GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Category archive

STORIA

Quis contra Nos? Fiume d’Italia e i 100 anni della Carta del Carnaro.

STORIA di

L’8 settembre è normalmente ricordato per la firma dell’armistizio del 1943, che pose fine alla seconda guerra mondiale e che diede il via ad una sanguinosa e tragica guerra civile nel nostro Paese, i cui effetti – ahinoi! – si vedono ancora oggi.
Ma l’8 settembre del 2020 si festeggia una ricorrenza più importante per altri motivi, di natura sicuramente più nobile, dal valore storico inenarrabile e dal significato giuridico senza pari.
Stiamo parlando del centenario della promulgazione della Carta del Carnaro, che ricorre oggi.
La Carta del Carnaro – così denominata dai più – era la Costituzione, la legge fondamentale di cui si era dotata la Reggenza Italiana del Carnaro: una città-stato, di forma repubblicana, inizialmente auto-annessasi al Regno d’Italia e poi dichiaratasi di fatto indipendente, nel corso dello svolgersi dei vari capitoli dell’impresa dannunziana di Fiume d’Italia.
Non ci soffermeremo affatto sull’epopea fiumana o sul mito, la leggenda, la figura e l’inimitabile vita di D’Annunzio.
Solo l’ingresso a Fiume d’Italia, il primo capitolo di questa avventura, meriterebbe svariati volumi per essere raccontato con adeguata passione e con il rigore storico che merita.
Per non parlare di quello che Fiume d’Italia è stata, nei mesi successivi alla “Santa Entrata”, da un punto di vista militare, politico, sociale, ideologico, spirituale e via discorrendo.
La premessa fondamentale, a proposito di ideologia, è che Fiume d’Italia ed il dannunzianesimo non c’entrano assolutamente nulla con il fascismo.
Il militarismo e l’arditismo, ed anche la violenza, che hanno caratterizzato i pochi mesi di vita di questa città libera ed indipendente, nulla hanno a che fare con i colori, i miti, i motti ed i costumi del fascismo.
Fu Mussolini a copiare in toto la simbologia e la mitologia militarista e superomistica di D’Annunzio e dell’esperienza fiumana. Pensate solo a “eja eja alalà”… che era un motto di guerra, rispolverato dal Vate per galvanizzare i suoi legionari e che egli stesso aveva ripreso dal mito greco dell’Alalà: una divinità che aleggiava sui campi di battaglia, figlia di Pòlemos, invocata dagli opliti prima della guerra.
Il corollario a questa premessa è che Mussolini fu sicuramente, per sua convenienza e solo inizialmente, un sostenitore della causa fiumana e di D’Annunzio. Ma D’Annunzio non fu mai fascista e -come è noto – durante il ventennio fu confinato ed isolato dal regime, che lo aveva di fatto depauperato della sua immagine, con cui il Vate ben avrebbe potuto mettere in ombra quella del duce.
Ma torniamo a noi: la Carta del Carnaro.
Fu scritta dal famoso sindacalista Alceste de Ambris, interventista e di cifra socialista.
Ovviamente anche D’Annunzio, il Comandante, ci mise mano e conferì alla carta costituzionale quel sapore poetico e lirico che probabilmente non esiste in altri documenti di matrice giuridica.
Se pensiamo a quanto successe in Italia negli anni successivi all’ esperienza fiumana – anni di censura, di omicidi di Stato, di guerra, di liberticidi – la carta di Fiume d’Italia assume ancora maggiore importanza e dovrebbe costituire un monito per il Legislatore, anche per quello di oggi.
Ma stiamo parlando del 1920!
Fino ad allora, non era esistita una legge fondamentale che fosse così improntata al rispetto della libertà e, diciamocela tutta, dell’amore nel senso più elevato del temine.
Gli articoli della carta parlavano di democrazia diretta, di autonomia, di sovranità dei cittadini.
I cittadini erano uguali, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione e censo.
Si parlava già di decentramento, di salario minimo, di istruzione primaria obbligatoria e di assistenza in caso di malattia e disoccupazione.
Ma esisteva anche il principio dell’inviolabilità del domicilio, della proprietà privata, del risarcimento in caso di errori giudiziari o di abuso di potere da parte dello Stato.
Preso in prestito dalla Common Law, esisteva anche diritto all’habeas corpus, ossia il diritto – per un cittadino arrestato o detenuto – di essere portato innanzi ad un giudice che verificasse il suo stato di salute e valutasse la legittimità della sua detenzione.
Esistevano la libertà di religione, il suffragio universale ed una suddivisione della società in corporazioni (che, solo in parte, fu ripresa dal corporativismo di stampo fascista negli anni successivi).
Esisteva la figura del Comandante, un reggente temporaneo, che governava con pieni poteri lo Stato solo in caso di estrema urgenza e necessità.
Per il resto, esistevano dei ministeri, un apparato giudiziario molto articolato e complesso – e dalla lettura della carta si evince chiaramente quale e quanto fosse l’interesse di quel Legislatore verso un corretto funzionamento della giustizia – ed un notevole interesse era riposto anche nell’istruzione.
Non parliamo della difesa della Patria e del sistema militare di Fiume d’Italia. Dovremmo scrivere un poema. Ma davvero un poema nel senso letterale del termine.
Come tutti sappiamo, con il “Natale di sangue”, la vita di Fiume d’Italia finì molto presto, troppo presto. Le convenienze politiche e le questioni politiche internazionali dell’epoca preferirono la ragion di stato al senso di patriottismo e di coesione nazionale.
Tuttavia, oggi, di Fiume d’Italia e della sua legge fondamentale rimane l’idea.
Quest’idea – unica ed originalissima in tutte le sue sfaccettature – proprio perché si tramutò in una costituzione repubblicana liberale e democratica ante-litteram va studiata ed approfondita.
Molte idee ed ideali di democrazia che la carta propugna sono di difficile e concreta attuazione ancora oggi.
Personalmente, dopo aver letto svariate pubblicazioni su D’Annunzio, sull’esperienza fiumana, sulla vita a Fiume d’Italia, penso che – nella pur breve parentesi di questa esperienza tutta italiana – la costituzione dell’epoca fosse stata applicata in pieno, in termini di libertà, senso di appartenenza alla comunità, costumi e spiritualità.
Fiume d’Italia fu anche la sede della Lega internazionale dei popoli oppressi e si fece promotrice e creatrice di una rete di attivisti nel campo dei diritti e

del desiderio di rivalsa di altre Nazioni (non Stati, non paesi, ma “Nazioni”), anche molto lontane dall’Italia, ma che già allora pretendevano il giusto riconoscimento, le giuste libertà, ed il giusto rispetto.
Leggete di Fiume d’Italia, leggete di D’Annunzio, leggete la Carta del Carnaro: non potrete far altro che abbeverarvi ad una fonte libertà e di idee, di amor di Patria, di civismo, di amore di sé e di cultura.

 

Domenico Martinelli

1872 nasce la specialità degli Alpini

STORIA di

Esperti rocciatori, truppe da montagna altamente addestrate, sciatori fuori dal comune, nonché il più antico Corpo di Fanteria da montagna attivo nel mondo. Nato il 15 ottobre 1872 per volere del Generale Giuseppe Perrucchetti – Medaglia d’oro al Valore Militare nella battaglia di Custoza – che già nel marzo 1872 aveva mosso il primo passo con un articolo suRivista Militare,dal titolo “Considerazioni su la difesa di alcuni valichi alpini e proposta di un ordinamento militare territoriale della zona alpina “e con il contributo del Senatore del Regno, nonché Generale anch’egli, Cesare Ricotti-Magnani, il quale con uno stratagemma riusci ad inserire l’istituzione delle prime quindici compagnie alpine in un largo programma
di riforma militare.

Continue reading “1872 nasce la specialità degli Alpini” »

Chernobyl, il disastro, le conseguenze e gli scenari politici

EST EUROPA/STORIA di

Il disastro di Chernobyl si è svolto il 26 aprile del 1986, dove, nella notte di quella data, all’interno della centrale nucleare Vladimir Lenin situata vicino alla città di Pripjat, all’epoca situata all’interno del territorio dell’Unione Sovietica, oggi si trova nella parte settentrionale dell’Ucraina verso il confine con la Bielorussia. Continue reading “Chernobyl, il disastro, le conseguenze e gli scenari politici” »

Dalla presa dell’ambasciata americana alle sanzioni odierne, l’Iran di ieri e di oggi.

STORIA di

Novembre 1979, un anno dalla  partenza dello Scia Reza Pahlavi e il ritorno trionfale dell’Ayatollah Khomeini la situazione a Teheran è molto calda, esecuzioni sommarie e continue manifestazioni contro l’odiato nemico americano si susseguono in tutta la città saldamente in mano alle guardie della rivoluzione. Presi in ostaggio i diplomatici americani, unico caso nella storia moderna fino a quel momento, un evento di brutale efficacia mediatica durato 444 giorni.

Uno spartiacque nella politica americana nel medio oriente ma anche un momento difficile dello stesso Iran che vogliamo analizzare con la testimonianza di Esmail Mohades, rappresentante del movimento degli Studenti Iraniani in Italia, che proprio in quei giorni lasciva il paese per giungere in Italia.

EA – Quattro novembre 1979, l’ambasciata americana viene assaltata dal movimento degli studenti, perche?

Esmail Mohades: Perché il nuovo regime uscito da poco ad una grandiosa rivoluzione, decide uno scontro frontale con la superpotenza, che oltretutto, gli ha dato una grossa mano a salire il potere? Se continuiamo a calcare mainstream, suscitiamo sì meno perplessità, ma non inquadriamo il problema per quello che è, Il nocciolo del problema va cercato nella natura dello stesso regime teocratico insediato nel paese più laico del Medio Oriente. Quindi il problema fondamentale del regime iraniano sono gli iraniani e le forze democratiche e progressiste presenti in Iran di allora, sebbene piccole e inesperte. Queste avevano contrastato lo sciah e la politica americana in Iran e per questo possedevano un potenziale consenso popolare. Quindi il regime prende il toro per le sue corna: colpisco l’America come posso, presa dell’ambasciata, conquisto l’arma dell’anti America, molto in auge allora, in fine ho un importante nemico, l’alibi per decimare ogni voce dissidente interna. Il regime ha avuto successo in questo.

EA: Quali furono le reazioni all’interno de movimento?

Esmail Mohades: In quel periodo la massa degli iraniani quadrava tutto con stupore. Nel senso che dopo pochi mesi dalla caduta dello sciah tutto andava verso una direzione mai immaginate. Un gruppo zelante, con il consenso di Khomeini, con la presa dell’ambasciata ha superato i suoi concorrenti interni e fatto fuori i nemici. Molti degli studenti che hanno preso l’ambasciata negli anni ’80 hanno insanguinato il paese e fatto cose atroci nelle carceri, poi durante la presidenza di Rafsanjani, 1989-97, sono stati estromessi dal potere, per ritornarci poi in veste dei riformisti.

Qual’era la situazione in quei giorni a Theran?

Esmail Mohades: In quei giorni la maggioranza della popolazione si metteva fuori, grazie anche alla repressione che andava sempre più verso confini atroci. Il regime si preparava verso una chiusura totale degli spazi democratici, che poi è avvenuto nell’estate dell’81.

EA: Dopo il tentativo di liberazione andato male quale fu la reazione del movimento?

Esmail Mohades: Ha gonfiato l’immaginazione di chi pensava di stare umiliando la superpotenza e messo in evidenza la totale incapacità dell’Amministrazione di Carter. La liberazione degli ostaggi dopo 444 giorni, con risultato di tirar giù il povero Carter, è avvenuta quando si annusava che Reagan non avrebbe continuato la linea politica di Carter. Il Paese ha pagato caro in termini politici, economici e di immagine, ma gli autori avevano ormai ottenuto il loro risultato.

EA: Oggi Trump riprende la strada selle sanzioni, potrà mai esserci un nuovo 4 novembre 1979?

Esmail Mohades: L’Iran di oggi è spompato del tutto. Le sue principali armi usate per la sopravvivenza, repressione interna e terrorismo esterno, sono del tutto spuntate. Basta osservare le notizie della rivolta in Iran e gli arresti dei terroristi iraniani, in Belgio, Francia, Austria e Danimarca, ammesso che queste notizie arrivino. Stiamo assistendo la fine di un regime inglorioso, che solo l’Europa. L’Italia, a stento, pensa di salvare.                

4 novembre 1979, a Teheran viene occupata l’Ambasciata Americana.

STORIA di

Dopo la partenza dello Scia Reza Pahlavi e il ritorno trionfale dell’Ayatollah Khomeini la situazione a Theran è molto calda, esecuzioni sommarie e continue manifestazioni contro l’odiato nemico americano si susseguono in tutta la città saldamente in mano alle guardie della rivoluzione.

Continue reading “4 novembre 1979, a Teheran viene occupata l’Ambasciata Americana.” »

Una stele di troppo: la battaglia di Cassino non è ancora finita

STORIA di

Ci sono luoghi, in Europa, intrisi di sangue e di memoria, che non sono uguali a tutti gli altri. Come non tutti uguali sono i morti lasciati dalla guerra.

Ce lo ha ricordato la vicenda della progettata inaugurazione, il 18 marzo 2018 a Cassino di una stele in memoria dei paracadutisti tedeschi del 1944, promossa dall’Associazione albergatori della cittadina laziale e dall’Associazione Paracadutisti Tedeschi. Continue reading “Una stele di troppo: la battaglia di Cassino non è ancora finita” »

Radko Mladic ex generale bosniaco condannato all’ergastolo:l’Italia appoggia la decisione del tribunale.

BreakingNews/Europe/STORIA di

E’ stato condannato il 22 Novembre, dal tribunale penale internazionale dell’ Aja, Radko Mladic, ex generale ed ex Comandante dell’esercito serbo bosniaco durante la guerra in Bosnia tra il 1992/1995. Accusato proprio durante questo suo periodo di comando d’aver provocato un vero e proprio genocidio, è stato condannato in primo appello a dover scontare la massima pena prevista dal Paese: l’ ergastolo.

Una vittoria, dunque per le famiglie delle vittime della guerra, che hanno subito sin troppe violenze da un conflitto, probabilmente, ai loro occhi non del tutto comprensibile.

Anche la rappresentanza politica Italiana all’estero, ha tenuto ad essere presente ed esprimere la propria solidarietà nei confronti delle vittime; sostenendo l’attività del tribunale bosniaco, con la speranza che una tale sentenza possa dare sollievo alla popolazione oltre che speranza per un futuro migliore. L’Italia, anche a sostegno di questa speranza, si fa promotrice nell’annessione dei Balcani all’ U.E. : annessione significativa e solidale che potrebbe valere come nuova possibilità di scambio culturale/ sociale anche per la nostra Nazione.

Press Release
× Contattaci!
Vai a Inizio