GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Area di Crisi, rischio terrorismo l’occidente sotto attacco

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Prima puntata della seconda stagione per “Area di Crisi” condotta da Alessandro Conte, direttore di European Affairs Magazine.

L’occidente è sotto attacco, minacciato dal terrorismo con  attentati e attacchi di lupi solitari, dagli aeroporti alle stazioni dei treni o della metropolitana in questa puntata ne parliamo con il Professor Roberto Setola, professore associato presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e Direttore del Master in Homeland Security della stessa Università.

In Studio Alessandro Conte

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Prima Parthica, l’addestramento degli italiani ai Peshmerga

Asia/Difesa/Video di

I peshmerga del Kurdistan iracheno sono sempre stati in prima linea nei diversi sconvolgimenti della storia dell’Iraq dalla sua indipendenza, nella guerra Iran-Iraq, nella prima e nella seconda guerra del golfo.

Dall’agosto del 2014 sono stati i primi ad impegnare i terroristi di Daesh e  liberare le città occupate dai terroristi dell’ISIS. Combattenti di valore  si sono lanciati nelle battaglie forti solo del loro coraggio. male armati e senza addestramento hanno tenuto testa all’Isis per quanto possibile fino all’arrivo della coalizione internazionale.

Addestramento e supporto nel combattimento sono le basi della missione Inherent Resolve e in particolare  con la Missione Prima Parthica gli italiani sono impegnati nell’addestramento delle forze Iraqene e della Regione autonoma del Kurdistan.

Dal 2014 alcuni battaglioni della milizia peshmerga sono stati integrati nella Guardia Nazionale Irachena e sono parte della nuova 2ª divisione irachena, di base a Mossul. Da allora questi combattenti sono addestrati allo Zerawani Tiger Training camp di Erbil .

L’addestramento che viene impartito dagli italiani ha lo scopo di rendere più efficaci le forze Peshmerga e Zerawani nei combattimenti. Alla prima fase di addestramento di base di fanteria si aggiungono nel tempo corsi di specializzazione nel tiro, nel combattimento urbano e per lo sviluppo di unità speciali.

Al tiger camp  gli istruttori italiani sono affiancati da traduttori ma molti di loro si sforzano di apprendere la lingua Kurda per avvicinarsi sempre di più ai loro “Studenti”.

Al Tiger camp incontriamo Fatima, traduttrice e professoressa di Biologia all’università di Erbil, una degli interpreti che aiutano gli istruttori nel lavoro quotidiano che ci racconta la sua percezione della missione italiana che definisce molto importante  per i peshmerga che dopo l’addestramento si trovano immediatamente sulla linea del fuoco.

L’addestramento degli istruttori italiani risulta essere uno dei più efficaci grazie anche al modello di approccio e di interazione con i peshmerga sopratutto nella fase di specializzazione dove le doti e l’esperienza nella formazione di una istituzione di 150 anni viene riconosciuta dalle giovani formae armate del posto-

L’efficacia sul campo dei peshmerga è aumentata sensibilmente grazie al supporto della Training force della missione italiana, lo conferma anche il General Brigadiere Aptar comandante del Zerawani Tiger Camp che durante la nostra intervista ha sottolineato come l’apporto di armamenti e l’istruzione puntuale sul loro uso ha permesso un incremento notevole dell’efficacia in battaglia con una diminuzione delle perdite umane in battaglia.

Tutto questo nel nostro reportage video da Erbil.

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Gli “Occhi della Guerra” realizzano il primo reportage dal fronte a 360 gradi

EUROPA/INNOVAZIONE/Video di

Si può entrare dentro la guerra? Camminare nelle trincee della prima linea e provare la sensazione di chi sta lì? Gli Occhi della Guerra lo hanno fatto. Grazie ad una campagna di crowdfunding terminata con ampio successo, Gli Occhi della guerra hanno mandato tre reporter nel Donbass, la regione ucraina dove è in atto una vera e proprio guerra di cui l’Occidente non parla.

Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi, Alfredo Bosco hanno realizzato il primo reportage a 360 gradi dal fronte di un conflitto dimenticato nel cuore dell’Europa che continua a fare vittime, da entrambe le parti: da una parte i ribelli filorussi, appoggiati politicamente e militarmente dal Cremlino, dall’altra l’esercito regolare ucraino, le cui posizioni corrono a poca distanza dagli ultimi sobborghi cittadini. Muovendo il mouse sullo schermo, è possibile navigare a tutto tondo all’interno dell’inquadratura, osservando da vicino ogni particolare e ogni movimento.

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“Gli Occhi della Guerra continuano a puntare sull’innovazione: dopo la scelta di fare crowdfunding, questa volta abbiamo deciso di puntare sui video 360. Volevamo che il lettore facesse esperienza diretta della guerra, stando al fianco del reporter, seguendolo, vedendo quello che vede lui. Insomma, un’esperienza che solo i videogiochi riescono a dare”, spiega Andrea Pontini, Ceo de ilGiornale.it

Con i video 360 – pubblicati sul sul sito www.gliocchidellaguerra.it e sul canale youtube de Gli Occhi della Guerra – il lettore viene catapultato nel bunker a pochi metri da un feroce bombardamento, cammina sulle macerie dopo la battaglia, entra nelle case distutte dei civili disperati. Un’esperienza unica che permette di sentire da vicino l’odore della guerra, di sentire sulla pelle la paura, di provare compassione con chi la guerra la subisce passivamente, di sentire, insomma, quello che sentono i reporter.

“Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione con Ricoh Theta S che ha creduto sin dall’inizio nell’iniziativa. Con Ricoh Theta S, abbiamo realizzato il primo reportage ‘immersivo’ da un fronte caldo. Altri esperimenti sono stati fatti ma mai in prima linea”, continua Pontini.

Questa è la risposta de Gli Occhi della Guerra al silenzio assordante che da mesi circonda il Donbass. I servizi sono stati girati nella zona dell’aeroporto di Donetsk, tra le trincee di Spartak e in altre località dove ogni giorno, su entrambi i lati della barricata, migliaia di ragazzi vivono, lottano e muoiono in nome di una guerra sporca che l’Occidente si ostina a non vedere. Questo lavoro è dedicato a tutti loro.

AREA DI CRISI – LIBIA, DA GHEDDAFI FINO AL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE

Video di

AREA DI CRISI – LIBIA, DA GHEDDAFI FINO AL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE
Terza puntata del WebFormat “AREA DI CRISI” settimanale di approfondimento di EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE. In studio Alessandro Conte, direttore di European Affairs Magazine, intervista il Gianluca Ansalone, Docente SIOI e esperto di relazioni internazionali

 

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CREDITS
AREA DI CRISI – Settimanale di european affairs –
CONDUCE: Alessandro Conte, direttore European Affairs Magazine –
REDAZIONE: Giacomo Pratali, Paolo Balmas, Paola Fratantoni, Paola longobardi, Giada Bono – SEGRETERIA DI REDAZIONE: giacomo pratali –
MUSICA SIGLA: per gentile concessione di Francesco Verdinelli –
REGIA: Tino Franco –
IMMAGINI: Nel blu studios –
MONTAGGIO: Daniele Scardecchia –
REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON :
EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE – www.europeanaffairs.media
NEL BLU STUDIOS – www.nelblustudios.com –
EDITO DA: Centro Studi Roma 3000 – www.roma3000.it

AREA DI CRISI – LA CRISI SIRIANA, EPICENTRO DI INSTABILITA’ DEL MEDITERRANEO

Varie/Video di

Nella seconda puntata di AREA DI CRISI insieme all’avvocato Forlani analizziamo la situazione della crisi siriana e il suo impatto geopolitico nel quadrante.

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CREDITS

AREA DI CRISI – settimanale di european affairs –

CONDUCE: alessandro conte, direttore european affairs magazine –

REDAZIONE: giacomo pratali, paola fratantoni, paola longobardi, giada bono – SEGRETERIA DI REDAZIONE: giacomo pratali –

MUSICA SIGLA: per gentile concessione di francesco verdinelli –

REGIA: tino franco –

IMMAGINI: nel blu studios –

MONTAGGIO: daniele scaredecchia –

REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON :

EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE – www.europeanaffairs.media

NEL BLU STUDIOS – www.nelblustudios.com –

EDITO DA: Centro Studi Roma 3000 – www.roma3000.it

 

AREA DI CRISI – Il ruolo della Russia nella crisi Mediorientale

Medio oriente – Africa/Video di

IL RUOLO DELLA RUSSIA NELLA CRISI MEDIORIENTALE

Prima puntata del WebFormat “AREA DI CRISI” settimanale di approfondimento di EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE. In studio Alessandro Conte, direttore di European Affairs Magazine, intervista il Professor Antongiulio de Rubertis, Professore Ordinario dell’Università di Bari e docente della Scuola di relazioni Internazionali dell’università Statale di San Pietroburgo.

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CREDITS

AREA DI CRISI – settimanale di european affairs –

CONDUCE: alessandro conte, direttore european affairs magazine –

REDAZIONE: giacomo pratali, paola fratantoni, paola longobardi, giada bono – SEGRETERIA DI REDAZIONE: giacomo pratali –

MUSICA SIGLA: per gentile concessione di francesco verdinelli –

REGIA: tino franco –

IMMAGINI: nel blu studios –

MONTAGGIO: daniele scaredecchia –

REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON :

EUROPEAN AFFAIRS MAGAZINE – www.europeanaffairs.media

NEL BLU STUDIOS – www.nelblustudios.com –

EDITO DA: Centro Studi Roma 3000 – www.roma3000.it

Missione UNIFIL, in Libano prosegue l’impegno italiano – VIDEO

Difesa/Video di

La missione UNIFIL è nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione. L’obiettivo della missione è assistere il Governo libanese ad esercitare la propria sovranità sul Libano ed a garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. UNIFIL sostiene, inoltre, le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area allo scopo di prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni all’interno delle quali possa essere ritrovata una pace duratura. Alla missione UNIFIL partecipano oltre 10.000 soldati provenienti dai seguenti Paesi: Armenia, Austria, Bangladesh, Bielorussia, Belgio, Brasile, Brunei, Cambogia, Cina, Croazia, Cipro, El Salvador, Francia, Finlandia, Repubblica di Macedonia, Germania, Ghana, Grecia, Guatemala, Ungheria, India, Indonesia, Italia, Irlanda, Kenia, Malesia, Nepal, Nigeria, Qatar, Korea, Serbia, Sierra Leone, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Tanzania e Turchia.

Un attacco alle Israeli Defence Force (IDF), avvenuto il 12 luglio 2006, a Sud della Blue Line nelle vicinanze del villaggio israeliano di Zar’it, da parte di elementi Hezbollah, uccide otto soldati israeliani mentre altri sei vengono feriti e due catturati. Al rifiuto della richiesta di rilascio, Israele inizia una campagna militare in Libano mirata ad annientare le milizie di Hezbollah ed altri elementi armati; in conseguenza di ciò, le milizie di Hezbollah conducono attacchi contro infrastrutture civili israeliane nel Nord di Israele.

L’escalation delle ostilità porta le IDF a condurre una vasta campagna militare nel Nord della Blue Line contro le milizie armate di Hezbollah. Le ostilità continuarono per 34 giorni durante i quali viene svolta una intensa attività diplomatica internazionale tesa al conseguimento di una tregua/cessate il fuoco per la successiva creazione di stabili condizioni di pace, che culmina con la Risoluzione n. 1701 dell’11 agosto 2006. Tale risoluzione sancisce la cessazione delle ostilità a partire dal 14 agosto 2006.

Dall’inizio del cessate il fuoco, le IDF continuano ad occupare larghi tratti dell’Area di Operazioni (AO) di UNIFIL mentre gli Hezbollah e gli elementi armati rimangono nel Sud del Libano. Durante i giorni di conflitto, inoltre, i contingenti di UNIFIL di India e Ghana continuano ad occupare le proprie postazioni nella AO mentre, dal 24 luglio 2006, i 4 posti di osservazione vengono abbandonati dagli osservatori ONU.

Il 2 febbraio 2007, il Generale di Divisione italiano Claudio Graziano, dando il cambio al Generale di Divisione francese Alain Pellegrinì, assume il Comando della forza ONU in Libano (UNIFIL) e al quale successivamente succede, da gennaio del 2012 fino al luglio 2014, il Generale di Divisione Paolo Serra. Dal 24 luglio scorso il Generale di Divisione Luciano Portolano è al Comando della forza ONU in Libano (UNIFIL).

Gli obiettivi,

Gli obiettivi principali della missione ONU sono quelli di monitorare le attività delle due fazioni lungo la linea di demarcazione denominata BLU LINE, impedire il movimento di persone e armi nel territorio di competenze e di perseguire un clima di tranquillità e sicurezza nell’area di competenza tesa a raggiungere una pace stabile.

L’ambiente in cui si sviluppa l’operazione è sicuramente unico. La missione Leonte (denominazione italiana dell’Operazione), innestata sulla preesistente struttura di UNIFIL3 , nasce dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite. Tale documento, nella fase centrale dell’operazione, assegna al Contingente multinazionale il compito di impedire la ripresa delle ostilità tra il Libano e Israele e supportare le Forze Armate libanesi nella loro azione di controllo del territorio sino alla completa autonomia operativa. I principi contenuti nella risoluzione e le direttive emanate dal comando UNIFIL4 stabiliscono inequivocabilmente il modus operandi delle unità militari sul terreno: l’uso della forza è autorizzato solo al fine di difendere la vita umana e assicurare il rispetto del mandato ONU. I soldati di UNIFIL sorvegliano costantemente tutta l’area di operazioni che si estende dal Fiume Litani sino alla Blue Line, linea di demarcazione tra lo stato del Libano e quello di Israele e la cooperazione con le Forze Armate libanesi diviene lo strumento fondamentale per assicurare a Sud il rispetto della Blue Line da parte dei due paesi confinanti e a Nord per evitare l’infiltrazione di armi illegali nell’area di responsabilità attraverso il Fiume Litani.

Nella area di competenza, oltre le truppe ONU, sono presente i contingenti dell’esercito libanese ai quali viene richiesta una attività di supporto per finalizzare eventuali controlli su persone e mezzi, attività che non rientra nel mandato dell’ONU ma che si rende necessaria per mantenere il controllo degli armamenti nella zona.

Sono molte le pattuglie e i posti di osservazione che vengono messi in campo ogni giorno in particolare dal contingente italiano, una attività continua che rende quanto mai visibile il controllo del territorio da parte dell’ONU e delle LAF ( Lebanese Armed Force).

Nella nuova configurazione, successiva alla risoluzione UNSC 1701 del 11 agosto 2006, l’area di operazioni di UNIFIL è stata ingrandita (includendo l’area di Tiro) e suddivisa in due settori a livello Brigata il Sector East e il Sector West.

Il nostro reportage è stato realizzato durante la permanenza in teatro della Brigata Taurinense che aveva alle sue dipendenze il 1° rgt Nizza Cavalleria schierato insieme al 9 Btg Alpini.

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Le attività di Peacekeeping

La fondamentale attività di monitoraggio dell’area operativa è resa possibile da una fitta attività di pattugliamento che coinvolge il personale e i mezzi della missione ininterrottamente giorno e notte. Le pattuglie muovono dalla base di Shama pr controllare tutte le vie di transito e i villaggi più importanti, con mezzi Lince di ultima generazione sono ben visibile per il loro colore bianco e per le bandiere ONU che sono sistemate su tutti i mezzi. La popolazione civile accoglie con benevolenza la presenza dei soldati in missione, riconoscendo la loro funzione di portatori di pace.

I Lince si muovono in coppia percorrendo le strette strade dei villaggi o le strade bianche delle campagne coltivate a banani con il compito di intercettare qualsiasi movimento sospetto.

Ogni movimento dura circa Quattro ore durante le quali si devono operare dei posti fissi di osservazione, i mezzi si fermano e il personale osserva con attenzione il territorio circostante che sia in aperta campagna di notte o una strada trafficata di giorno.

Una accurata pianificazione e una strategia di movimento specifica mettono in grande difficoltà chiunque voglia mettere in atto un azione contro le truppe ONU o più in generale contro la stabilità del sud del Libano

La missione Leonte dal 2007 ha adottato nuove direttive per il comportamento sul campo considerando che ogni più piccola azione di ogni capopattuglia sul territorio poteva potenzialmente influire sullo stato globale della missione.

In questo contesto è stato deciso di emanare una serie di procedure che mettono ogni capo pattuglia nelle condizioni di valutare la reazione corretta ad ogni tipo di incidente, lancio di sassi, sorveglianza sospetta verso le truppe UNIFIL, richiesta di aiuto da parte di civili, presenza di armi illegali, attacco verso pattuglie del Contingente.

Le attività sul territorio vengono svolte in stretta sinergia con le Forze Armate Libanesi e le autorità locali elevando in maniera decisiva le capacità di risoluzione delle eventuali crisi .

In questo teatro operativo il potenziale strategico – mediatico di ogni azione pone ogni singolo operatore a dover valutare con molta attenzione ogni reazione e come si è visto anche in questa ultima missione Leonte a volte non reagire è la migliore reazione.

 

 

LA MEZZALUNA DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO DAL CAUCASO ALLA LIBIA

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CONVEGNO DEL CENTRO STUDI ROMA3000

Sono intervenuti al convegno che si è tenuto il 14 aprile 2016 a Roma presso l’Hotel Nazionale il professor Germano Dottori, direttore del Master in “Geopolitica e sicurezza ” dell’Universita LUISS “Guido Carli di Roma, l’Avvocato Alessandro Forlani che è stato parlamentare e membro della commissione esteri della Camera dei deputati, il Dottor Andrew Spannaus, direttore della testata digitale “Transatlantico.info” ed esperto di geopolitica e economia internazionale,il dottor Paolo di Giannantonio giornalista e conduttore RAI oltre ad essere un orientalista esperto.

 

Il convegno ha analizzato il fenomeno dell’Isis, inteso come offensiva militare e terroristica, con la prospettiva della ricostituzione del Califfato in un’area del mondo che potrebbe coincidere con quella in cui si registrano presenze islamiche, o con quella che è stata oggetto delle conquiste arabe e poi turche nel Medio Evo.  Sono stati discussi i ruoli delle potenze internazionali nel quadrante con riferimento alla politica estera USA e Russa.

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LA MEZZALUNA DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO DAL CAUCASO ALLA LIBIA

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DIRETTA STREAMING DEL CONVEGNO

LA MEZZALUNA DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO DAL CAUCASO ALLA LIBIA
L’OFFENSIVA DEL DAESH AI CONFINI D’EUROPA –ROMA 14 APRILE 2016 – 0RE 17.30

Il convegno si propone un’analisi del fenomeno dell’Isis, inteso come offensiva militare e terroristica, con la prospettiva della ricostituzione del Califfato in un’area del mondo che potrebbe coincidere con quella in cui si registrano presenze islamiche, o con quella che è stata oggetto delle conquiste arabe e poi turche nel Medio Evo.

Quindi si tenterà un approfondimento delle radici del fenomeno Isis, delle condizioni che ne hanno favorito la formazione e delle motivazioni dei suoi promotori e militanti.   Si cercherà di cogliere, inoltre, il potenziale di destabilizzazione politica della sua azione militare e propagandistica e gli effetti già raggiunti in Siria, Iraq e Libia, sul punto di essere ridotti al rango dei cosiddetti “stati falliti”.

L’intento dell’incontro-dibattito sarà soprattutto  quello di individuare le possibili soluzioni al conflitto siriano, che, oltre a provocare innumerevoli vittime, sta espellendo porzioni sempre più ampie della sua  popolazione fuori dai territori del Paese, costringendoli a migrazioni di massa in condizioni disumane.

 

[youtube]https://youtu.be/Y_EPwyqK-Fs[/youtube]

 

Search and Rescue gli angeli del soccorso aereo

Difesa/Video di

Search and rescue, quando sei in difficoltà tra le montagne, durante un alluvione o in mare ti raggiungono con ogni condizione metereologica e ti portano in salvo. Vi raccontiamo dall’interno con ragazzi dell’85° centro SAR del 15° stormo dell’Aeronautica Militare Italiana.

Insieme al comandante dell’85° Centro SAR Maggiore Federico Bellicano seguiamo una delle tante esercitazioni chegli equipaggi conducono costantemente e che permettono di mantenere la capacità operativa a livelli altissimi.

Vediamo insieme di cosa si tratta nel video.

[youtube]https://youtu.be/G1XMUxlGCNQ[/youtube]

Alessandro Conte
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