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Il Presidente del comitato dei Capi di Stato Maggiore Pakistano in visita in Italia incontra il generale graziano

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L’Alto Ufficiale ha assistito, con il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. S.A. Roberto Nordio, all’esercitazione delle specifiche capacità delle forze speciali e per le operazioni speciali

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ha ricevuto ieri a Roma presso Palazzo Esercito il Presidente del Comitato dei Capi di Stato Maggiore (CJCSC), Generale Zubair Mahmood Hayat.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, la visita è proseguita con l’approfondimento dei temi della cooperazione militare e condividendo alcune riflessioni sulla situazione internazionale, con specifico riferimento alla minaccia terroristica.

La visita è proseguita presso l’Ippodromo militare di Tor di Quinto dove il Generale Hayat ha assistito allo storico carosello del gruppo squadroni a cavallo dei Lancieri di Montebello e alla rievocazione della Carica.

In data odierna il Presidente del CJCSC e la delegazione pakistana, accompagnati dal Generale S.A. Roberto Nordio, Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, si è recato presso la Base Addestrativa Incursori (BAI) di Marina di Pisa per assistere all’esercitazione “Global Capacity” 2018. L’esercitazione delle Forze Speciali e delle Forze per Operazioni Speciali ha visto impegnati diversi reparti delle Forze speciali e per le operazioni speciali dell’Esercito sotto la guida del Comparto Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE).

In particolare, ad addestrarsi nella base toscana sono stati il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutista “Col Moschin” e il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) entrambi con sede a Livorno, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Rangers” (Verona), il 28° Reggimento “Pavia” (Pesaro) e il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) “Aldebaran” (Viterbo).

L’esercitazione si è articolata in una successione di atti tattici, svolti congiuntamente da tutte le unità coinvolte e appartenenti a tutti i domini, terrestre, marittimo e aereo. Un team di operatori delle Forze Speciali ha, infatti, raggiunto la terra ferma dopo essere stato aviolanciato da un elicottero CH47 insieme ai battelli commando (Rigid Hull Inflatable Boat – RHIB).

Tra le varie attività addestrative, è stato possibile osservare anche come gli operatori delle Forze Speciali siano in grado di portare in salvo, attraverso la condotta di una cosiddetta “operazione di evacuazione di non combattenti”, quei connazionali che dovessero trovarsi in situazioni di rischio all’estero.

L’assalto ad un edificio in cui erano detenuti cittadini italiani, con il supporto dell’assetto cinofilo e le tecniche di arresto di un veicolo sospetto , hanno infine concretizzato la capacità del Comparto Forze Speciali dell’Esercito di operare efficacemente anche in un contesto di lotta al terrorismo tipico dello scenario di sicurezza internazionale che attualmente siamo chiamati ad affrontare.

“Le Forze Speciali – ha dichiarato il Generale Nordio – sono un assetto strategico per la tipologia degli obiettivi che riescono a conseguire e assumono una connotazione intrinsecamente inter-forze quale massima espressione dell’interoperabilità e dell’integrazione.  Le competenze e le tecniche delle Forze Speciali sono state messe a disposizione anche della collettività come dimostrato dagli interventi avvenuti in occasione delle zone terremotate in cui è stato possibile per esempio raggiungere popolazioni isolate. La capacità “dual use” delle forze speciali è un’ulteriore motivazione per investire in questo settore”.

 

Il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito è un comando a livello di brigata dell’Esercito Italiano che si occupa di gestire tutte le unità di forze speciali, forze per operazioni speciali e di supporto operativo per le operazioni speciali della forza armata. Operativo dal 19 settembre 2014.

Il COMFOSE non ha la responsabilità dell’impiego operativo dei propri reparti, ruolo che resta di competenza del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa e la cui attuale articolazione rispecchia appieno l’esigenza sancita dal “Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa” di rafforzare e di rendere le capacità esprimibili da parte di Forze Speciali e di Forze per Operazioni Speciali più integrate e idonee a operare in sinergia con le forze convenzionali, potenziando i sistemi di supporto alle stesse in termini di efficienza, efficacia e numero, anche attraverso l’acquisizione di specifici sistemi tecnologici d’avanguardia, specie nel campo della mobilità.

Quando guidi, guida e basta

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Quando guidi, guida e basta’ è il claim della nuova campagna per la sicurezza stradale 2018 promossa da Anas (Gruppo Fs Italiane) in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato per sensibilizzare gli utenti della strada a essere prudenti e concentrati mentre si è al volante.

Il numero delle vittime sulle strade, secondo i dati Istat, nel 2016 aveva finalmente registrato una battuta d’arresto, con 145 deceduti in meno rispetto al 2015. Nel 2017 l’incidentalità, rilevata da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, ha evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali dell’1,4% (22 in più del 2016, da 1.547 a 1.569) e, soprattutto, delle vittime del 2,7% (45 deceduti in più, da 1.665 a 1.710).

Sono aumentate anche le infrazioni, dovute all’uso improprio dello smartphone: 65.104 sono le infrazioni commesse nel 2017 per il mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, il 7,1% in più rispetto al 2016.

 

Per queste ragioni Anas, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Polizia di Stato hanno deciso di tornare a focalizzare l’attenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida, una tra le maggiori cause di incidentalità.

L’obiettivo della campagna 2018 è quello di far percepire come i comportamenti scorretti o che sono diventati consuetudini spesso consolidate, rappresentino invece un pericolo per se stessi e per gli altri quando si è alla guida.

“Anas – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Anas Gianni Vittorio Armani – è costantemente impegnata nell’assicurare la sicurezza di chi è in viaggio. Dal 2015, in controtendenza rispetto al passato, abbiamo avviato un vasto programma di manutenzione programmata destinando a essa il 45% delle risorse. Oggi, rispetto a due anni fa, abbiamo aumentato la spesa per la manutenzione di oltre il 50% con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza e comfort di guida degli utenti. Purtroppo questo non basta: oltre il 90% degli incidenti derivano dal comportamento del guidatore e, come mostrano i dati degli ultimi anni, tra le cause che mettono a rischio la sicurezza di chi guida c’è soprattutto la distrazione. Per questo organizziamo campagne di informazione per promuovere la cultura della sicurezza: è fondamentale far capire che è indispensabile una maggiore attenzione mentre si guida e il rispetto delle regole del Codice della Strada”.

Sul tema il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giovanni Busacca ha dichiarato: “Quando parliamo di sicurezza stradale non possiamo prescindere dall’analisi delle cause che la insidiano: alle tradizionali fonti di pericolo come la velocità, la guida sotto l’effetto di  alcool  e/o  sostanze stupefacenti  e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza,  si aggiungono oggi nuovi comportamenti ‘rischiosi’, come  la distrazione ed in particolare l’utilizzo dello smartphone alla guida. Gli smartphone oggi ci connettono costantemente al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto ‘selfie’ scattati mentre si è alla guida: tutte operazioni che impediscono di mantenere lo sguardo sulla strada e le mani sul volante, interferendo pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

La campagna 2018

La campagna sulla sicurezza stradale 2018 è dedicata ai rischi che derivano dalla distrazione, dalle cattive abitudini alla guida e dal mancato rispetto delle regole del Codice della Strada. Ogni oggetto, anche uno smartphone, può diventare un mezzo pericoloso e, se adoperato in modo improprio come quando si è alla guida, può diventare uno strumento letale.

“Quando guidi #GUIDAeBASTA” riassume in uno spot, della durata di circa 30 secondi, la pericolosità di azioni quotidiane che non vengono compiute in sicurezza oppure utilizzando gli oggetti in maniera impropria: radersi con un machete, asciugarsi i capelli in una vasca da bagno piena di acqua, affettare il cibo con una motosega. E, soprattutto, guidare e nello stesso tempo prendere in mano il telefono cellulare.

L’app “Guida e Basta”

È disponibile l’applicazione per smartphone “Guida e Basta” per Ios e Android, che consente di impostare il proprio cellulare sulla modalità di guida, con la possibilità di inoltrare a un gruppo di contatti “preferiti” un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono. L’app, infatti, blocca l’accesso alle impostazioni e consente, durante la sosta, di inviare la propria posizione geografica in modo da tenere aggiornati i contatti preferiti sull’andamento del viaggio.

Distrazione alla guida

La distrazione alla guida costituisce una delle principali cause di incidente stradale. In base ai dati ISTAT, nel 2016 il numero di incidenti imputabili alla guida distratta è stato di oltre 36 mila casi, pari a circa il 16,2% degli incidenti stradali.

Il dato ISTAT risulta in linea con quanto stimato da studi della Commissione europea che individuano la distrazione come causa di una percentuale variabile dal 10 al 30% di incidenti. Tra i principali fattori di distrazione vi è l’uso del cellulare o smartphone alla guida per telefonare o per inviare/leggere messaggi nonché della maggior parte dei dispositivi di bordo (di navigazione, di intrattenimento ecc.). Diversi studi hanno confermato una generale sottovalutazione della distrazione come fattore di rischio da parte dei conducenti. Peraltro il fenomeno è in crescita parallelamente alla diffusione dell’utilizzo di dispositivi telefonici e di bordo che possono distogliere l’attenzione dalla guida.

La guida richiede continua attenzione alla strada ed al traffico così come un buon controllo del veicolo. Non prestare una piena attenzione può condurre ad una perdita di controllo o ad una andatura incerta che può mettere a rischio se stessi e gli altri. Sebbene non esista una definizione comune del termine “distrazione” per il guidatore, generalmente si conviene che il guidatore è distratto quando la sua attenzione è focalizzata su qualcosa di diverso della guida: distrazioni visive, uditive, biomeccaniche (regolazioni degli apparecchi di bordo) oppure distrazioni cognitive (sovrappensiero). Poiché guidare è prima di tutto un’attività che coinvolge le capacità visive, le distrazioni visive sono tra quelle più pericolose. In ogni caso l’importante è capire che non è possibile fare due cose contemporaneamente quando una di queste è guidare.

Potenziali effetti

Sono diversi gli studi che hanno esaminato gli effetti dell’utilizzo del cellulare o smartphone durante la guida ed emergono dati significativi:

  • scrivere un messaggio equivale a 10 secondi di distrazionee a percorrere 300 metri senza guardare la strada, fare un selfie distrae dalla guida per 14 secondi;
  • per consultare un social network ci vogliono 20 secondi(a 100km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio);
  • il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare o smartphone durante la guida è fino a 4 volte superiorerispetto a chi non ne fa uso;
  • i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente usa un dispositivo elettronicosi riducono del 50%;
  • per fermare il proprio veicolo mentre si sta parlando al telefono con il cellulare o smartphone in mano occorrono 39 metri a fronte di 8 se invece si usa auricolare o kit vivavoce(in sostanza 31 metri in più);
  • usare un dispositivo elettronico abbassa la soglia di attenzione rendendola simile a quella di chi guida con un tasso alcolemico di 0,8 g/litro(il limite è 0,5).

 

Indicazioni del Codice della strada (art. 173)

L’articolo 173 vieta di usare cellulari o smartphone alla guida, anche per mandare sms. Si può telefonare solo usando l’auricolare. Chi vìola queste disposizioni è soggetto a sanzione amministrativa da 161 a 646 euro e alla decurtazione di 5 punti patente.

Difesa, conclusa l’Esercitazione Joint Stars 2018

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Con il Distinguished Visitor Day, organizzato nell’aeroporto militare di Decimomannu, sede del Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (R.S.S.T.A.) dell’Aeronautica Militare, si è conclusa la parte live dell’esercitazione Joint Stars 2018 (JS18), attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale, organizzata e gestita direttamente dallo Stato Maggiore della Difesa per il tramite del suo “braccio operativo”, ovvero il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

La Difesa ha dato dimostrazione di come le capacità operative delle Forze Armate siano dotate di un elevato livello di interoperabilità, mantenendo inalterati gli scopi addestrativi delle singole componenti, come ha voluto sottolineare il Comandante Operativo di Vertice Interforze, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone “l’obiettivo  principale è stato quello di conseguire il maggior livello possibile di interoperabilità delle Forze Armate, con un intelligente uso di tutte le specialità per raggiungere un obiettivo comune grazie anche allo sviluppo ed all’integrazione di procedure comuni”.

Le autorità militari e civili hanno assistito ad un evento tattico complesso, che ha visto operare in sinergia tutti gli assetti delle Forze Armate e alcune componenti dell’US Marines Corps. Durante queste due settimane esercitative oltre 2000 militari, più di 25 tra velivoli ed elicotteri, decine di mezzi terrestri, navali ed anfibi sono stati impegnati in intense attività addestrative diurne e notturne.

La JS18 è stata concepita per addestrare i comandi e le forze sulle diverse tipologie di missione che potranno essere oggetto di future operazioni nazionali, multinazionali e di coalizione e si pone come preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare sinergia ed economie, nonché per condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando la capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze.

Articolata in due parti, la “Joint Stars” ha permesso, in questa prima fase che si è appena conclusa, di federare le concomitanti esercitazioni “Golden Wings” dell’Esercito Italiano, “Mare Aperto” della Marina Militare e “Vega 18” dell’Aeronautica Militare nonché, sulla base dell’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale, l’esercitazione “Ramstein Guard 6-2018” condotta dalla NATO.

Diversamente dalla precedenti edizioni, i Comandi e le unità in addestramento sono state messe di fronte a ulteriori difficoltà, poiché lo scenario d’impiego ha previsto la simulazione d’intervento in un ambiente caratterizzato da minacce cibernetiche e da quelle chimico-biologiche e radioattive (CBRN). Inoltre, tenuto conto che la Difesa italiana è responsabile, per tutto il 2018, della gestione della NATO Response Force, sono state testate anche le capacità delle unità militari italiane inserite nella NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), cioè la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica, vera e propria “punta di lancia” della struttura NATO di risposta alle crisi internazionali.

La “Joint Stars” nella fase live è stata una prova per la Difesa anche in ambito tutela ambientale, poiché lo sviluppo di attività addestrative di tale tipologia consente, grazie all’effettuazione contemporanea e coordinata di esercitazioni che coinvolgono assetti tratti da tutte le Forze Armate, di ottimizzare l’impiego delle aree addestrative, concentrando nel tempo e nello spazio le attività stesse e, pertanto, riducendo sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali.

Caex 2018, l’Aviazione dell’Esercito si addestra per operazioni di Personel Recovery

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Viterbo, inizia oggi una delle più importanti esercitazioni dell’Esercito Italiano sul territorio nazionale. L’Aviazione dell’Esercito da oggi per due settimane scende in campo con l’Esercitazione CAEX I 2018 (Complex Aviation Exercise). Dopo una prima fase di pianificazione da parte dei Comandanti (Esercitazione Quadri) svoltasi a Viterbo dal 9 al 15 aprile scorso, i reparti della Specialità sono pronti a iniziare questa seconda fase pragmatica di addestramento.

Scopo dell’esercitazione approntare e validare gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito da impiegare nei Teatri Operativi al fine di verificare e affinare le capacità di condotta delle operazioni nella terza dimensione; nonché condurre un processo decisionale di pianificazione per amalgamare il personale delle unità e sviluppare in condotta la capacità di gestire situazioni di crisi.

Ente pilota di questa esercitazione il Comando Aviazione dell’Esercito, sotto la guida del Generale di Brigata Paolo Riccò, ma diversi sono i reparti interessati: Comando di Sostegno Aviazione dell’Esercito, Comando Brigata Aeromobile “Friuli”, Comando Brigata RISTA/EW, Policlinico militare “Celio”, Centro Militare Veterinario, 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares”, 2° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Sirio”, 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali “Aldebaran”, 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Altair”, 5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel”, 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega”, 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”, 17° Reggimento Artiglieria Controaerei “Sforzesca”, 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, 41° Reggimento “Cordenons”, 7° Reggimento Difesa NBC e 11° Reggimento Trasmissioni.

Attraverso attività di pianificazione, organizzazione e condotta di operazioni militari ovviamente sfruttando la terza dimensione, i reparti esercitati dovranno affrontare due settimane di intenso addestramento. La prima settimana, volta al raggiungimento del giusto livello di integrazione dei vari elementi, ha il fine di combinare al meglio le capacità specifiche di ogni reparto. Nella seconda, di vero e proprio addestramento real life, gli assetti esercitati dovranno rispondere in maniera tempestiva ed efficace alle attivazioni che “a tamburo” verranno loro lanciate.

L’area addestrativa abbraccerà complessivamente 3 regioni, Lazio, Umbria e Toscana. La base operativa avrà invece sede a Viterbo, presso l’Eliporto “Chelotti” e l’Aeroporto “Fabbri”.

“da 157 anni al servizio degli Italiani – di piu’ insieme” 

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Si svolte come di consueto il 4 maggio le commemorazioni per l’anniversario della fondazione dell’esercito Italiano . La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d’onore di Palazzo Esercito, le celebrazioni per il 157° anniversario della

Costituzione dell’Esercito Italiano. Successivamente, presso l’Ippodromo militare Generale “Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, si è svolta la cerimonia militare alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina e di numerose autorità civili, religiose e militari oltre che numerose scolaresche.

Durante il suo intervento il Generale Farina ha affermato “celebriamo oggi 157 anni dell’Esercito che si intrecciano profondamente con gli avvenimenti che hanno contraddistinto le più importanti pagine della storia patria. Quest’anno, tra l’altro, ricorre il centenario del vittorioso epilogo del primo conflitto mondiale che portò al coronamento del sogno risorgimentale dell’integrità territoriale e contribuì a edificare l’identità dei cittadini dell’allora ancor giovane regno d’Italia.”

Inoltre il Capo di Stato Maggiore ha successivamente aggiunto: “voglio rendere merito a tutti gli Ufficiali, i Sottufficiali, i Graduati, i Militari di truppa e al personale civile, esprimendo il mio orgoglio di Comandante, con la consapevolezza che tutti voi, che ogni giorno rinnovate sul campo il significato del giuramento prestato, affrontando la fatica, i pericoli e ingenti sacrifici personali, costituite il viatico migliore per superare con successo ogni crisi, minaccia e sfida che il nostro paese sia chiamato a fronteggiare nel presente e nel futuro. Grazie a tutti voi e alle vostre splendide famiglie che condividono con voi il peso del vostro orgoglioso e fiero dovere.”

Celebriamo oggi l’Esercito degli Italiani, che non è una mera Istituzione militare, ma è stato il vero protagonista, sin dalla sua istituzione nel 4 maggio 1861, di gloriose pagine di storia nella vita della Nazione, fornendo, in ogni momento decisivo, un contributo essenziale al processo di unificazione nazionale. Oggi, a distanza di un secolo dalla decisiva battaglia di Vittorio Veneto, possiamo dire che l’Esercito rappresenta non solo una Forza Armata, bensì un patrimonio insostituibile dell’Italia, una risorsa sempre pronta e irrinunciabile. Di fronte alle nuove e sempre più complesse sfide nell’attuale scenario internazionale, le donne e gli uomini dell’Esercito, con la loro capacità di proiettarsi oltre i confini nazionali e con il loro contributo prezioso prestato anche sul territorio nazionale, sono un elemento essenziale del nostro Sistema Paese.“, ha successivamente evidenziato il Generale Graziano nel corso del suo intervento.

Il Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti nel suo discorso ha sottolineato “L’Esercito Italiano è stato, in ogni epoca, un esercito di cittadini in uniforme. Ha incarnato i valori che hanno animato gli italiani, in ciascun momento della nostra storia unitaria. Oggi c’è la consapevolezza diffusa di quanto l’Esercito sia necessario insieme alle altre Forze Armate, per garantire la nostra difesa e con essa la sicurezza internazionale.

Successivamente il Ministro della Difesa ha poi conferito alcune onorificenze al personale dell’Esercito distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero. Inoltre sono state decorate anche le bandiere del 3° reggimento trasmissioni e del 6° reggimento genio pionieri reparti che, con il proprio contributo, sono risultati determinanti in particolari situazioni nei contesti nazionali ed internazionali.

La tradizionale carica a cavallo dei “Lancieri di Montebello” (8°), nel carosello storico rievocativo delle battaglie del primo conflitto mondiale, ha concluso la manifestazione prima degli onori finali al Ministro Pinotti.

L’Esercito conta oggi più di 4.000 militari schierati in 14 diversi paesi come, Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Circa 7.000 sono invece i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza. Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di oltre 76.000 persone, 213 delle quali poste in stato di fermo, oltre 300 denunciate, 17.987 veicoli controllati, con 24 sequestri di armi e 232 di veicoli. Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti.

Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo nell’ultimo anno, circa 3000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 153 sortite antincendio, per un totale di 356 ore di volo effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito.

#noicisiamosempre

#dipiùinsieme

NATO, terminata l’esercitazione Locked Shields in ambito Cyber defence

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Si è conclusa oggi la più grande ed avanzata esercitazione internazionale di Cyber Defense al mondo, organizzata dal Centro di Eccellenza della NATO per la Difesa Cibernetica (CCDCOE – NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence) di Tallinn, in Estonia.

Con più di 1000 esperti provenienti da circa 30 differenti Nazioni e più di 2500 attacchi virtuali simulati, la Locked Shields è una esercitazione che ha lo scopo di addestrare gli esperti del campo della sicurezza dei sistemi informatici nazionali attraverso una serie di simulazioni di attacchi cyber alle reti informatiche di una base militare: attacchi ad aeromobili a pilotaggio remoto, al sistema elettrico, al sistema di comando e controllo ed altre infrastrutture operative essenziali per la sopravvivenza di una base militare.

L’annuale esercitazione si è svolta dal 23 al 27 aprile e l’Italia ha partecipato con una squadra di informatici provenienti dalle Forze Armate che, durante l’esercitazione, hanno avuto modo di collaborare con gli esperti di settore delle altre nazioni partecipanti, degli istituti di ricerca, delle Università e con gli esperti provenienti dall’industria di settore, confrontandosi tutti attori che, in caso di attacco reale, potrebbero essere coinvolti in situazioni simili.

Negli ultimi anni le avanzate tecnologie hanno reso il mondo sempre più digitalizzato e inter-connesso, generando al contempo anche una serie di minacce cibernetiche che sfruttano i bug insiti nei software che regolano, ormai, una moltitudine di attività umane.

Il settore della Difesa da sempre attinge alle tecnologie più avanzate e circa il 60% delle attività militari di una Nazione moderna ha una componente cibernetica e ciò ha imposto alle Forze Armate di dotarsi delle necessarie contromisure alle nuove minacce cyber. In Italia proprio in quest’ottica è stato concepito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), in linea con gli obiettivi definiti sia in ambito europeo sia in ambito NATO che comprendono la realizzazione di solide capacità di cyber defence e di protezione delle infrastrutture. Il CIOC è già operativo e proiettato verso la piena capacità nel 2019.

Fregata Espero della Marina Italiana si unisce all’operazione Sea Guardian

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L’unità navale è partita da Taranto il 23 aprile e sarà inserita nel gruppo NATO fino a metà maggio. La fregata Espero della Marina Militare è partita il 23 aprile dalla Base navale di Taranto, per partecipare all’Operazione Sea Guardian della NATO.

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Una fiaccola per ricordare Pamela

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Si è svolta 13 aprile la fiaccolata organizzata a Roma per ricordare Pamela Mastropietro, la giovane ragazza romana barbaramente uccisa a Macerata lo scorso gennaio.

Una folla composta si e stratta attorno ad Alessandra Verni, a suo marito, allo zio Marco Valerio Verni promotore della manifestazione insieme a Fabrizio Santori, il consigliere Figliomeni e i tanti tanti amici della famiglia e di Pamela.

Presenti alla fiaccolata anche le istituzioni con il Sindaco di Roma Virginia Raggi accanto al l’onorevole Giorgia Meloni, il senatore Rampelli e l’on Maurizio Gasparri.

Dopo aver percorso il tatto di strada che collega via Saluzzo a piazza Re di Roma il corteo si è fermato dove e stata posta una targa in memoria di Pamela accanto ad un albero piantato per l’occasione e una panchina di colore rosso a ricordo di tutte le donne vittime di violenza.

La manifestazione si è conclusa con una serie di interventi che sono stati utili a comprendere cosa sia successo a Pamela perché non succeda mai più

Giorgia Meloni in una dichiarazione rilasciataci durante la manifestazione ha voluto manifestare la sua partecipazione al dolore della famiglia e il suo impegno a non far dimenticare questo atto di violenza assurda che è stato per troppo tempo ignorato volutamente dal governo per non dover giustificare l’assenza di sicurezza e le politiche di immigrazione fallimentari.

“Crediamo sia necessario e giusto tenere alta l’attenzione sulle vittime italiane dimenticate, su situazioni accadute per assenza dello stato, perché ci sono fatti violenza, fatti efferati e poi ci sono fatti di violenza commessi da chi non doveva trovarsi in Italia” ha voluto sottolineare Giorgia Meloni  leader di Fratelli d’Italia, ” noi speriamo in uno stato che sappia fare il suo lavoro, per questo accendiamo i riflettori su le vicende come quella di Pamela e tante altre, qui oggi sono presenti tante famiglie che hanno sofferto” continua l’onorevole “non vogliamo strumentalizzare ma vogliamo interrogarci su una Italia nella quale non viene garantita la sicurezza”.

Ancora molti i punti su cui fare luce, alcuni legati alla casa di accoglienza che ha permesso alla ragazza di allontanarsi dalla struttura, altri più in generale legati alla sicurezza delle nostre città che vedono nei punti nevralgici delle comunità stazioni ferroviarie, di bus, piazze e giardini ormai saldamente in pugno alla criminalità al sud come al nord.

Una richiesta accorata di giustizia e emersa da questa manifestazione per Pamela e per tutte le donne e gli uomini vittime di violenza nel nostro paese, una richiesta che emerge dalle parole di Alessandra, la madre si Pamela, ma anche dalla folla che è accorsa per partecipare alla fiaccolata.

Nel video il dettaglio della manifestazione e delle dichiarazioni dei partecipanti.

Missioni militari Europee,l’Italia assume il comando in mare dell’operazione antipirateria Atalanta

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Prosegue a bordo di nave Margottini l’impegno del nostro paese in ambito europeo ed internazionale per il contrasto del fenomeno della pirateria nell’Oceano Indiano. A Gibuti, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) “Carlo Margottini” ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “EUNAVFOR Atalanta”, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea.

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Redazione
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