GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Tra GDPR e rischi della rete. Il 24 maggio verrà presentato a Viterbo un libro sulla nuova normativa in materia di privacy.

La locandina dell’evento, che si terrà a Viterbo, alle ore 17.30 del 24 maggio, presso il Centro Studi Criminologici

 VITERBO: Tutti, ma proprio tutti, ormai, abbiamo sentito parlare del GDPR, ossia della General Data Protection Regulation. Chi non ha sentito parlare di questo acronimo, però, ha sicuramente percepito che “qualcosa” è cambiato. La privacy stessa, il suo concetto intrinseco, ontologico, ed il suo modo di manifestarsi, sono cambiati.

Una lezione dell’avv. Dell’Aiuto (a sinistra) presso il Centro Studi Criminologici sulla privacy per giornalisti. Fonte www.criminologi.com

Altrettanto, tutti sanno che la privacy non è solo qualcosa che riguarda chi utilizza il computer o si occupa di comunicazione. La privacy o, più correttamente, le leggi che regolano la privacy, ha permeato e sta permeando tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, lavorativa, familiare.

Se la percezione che se ne trae è che la cosa riguardi solo il mondo di internet et similia, ciò è perché – di fatto – queste cose hanno profondamente mutato la nostra società: una cosa così importante nelle nostre vite non poteva mutare la “sua” privacy senza che ce ne accorgessimo. Parliamoci chiaro però: ai fini pratici, per chi si comporta da normale utente del web o da semplice consumatore, poco o nulla è cambiato. Almeno in apparenza. Perché, in realtà, anche per i singoli utenti, le cose sono ben diverse sia in termini di diritti sia, soprattutto, in relazione ai doveri che dalla nuova normativa derivano.

Totalmente diversa è la faccenda per chi ha un’azienda, svolge una professione, o – anche se soggetto pubblico – conserva e gestisce dati. Ma anche per chi gestisce un sito o per chi si occupa di ricerca. Insomma, chiunque venga a contatto o possa solo potenzialmente avere a che fare con delle informazioni altrui deve adeguarsi al nuovo regolamento europeo 679/2016.

Il regolamento di cui parliamo non abroga il c. d. “Codice della Privacy” italiano, ossia il d. lgs. 196 del 2003, ma lo integra e – parzialmente – lo modifica, essendo la normativa europea regolamentare direttamente applicabile negli Stati membri. Non è escluso che altri regolamenti nazionali attuativi dovranno implementare in Italia la normativa europea ma, in ogni caso, ne vedremo delle belle.

Di questo tema, e dei molti altri argomenti ad esso correlati, si occupa l’ultimo libro scritto dall’avvocato Gianni Dell’Aiuto: “La protezione dei dati personali. Tra GDPR e altri rischi della rete”, pubblicato per i tipi delle Edizioni Efesto nel mese di marzo 2019.

Il libro rappresenta un florilegio di articoli scelti dall’autore tra i numerosi interventi scritti per l’Accademia Italiana Privacye sulla riviste Futuro Europa oltre che, ovviamente, anche qui su European Affairs Magazine. Dell’Aiuto – legale e DPO (data protection officer) di origini toscane, ma appartenente al foro di Roma – tratta delle problematiche connesse al GDPR ed alla privacy in relazione alla comunicazione, alla sicurezza, alle problematiche sociali come lo stalking e la tutela dei minori, senza tralasciare l’impatto che la nuova normativa produrrà nell’uso domestico o professionale di internet, nell’ambito della cybesecurity e del cybercrime, nelle professioni forensi e giornalistiche.

Il fatto che la sua ultima fatica sia un’antologia di articoli non ci deve sorprendere: non possiamo infatti omettere che l’avvocato, oltre a possedere una caratura professionale forense di altissimo livello – che si estrinseca principalmente nell’ambito della contrattualistica e del diritto per l’impresa e la sua internazionalizzazione – ha completato il suo profilo con un’intensa attività di pubblicazione, sia hobbystica che professionale, su numerose riviste ed è anche autore di due romanzi.

il logo della biblioteca internazionale “Scripta Hic Sunt” del Centro Studi Criminologici

Il suo libro verrà presentato a Viterbo, il 24 maggio 2019 alle ore 17.30, presso il Centro Studi Criminologici Giuridici e Sociologici, sito in Piazza San Francesco n. 2, ovviamente a ingresso libero. E anche questo non è casuale.

Come noto, il Centro Studi sta ormai ampliando i suoi interessi ad ambiti sempre più diversificati del diritto, e delle scienze umane e sociali. La trasversalità della trattazione nel testo di Dell’Aiuto, nonché della tematica “privacy” stessa, che permea ormai ogni aspetto della società, non poteva non attirare l’interesse del CSC.

Il Centro, infatti, sta recentemente sviluppando una sensibilità  sia per le questioni internazionali – cosa che il GDPR rappresenta, in quanto norma giuridica sovranazionale – sia proprio per la tutela della privacy: è recentissimo un seminario deontologico tenuto proprio dall’avvocato Dell’Aiuto ed organizzato gratuitamente dall’area giornalismo del CSC in favore di 25 giornalisti, ai fini della formazione professionale continua.

E, inoltre, non è escluso che in futuro il Centro possa avviare un percorso formativo dedicato proprio al GDPR ed alla privacy. La figura del Data Protection Officer, ormai indispensabile nelle aziende e nella Pubblica Amministrazione, è sempre più ricercata nel mondo del lavoro. 

Nel Centro Studi le presentazioni dei libri – e ne sono stati presentati parecchi – sono normalmente organizzate e pianificate dalla dottoressa Maria Assunta Massini Tarsetti, membro del comitato scientifico e direttore della Biblioteca Internazionale “Scripta Hic Sunt” del CSC, che sarà presente insieme all’autore, per accogliere gli appassionati della materia e non solo.

La biblioteca, ove si terrà la presentazione, raccoglie alcune migliaia di volumi attinenti alle materie scientifiche di interesse del Centro e – costantemente aperta al pubblico – è anche inserita nel circuito internazionale del prestito interbibliotecario e nell’anagrafe delle biblioteche italiane.

L’evento sarà moderato da chi scrive, ma questo non è un particolare importante.

La copertina del libro che verrà presentato a Viterbo

 

 

De André canta De André “Storia di un impiegato”

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Applausi ed un affetto immediato e totale accolgono Cristiano De André non appena questi appare sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. <<Dovrò trasferirmi a Roma>> dice visibilmente colpito, riferendosi apertamente al calore che il pubblico capitolino da sempre gli riserva.

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La Calabria e l’intelligence.

Varie volte su European Affairs Magazine ci siamo occupati di intelligence  e della possibilità che questa scienza umana potesse assurgere al rango di disciplina universitaria (leggi, ad esempio, quiqui, ed in parte anche qui). In questo ambito, pioniere assoluto in Italia è stata l’Università della Calabria che, prima con il Master di 2° Livello in Intelligence e, poi addirittura con un corso di laurea in Intelligence ed Analisi del rischio ha riconosciuto l’importanza di questa materia. Sia il master che il corso di laurea sono diretti dal Prof. Mario Caligiuri, che peraltro dirige anche

Il prof. Mario Caligiuri, direttore del master e del corso di laurea in Intelligence, dell’Università della Calabria

l’osservatorio e centro studi Intelligence Lab. Al docente va anche il merito di aver fatto conoscere l’intelligence al mondo accademico e non solo, proprio studiandola, rendendola più fruibile e, senza svelare alcun mistero o segreto di stato, facendo comprendere che l’intelligence è una disciplina di studio come tutte le altre ed è fondamentale per la sicurezza dello Stato ma, prima di tutto, proprio per la tenuta democratica dello Stato stesso. Non a caso, attraverso una prolifica e copiosa attività di pubblicazione, il docente calabrese ha studiato i rapporti dell’intelligence con le varie scienze sociali e con i vari assetti ed apparati dello Stato che non sembrerebbero – solo a prima vista – essere propriamente contigui con il lavoro delle agenzie di sicurezza. Ovviamente l’attività di studio sviscerata nelle pubblicazioni di Mario Caligiuri, che Vi invitiamo a consultare, si sta trasfondendo negli insegnamenti universitari da lui coordinati all’UniCal, nel polo di Rende. Una delle pubblicazioni del Professore, per i tipi di Rubbettino, è proprio “Intelligence e Magistratura“. E proprio di tali rapporti si è parlato in una delle ultime lezioni del Master, i cui relatori sono stati ospiti ed autorità del settore di tutto rilievo.

I relatori dell’ultima lezione sono stati infatti il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre ed il magistrato e deputato Cosimo Ferri. Nel corso delle loro letture, i due relatori, introdotti dal direttore del Master, hanno trattato di valori costituzionali e di rapporti tra intelligence e magistratura.

In mattinata Antonio Baldassarre ha illustrato l’origine delle moderne Costituzioni: l’idea di Costituzione, così come oggi la conosciamo, è nata  negli Stati Uniti ed è fondata sul contratto sociale. Tale visione è antitetica alla precedente idea tutta europea,  impostata sulla preminenza dell’autorità. Per Baldassarre l’intelligence è un’attività necessaria per ogni sistema politico sovrano, in quanto la prima sicurezza da tutelare è proprio quella dell’ordinamento costituzionale. Infatti, l’intelligence è un bene fondamentale che viene prima di tutto, poiché senza sicurezza le istituzioni sono deboli ed i diritti inapplicabili.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre

In relazione ai provvedimenti legislativi in discussione in queste settimane, Baldassarre ha precisato che la sicurezza non consiste nella tutela dei diritti, bensì è il presupposto indispensabile per la garanzia dei diritti stessi. Ha poi proseguito dicendo che la tutela della sicurezza si trova in modo implicito ed esplicito in tutti gli ordinamenti costituzionali. Di conseguenza, l’intelligence deve vigilare affinché non venga minacciata l’unità politica dello Stato, ed appunto per questo deve essere regolata, necessaria ed efficace. Pertanto, l’intelligence è una delle attività fondamentali per garantire la libertà politica. Il modello adottato in Italia è simile a quello americano, e consiste in un’attività riservata, la cui segretezza è commisurata ai principi democratici, che richiedono trasparenza. Infatti, anche negli USA è previsto il controllo parlamentare sull’intelligence, che nel contesto americano assegna ad una apposita Commissione del Senato poteri parificati a quelli dell’autorità giudiziaria. Baldassarre ha poi affrontato l’attualità del tema dell’intelligence alla luce delle riflessioni di Carl Schmit, che prefigura una guerra civile globale, nella logica della contrapposizione inevitabile tra amico e nemico. Secondo il pensatore tedesco, la globalizzazione si oppone alla democrazia e, secondo Baldassarre, non solo la globalizzazione ha allargato le distanze tra gli Stati, ma anche nella stessa Italia (tra Nord e Sud), rendendo ancora più complesso il già complicato asssetto politico ed istituzionale del nostro Paese. In tale contesto, l’introduzione dell’euro ha accentuato le differenze tra il nostro settentrione, integrato economicamente con Francia e Germania, ed il Mezzogiorno d’Italia, sganciato da queste possibilità di sviluppo. Baldassarre ha concluso dicendo che il mondo diviso in due blocchi aveva un suo ordine, oggi invece assente, ed è soggetto a forze temporanee: proprio per questo la funzione dell’intelligence oggi è molto più importante di quella rivestita ieri.

Nel pomeriggio è intervenuto in videoconferenza Cosimo Ferri, che ha ribadito come l’intelligence rappresenti un’area fondamentale dello Stato nel contrasto alla criminalità e al terrorismo. Ha quindi richiamato la funzione molto importante dell’intelligence negli istituti penitenziari. Nel contempo, ha ribadito la necessità delle collaborazioni internazionali: a problemi globali, infatti, occorre fornire risposte globali, coinvolgendo anche le principali società private impegnate nel cyberspazio. Ferri ha poi affermato che il contrasto alla criminalità richiede investimenti sociali e infrastrutturali, accompagnati dalla consapevole reazione delle Istituzioni e dei cittadini. E, in tale quadro, l’intelligence è decisiva. Il parlamentare ha poi evidenziato che la dimensione culturale è fondamentale e che la collaborazione tra intelligence e magistratura rispetto al passato è molto più ampia, tanto che i risultati nel contrasto alla criminalità e al terrorismo sono anche il frutto di una più intensa comprensione delle rispettive funzioni. Ferri ha poi concluso dicendo che il decreto antiterrorismo ha contribuito ad avvicinare i due mondi dell’intelligence e della magistratura, significando che il confronto deve essere non solo di natura culturale ma proprio di visione, progettazione ed anche di taglio operativo: occorre quindi avvicinare sempre di più questi due ambiti, che operano su piani nettamente distinti, ma che hanno quale obiettivo comune quello di tutelare le libertà dei cittadini e garantire la sicurezza dello Stato.

Le lezioni del Master in Intelligence si  terranno anche domani,  sabato 19 gennaio 2019 – come di consueto nell’aula “Caldora” dell’Università della Calabria – e saranno incentrate sempre sui temi giuridici connessi alla disciplina. terranno lezione i prefetti Carlo Mosca, consigliere di Stato emerito e vice direttore vicario del Sisde dal 1992 al 1994, e Marco Valentini, direttore dell’Ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari del Ministero dell’Interno.

Il polo di Rende (Cosenza) dell’Università della Calabria, sede del master e del corso di laurea in intelligence

 

World Reporter, Antiriciclaggio e lotta alla criminalità organizzata

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In questa Puntata di World Reporter parleremo della lotta alla criminalità organizzata e in particolare di Antiriciclaggio con Giuseppe Miceli,Giurista abilitato alla professione forense,Professore a contratto Università Niccolò Cusano. Commenteremo le News della redazione di European Affairs Magazine e i fatti internazionali più rilevanti della settimana, buon ascolto!

 

 

Foiba Rossa, presentato alla Camera dei Deputati il libro a fumetti su Norma Cossetto

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Nel libro a fumetti sceneggiato da Emanuele Merlino e disegnato da Beniamino Delvecchio la storia di Norma Cossetto, giovane donna istriana violentata e uccisa nelle foibe nel dopo 8 settembre 1943.

Una storia spesso dimenticata  quella delle foibe e dei martiri istriani, nel 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha concesso alla martire Cossetto la medaglia d’oro al valore civile con le seguente motivazione «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. Villa Surani 5 ottobre 1943». Un riconoscimento che desta speranza ai tanti esuli Istriani, Dalmati e Giuliani che dovettero abbandonare la loro terra e cercare rifugio dove possibile, scampando ad un periodo di vendette e di rivalsa che in quel periodo attanagliava tutto il paese e in particolare quelle zone di confine.

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Verso un mondo multipolare, come cambia la geopolitica

BOOKREPORTER di

Pierluigi Fagan è un imprenditore e professionista del marketing, da molti anni studia i temi legati alla complessità nel suo più ampio spettro con particolare attenzione a temi sociali, economici, politici e geopolitici.

Nel suo ultimo libro ” Verso un mondo multipolare” edito da Fazi editore, affronta i grandi cambiamenti sociali, politici e economici che il mondo contemporaneo sta affrontando.

Bookreporter lo ha intervistato per comprendere meglio il suo pensiero e il suo punto di vista sugli ultimi sviluppi della geopolitica globale.

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“Nome in codice Gladio”. Seconda puntata.

BOOKREPORTER/Difesa di

Ancora un approfondimento su una pagina poco conosciuta della storia italiana.

Come promesso in un precedente articolo di European Affairs (qui), siamo ritornati di nuovo sull’argomento “Gladio”, che ci affascina proprio perché rappresenta un fenomeno storico unico nel suo genere, in grado di fondere insieme politica, geopolitica, storia, intelligence e difesa.

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Nome in codice Gladio. La storia e i valori dell’organizzazione Gladio, nel libro di Mirko Crocoli. Uno stralcio di storia italiana, sconosciuto ai più.

BOOKREPORTER di

Visto l’interesse che da sempre European Affairs nutre verso l’intelligence e la difesa,​ non potevamo non cogliere alcune novità editoriali ed alcuni importanti anniversari – appena trascorsi ed ignoti ai più – di sicuro interesse per gli appassionati di questioni strategiche e per gli addetti ai lavori. 

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Qual’è stato l’evento che vi ha colpito di più nel 2017?

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In questa puntata di bookreporter le risposte degli ascoltatori al nostro Domandone, ” Qual’è stato l’evento di politica internazionale che ti ha colpito di più nel 2017″, il commento degli eventi in corso, dalla crisi della Corea del Nord all’intifada a Gerusalemme, il cinema di Laura Laportella tra Star Wars e il mondo reale di ieri e di oggi. Buon Ascolto!!!

Redazione
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