GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Audizione alla Camera dei Deputati per il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Farina

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Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito fa un punto sulla situazione e sulle esigenze operative della Forza Armata 

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha tenuto un’audizione di fronte alla IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, tracciando un quadro di situazione sullo stato attuale della Forza Armata, sulle iniziative avviate, quelle in corso di realizzazione e sulle prospettive future, auspicando che le iniziative intraprese, trovino continuità anche nei prossimi anni.

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ALTIUS THREE”: Gli specialisti del soccorso in montagna si addestrano in Val di Susa

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Si è conclusa sulle pareti rocciose di Caprie la terza edizione dell’esercitazione di soccorso alpino “Altius Three” della Brigata Alpina “Taurinense”, organizzata e condotta dal 3° Reggimento Alpini di Pinerolo, con il concorso delle altre unità della Brigata, unitamente a squadre del Servizio Piemontese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e della Guardia di Finanza, oltre a unità specialistiche “Speleosub” per il soccorso lacustre e agli elicotteri dell’Esercito, della Finanza e del 118. I diversi scenari di intervento hanno testato le capacità di interoperabilità tra diversi assetti che si occupano di soccorso in montagna. Tale sinergia si è concretizzata nel corso stesso dell’esercitazione, quando parte degli assetti hanno concorso alla ricerca di un escursionista disperso e ritrovato senza vita in un corso d’acqua presso Condove.

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Quando tutto sarà finito… O quasi… Parte 2….

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Tempo fa su EuropeanAffairs.it avevamo ipotizzato quale potesse essere uno scenario auspicabile per la considerazione di cui le Forze Armate e di Polizia dovrebbero godere presso la popolazione e presso le autorità, dopo l’impegno profuso durante l’emergenza Covid19.

In quell’articolo auspicavamo che le Forze Armate e in particolare l’Esercito potessero finalmente assurgere a quell’aura di sacralità da cui sono avvolti i corpi militari (e di polizia) negli altri Stati, europei e non, specie a seguito dell’impegno profuso in caso di calamità e disastri naturali.
Ahinoi, ciò non è avvenuto!
E’ ormai entrata nella storia recente l’immagine dei soldati che trasportano i banchi di scuola presso gli istituti scolastici che si preparano ad accogliere gli studenti dopo la riapertura, a seguito del lungo lockdown. v Continue reading “Quando tutto sarà finito… O quasi… Parte 2….” »

L’Aquila, terminate le operazioni dell’Esercito sul fronte delll’incendio

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Abbiamo Raggiunto telefonicamente il comandante del 9 reggimento Alpini Colonnello Paolo Sandri che ha diretto le attivita di supporto alla protezione civile nel contenimento del grande incendio che ha devastato un ampia zona alle porte di L’Aquila.


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Azerbaigian-Armenia: continuano le accuse reciproche

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Il focolaio che si è riacceso qualche settimana fa non ha una causa chiara. Entrambi i Paesi si lanciano accuse su chi ha dato inizio alle ostilità. Intanto Ankara e Baku iniziano esercitazioni militari congiunte.

L’Azerbaijan e la Turchia in questi giorni hanno avviato esercitazioni militari congiunte nonostante l’alta tensione e gli scontri in corso nel Tavush/Tovuz tra azeri e armeni. Secondo il ministro della Difesa azero, la Turchia ha inviato aerei miltari F-16 in Azerbaigian per l’avvio delle esercitazioni.

La Turchia ha relazioni storicamente strette con l’Azerbaigian, da ciò deriva la presa di posizione di Ankara a favore di Baku appena si è riacutizzata la tensione al confine armeno. Erdogan, a differenza di tutti gli altri Paesi che hanno equamente cercato di richiamare entrambi le parti ad una tregua immediata, ha espresso in maniera decisa la sua solidarietà nei confronti del Paese alleato.

L’origine degli scontri non è molto chiara date le reciproche accuse fra le parti. Il fatto che i combattimenti abbiano luogo in una zona al confine meridionale e non nel Nagorno-Karabakh –  regione da sempre protagonista del conflitto tra i due Paesi –  lascia spazio a diverse interpretazioni sui motivi che hanno spinto i due rivali a riprendere i combattimenti.

Secondo il comunicato dell’Unione degli Armeni d’Italia, il tutto ha inizio “il 12 luglio quando militari azeri hanno tentato di penetrare in territorio armeno” con l’intento di prendere possesso della postazione armena nella provincia di Tavush/Tovuz. Secondo gli armeni, gli aggressori azeri hanno fatto uso di artiglieria pesante e bombardamenti mirati, che in alcuni casi avevano come obiettivi zone con residenti civili. Il tutto, sempre secondo il comunicato armeno, con l’intento di provocare una reazione da parte di Erevan.

Il comunicato prosegue indicando come responsabile dell’attuale situazione la politica autoritaria del Presidente azero Ilham Aliyev, che per distogliere l’attenzione dei suoi concittadini dai problemi interni, sta usando la politica estera come diversivo, in particolar modo una politica indirizzata contro il nemico storico armeno. Inoltre, per gli Armeni d’Italia si sta assistendo ad una “rozza manipolazione delle notizie da parte di alcuni organi di stampa chiaramente schierati”.

A tale comunicato è seguita la risposta dell’Ambasciatore azero a Roma, Mammad Ahmadzada, che rimanda tutte le accuse armene al destinatario, sia per quanto riguarda l’inizio degli attacchi militari che le critiche rivolte alle testate giornalistiche tacciate di essere manipolate dalle informazioni provenienti da Baku.

Intanto un aspetto molto interessante degli attuali scontri in corso è il ricorso massiccio all’utilizzo dei droni, sia da parte armena che azera. Mentre si assiste al valzer delle cifre che i due rivali dichiarano su morti e numero di droni abbattuti che fa parte di deliberate manovre di disinformazione, le forze armene cogliendo tutti di sorpresa nei giorni scorsi hanno organizzato una conferenza stampa nella quale sono stati mostrati i resti di droni azeri abbattuti in territorio armeno. La risposta azera arriva mercoledì scorso quando il Ministro della Difesa in una nota – con immagini allegate – ha dichiarato l’abbattimento di un drone armeno.

Anche se al momento sembra ci sia una “relativa calma” al confine, Armenia e Azerbiagian continuano a combattere verbalmente sia sui social che nei paesi stranieri in cui è forte la presenza delle due comunità. Molte sono le proteste in tutte le parti del mondo, da Londra a Los Angeles, dall’Ungheria alla Germania, che si sono trasformate in scontri fisici tra i due gruppi partecipanti.

Azerbaigian-Armenia: scontri nel Tovuz per le rotte energetiche

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I due Paesi hanno fatto passi indietro rispetto al processo di pace avviato negli ultimi anni. Mentre entrambi i Governi si accusano reciprocamente di aver dato inizio alle ostilità e di colpire zone con residenti civili, i morti sono arrivati a sedici (quindici militari e un civile).

Gli scontri, iniziati lo scorso 12 luglio, si stanno svolgendo nel Tovuz, territorio riconosciuto internazionalmente come azero, al confine tra i due Paesi. Il fatto che gli scontri si accendano non nel Nagorno-Karabakh – regione da sempre protagonista del conflitto – ma  sul confine meridionale, confermerebbe la tesi espressa da Elshad Nasirov, vicepresidente della società energetica statale azera Socar.

Durante una teleconferenza, Nasirov ha spiegato che alcune infrastrutture energetiche di grande importanza si trovano nelle vicinanze delle zone coinvolte dalle attuali operazioni militari che vedono coinvolti militari azeri e membri dell’esercito armeno. L’azero ha specificato che gli oleodotti Baku-Tbilisi-Ceyhan, Baku-Supsa, Baku-Tbilisi-Erzrum e altre infrastrutture di grande importanza strategica sono localizzate non lontano dai territori caldi. L’intera infrastruttura per la distribuzione delle risorse energetiche dell’Azerbaigian nei Paesi occidentali e nel mercato mondiale si trova nel distretto di Tovuz. Nasirov ha fatto anche riferimento al Gasdotto Transadriatico (TAP). In fase di costruzione, il gasdotto dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, sul versante adriatico. Quest’ultima infrastruttura è ritenuta fondamentale anche dall’Europa, perché il suo completamento e la sua operatività – prevista tra ottobre e novembre di quest’anno – ridurrebbe la dipendenza dalle forniture di gas russe.

Il Ministero degli Esteri azero ha rilasciato una dichiarazione qualche giorno fa in cui denunciava i tentativi di attacco da parte delle forze militari armene su basi dell’Azerbaigian, bombardando strutture civili nei villaggi di Aghdam, Dondar Gushchu e Vahidli, sempre nel Tovuz, con armi di grosso calibro e artiglieria. Sempre nel comunicato rilasciato dal Ministero azero si legge: “La leadership armena, nel tentativo di nascondere la sua fallita politica interna, tenta di rafforzare la sua  politica estera aggressiva e di distogliere l’attenzione della comunità internazionale dalla responsabilità dell’occupazione dei territori azerbaigiani, ma deve rendersi conto che l’Azerbaigian non accetterà mai l’occupazione dei suoi territori riconosciuti a livello internazionale e non un centimetro della nostra terra sarà lasciata sotto occupazione. L’Azerbaigian ha sempre dichiarato il suo sostegno a una soluzione politica al conflitto, ma ciò non deve essere inteso come una continuazione senza fine dei negoziati. L’Azerbaigian sostiene colloqui orientati ai risultati e si aspetta che gli sforzi di mediazione dei co-presidenti del Gruppo Minsk dell’OSCE siano in questa direzione. La leadership armena è pienamente responsabile della tensione sul fronte e di tutte le conseguenze che può causare”.

Qualche giorno fa il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo azero, Elmar Mammadyarov (rimosso il giorno dopo e sostituito dal Ministro della Pubblica istruzione). Al centro della conversazione la lotta alla pandemia di coronavirus e le tensioni che si stanno registrando con l’Armenia. In linea con gli appelli lanciati dal Segretario Generale dell’Onu, dell’Unione Europea e dell’Ocse, Di Maio ha incoraggiato ogni possibile iniziativa per favorire un ritorno al dialogo politico e la fine delle ostilità.

Intanto i Paesi vicini mostrano preoccupazione per l’evolversi della situazione. L’Iran ha espresso interesse ad assumere un ruolo attivo nel processo negoziale: il Ministro degli Esteri iraniano Zarif avrebbe sentito entrambi le parti per incoraggiare un riavvio dei colloqui e del negoziato di pace. La Turchia di Erdogan avrebbe espresso il pieno sostegno all’Azerbaigian, definendo quello armeno un “attacco deliberato contro gli azeri e una violazione illegittima dei confini”. Anche la Russia, attraverso il capo della diplomazia Lavrov, ha fatto appello al buonsenso dei due governi, sollecitando un immediato cessate il fuoco.

Graduation Ceremony del 136’ Senior Course al Nato Defense College

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Al NATO Defense College di Roma, presso la città militare della Cecchignola, si terrà la mattina del 17 di Luglio il Cambio di Comando e la Graduation Ceremony del Senior Course 136. Avverrà quindi il cambio di comando: la generale uscente è Chris Whitecross, Generale di Squadra Aerea in Canada, mentre al suo posto verrà insignito il Generale di Corpo d’armata di Francia Olivier Rittmann. Sarà inoltre presente il Direttore dell’International Military Staff della Nato, il Generale Hans-Werner Wiermann.


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In Heaven as It was on Earth: Addio al grande Maestro Ennio Morricone

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L’arte può essere considerata come un elemento multiforme che, nella genialità interpretativa dell’artista, rappresenta con semplicità, valori che caratterizzano il vissuto quotidiano di ciascun individuo. Che sia la letteratura (argomento principale di questa nostra rubrica), l’arte pittorica o la musica, per la sua immediatezza e per il suo grande pregio di parlare a tutti, uomini e donne, bianchi o neri. L’arte e la fantasia ci permettono di più di distinguerci dagli altri esseri che popolano il nostro pianeta. 


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