GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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SICUREZZA - page 3

La criminalità organizzata in America Latina, azioni e reazioni ai tempi del Covid-19.

L’attuale crisi provocata dal coronavirus in ogni angolo del mondo ha effetti sociali, economici e politici che sono riscontrabili anche negli affari delle organizzazioni criminali.

In Italia come negli altri paesi per frenare il contagio da Covid-19 si fermano imprese e industrie, e anche le mafie rallentano in alcuni settori criminali come la prostituzione, la tratta dei migranti o lo spaccio di droga. Tuttavia, come ha ben sottolineato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, le “Mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. E le élite delle mafie fanno molte operazioni non per arricchirsi, ma per avere consenso, potere…”

Ora, se per un’istante pensiamo di far valere questo monito non solo per le organizzazioni criminali italiane, possiamo pensare che tutta la criminalità organizzata mondiale oggi patisce e reagisce agli effetti del Covid-19. Le parole del procuratore di Catanzaro hanno una grande rilevanza universale e riassumono benissimo le intenzioni delle organizzazioni criminali di tutto il mondo.

La crescente minaccia rappresentata dal coronavirus ha portato in superficie le già presenti disuguaglianze sociali sottostanti e ciò vale anche per le lacune della presenza statale e il ruolo dei gruppi criminali nel colmare tale vuoto.

Basta guardare al Brasile per vedere come i trafficanti di droga del Comando rosso (Comando Vermelho – CV) nella favela Ciudade de Deus di Rio de Janeiro, scalcando il governo centrale, soffocano l’espansione del virus imponendo il coprifuoco ai residenti.

Al contempo, l’esercito nazionale di liberazione in Colombia (Ejército de Liberación Nacional – ELN) ha annunciato il 30 marzo un cessate il fuoco di un mese, che è arrivato in seguito all’appello dell’ex leader ribelle Francisco Galá, il quale ha dichiarato “di cessare il fuoco… e di liberare il paese dalla paura della guerra, almeno per questi tempi di emergenza”, secondo El Tiempo.

Mentre nel vicino Venezuela diversi video testimoniano che gruppi di “colectivos” o gruppi armati filo-governativi impongono ai residenti nel quartiere 23 di Enero di Caracas e nel quartiere di Petare vicino a Caracas di rispettare i protocolli di igiene e di quarantena. Inoltre, secondo i media locali lo stesso regime di Nicolás Maduro ha invitato i civili armati ad affiancare i membri delle forze armate per imporre le restrizioni di quarantena.

In Guatemala, l’emergenza dichiarata dal governo ha spinto i membri della banda del Barrio 18 a concedere la sospensione del pizzo da parte dei venditori locali. Tuttavia, bande come la Unión de Tepito a Città del Messico, hanno mantenuto il racket nonostante la pandemia. In El Salvador, membri della banda della MS13 ed entrambe le fazioni del Barrio 18, i Rivoluzionari e Sureños, minacciano la popolazione locale con violenza a restare in quarantena.

Angélica Durán-Martínez, criminologa dell’Università di Chicago e Benjamin Lessing professore all’Università del Massachusetts, studioso di violenza criminale e governance in America Latina, hanno sostenuto a InSight Crime, che le ragioni delle bande per esercitare questo tipo di governance vanno ben oltre il semplice garantire il loro potere e controllo. Il loro tentativo è indirizzato a ottenere più capitale sociale, per favorire le loro operazioni criminali. Benjamin Lessing sostiene che, quando lo Stato non agisce, spesso gli attori criminali si assumono la responsabilità nel prendersi cura delle loro comunità.

“Riflette il loro interesse a mantenere il supporto sociale”, ha dichiarato Durán-Martínez. “Questi gruppi vedono sul territorio i chiari rischi che la comunità deve affrontare come il mancato accesso ad acqua pulita, sapone o disinfettante e nel momento in cui lo stato non adotta misure concrete per la tutela della salute pubblica, la responsabilità di quest’ultima finisce per essere nelle loro mani.”

Il paradosso del modus operandi delle organizzazioni criminali sta nel non essere sempre contraria o antagonista a come lo stato vuole governare. L’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica riflette in realtà un caso in cui sia gli interessi statali e quelli criminali sembrano essere abbastanza convergenti. Proprio per questo è da considerare che l’altro virus che punta a rafforzarsi, sfruttando l’emergenza della pandemia, sono le varie organizzazioni. D’altronde quando lo stato è assente o come nel caso brasiliano sopraffatto dalla superficialità, la criminalità organizzata trova terreno fertile per proliferare e rafforzarsi.

#INFERMIERIPERCOVID: in 500 nella task force per intervenire nelle zone più colpite

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Mangiacavalli: “Ora serve la grande risposta degli infermieri”. Nasce l’Unità infermieristica per COVID-19: 500 infermieri volontari per le zone più colpite. Una task force di infermieri volontari (selezionati in base alle esperienze professionali “ritenute necessarie” tra le domande che arriveranno entro le 20 del 28 marzo) farà parte di “Infermieri per COVID” e saranno destinati dalla Protezione civile alle Regioni più colpite dal coronavirus. Continue reading “#INFERMIERIPERCOVID: in 500 nella task force per intervenire nelle zone più colpite” »

Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione

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Il contingente italiano della missione in Afghanistan “Resolute Support”, attualmente su base 132^ Brigata corazzata “Ariete” al comando del generale di brigata Enrico Barduani, ha effettuato nei giorni scorsi alcune significative donazioni in favore di altrettanti enti e istituti che operano in delicati settori chiave della società afgana. Continue reading “Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione” »

Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione

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Il contingente italiano della missione in Afghanistan “Resolute Support”, attualmente su base 132^ Brigata corazzata “Ariete” al comando del generale di brigata Enrico Barduani, ha effettuato nei giorni scorsi alcune significative donazioni in favore di altrettanti enti e istituti che operano in delicati settori chiave della società afgana. Continue reading “Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione” »

Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione

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Il contingente italiano della missione in Afghanistan “Resolute Support”, attualmente su base 132^ Brigata corazzata “Ariete” al comando del generale di brigata Enrico Barduani, ha effettuato nei giorni scorsi alcune significative donazioni in favore di altrettanti enti e istituti che operano in delicati settori chiave della società afgana. Continue reading “Afghanistan, proseguono le attività Cimic della missione” »

COVID-19, nuova ordinanza vieta qualsiasi spostamento fuori dal comune di residenza, l’Esercito chiamato a rinforzare le forze dell’ordine.

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Nel momento in cui viene emanata una nuova disposizione dai Ministeri della Sanità e dell’Interno che prevede il blocco totale degli spostamenti delle persone fisiche al di fuori del comune di residenza salvo che per le note comprovate esigenze lavorative o per esigenze di salute, il supporto delle forze armate al sistema di controllo del territorio e dell’applicazione dell’ordinanza risulta essere oltre che necessario di assoluta importanza. Soprattutto al Nord dove i focolai dell’epidemia sono ancora molto accesi e pericolosi.

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Quando tutto sarà finito. La necessità di ripensare all’importanza sociale dello strumento militare.

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Si vis pacem para bellum. E’ un antico motto romano trito e ritrito sui siti che parlano di geopolitica e di analisi delle questioni militari. Ma anche oggi è più che mai attuale e coerente con il quadro situazionale. La guerra che combattiamo non è più contro una possibile invasione dei carri armati dell’URSS, ma è pur sempre una guerra. Contro il virus e contro noi stessi.

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Missione in Afghanistan: JMOU al lavoro per ponte aereo

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Nel contingente italiano della missione in Afghanistan “Resolute Support”, attualmente su base 132^ Brigata corazzata “Ariete” al comando del generale di brigata Enrico Barduani, opera la Joint Multimodal Operation Unit (JMOU), unità formata da personale dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito, con il compito di gestire il movimento di passeggeri e materiali in transito dallo scalo aeroportuale di Herat e di svolgere operazioni di Reception Staging Onward Movement (RSOM). Continue reading “Missione in Afghanistan: JMOU al lavoro per ponte aereo” »

Defender – Europe 20, esercitazione combinata delle US Force e della difesa Europea, si ridimensiona

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L’esercizio DEFENDER-Europa 20 è lo spiegamento di una forza di combattimento a livello di divisione direttamente  dagli Stati Uniti in Europa, un insieme di uomini e mezzi che si dispiegano in diversi teatri addestrativi in Europa. L’esercitazione prevista per il mese di aprile  avrebbe portato in  Europa 20mila soldati americani che congiuntamente con le forze armate di sei nazioni europee avrebbero simulato diversi scenari di intervento in difesa della comunità europea. Nessun annullamento nonostante i rischi legati al COVID-19

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Alessandro Conte
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