GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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PMI DAY: l’iniziativa che promuove le aziende ed il made in Italy

INNOVAZIONE di

L’iniziativa del PMI DAY giunge alla sua ottava edizione, sostenuta e affiancata da “Industriamoci”.

Il Progetto ha visto coinvolti quest’anno a Bergamo, più di 1000 aziende, 79 istituti ed una visita di circa 41000 tra adulti e ragazzi.

Si è rivelato ,sin dal 2010, uno dei più significativi eventi proposti dal Comitato Piccola Industria: il grande successo è dovuto all’idea di mettere in mostra le piccole e medie imprese, orgoglio del “made in Italy”, con lo scopo di dar voce a quest’ ultime per metter in gioco la loro passione e talento da trasmettere agli spettatori .

Il PMI DAY è divenuto in questi anni, grazie al suo successo, sinonimo di fermezza e capacità del “fare impresa”.

Sintomatico, di questo grande consenso è, senza dubbio, l’idea di voler trasmettere, da parte delle aziende coinvolte, l’amore per il proprio lavoro e di far toccare con mano concreta i macchinari, cuori pulsanti delle imprese, oltre che la relativa spiegazione di ogni singolo passaggio del processo produttivo. Insegnamento che va ben aldilà dell’astrazione dei libri e che si rivela utile per i ragazzi che un giorno vorranno intraprendere lo stesso cammino.

Successo che sta spingendo questa iniziativa anche all’estero: oltre ai Balcani, quest’anno si prevede la partecipazione del Belgio e degli Stati uniti, dove in quest’ultimo, si lavorerà in sinergia con: Miami Scientific Italian Community , ISSNAF (Italian Scientists and Scholars of North America Foundation), ODLI (Organization for the Development of Italian Studies), SVIEC ( Silicon Valley Italian Executive Council), il Consorzio “Orgoglio Brescia” e con l’ambasciata d’Italia a Washington ed il Consolato Generale d’Italia a Miami.

Il PMI DAY sta, dunque, riuscendo ad acquisire un ampio successo ed ascolto anche a livello globale. L’intento è sempre quello di mostrare e far risaltare le capacità imprenditoriali per la quale l’Italia ha sempre avuto e deve continuare ad avere un grande vanto.

Bookreporter in Medio Oriente con Alberto Negri, inviato del Sole 24 Ore

BOOKREPORTER di

Il nostro ospite di oggi è Alberto Negri, grande esperto di Medio Oriente, di cui ce ne parlerà nella puntata di oggi. Inoltre, discuteremo sulla crisi del Golfo e sul rapporto tra Arabia Saudita e Qatar.

Aurora ci ha parlato del GCC (Gulf Cooperation Council) Il Consiglio per la cooperazione nel Golfo è stato istituito nel maggio del 1981 dai paesi arabi facenti parte del Golfo Persico: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar e Kuwait. Il GCC aveva come obiettivo implicito anche quello di costituire un contro-bilanciamento alla crescente influenza iraniana sul mondo arabo.

Con Laura Laportella parleremo del Docufilm “Caschi Bianchi” un prodotto targato Netflix, racconta quella che è la straziante situazione in Siria, continuamente sotto bombardamenti. In questo docu-film, i “Caschi Bianchi” seguono l’operato di tre soccorritori volontari ad Aleppo, città siriana fra le più devastate dalla guerra e dai bombardamenti.

Buon ascolto!!!

 

Kosovo: Kfor, esercitazione per garantire sicurezza al monastero di Decane.

SICUREZZA di

Nei giorni scorsi presso Belo Polje, il quartier generale della Kososvo Force(KFOR), si è tenuto un intenso addestramento per il Multinational Battle Group West(MNBG-W).

KFOR è una forza militare internazionale guidata dalla NATO, responsabile di ristabilire l’ordine e la pace in Kosovo, regione che ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia nel 2008. Il 15 novembre scorso, inoltre, è stata la data del passaggio di consegne al comando, con il generale Salvatore Cuoci che è subentrato al generale Giovanni Fungo.

In particolare, i militari sono stati impegnati in un’esercitazione volta ad intensificare le procedure di controllo della folla e dell’ordine pubblico in occasione  di disordini o di concentrazione di masse ostili in prossimità di un sito protetto come il Monastero di Decane.

Come riportato dal comunicato dell’ufficio stampa del contingente italiano delle Kosovo Force, Il Battaglione di manovra multinazionale, su base 3° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina “Julia” ha dislocato, nell’area di esercitazione di Camp “Villaggio Italia”,  un posto di comando e unità di manovra composto da militari Italiani, austriaci, sloveni e moldavi. L’obbiettivo era quello di preparare le unità del Multinational Battle Group West, che  risponde come primo responsabile, nei casi di disordini e violenze provocate dall’avvicinamento di una potenziale massa ostile in prossimità di un’ area sensibile e a rischio come quella del monastero di Decane.

L’operazione rientra nell’ambito delle attività autorizzate dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Esso prevede, oltre a garantire la sicurezza del Monastero di Decane, di mantenere la libertà di movimento, di impedire il ricorso alla violenza e di sviluppare progetti della Cooperazione Civile e Militare tesi a supportare il processo di crescita economica grazie allo sviluppo delle istituzioni locali.

Il comunicato ha reso noto che l’esercitazione è stata svolta sotto gli occhi del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ungheresi, il Generale Zoltán Mihócza

Il monastero, appartenente alla Chiesa Ortodossa Serba, dal 2006 è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

 

 

Autobomba esplode nella città di Aden, attacco rivendicato dall’ISIS

MEDIO ORIENTE/SICUREZZA di

Un’autobomba è esplosa nel quartiere Al-Mansoura della città di Aden, in Yemen. L’attacco è stato rivendicato dalle forze dello Stato Islamico.

L’automobile esplosa nella città di Aden mirava a colpire un accampamento usato forze di sicurezza della coalizione Saudita avversa ai ribelli Houthi. Nell’attacco è stata danneggiata anche la moschea Zayen bin Sultan, situata nei pressi dell’accampamento.  A quanto riportato dai testimoni il numero dei morti sembra ammontare alla decina mentre non si hanno dati precisi sul numero dei feriti, tra sono presenti cui alcuni civili.

La dinamica dell’attacco non è del tutto chiara, in quanto lo Stato Islamico rivendicando l’accaduto ha rivelato che vi fosse un solo uomo, Abu Hajar al-Adani, nella macchina carica di esplosivi, i quali sono stati detonati a distanza. Mentre i testimoni locali hanno riportato la presenza di due uomini.

Dalla rivendicazione si evince anche che il vero bersaglio di Adani fosse la “Security Belt” fondata dagli Emirati Arabi Uniti, la quale doveva essere distrutta uccidendo e ferendo tutti coloro al suo interno. Gli Emirati Arabi Uniti sono un alleato chiave dell’Arabia Saudita che dal 2015 combatte contro i ribelli Houthi, che hanno fatto della città di Aden la loro capitale temporanea.

Questo inoltre non è il primo attacco che la città subisce, il 5 Novembre scorso un’autobomba esplose nei pressi di un posto di blocco, uccidendo 15 persone e ferendone altre 20. Anche in quel caso l’attacco fu rivendicato dalle forze dello Stato Islamico.

La Cooperazione Strutturata Permanente: un punto di svolta per la Difesa UE?

EUROPA/SICUREZZA di

Negli ultimi due anni, le possibilità di integrazione aperte dal Trattato di Lisbona in ambito di azione esterna sembrano aver iniziato a concretizzarsi. Il varo della European Union Global Strategy nel giugno 2016, la Roadmap di Bratislava del settembre 2016, l’European Defence Action Plan del novembre 2016, la creazione del Fondo Europeo per la Difesa (EDF) e del Military Planning and Conduct Capability (MPCC) nel giugno 2017 sono testimonianze di un rinnovato interesse per una Difesa UE. Il paper analizza l’effettiva capacità trasformativa della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) che dovrebbe essere lanciata entro la fine dell’anno.

di Lorenzo Termine

Clicca qui per scaricare il paper:

 

 

 

 

 

 

Afghanistan; a “Camp Arena” il primo corso di formazione per professionisti della comunicazione

MEDIO ORIENTE/SICUREZZA di

Anche la comunicazione all’interno della crescita professionale delle forze di sicurezza Afghane. Si è concluso, infatti, a Herat presso Camp Arena, sede del contingente italiano del Train Advise Assist Command West(TAAC-W), un corso di giornalismo e di gestione dell’informazione pubblica a favore di undici militari delle “Afghan National Defence and Security Forces”(ANDSF) . Il corso ha approfondito in particolar modo la gestione di trasmissioni radio foniche. L’esigenza di trattare tali tematiche è sorta , in primo luogo, poiché in un contesto delicato come quello afghano, che è oggi una delle realtà più a rischio per i professionisti in questo ambito,  la gestione delle informazioni svolge un ruolo fondamentale per fronteggiare la propaganda delle formazioni terroristiche ostili. Questo può esser reso possibile raggiungendo sempre più ampie fasce di popolazione durante la campagna di  informazione.  “In una società come quella odierna, il contrasto alle forze nemiche dell’Afghanistan si applica non solamente tramite il controllo del territorio fisico del proprio Paese, ma anche e soprattutto informando la popolazione in maniera adeguata, efficace e corretta su quelli che sono i continui progressi ottenuti dalle Forze di Sicurezza e dalle Istituzioni”, ha dichiarato il generale Antonio Bettelli durante la breve cerimonia di chiusura del corso, alla quale era presente anche Massimo Biagini, comandante del TAAC-W. Gli undici militari impegnati hanno potuto apprendere, dal personale qualificato di “Resolute Support” insieme a quello del contingente Italiano , il giusto approccio alla metodologia dell’informazione, al corretto uso dei canali di comunicazione a seconda dell’audience di riferimento, con particolare attenzione alla comunicazioni radiofoniche. Per il TAAC-W ha rappresentato un’ulteriore attività di formazione a favore delle forze di sicurezza afghane, che come previsto dalla missione R-S, integra la crescita sotto gli aspetti tecnico-tattici con quella in altri ambiti professionali. La missione Resolute Support ha come obbiettivo quello di fornire assistenza alla formazione dell’esercito e delle “Afghan National Defence Security Forces” .

Croce Rossa: Francesco Rocca primo presidente italiano della federazione internazionale

POLITICA di

Ad Antalya si sono svolte le elezioni della Federazione Internazionale della Croce rossa e Mezzaluna Rossa che hanno visto l’elezione di Francesco Rocca alla presidenza del network globale umanitario più grande del mondo. Eletto con la maggioranza assoluta dei voti (98 su 190 votanti), Rocca è il primo italiano a ricoprire la prestigiosa carica internazionale.

“Dedico questa importante vittoria ai volontari della Croce Rossa Italiana – ha detto Rocca – di cui sono orgoglioso. Ringrazio tutte le Società Nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ora dobbiamo seguire il faro dei nostri Principi e, allo stesso tempo, fornire risposte pragmatiche in tutto il mondo alle numerose sfide umanitarie”.

La federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa è stata fondata nel 1919 e raggiunge 150 milioni di persone in 190 Paesi nel mondo, attraverso l’operato di oltre 17 milioni di volontari.

Una sfida alla violenza e alla guerra in tanti luoghi sperduti e dimenticati spesso dall’opinione pubblica ma non dalle stragi e dalle guerre, una sfida che i tanti operatori umanitari portano avanti a costo spesso della propria vita.

Proprio questa è una delle battaglie principali che il presidente Rocca sta prortando avanti a livello internazionale per sensibilizzare tutti i governi e anche l’opinione pubblica internazionale sulle tante morti tra i volontari che portano sollievo alle popolazioni stremate da guerre e carestie.

 

Il Ministro Alfano partecipa allo “Sir bani Yas Forum” negli Emirati Arabi

POLITICA di

L’ottava edizione del “Sir Bani Yas Forum” ha visto presente il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Italiano Angelino Alfano.

Forum d’efficacia strategica al fine di trovare un punto di contatto tra il mondo orientale e quello occidentale dove si è dibattuto su questioni centrali regionali e sulle diverse zone a rischio conflitto, tematiche di grande attualità internazionale e d’interesse.

Punto focale dell’incontro è stato quello di trattare la questione libica, tematica calda che va oltre i confini orientali e che riveste un ruolo centrale per la Comunità Europea e dunque per l’Italia, in rappresentanza della quale il ministro Alfano ha incontrato il Rappresentante Speciale del Segretariato Generale dell’ONU Ghassan Salamè.

Oltre questo efficace scambio di vedute, il titolare della Farnesina ha intrattenuto colloqui con il ministro emiratino Sheikh Abdullah Bin Zayed Al Nayan, con il suo equivalente saudita Adel Al Jubeir e con il ministro Sameh Shoukry, riguardanti la questione libera e lo scambio di vedute per la politica estera.

Kosovo: Conclusa operazione di addestramento da parte del Multinational Battle Group West

SICUREZZA di

Nei giorni scorsi a “camp Vrelo”, in Kosovo, si è conclusa un’importante operazione di addestramento da parte del contingente italiano del Multinational Battle Group West (MNBG-W), con la partecipazione all’esercitazione “Silver Sabre”. Il MNBG-W è composto da 650 militari provenienti da Italia Austria Moldavia e Slovenia. L’esercitazione “Silver Sabre” rientra nelle operazioni condotte dalla forza Nato “kosovo Force”, responsabile di ristabilire l’ordine e la pace nella regione del Kosovo. E’ mirata per valutare la capacità di risposta immediata contro la sicurezza e la libertà di movimento per la popolazione. In questa occasione, nel particolare le unità di manovra del MNBG-W hanno sviluppato delle procedure di controllo della folla e più in generale di gestione dell’ordine pubblico in occasione di disordini, di concentrazione di masse ostili e di una potenziale escalation di violenza nei pressi di una struttura, gestita dal personale della Liaison Monitoring Team (LMT). Quest’ultimo è uno dei nuclei di collegamento che opera con operazioni di monitoraggio nei territori municipali del Kosovo, sotto il controllo e la gestione dei Joint Regional Detachment. Nel proseguo dell’esercitazione, le unità di manovra in assetto anti-sommossa hanno applicato le procedure tecnico-tattiche tese al controllo della manifestazione, a respingere l’ammassamento di una folla ostile intenzionata ad introdursi all’interno dell’edificio e ad evacuare il personale LMT in una zona sicura. L’operazione rappresenta un’importante occasione di addestramento che apre a importanti margini di miglioramnto a livello di interoperabilità tra i diversi attori multinazionali. Rientra inoltre, nell’ambito delle attività autorizzate dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevede di garantire la sicurezza al Monastero di Decane, di impedire il ricorso alla violenza e di sviluppare progetti di Cooperazione Civile e Militare tesi a supportare il processo di crescita economica grazie allo sviluppo delle istituzioni locali.

Redazione
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