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Il via libera definitivo ai Green pass europei

EUROPA di

Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente i cosiddetti “Green pass” che, dal primo luglio, permetteranno di circolare all’interno dell’Unione Europea senza particolari restrizioni, purché venga attestata almeno una di tre diverse condizioni: l’avvenuta vaccinazione, un recente risultato negativo ai test per il Covid-19, l’avvenuta guarigione dal virus. Il sistema di certificazione, che dovrà essere adottato formalmente anche dal Consiglio Europeo per essere ufficiale, resterà in vigore per 12 mesi. I certificati saranno rilasciati gratuitamente dalle autorità nazionali e saranno disponibili in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Facilitare la libera circolazione e contribuire all’eliminazione graduale e coordinata delle restrizioni: questi gli obiettivi che si pongono alla base del regolamento approvato dal Parlamento europeo.

Il certificato Covid digitale dell’UE

Il 9 giugno, il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria, ha completato l’iter legislativo relativo al “certificato COVID digitale dell’UE”, il cosiddetto “Green pass”, approvando il sistema che permetterà di circolare senza particolari restrizioni all’interno dell’Unione Europea. Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi.

Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il Covid-19 o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dal virus. In pratica, si tratta di tre certificati distinti: un quadro comune dell’UE li renderà compatibili e verificabili in tutto il territorio dell’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.

Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Gli Stati membri sono tenuti, dunque, a realizzare un’infrastruttura adeguata al rilascio e alla verifica; essi potranno optare per modalità centralizzate di distribuzione dei certificati, oppure affidare il compito ai centri dove si effettuano le vaccinazioni e i test per rilevare l’eventuale positività al coronavirus ovvero agli operatori sanitari che verificano la guarigione dal Covid-19.

Durante i negoziati tra le istituzioni europee, gli eurodeputati hanno ottenuto un accordo grazie al quale gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”.  Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre le persone interessate dovranno ricevere un preavviso di 24 ore.

Test, vaccini e protezione dei dati

Con riguardo ai vaccini, nell’ambito del regolamento approvato dal Parlamento si chiarisce che tutti gli Stati membri dell’Unione dovranno accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri paesi membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA); essi potranno decidere se accettare anche i certificati per altri vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso d’emergenza. Relativamente ai test, invece, i Paesi dell’UE sono incoraggiati a garantire che abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili; su richiesta del Parlamento, la Commissione europea si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali Covid dell’UE.

Inoltre, al fine di consentire l’interoperabilità, cioè lo scambio dei dati tra i vari paesi, la Commissione ha istituito e gestirà un “gateway” per raccogliere le “chiavi pubbliche” dei certificati. I dati sanitari dei cittadini rimarranno comunque nei rispettivi paesi e non saranno trasmessi e conservati in alcun modo; i certificati saranno verificati offline e, in generale, tutti i dati personali dovranno essere trattati in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati.

Prossime tappe e dichiarazioni

Il testo del regolamento relativo ai Green pass dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, per l’entrata in vigore e l’applicazione immediata dal 1° luglio 2021.

“Oggi il Parlamento ha dato il via al ripristino della libera circolazione e a uno Schengen pienamente funzionale, mentre continuiamo a combattere questa pandemia” ha dichiarato il relatore e presidente della commissione per le libertà civili, Juan Fernando López Aguilar, dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo.

Diddier Reynders, il Commissario europeo alla giustizia, nel corso della plenaria dell’Europarlamento, ha, invece, ricordato che “il regolamento sottolinea l’importanza di test universali e accessibili per tutti i cittadini, soprattutto per le persone che attraversano le frontiere quotidianamente. E per sostenere questi sforzi la Commissione europea si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro per i test necessari al rilascio del certificato”.  

Francesca Scalpelli
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