, Dombrovskis aggiunge che “auspichiamo una discussione aperta su ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato, e sul modo di creare consenso per razionalizzare le regole e renderle ancora più efficaci”.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha aggiunto che “le politiche economiche in Europa devono affrontare le sfide odierne, che sono palesemente diverse da quelle di un decennio fa. La stabilità resta un obiettivo essenziale, ma vi è l’altrettanto urgente necessità di sostenere la crescita e in particolare di mobilitare gli enormi investimenti che servono per affrontare i cambiamenti climatici. Dobbiamo inoltre elaborare politiche di bilancio più anticicliche, tenuto conto dei vincoli crescenti con cui deve confrontarsi la BCE”.

NATO and EU mustn’t allow Balkans to be Europe’s “soft underbelly”

BreakingNews @en di

DPS leader Milo Djukanovic said in an interview with the Austrian national television ORF That Montenegro’s entry into NATO and the admissions procedures in the European Union are steps to be done with fairness and prudence, accompanying these important changes by introducing new reforms. With respect to NATO, he said he was happy that there could be place in the world for the promotion of European values; In the matter of European Union, he believes that EU membership can contribute to and strengthen stability in the Balkans. He also said that the European Union supports the governments in the Balkans that are in favor of the EU itself. This can give legitimacy to these governments and avoid the emergence of centrifugal forces.

Vucic responded to Thaci's "provocation"

BreakingNews @en di

After the Kosovo president addressed the gathering and said, among other things, that Serbia is “not ready for the EU because it does not recognize Kosovo”. Thaci also repeated a statement he made in during an interview last week – namely, that he “cannot imaging the EU accepting Serbia as a member before Kosovo.” But “You got your independence after NATO’s aggression, without a referendum, and not everyone has recognized you”, Vucic told Thaci according to the report, and continued: “Five EU countries have still not recognized you. You are not an independent state to us. And you are not listening what Serbia is saying, and say that we don’t have a European approach because we won’t recognize Kosovo. Unlike you who are making that person a candidate for prime minister… I said it in the assembly that Serbia must give up on its myths, for the sake of the future of not only Serbs, but also Albanians in Kosovo and Metohija”. “Your problem is that you don’t even know how to accept an extended hand. I see a coordinated campaign of people from the US Congress and your extremists. If you had 30 percent of Albanians, one stone upon another would not be left in Montenegro, while we never asked anything from them. Find me someone in the region who wills talk to Haradinaj without a lump in their throat. So much for democracy”, concluded Vucic.

EU Urges Azerbaijan To Release Detained Opposition Figures

BreakingNews @en di

The European Union has urged Azerbaijan to release detained opposition figures, in an apparent reference to the alleged abduction and arrest of a journalist critical of Baku and the detention of an opposition politician. The statement on June 4 did not mention names but came after journalist Afqan Muxtarli was kidnapped in the Georgian capital, Tbilisi, on May 29 and the arrest of opposition politician Gozal Bayramli. The EU statement said “a review by Azerbaijan of any and all cases of incarceration related to the exercise of fundamental rights, including the freedom of expression, and immediate release [of] all of those concerned is urgent. “We expect that the due process of law is respected, as well as the civil and political rights of citizens and those residing legally in states other than their own”, it added. The EU also said it welcomed the Georgian government’s announcement that it would investigate the alleged kidnapping. Tbilisi denies it was involved in the case

"I can't even imagine Serbia joining EU before Kosovo"

BreakingNews @en di

Kosovo President Hashim Thaci says he cannot even imagine the EU accepting Serbia as its member before Kosovo. Thaci said that  the biggest concern in southeastern Europe was caused by “the fact that the EU is too slow in bringing countries of the region closer, which opens the door to all kinds of radicalisms, as well as strengthening of the Russian influence”. He thinks that the EU should therefore make decisions faster, and adds that he cannot imagine Serbia in the EU before Kosovo. “I cannot imagine something like this happening. I am confident that this will not be the case because Serbia would then certainly block Kosovo, and for an indefinite period of time. The EU knows very well what the attitude and behavior of Serbia is towards Kosovo. But, Serbia too cannot continue on the path of European while not behaving in a European way toward Kosovo”, stressed Thaci. According to him, Greater Albania is “a concept talked about by Belgrade to cover their ambition of creating a ‘Greater Serbia’”. Thaci claims that “the Kosovo army” will be established by the end of this year, after this has been suspended under international pressure.

EU's emergency relocation and resettlement schemes and on progress made towards an effective and genuine Security Union

BreakingNews @en di

Meeting in Strasbourg, today the College of Commissioners will adopt two reports on the EU’s emergency relocation and resettlement schemes and on progress made towards an effective and genuine Security Union. The first report will take stock of actions taken by Member States over the last month to fulfil their commitments under the relocation and resettlement schemes. On the European Agenda on Security, today’s report will provide an update on the state-of-play with regards to the important work being carried out to improve security in the EU, and at its borders through better data management and the interoperability of information systems.

 

Italy will continue to support intensifying ties between Azerbaijan, EU

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Italy will continue to firmly support intensifying relations between Azerbaijan and the EU, Foreign Minister of Italy Angelino Alfano said in his letter addressed to his Azerbaijani counterpart Elmar Mammadyarov on the occasion of the 25th anniversary of the establishment of diplomatic relations between the two countries, Azerbaijan’s Foreign Ministry said. Angelino Alfano underlined that during the past 25 years the two countries have established important cooperation especially in the economic field and that Italy gradually becoming the main trade partner of Azerbaijan. Mammadyarov instead, expressed his hope that Italy as member of the OSCE Troika starting from 2017, will make efforts for the soonest and just settlement of Armenia-Azerbaijan Nagorno-Karabakh conflict based on the norms and principles of international law.

 

Germany, Italy to set up mission on Libyan borders to stem migrants flow

BreakingNews @en di

Italy and Germany are reportedly seeking an EU mission to stabilise Libya’s 5,000km southern border with neighbouring countries and curb migration, EUobserver reported. German interior minister, Thomas de Maiziere, and his Italian counterpart, Marco Minniti, want the mission set up between Libya and Niger. Both minister, in a letter to European Commission, asked EU to act as soon as possible. Also France told the necessity to increase living conditions in the area. According to local authorities, maintain south Libya border is a solution to resolve the global migrant crisis in the country. The exodus from the coast has increased by over 44 percent – when compared to the same period last year – with some 45,000 people having disembarked between January and mid-May so far, EUobserver wrote.

Montenegro met some criteria for EU membership

BreakingNews @en di

The Croatian ambassador in Podgorica, Veselko Grubisic, said that through the entry into NATO, Montenegro has met many democratic criteria that will be useful for joining the European Union. He also said that relations between Croatia and Montenegro are good and are very optimistic about their development. He also hopes that Montenegro will be able to join the European Union within the deadlines set.

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Aurora Vena
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