GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Category archive

SOCIETA’ - page 3

Covid19 Emergenza Ristorazione La pietra Scheggiata chiusa regala pizze

SOCIETA' di

Continua la nostra inchiesta sul settore del turismo, oggi parliamo con l’imprenditore della ristorazione Mauro Ciavarella, proprietario de “la Pietra scheggiata a Roma”. Nonostante la chiusura del locale Mauro però non si è fermato del tutto, due volte a settimana cucina pizze per donarle a chi non si può permettere un pasto caldo in questi giorni di estrema crisi, se prima capitava ogni tanto oggi sono molte le persone che chiedono aiuto.

Continue reading “Covid19 Emergenza Ristorazione La pietra Scheggiata chiusa regala pizze” »

Le proteste sociali al tempo del Coronavirus

SOCIETA' di

In tutto il mondo i cittadini continuano a far sentire la propria voce. L’attuale pandemia COVID-19 ha cambiato la forma delle proteste, ma non le ha silenziate.

Se le immagini più forti e significative del 2019 sono state quelle delle piazze gremite di manifestanti in lotta per il riconoscimento dei propri diritti, le foto del 2020 raffigurano città deserte, sospese a data da destinarsi.

In un battito di ciglia, l’anno delle proteste è sfociato nell’anno del lockdown. 

Tuttavia la gente non ha smesso di far sentire la propria voce: i desideri di cambiamento e giustizia sono, se è possibile, più sentiti di prima. Se il momento storico obbliga le persone a stare a casa, il protestare, anziché spegnersi, semplicemente cambia forma, adeguandosi alla realtà della pandemia. 

Ad Hong Kong gli attivisti pro-democrazia che da ottobre 2019 si oppongono all’ingerenza di Pechino nella regione hanno organizzato in diversi punti del territorio delle “edicole” dove si raccolgono le iscrizioni al sindacato (e dove non sono presenti mai più di 4 persone, come impongono le ordinanze). 

Anche le manifestazioni sono continuate, nonostante i divieti delle autorità. Il 24 aprile e il 1° maggio, alcune centinaia di dimostranti si sono radunati all’interno del centro commerciale New Town Plaza. La protesta è stata interrotta dalla polizia in tenuta antisommossa, che ha spruzzato spray al peperoncino e gas lacrimogeni per disperdere gli attivisti.

Spostandosi in Israele, colpisce la potenza evocativa della manifestazione organizzata a Tel Aviv per denunciare i rischi per la democrazia legati alle trattative fra il primo ministro BanjaminNetanyahu e il suo ex avversario politico Benny Gantz per formare un governo di coalizione.

Più di 2000 persone, tutte vestite di nero, hanno occupato piazza Rabin mantenendo la distanza di sicurezza di due metri e indossando mascherine protettive, in linea con le regole sul distanziamento sociale previste per contenere l’epidemia. L’effetto finale di questa geometria ordinata e silenziosa è stato sicuramente potente e di forte impatto.

In Russia si assiste ai primi raduni di protesta virtuali senza la presenza fisica dei manifestanti. Gli organizzatori delle proteste hanno sfruttato le applicazioni per la mobilità “Yandex.Navigator” e “YandexKarti”, che permettono agli utenti di lasciare dei commenti visibili in punti specifici della mappa. Al posto dei commenti sul traffico, alcuni cittadini si sono lamentati delle difficoltà economiche dovute al lockdown e hanno protestato contro le autorità politiche. I luoghi virtualmente scelti per lasciare i propri messaggi sono stati quelli intorno agli uffici governativi, che si sono in questo modo ritrovati circondati da una vera e propria “folla virtuale”. 

Negli Usa, il lockdown imposto dal Coronavirus non è solo un ostacolo per le manifestazioni, ma la causa stessa per cui si protesta. Dalle Hawaii al Michigan, migliaia di persone, molte anche armate, sono scese in piazza per chiedere libertà di fronte ad uno stop delle attività che ritengono non democratico e in violazione dei diritti costituzionali.

Le manifestazioni affondano le radici nelle difficoltà economiche: a causa del lockdown milioni di americani sono senza lavoro,costretti a casa senza stipendio e senza assicurazione sanitaria.

A Berlino il movimento ambientalista europeo, nato nel 2019 e guidato dalla giovane attivista Greta Thunberg, si fa sentire in maniera pacifica e creativa. Mentre la mobilitazione si è trasferita per il momento online, il movimento ha trovato un modo per portare comunque la voce ambientalista davanti al parlamento tedesco. Un numero limitato di attivisti ha collocato centinaia di cartelli colorati, uno dei simboli del Fridays for Future, davanti al Bundestag, per chiedere una ripresa dell’economia all’insegna dell’ambiente e delle energie rinnovabili.

Queste carrellata rappresentativa dei tanti fermenti sociali oggi in atto ci mostra che, da un angolo all’altro del globo, la paura del virus non ha frenato la volontà dei cittadini di far valere i propri diritti. Che conseguenze potrà avere l’attuale emergenza sanitaria sul futuro delle mobilitazioni?

Che le proteste siano nuove o vecchie, che il motivo sia pre-covid o post-covid non importa: la pandemia getterà inevitabilmente ulteriore benzina sul fuoco del malcontento globale, soprattutto a causa della recessione economica che seguirà. E così da sanitaria l’epidemia potrebbe rapidamente trasformarsi in una “pandemia sociale” di gravissima portata. La cesura imposta del virus dovrebbe essere quindi l’occasione per ripensare le basi della nostra società e ripartire diversamente.

Di Laura Iannello

Lockdown delle emozioni

SOCIETA' di

Assistere ad un concerto, andare allo stadio, tornare a vedere un film al cinema. Ad oggi sono argomenti tabù. È anche vero che in un paese totalmente bloccato dall’emergenza Covid-19 non sono temi di prima necessità, ma proveremo comunque a rispondere a queste domande.

Continue reading “Lockdown delle emozioni” »

20 aprile 2020 riaprono le librerie: la nuova festa della liberazione

SOCIETA' di

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, proclamò l’insurrezione per liberare i territori ancora occupati dai nazifascisti. Bologna era stata liberato il 21 aprile, Genova il 23, Venezia il 28. Roma lo era già dal giugno del 1944 e Napoli il 30 settembre dell’anno prima. Il 25 aprile è la data simbolo che ancora oggi viene festeggiata e non certo il giorno in cui venne realizzata in un colpo solo la liberazione. Forse anche per questo viene contestata, distorta, manipolata e strumentalizzata.

Continue reading “20 aprile 2020 riaprono le librerie: la nuova festa della liberazione” »

La morte corre in rete, tra Haters e cyberbullismo aumentano i suicidi

SOCIETA' di

Non è il titolo di un film dell’orrore o di un giallo, purtroppo, ma è drammatica realtà. La rete è, né più né meno, una piazza, un luogo dove incontrare persone, parlare e tenere molti degli stessi comportamenti che si possono tenere anche nel reale. In rete non sono possibili i contatti fisici, ma ciò non toglie che ai possa vivere nel virtuale la maggior parte di ciò che ci offre il reale, specialmente nel male. Continue reading “La morte corre in rete, tra Haters e cyberbullismo aumentano i suicidi” »

Roma Misteri e Segreti, la storia della Banda della Magliana

SOCIETA' di

Roma, fine anni 70, un gruppo di malviventi cambia la storia della città. diverse “batterie” di ladruncoli si uniscono e fanno il salto di qualità mettendosi così in evidenza che la mafia e la camorra li contattano per fare business sulla città. La loro crescita è cosi evidente che inquadrano del periodo difficile della storia d’Italia anche una parte dei servizi segreti si tiene d’occhio , li usa, li protegge. Questa è la storia della più famigerata organizzazione criminale che da anni ha tenuto la capitale sotto la sua minaccia, e ancora oggi non siamo sicuri che sia finita. Ascolta la puntata di Roma Misteri e Segreti nel podcast.

Continue reading “Roma Misteri e Segreti, la storia della Banda della Magliana” »

La criminalità organizzata in America Latina, azioni e reazioni ai tempi del Covid-19.

L’attuale crisi provocata dal coronavirus in ogni angolo del mondo ha effetti sociali, economici e politici che sono riscontrabili anche negli affari delle organizzazioni criminali.

In Italia come negli altri paesi per frenare il contagio da Covid-19 si fermano imprese e industrie, e anche le mafie rallentano in alcuni settori criminali come la prostituzione, la tratta dei migranti o lo spaccio di droga. Tuttavia, come ha ben sottolineato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, le “Mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. E le élite delle mafie fanno molte operazioni non per arricchirsi, ma per avere consenso, potere…”

Ora, se per un’istante pensiamo di far valere questo monito non solo per le organizzazioni criminali italiane, possiamo pensare che tutta la criminalità organizzata mondiale oggi patisce e reagisce agli effetti del Covid-19. Le parole del procuratore di Catanzaro hanno una grande rilevanza universale e riassumono benissimo le intenzioni delle organizzazioni criminali di tutto il mondo.

La crescente minaccia rappresentata dal coronavirus ha portato in superficie le già presenti disuguaglianze sociali sottostanti e ciò vale anche per le lacune della presenza statale e il ruolo dei gruppi criminali nel colmare tale vuoto.

Basta guardare al Brasile per vedere come i trafficanti di droga del Comando rosso (Comando Vermelho – CV) nella favela Ciudade de Deus di Rio de Janeiro, scalcando il governo centrale, soffocano l’espansione del virus imponendo il coprifuoco ai residenti.

Al contempo, l’esercito nazionale di liberazione in Colombia (Ejército de Liberación Nacional – ELN) ha annunciato il 30 marzo un cessate il fuoco di un mese, che è arrivato in seguito all’appello dell’ex leader ribelle Francisco Galá, il quale ha dichiarato “di cessare il fuoco… e di liberare il paese dalla paura della guerra, almeno per questi tempi di emergenza”, secondo El Tiempo.

Mentre nel vicino Venezuela diversi video testimoniano che gruppi di “colectivos” o gruppi armati filo-governativi impongono ai residenti nel quartiere 23 di Enero di Caracas e nel quartiere di Petare vicino a Caracas di rispettare i protocolli di igiene e di quarantena. Inoltre, secondo i media locali lo stesso regime di Nicolás Maduro ha invitato i civili armati ad affiancare i membri delle forze armate per imporre le restrizioni di quarantena.

In Guatemala, l’emergenza dichiarata dal governo ha spinto i membri della banda del Barrio 18 a concedere la sospensione del pizzo da parte dei venditori locali. Tuttavia, bande come la Unión de Tepito a Città del Messico, hanno mantenuto il racket nonostante la pandemia. In El Salvador, membri della banda della MS13 ed entrambe le fazioni del Barrio 18, i Rivoluzionari e Sureños, minacciano la popolazione locale con violenza a restare in quarantena.

Angélica Durán-Martínez, criminologa dell’Università di Chicago e Benjamin Lessing professore all’Università del Massachusetts, studioso di violenza criminale e governance in America Latina, hanno sostenuto a InSight Crime, che le ragioni delle bande per esercitare questo tipo di governance vanno ben oltre il semplice garantire il loro potere e controllo. Il loro tentativo è indirizzato a ottenere più capitale sociale, per favorire le loro operazioni criminali. Benjamin Lessing sostiene che, quando lo Stato non agisce, spesso gli attori criminali si assumono la responsabilità nel prendersi cura delle loro comunità.

“Riflette il loro interesse a mantenere il supporto sociale”, ha dichiarato Durán-Martínez. “Questi gruppi vedono sul territorio i chiari rischi che la comunità deve affrontare come il mancato accesso ad acqua pulita, sapone o disinfettante e nel momento in cui lo stato non adotta misure concrete per la tutela della salute pubblica, la responsabilità di quest’ultima finisce per essere nelle loro mani.”

Il paradosso del modus operandi delle organizzazioni criminali sta nel non essere sempre contraria o antagonista a come lo stato vuole governare. L’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica riflette in realtà un caso in cui sia gli interessi statali e quelli criminali sembrano essere abbastanza convergenti. Proprio per questo è da considerare che l’altro virus che punta a rafforzarsi, sfruttando l’emergenza della pandemia, sono le varie organizzazioni. D’altronde quando lo stato è assente o come nel caso brasiliano sopraffatto dalla superficialità, la criminalità organizzata trova terreno fertile per proliferare e rafforzarsi.

Covid-19: Privacy o lotta al contagio? Cosa fare?

SOCIETA' di

In questi giorni per combattere l’epidemia si preannuncia la possibilità di tracciare le persone positive al Covid-19 ed i loro contatti. Il tracciamento verrebbe effettuato attraverso l’utilizzo di big data forniti dagli operatori di telefonia mobile in un ambito, e con finalità, attualmente non previsti in materia di privacy .

Continue reading “Covid-19: Privacy o lotta al contagio? Cosa fare?” »

Alessandro Conte
× Contattaci!
Vai a Inizio