GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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SICUREZZA

Fregata Espero della Marina Italiana si unisce all’operazione Sea Guardian

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L’unità navale è partita da Taranto il 23 aprile e sarà inserita nel gruppo NATO fino a metà maggio. La fregata Espero della Marina Militare è partita il 23 aprile dalla Base navale di Taranto, per partecipare all’Operazione Sea Guardian della NATO.

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Una fiaccola per ricordare Pamela

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Si è svolta 13 aprile la fiaccolata organizzata a Roma per ricordare Pamela Mastropietro, la giovane ragazza romana barbaramente uccisa a Macerata lo scorso gennaio.

Una folla composta si e stratta attorno ad Alessandra Verni, a suo marito, allo zio Marco Valerio Verni promotore della manifestazione insieme a Fabrizio Santori, il consigliere Figliomeni e i tanti tanti amici della famiglia e di Pamela.

Presenti alla fiaccolata anche le istituzioni con il Sindaco di Roma Virginia Raggi accanto al l’onorevole Giorgia Meloni, il senatore Rampelli e l’on Maurizio Gasparri.

Dopo aver percorso il tatto di strada che collega via Saluzzo a piazza Re di Roma il corteo si è fermato dove e stata posta una targa in memoria di Pamela accanto ad un albero piantato per l’occasione e una panchina di colore rosso a ricordo di tutte le donne vittime di violenza.

La manifestazione si è conclusa con una serie di interventi che sono stati utili a comprendere cosa sia successo a Pamela perché non succeda mai più

Giorgia Meloni in una dichiarazione rilasciataci durante la manifestazione ha voluto manifestare la sua partecipazione al dolore della famiglia e il suo impegno a non far dimenticare questo atto di violenza assurda che è stato per troppo tempo ignorato volutamente dal governo per non dover giustificare l’assenza di sicurezza e le politiche di immigrazione fallimentari.

“Crediamo sia necessario e giusto tenere alta l’attenzione sulle vittime italiane dimenticate, su situazioni accadute per assenza dello stato, perché ci sono fatti violenza, fatti efferati e poi ci sono fatti di violenza commessi da chi non doveva trovarsi in Italia” ha voluto sottolineare Giorgia Meloni  leader di Fratelli d’Italia, ” noi speriamo in uno stato che sappia fare il suo lavoro, per questo accendiamo i riflettori su le vicende come quella di Pamela e tante altre, qui oggi sono presenti tante famiglie che hanno sofferto” continua l’onorevole “non vogliamo strumentalizzare ma vogliamo interrogarci su una Italia nella quale non viene garantita la sicurezza”.

Ancora molti i punti su cui fare luce, alcuni legati alla casa di accoglienza che ha permesso alla ragazza di allontanarsi dalla struttura, altri più in generale legati alla sicurezza delle nostre città che vedono nei punti nevralgici delle comunità stazioni ferroviarie, di bus, piazze e giardini ormai saldamente in pugno alla criminalità al sud come al nord.

Una richiesta accorata di giustizia e emersa da questa manifestazione per Pamela e per tutte le donne e gli uomini vittime di violenza nel nostro paese, una richiesta che emerge dalle parole di Alessandra, la madre si Pamela, ma anche dalla folla che è accorsa per partecipare alla fiaccolata.

Nel video il dettaglio della manifestazione e delle dichiarazioni dei partecipanti.

Missioni militari Europee,l’Italia assume il comando in mare dell’operazione antipirateria Atalanta

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Prosegue a bordo di nave Margottini l’impegno del nostro paese in ambito europeo ed internazionale per il contrasto del fenomeno della pirateria nell’Oceano Indiano. A Gibuti, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) “Carlo Margottini” ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “EUNAVFOR Atalanta”, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea.

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Mediterraneo, elicottero della Marina Militare Italiana cade in mare durante un’attività addestrativa

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Un elicottero della Marina Militare imbarcato su Nave Borsini, unità impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo centrale, ha impattato sull’acqua durante un’attività addestrativa notturna programmata.

Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio sono scattate con immediatezza e sono stati prontamente recuperati i cinque membri dell’equipaggio, poi trasferiti a bordo di Nave Borsini per le necessarie valutazioni e cure sanitarie.

Lo specialista di volo Andrea Fazio, uno dei cinque occupanti del velivolo, e’ purtroppo deceduto a bordo di Nave Borsini dopo il trasferimento. A renderlo noto e’ la Marina militare.

Gli altri quattro sono in buone condizioni, Fazio – recuperato in stato di incoscienza – e’ morto durante le operazioni di rianimazione. I familiari del militare effettivo presso il 2°  Gruppo Elicotteri di Stanza a Catania sono stati avvertiti e vengono assistiti da personale specializzato per il supporto psicologico e spirituale. Altre unita’ della Marina Militare sono accorse in assistenza a Nave Borsini nella zona dell’ammaraggio.  –

In corso gli accertamenti per appurare i motivi dell’incidente.

Shana, muore Jimmy il cane anti esplosivi del contingente italiano

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Questa mattina, durante lo svolgimento di un regolare turno di servizio per il controllo anti-esplosivo sui veicoli in ingresso presso la base di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL, attualmente su base Brigata Paracadutisti “Folgore”, è deceduto Jimmy – detto Gamain – uno dei cani del nucleo cinofili del Contingente Italiano schierato in Libano.

Il decesso di Jimmy, pastore belga malinois di 11 anni, sarebbe da ricondurre ad un malore. Jimmy, che era prossimo alla “pensione”, ha svolto il proprio servizio per oltre 10 anni, inquadrato presso il Gruppo Cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto ed era già stato impiegato, per ben sei volte, in missioni all’estero, in Afghanistan, in Kosovo e in Libano. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo, prima, da parte del suo conducente, un Caporal Maggiore Capo dell’Esercito, e, poi, da parte dell’Ufficiale veterinario del contingente, prontamente intervenuto sul posto.

I cani impiegati nei nuclei cinofili per la ricerca degli esplosivi vengono selezionati da cuccioli, attraverso una valutazione delle loro capacità e della loro indole caratteriale. Affidati ad un militare conducente, con cui condivideranno tutta la loro “carriera” (ma, spesso, anche la pensione, poiché sempre più frequentemente i conducenti chiedono poi l’affido di questi cani al termine del loro servizio), effettuano, insieme al proprio “commilitone umano”, un corso di formazione e addestramento della durata di un anno. Durante il corso, l’animale, oltre ad instaurare un rapporto del tutto speciale con il proprio conducente, attraverso il gioco e le associazioni ad esso correlate impara a ricercare, individuare e segnalare opportunamente la presenza di sostanze esplosive.

Somalia, la missione italiana addestra la polizia marittima somala

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L’European Union Training Mission Somalia insieme alle forze dell’African Mission, conducono l’esercitazione a fuoco a favore del personale della polizia marittima somala.

Ieri a Mogadiscio, per la prima volta la missione militare di addestramento dell’Unione Europea in Somalia (European Training Mission Somalia, EUTM-S) ha svolto attività addestrativa insieme al personale della missione europea EU Capacity Building Mission Somalia (EUCAP), che è deputata a fornire un’opera di consulenza e di addestramento per il controllo marittimo.

In particolare, EUTM ha condotto con EUCAP un’esercitazione a fuoco volta a migliorare la capacità operativa della polizia marittima somala e l’attività ha visto il coinvolgimento anche del personale della missione dell’Unione africana in Somalia  (African Union Mission to Somalia – AMISOM). L’esercitazione pratica è stata preceduta dalle lezioni teoriche a cura degli istruttori italiani della EUTM, che hanno permesso ai tirocinanti di apprendere le corrette procedure connesse al tiro con armi da fuoco.

L’attività mette in luce i vantaggi dell’approccio globale della UE alla Somalia e al Corno d’Africa che coinvolge  allo stesso tempo diversi attori della comunità internazionale, come l’AMISOM.

Europol blocca la CyberGang Carbanak

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In azione dal 2013. Oltre 100 banche attaccate. 40 Paesi coinvolti e un bottino totale pari a 1 miliardo di euro. Questi gli incredibili numeri che sintetizzano l’attività illecita di “Carbanak”, il gruppo cybercriminale più famoso del globo terrestre. Dopo oltre 5 anni di attività illecite, e un’indagine che va avanti dal 2015, l’Europol (l’agenzia dell’Ue di contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo) è riuscita a sferrare un colpo al cuore stesso dell’organizzazione. È stato infatti arrestato in Spagna quello che viene considerato dalle autorità coinvolte nell’operazione il leader di Carbanak, e poi Cobalt, dal nome del software malevolo usato per infettare le reti delle banche.

L’arresto del leader

Il gruppo criminale faceva capo ad un 34enne di origini ucraine, residente nel paese iberico dal 2014 con moglie e figlia, arrestato ad Alicante lo scorso 6 marzo. A condurre le operazioni una task force composta dalla Polizia Nazionale Spagnola, l’FBI, l’Ispettorato Generale della Polizia Romena, il KGB bielorusso e diverse società private per la sicurezza informatica, su tutte la Kaspersky, l’azienda russa con sede a Mosca. “Si tratta di una delle operazioni contro il cybercrimine più importanti, per la sua estensione internazionale e la quantità di soldi rubata” ha dichiarato il ministro dell’interno spagnolo Zoido Alvarez.

Modus operandi

Il gruppo cybercriminale ha iniziato le sue attività illecite ad alta tecnologia verso la fine del 2013, lanciando la campagna di malware Anunak, mirata ai trasferimenti finanziari e alle reti ATM delle istituzioni finanziarie di tutto il mondo. L’anno seguente, gli stessi codificatori migliorarono il malware in una versione più sofisticata, conosciuta come Carbanak, utilizzata fino al 2016, fino a giungere alla versione finale denominata Cobalt Strike. Una volta scaricato, il malware permetteva ai criminali di controllare da remoto le macchine infettate, accedendo alle rete interna dell’istituto e infettando anche i server che controllavano i bancomat. Questi programmi altamente dannosi e pericolosi erano mirati ai computer dei dipendenti bancari tramite truffe di phishing per poi prendere il controllo dei sistemi bancari. Il fine ultimo era l’erogazione del denaro direttamente dagli sportelli automatici. Questi soldi venivano poi depositati in conti in altre banche, dove venivano riciclati. Il metodo preferito era la conversione in criptovalute usate poi per comprare auto e case di lusso. Proprio l’analisi dell’utilizzo di monete digitali sarebbe stata una delle vie con cui gli investigatori sono riusciti a smascherare la banda e il leader stesso, che al momento dell’arresto si è autodefinito come un novello Robin Hood sulla scia della fortunata serie spagnola “La casa de Papel”, poiché a capo di un gruppo criminale che non ha mai derubato il prossimo ma solo le ricche banche.

 

La cooperazione della polizia internazionale

 

La cooperazione internazionale dei vari corpi di polizia coordinati da Europol ha avuto un ruolo centrale nel consegnare alla giustizia i colpevoli, situati in diverse località geografiche in tutto il mondo. La stretta collaborazione con la European Banking Federation (EBF), l’industria bancaria nel suo insieme e le società di sicurezza private è stata anche fondamentale per il successo di questa complessa indagine. Di seguito le dichiarazioni di Steven Wilson, capo del Centro europeo per la criminalità informatica di Europol: “Questa operazione globale rappresenta un successo significativo per la cooperazione internazionale della polizia. L’arresto della figura chiave di questo gruppo criminale dimostra che i criminali informatici non possono più nascondersi dietro l’anonimato. Questa è l’ennesima dimostrazione che la collaborazione tra le forze dell’ordine su scala mondiale e i partner del settore privato stia avendo un impatto importante sulla criminalità informatica.

European Union Internet Referral Unit, due giorni dedicata alla lotta al terrorismo

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Il 14 e il 15 marzo 2018, l’European Union Internet Referral Unit (EU IRU), l’Unità di segnalazione di Internet di Europol, ha programmato una due giorni dedicata alla lotta al terrorismo, nello specifico alle forme di propaganda online delle organizzazioni estremiste. Congiuntamente all’agenzia con sede all’Aia, le unità nazionali protagoniste dell’evento sono state Belgio, Francia, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito. Dopo l’incontro dello scorso 11 gennaio, incentrato sull’utilizzo dei Social Network Sites da parte dei gruppi terroristici, questa volta il focus si è spostato sulla piattaforma software di personal publishing WordPress.com, oltre che su VideoPress, il servizio di hosting video della piattaforma stessa.

L’azione dell’Europol ha individuato oltre 900 articoli di propaganda terroristica, che sono stati dapprima segnalati ai moderatori della piattaforma ed eventualmente rimossi al termine di un’accurata revisione. Il lavoro delle unità speciali impiegate non si è fermato all’identificazione degli items propagandistici. L’analisi qualitativa dei contenuti ha evidenziato una volta di più il massiccio utilizzo delle organizzazioni terroristiche dei mezzi di comunicazione online per promuovere la propria ideologia e raggiungere il maggior numero di persone.

La task force contro la propaganda terroristica online si è focalizzata sui contenuti prodotti dai due principali movimenti sovversivi attivi sul pianeta, vale a dire Isis e Al Qaeda. L’analisi si è soffermata in particolar modo sui diversi video di propaganda presenti sul web, con l’obiettivo di glorificare e supportare le azioni terroristiche.

L’idea finale promossa e sostenuta da Europol è quella di un’operazione collaborativa tra le unità nazionali dell’Unione Europea e le varie piattaforme online per limitare la diffusione di contenuti che promuovono il terrorismo e incitano alla violenza, tenendo presente che la rimozione definitiva dei contenuti è stata un’attività volontaria delle piattaforme coinvolte. Europol ha comunicato che azioni di questa entità per la lotta al terrorismo non rappresenteranno momenti isolati, ma organizzate con una precisa regolarità nei prossimi mesi.

Il Multinational CIMIC Group si addestra per l’impiego in operazioni NATO

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Motta di Livenza 08 marzo, Dopo due settimane di intensa attività, si é conclusa oggi l’esercitazione denominata “Double River 2018” presso la Caserma “Mario Fiore” sede del Multinational CIMIC Group, l’unitá dell’Esercito specializzata in cooperazione civile-militare (CIMIC), che ha organizzato e condotto l’evento addestrativo.

Lo scopo dell’esercitazione é stato quello di testare e valutare le capacitá degli staff del Comando Multinazionale e delle Unità CIMIC, impiegati a supporto della NATO in aderenza ai severi standard richiesti per tutte le componenti del bacino di Forze, come il Multinational CIMIC Group, interoperabili e rapidamente dispiegabili ovunque ritenuto necessario dal Consiglio Nord Atlantico, quale Nato Responce Force (NRF). Attraverso la simulazione computerizzata (Command Post and Computer Assisted Exercise) è stato riprodotto uno scenario, complesso e aderente ai moderni contesti operativi, incentrato su una situazione di crisi internazionale tra Stati fittizi, dove la Comunitá Internazionale ha chiesto l’intervento della coalizione. Nello specifico, è stato addestrato il personale attraverso l’inoltro di una serie di attivazioni simulate che hanno riprodotto eventi/incidenti simili a quelli realmente gestiti in zona d’operazione. Gli eventi, hanno riguardato in particolare il supporto alla popolazione mediante la distrubuzione di aiuti umanitari e gestione di eventuali urgenze sanitarie, il supporto alle autorità locali attraverso lo sviluppo di progetti relativi alle strutture pubbliche, il collegamento e coordinamento con organizzazioni civili (OI, GO, NGO) al fine di evitare duplicazioni o ridondanze negli interventi.

Le pedine operative a disposizione del Multinational CIMIC Group sono state le unitá CIMIC Italiana e Portoghese. In particolare, quella italiana ha approntato un CIMIC Center, una struttura che, allestita nella aree di crisi, permette alla componente militare d’interfacciarsi fisicamente con la popolazione civile; tale assetto diventa, in operazione, un vero e proprio punto di riferimento sia per i locali che per le numerose organizzazioni che confluiscono nell’area con scopi umanitari.

Il Comandante del CIMIC Group illustra i lineamenti dell’esercitazione

Inoltre, per la prima volta é stato contestualmente testato il Remote CIMIC Support ovvero la capacità di supportare le unità CIMIC, impiegate in operazioni militari, dalla Madre Patria. Tale supporto si concretizza, nell’ambito dell’analisi della dimensione civile dell’area d’interesse, attraverso la consulenza che i Subject Matter Expert – Specialisti Funzionali quali ingegneri, architetti, medici e altri professionisti di settore – forniscono agli operatori CIMIC, impiegati nelle aree di crisi, per lo sviluppo dei progetti a favore delle popolazioni dove le unitá sono impiegate. Nel corso della “Double River 2018” il Remote CIMIC Support é stato assicurato da Specialisti Funzionali inviati dal Ministero della Difesa Slovena nonché da Ufficiali della Riserva Selezionata dell’Esercito. Infine, il complesso sistema di comunicazioni informatiche che ha permesso l’interazione delle numerose componenti dell’esercitazione é stato fornito da un team di operatori del 7° Reggimento Trasmissioni dell’Esercito di Sacile.

Staff del Comando Multinazionale impiegato presso la sala operativa

Tra le Autorità Militari presenti all’esercitazione c’erano, per l’Italia, il Generale di Divisione Lorenzo D’Addario – Vice Capo del III Reparto dello Stato Maggiore Difesa – e il Generale di Brigata Francesco Bindi – Comandante del Genio dell’Esercito – per i Comandi NATO, il Vice Comandante dell’Allied Rapid Reactions Corps – Generale di Divisione Roberto D’Alessandro e il Capo della Divisione CIMIC del Supreme Headquarters Allied Powers Europe – Generale di Brigata Tonin Marku.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South) che è multinazionale – oltre all’Italia, che ne rappresenta la framework nation, contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia – e interforze, alimentata cioè da personale proveniente da tutte le armi e i corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri. Gli operatori CIMIC del Multinational CIMIC Group sono attualmente impiegati sia nelle Operazioni internazionali in Kossovo, Afghanistan, Libano, Somalia, Gibuti e Mediterraneo (Operazione Sophia) che nelle Operazioni nazionali di presidio del territorio (Operazione Strade Sicure).

Cambio al vertice dell’Esercito Italiano, il Gen. Farina nuovo Capo di Stato Maggiore

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Si è svolta a Roma  nella caserma “Rossetti”, all’interno del comprensorio militare “Cecchignola”,  la cerimonia di avvicendamento nella carica di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito tra il Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico e il parigrado Salvatore Farina.  La cerimonia è stata preceduta dall’omaggio alla tomba del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, segno di deferente ricordo dei caduti di tutte le guerre.

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Redazione
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