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Francia: aggredito un autista di Bayonne nel tentativo di far rispettare le misure precauzionali contro il Covid-19

EUROPA di

La Francia è stata duramente colpita dal Covid-19 ed ha combattuto duramente per domare i focolai nel Paese, che, secondo un conteggio della Johns Hopkins University, ha visto oltre 208.000 contagiati confermati ed oltre 30.000 decessi. Gli esperti dicono che il vero bilancio sia più alto, a causa dei test limitati e dei contagi lievi mancanti nelle stime. Nonostante questo, risulta ancora difficile far rispettare le misure di precauzione. Il 5 luglio, a Bayonne, nella costa occidentale francese, il conducente di un autobus di linea è stato aggredito da un gruppo di persone dopo averle esortate ad indossare la mascherina. La vittima, Philippe Monguillot, un uomo di 59 anni, è stato massacrato di colpi alla testa e gravemente ferito. Quando è stato soccorso era in condizioni di incoscienza, è stato ricoverato in gravissime condizioni ed è morto dopo qualche giorno in stato di morte cerebrale. Come reazione, i suoi colleghi hanno scioperato bloccando nove linee della cittadina: una decisione che il sindaco di Bayonne Jean-René Etchegaray e quello della vicina Anglet Claude Olive – che è anche presidente del sindacato dei trasporti – hanno condiviso, esprimendo piena solidarietà ai lavoratori.

L’aggressione

L’aggressione ai danni di Philippe Monguillot è avvenuta intorno alle sette di sera. Secondo la polizia il conducente è stato aggredito quando si è rifiutato di far salire sull’autobus un uomo con un cane che non indossava la mascherina e quando ha chiesto anche ad altri passeggerei che già si trovavano sulla vettura-anche loro senza mascherina e sprovvisti altresì di biglietto-di scendere. E’ scoppiata una furiosa lite: l’autista à stato spinto fuori dall’autobus; lì, due persone gli hanno dato calci e pugni violenti nella parte superiore del corpo e in particolare alla testa; i quattro uomini hanno poi lasciato l’autista incosciente sul marciapiede prima di fuggire per rifugiarsi nell’appartamento di uno di loro. Questo il resoconto della Procura.

“Abbiamo assistito a un atto particolarmente violento e barbaro” ha affermato il sindaco di Bayonne Jean-René Etchegaray. Quest’ultimo si è augurato “che gli autori siano condannati severamente” dando “un segnale forte per tutta la città”.

Dopo l’aggressione, Philippe Monguillot era già in stato di morte cerebrale. “In accordo con i medici” ha riferito la figlia Marie all’Agence France Presse il 10 luglio “abbiamo deciso di lasciarlo andare in pace e non accanirci”.

Due uomini si trovano attualmente in stato di detenzione per l’omicidio, si tratta di due giovani di 22 e 23 anni, pregiudicati; altri due, di una trentina d’anni, sono accusati di complicità ed omissione di soccorso e si trovano in stato di fermo.

La reazione politica

Immediata la reazione del Governo francese: il neoprimoministro Jean Castex ha parlato di “crimine abietto” che “non resterà impunito”. Il Ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, è intervenuto sul luogo dei fatti per essere presente di persona. Giunto a Bayonne, Darmanin ha incontrato una delegazione del personale dei mezzi pubblici che ha espresso la rabbia della categoria, annunciando la propria astensione dal lavoro, in virtù del diritto di sciopero in presenza di minacce alla sicurezza. “Riprenderanno servizio in condizioni di sicurezza rinforzate” ha annunciato l’azienda di trasporti Keolis. “I team di Keolis rimangono mobilitati su tutte le nostre reti, in Francia e in tutto il mondo, in modo che tale aggressione non si verifichi più e che i nostri trasporti pubblici rimangano uno spazio vitale in cui il rispetto per le persone e la proprietà diventi di nuovo responsabilità di tutti” ha continuato Keolis in una nota.

“È stata un’aggressione odiosa, inqualificabile, confido nella magistratura per punire gli autori di questa barbarie” ha dichiarato il Ministro dell’Interno, aggiungendo che “non si tratta di un semplice fatto di cronaca”. “Il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e il ministro dell’Interno – ha continuato Darmanin– non permetteranno che questa violenza gratuita diventi qualcosa di banale. Il conducente di un bus deve poter guidare il suo mezzo senza rischiare la vita”.

Anche il Ministro dei trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, si è recato sul posto e ha incontrato i conducenti di Chronoplus, la rete di trasporti dell’agglomerato di Bayonne.

 

Nelle file della destra l’aggressione ha ravvivato le richieste di autorità e sanzioni più severe. Il deputato di Les Républicains (LR) Eric Ciotti ha chiesto “pesanti sanzioni contro gli assassini”. Per il senatore Bruno Retailleau (LR) “non ci sarà una lotta efficace contro questa ferocia senza un ritorno dell’autorità e la fine del lassismo sistemico”. “Ucciso per voler semplicemente far rispettare le regole. Questo omicidio non deve rimanere impunito. Le condanne devono essere esemplari e realmente eseguite” ha reagito su Twitter il Presidente del Consiglio regionale dell’Hauts-de-France Xavier Bertrand (ex LR). Definendo “feccia” i presunti aggressori del conducente, la leader di Rassemblement National, Marine Le Pen, ha chiesto “una rivolta di fronte a questa barbarie”

 

 

Francesca Scalpelli
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