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Italiani all’estero: 15/17 dicembre IV Conferenza Permanente del CGIE

SOCIETA' di


Apertura con messaggio Presidente Mattarella. Presenti ministri Gelmini, Carfagna, Garavaglia, Dadone, Orlando

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha convocato la IV plenaria conferenza permanente del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. La conferenza si terrà a Roma, nella sala convegni Angelicum, dal 15 al 17 dicembre. Tre giorni di dibattiti, confronti, interventi che offriranno l’opportunità di svolgere una riflessione completa e aggiornata su attualità e prospettive delle collettività all’estero.

L’occasione potrà contribuire anche all’elaborazione delle riforme che il nostro Paese ha già avviato e in particolare alla realizzazione del PNRR per integrare nel sistema paese la grande realtà e risorsa che l’Italia possiede oltre i confini nazionali.

IL PROGRAMMA
La conferenza sarà aperta da un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il 15 dicembre lavori saranno avviati da Mariastella Gelmini, Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE, Massimiliano Fedriga, Presidente Conferenza Regioni e P.A., Piero Fassino, Presidente Comm. Affari Esteri e Comunitari Camera, Enzo Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI, Ornella Segnalini, Assessore ai LL PP Città di Roma, Roberto Ciambetti, Coordinatore Conferenza Assemblee regionali, Piero Marrese, Rappresentante del Consiglio UPI – Pres. Provincia MT.

Nel corso della mattinata sarà trasmesso il video messaggio di Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri.

Nel primo pomeriggio si entrerà nel vivo con una tavola rotonda su: ”Nuova Emigrazione italiana e mobilità”. A moderare Roberto Napoletano, Direttore de Il Quotidiano del Sud l’Altravoce dell’Italia, Elly Schlein, Vice Presidente Regione Emilia Romagna, Carmine Cicala, Parlamenti Regionali – Pres. Cons. reg.le Basilicata, Maria Chiara Prodi, Presidente Commissione VII CGIE, Edith Pickler, Consigliere CGIE, Delfina Licata, Fondazione Migrantes, Gianluigi Petteni, Presidente CEPA. A seguire una intervista Pier Ferdinando Casini, Presidente Interparlamentare Italiana.

I lavori della giornata si chiuderanno con una Intervista a Maurizio Tira, Magnifico rettore UNIBS ( Università degli Studi di Brescia)- CRUI.

La giornata di giovedì 16 dicembre si aprirà con una tavola rotonda su: ”Internazionalizzazione e Sistema Paese” moderata da Maria Soave, Giornalista TG1 con Mara Carfagna Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo, Vito Petrocelli, Presidente Commissione Esteri del Senato, Donato Toma, Presidente Regione Molise, Cecilia Piccioni, Vice Direttore Centrale MAECI, Federico Cinquepalmi, Dirigente Ufficio Internazionale Formazione Sup., Manfredi Nulli, Presidente Commissione VI CGIE

A seguire un focus su: “Cultura e Lingua Italiana nel Mondo–Ripresa e
resilienza del Sistema Italia” con una intervista di Maria Soave a Dario Franceschini, Ministro della Cultura

Nel primo pomeriggio, i lavori riprenderanno con Oliviero Bergamini, Vice Direttore Rai News24 e Fabiana Dadone, Ministro per le politiche giovanili con una introduzione di Mariano Gazzola – Consigliere CGIE su; “Diritti e cittadinanza, rappresentanza degli italiani all’estero” alla quale parteciperanno: Ivan Scalfarotto, Sottosegretario all’Interno, Dario Parrini, Pres. Comm. Affari Costituzionali del Senato, Marco Marsilio Presidente della Regione Abruzzo, Marco Galdi, Costituzionalista, Rodolfo Ricci , Vice Segretario Generale CGIE.

Ultima giornata di lavori venerdì 17 dicembre con un intervento di Benedetto Della Vedova, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e con la presentazione del documento conclusivo dell’Assemblea Plenaria della IV Conferenza Permanente Stato-Regioni Province Autonome-CGIE con Silvana Mangione, Vice Segretario Generale CGIE.

La Conferenza, che ha il compito di indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero, sarà conclusa da Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE e Andrea Orlando, Ministro del Lavoro.

Civitavecchia nuovo ponte tra Mediterraneo e Mar Nero

ECONOMIA di

INAUGURATO IN CITTÀ IL NUOVO CONSOLATO ONORARIO DI GEORGIA

Inaugurato il nuovo consolato onorario della Georgia, Il sindaco Ernesto Tedesco: «Da Civitavecchia un esempio di rilancio internazionale per l’Italia dopo la crisi provocata dal Covid»

Una buona notizia che può rappresentare un esempio virtuoso per le prospettive di rilancio economico dell’Italia dopo le grandi difficoltà provocate dalla crisi del Covid 19: è stato inaugurato il nuovo Consolato onorario di Georgia a Civitavecchia che sarà retto dalla console onoraria Michaela Reinero. Presenti alla cerimonia la viceministra degli Affari Esteri di Georgia, KhatunaTotladze, l’ambasciatore di Georgia in Italia, KonstantineSurguladze, il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco, i rappresentanti del corpo diplomatico e delle autorità locali.

La viceministra georgiana ha dichiarato che la decisione del suo governo riflette la forte volontà di sviluppare intensi rapporti tra i due Paesi e di rafforzare le relazioni politiche, economiche e sociali bilaterali: «Crediamo fermamente che la Console Onoraria di Georgia a Civitavecchia contribuirà a rafforzare ulteriormente le relazioni e sostenere la determinazione ad esplorare le opportunità di accordi reciprocamente vantaggiosi» ha detto la viceministra che si è congratulata con la sig.ra Reinero.

L’Ambasciatore Surguladze ha osservato che Civitavecchia «sarà un riferimento importante per la comunità georgiana e un ottimo collegamento per attività commerciali e culturali tra i due Paesi e anche per le aziende italiane che intendono lavorare con la Georgia».

Per il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco «l’apertura del consolato onorario di Georgia nella nostra città è una ragione di orgoglio. Civitavecchia sta ritagliandosi uno spazio adeguato alla sua storia di punto di riferimento nel Mediterraneo. Dal punto di vista culturale, economico e di scambi può avere risvolti di carattere internazionale. La presenza di viceministro e ambasciatore gratifica un ruolo che compete a Civitavecchia e può aiutarci a uscire dalle prospettive troppo strette imposte dalla pandemia, guardando con fiducia al futuro dopo la crisi aperta dal lockdown».

La Console onoraria, dott.ssa Reinero, parla e scrive quattro lingue ed è laureata in Scienze Politiche con indirizzo politico internazionale. Esperta di Geopolitica, ha una formazione accademica specialistica nei Diritti Umani. Tra le sue esperienze professionali, ha partecipato a numerose missioni imprenditoriali internazionali. «Ringrazio il governo georgiano per questaprestigiosa nomina» ha commentato, «che onorerò con grande impegno e dedizione. Ringrazio il sindaco di Civitavecchia per l’accoglienza in questa splendida città e mi congratulo per il suo operato. Ringrazio le altre autorità di Civitavecchia qui presenti. Auspico stretti rapporti e collaborazione con tutte loro».

Italia e Georgia ristabilirono relazioni diplomatiche l’11 maggio del 1992, dopo il crollo dell’Urss. L’Italia, in linea con la politica dell’Unione Europea, assicura al Paese il proprio appoggio nel suo percorso di avvicinamento alle strutture europee ed euro-atlantiche. Le relazioni UE-Georgia sono inquadrate nella Politica di Vicinato, che dal 2009 ha conosciuto un importante salto di qualità, facendo della Georgia uno dei Paesi di punta della PEV. L’Italia e la Georgia intrattengono da tempo solide relazioni economiche, sia a livello istituzionale che imprenditoriale, facilitate anche dall’entrata in vigore, nell’ottobre del 2014, dell’Accordo di Associazione comprensivo di DCFTA tra l’Unione europea e la Georgia. Dal punto di vista commerciale, l’Italia è il quarto partner europeo della Georgia e il decimo mondiale. Le aziende italiane che operano in Georgia sono in costante crescita, e potranno ricevere un impulso formidabile dall’apertura del Consolato Onorario a Civitavecchia.

Breve riflessione sulla conciliazione vita lavoro del mondo femminile

ECONOMIA di

L’articolo di questa settimana. sulla conciliazione vita lavoro, con particolare focus sulla gestione della maternità delle lavoratrici, è basato anche sull’esperienza dello scrivente, nell’ambito di un progetto realizzato in una primaria banca.

E’ indubbio che la maternità rappresenta un evento, sia a livello individuale che sociale, di enorme importanza, che coinvolge anche la dimensione lavorativa delle lavoratrici madri.

Si sottolinea infatti che a livello sociale la maternità è statisticamente il principale motivo di abbandono del lavoro, del perdurare dell’inattività dopo un licenziamento e del lavoro sommerso femminile.

Infatti dopo la pausa per la maternità spesso nelle aziende le donne non ritrovano il proprio posto di lavoro o sono costrette ad accettare un cambio di ruolo in azienda.

In questo contesto le lavoratrici madri hanno necessariamente bisogno di ricevere da parte delle aziende: sostegno, aggiornamento professionale, momenti di confronto con i propri superiori, ma soprattutto informazioni e consulenza da parte delle direzioni risorse umane.

Il presente documento vuole delineare, in tal senso, un possibile modello di intervento da parte delle direzioni risorse umane a sostegno dell’occupabilità e reinserimento lavorativo delle lavoratrici madri.

Le donne possono infatti all’interno delle aziende vivere nella situazione di maternità un contesto di disagio caratterizzato dalle criticità riportate dalla figura seguente:

Figura 1 – criticità lavoratrici madri

In una prima approssimazione i possibili interventi delle direzioni risorse umane a sostegno delle lavoratrici madri possono riguardare le seguenti aree di attività principali e fondamentali:

  • Iniziative dedicate alla gestione integrata della maternità in azienda e al reinserimento professionale delle lavoratrici mamme;
  • Consulenza e formazione sui temi della flessibilità organizzativa e del work-life balance.

In questa fase della loro vita lavorativa le lavoratrici madri hanno necessità di ricevere da parte dell’azienda e dalle direzioni risorse umane sostegno nelle modalità illustrate sopra, per affrontare non solo le problematiche legate alla loro carriera ma anche al tema della conciliazione lavoro/famiglia.

L’obiettivo delle direzioni risorse umane, dunque, deve essere quello di fornire un supporto e delle facilitazioni, non solo per il reinserimento nel contesto lavorativo delle risorse, ma anche per la gestione di tutte le fasi collegate all’evento della maternità.

Il supporto alle donne in maternità di cui sopra si dovrà necessariamente estendere anche ai Manager e Responsabili, che gestiscono delle risorse in maternità, in modo da creare un contesto favorevole per il loro reinserimento in azienda.

Come già affermato dunque il tema del reinserimento delle risorse in maternità nel contesto lavorativo è in collegamento strettamente, con quello della conciliazione lavoro/famiglia e in generale del welfare aziendale.

In questo contesto assume valore centrale la funzione di servizio delle Direzioni Risorse Umane anche come punto di mediazione fra le esigenze aziendali, delle strutture organizzazione e quelle delle donne in maternità e come attivatore delle soluzioni idonee a conciliare la loro vita lavorative e familiare.

Un possibile modello per il reinserimento delle risorse in maternità potrà prevedere i seguenti servizi e azioni da parte delle Direzioni risorse umane:

  • Servizi alla risorsa durante la maternità
  • Consulenza per il rientro in azienda: Bilancio professionale e riorientamento nel ruolo
  • Consulenza e Welcome Back Training al momento rientro in azienda
  • Monitoraggio risultati rientro in azienda della risorsa
  • Agevolazioni per la conciliazione vita lavoro.

Ma vediamo ora nel concreto quale potrebbe essere i servizi di assistenza per le donne durante la maternità e al rientro nel mondo lavorativo aziendale:

SERVIZI DURANTE LA MATERNITA’:

  • Consegna alla risorsa di un Maternity Kit, ad hoc, con informazioni e linee guida per la migliore gestione del periodo di maternità;
  • Consulenza alla risorsa nel corso della Maternità sui diritti previsti dalla normativa e sulla gestione degli adempimenti connessi;
  • Informazione via e-mail e/o telefono alla risorsa sull’evoluzione organizzativa, normativa e gestionale del contesto aziendale;
  • Disponibilità per la risorsa durante la maternità di corsi on line, in particolare sulle tematiche di leadership, work-life balance etc.

CONSULENZA E FORMAZIONE PER LE DONNE IN MATERNITA’ AL RIENTRO IN AZIENDA

  • Consulenza e assistenza alla risorsa per l’employability (occupabilità) e l’eventuale riorientamento lavorativo (coaching, formazione, job rotation);
  • Consulenza e assistenza a supporto del Manager, che gestisce la risorsa per il suo reinserimento professionale e l’eventuale riorientamento;
  • Definizione del Bilancio professionale e analisi dei fabbisogni formativi della risorsa;
  • Welcome Back Training formativo alla risorsa per l’aggiornamento delle competenze necessarie al reinserimento lavorativo;
  • Percorsi di coaching individuale quando è necessaria un riallineamento con l’azienda e il proprio ruolo.

MONITORAGGIO DALLE LAVORATRICE MADRE A REINSERIMENTO AVVENUTO

  • Valutazione con il responsabile della Risorsa della possibilità di concedere eventuali agevolazioni (esempio part time)
  • Monitoraggio da parte delle Risorse Umane del percorso di reinserimento e colloqui gestionali periodici con la risorsa
  • Valutazione a 4 o 6 mesi dal rientro, il livello di soddisfazione della neo-mamma e dell’azienda, e l’eventuale ri-orientamento del percorso professionale.

 

AGEVOLAZIONI PER LA CONCILIAZIONE VITA LAVORO PER LE LAVORATRICI MADRI.

Infine le Direzioni Risorse Umane a completamento delle azioni illustrate ai punti precedenti potranno prevedere l’erogazione di agevolazioni per le lavoratrici madri come illustrato dalla figura seguente:

Figura 2 – agevolazione per le lavoratrici madri

FORMAZIONE E COACHING PER LE LAVORATRICI MADRI

Il percorso formativo di sostegno al reinserimento delle lavoratrici madri nel contesto lavorativo potrà prevedere più aree tematiche:

  • Organizzazione e Processi;
  • Relazionale e comunicazione;
  • Benessere e life work balance;
  • tecnica e procedurale.

La formazione potrà essere erogata con modalità diversificati (aula, e-learning, affiancamento on the job, coaching, autoformazione etc).

Il percorso prevederà dopo l’erogazione un momento di follow up per la verifica dell’apprendimento e dell’avvenuto aggiornamento delle competenze alle esigenze del ruolo dopo il reinserimento della lavoratrice madri nel contesto aziendale e lavorativo, così come illustrato dalla figura seguente.

Figura 3 – formazione alle lavoratrici madri

Infine va sottolineato che con l’intervento del legislatore, e quindi con la Legge n. 81/2017, si è congegnata una disciplina del lavoro agile ovvero il cosiddetto smart working, introducendo modalità di esecuzione c.d. flessibile della prestazione lavorativa subordinata, volta proprio a rendere possibile una conciliazione fra lavoro e vita personale, applicabile come strumento di agevolazione e flessibilità anche alle lavoratrici madri.

Ma non è questa la pagina per trattare del modello di lavoro flessibile in smart working, che sarà oggetto di un prossimo articolo.

Concludiamo che il modello di reinserimento delle donne madri nei contesti lavorativi delineato nel presente articolo si inquadra nei nuovi compiti delle aziende di garantire la conciliazione vita lavoro dei propri dipendenti e delle donne in particolare, delineando un modello di welfare aziendale che deve integrarsi e in futuro essere sussidiario a quello offerto storicamente dallo stato.

Ma anche il tema del welfare aziendale è complesso e importante e sarà oggetto di un futuro articolo.

Guido Massimiano

Transizione ecologica, formazione e Sahel protagonisti del secondo giorno di Codeway

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La transizione ecologica non può che essere globale e quanto avviene in questo senso nei Paesi in via di sviluppo riguarda inevitabilmente tutti noi. Su questo tema si sono concentrati i protagonisti della seconda giornata di Codeway, – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, organizzata da Fiera Roma con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

Il dibattito si è soffermato su ciò che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo in termini di transizione ecologica e su come questo processo possa essere promosso concretamente. Una esigenza strategica su cui ci si è confrontati partendo dagli esempi concreti di aziende italiane impegnate in questo ambito e in questi Paesi. Ma anche tenendo conto di un presupposto: la stretta relazione tra crescita e disponibilità di comunicazione. Ne ha parlato con l’evidenza dei numeri Marzia Minozzi, Responsabile Regolamentazionee Normativa
Asstel, che ha portato ad esempio il caso Africa, continente in cui ogni 10% aggiuntivo di copertura radiomobile genera un impatto economico del 2,5% del Pil.

Una proposta concreta è arrivata da Green Utility, società leader nel settore delle energie rinnovabili, da sempre convinta che la sostenibilità sia un asset chiave per le imprese. L’azienda sta lavorando al progetto di dare una nuova vita nei Paesi in via di Sviluppo ai moduli fotovoltaici che hanno circa 8-9 anni di esercizio e sono ancora perfettamente funzionanti, ma non possono essere riutilizzati in Italia. Questo accade perché la prassi italiana prevede che ciascun modulo fotovoltaico abbia un suo codice identificativo che viene associato ad uno solo impianto fotovoltaico incentivato e pertanto un modulo non può essere smontato da un impianto e re-installato in un altro impianto incentivato (principalmente per evitare furti). Questo fa sì che, se in un impianto fotovoltaico italiano si rende la necessità di sostituire circa il 40% dei moduli perché rotti o non performanti, quasi sempre si sostituiscono anche gli altri 60% dei moduli “non problematici” per ragioni di impostazione elettrica dell’impianto. Proprio questo 60% di moduli validi e funzionanti, ma che hanno forti limitazioni per essere re-installati da altre parti in Italia, potrebbero essere messi a disposizione delle  ONG per progetti  in Africa o in altri Paesi in via di sviluppo.

L’urgenza di puntare su formazione e sviluppo in Africa è stato l’altro tema protagonista della seconda giornata di lavori di Codeway. Le tendenze di crescita demografica del continente africano e il ritmo di crescita economica e di industrializzazione impongono una riflessione approfondita sulla necessità di formare culturalmente e professionalmente milioni di giovani che nei prossimi anni e fino alla fine del secolo si affacceranno sul mondo del lavoro. Sia che questi giovani decidano di restare nei propri paesi di origine, sia che decidano di migrare in cerca di fortuna, la capacità di offrire loro occasioni di formazione è fondamentale. Lo è per i paesi di partenza (impegnati in uno sviluppo industriale cheha bisogno di competenze) e lo è per gli eventuali paesi di arrivo, che, interessati da fenomeni di contrazione demografica potrebbero aver bisogno di persone con delle professionalità definite. Sono intervenuti su questo tema importanti realtà imprenditoriali e associative. In particolare, il Professor Haruna Fnse, Vice presidente esecutivo e Amministratore delegato della Agenzia per le infrastrutture scientifiche e ingegneristiche della Nigeria, che, interloquendo con il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e con Filippo Prosperi della De Lorenzo Spa, ha rimarcato la necessità di costruire progetti di formazione per migranti sia in ambito scolastico/universitario, sia con stage nelle imprese italiane con l’obiettivo di avviare imprese e progetti di cooperazione nei Paesi d’origine. A riprova del fatto che anche la formazione è un terreno nel quale profit e no-profit possono collaborare a mutuo beneficio.

Gli appuntamenti pomeridiani hanno avuto come tema centrale il Sahel. Hanno approfondito le complesse dinamiche che cara terizzano quel territorio la Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, Emanuela Del Re, il Presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, e gli autori, autori del libro “Il grande gioco del Sahel”, Marco Aime e Andrea De Georgio, oltre a un approfondimento sulla situazione umanitaria nella regione a cura della Croce Rossa Italiana. In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza strategica per l’Europa di intervenire in questa area del continente africano. Nell’ambito di interventi di cooperazione allo sviluppo, emerge con forza la necessità di passare dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “formiamoli a casa nostra”, costruendo così le condizioni per progetti di cooperazione al rientro nei Paesi di origine.

 

 

 



 

La Vice Ministra Sereni inaugura Codeway 2021 Digital Edition, l’evento di Fiera Roma

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“Il Covid-19 ha reso ancora più evidente la necessità della cooperazione” dedicato alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus sul mondo profit

“La pandemia da Covid-19 porta a rilanciare il concetto stesso della cooperazione. In un mondo globalizzato e con confini sempre più liquidi, nessuno può definirsi sano in un pianeta malato”. È Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, ad aprire l’edizione digitale di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

 

L’appuntamento, organizzato da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio,  è in programma da oggi a venerdì, fruibile gratuitamente registrandosi su www.codewayexpo.com .

 

“Credo che questa pandemia ci abbia insegnato – ha spiegato Sereni, intervenendo sul tema della prima giornata di lavori “Covid, sostenibilità e Sdgs, i nuovi paradigmi della Cooperazione Internazionale” – ci sono sfide mondiali, che senza una cooperazione globale e strumenti multilaterali non possiamo risolvere. Non è possibile nemmeno per il Paese più potente e ricco del mondo. La cooperazione è dunque sì figlia di buoni sentimenti, ma anche di una scelta razionale: cooperare significa fronteggiare meglio minacce e pericoli”.

 

La Vice Ministra ha sottolineato come per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’Agenda 2030 sia necessario “un enorme sforzo umanitario” che chiama senz’altro a raccolta risorse pubbliche e donazioni dei cittadini, ma non solo. “I Paesi a basso e medio reddito – ha affermato Sereni – ci chiedono non solo di essere generosi con loro, ma anche di indirizzare sempre maggiori risorse verso lo sviluppo, la possibilità di creare posti di lavoro, impresa, formazione, innovazione tecnologica. È una faccia relativamente nuova della cooperazione, che può e deve mobilitare anche le risorse private del sistema economico. L’Italia è un paese presente in molti contesti difficili e le molte imprese italiane che lavorano in Africa – dove l’Italia è uno dei principali investitori – possono essere impegnate non solo nell’aspetto business puro e semplice, ma anche ad accompagnare questo business con iniziative fatte assieme ai nostri partner africani, per creare condizioni di sviluppo sostenibile, che in qualche misura rendano migliore la prospettiva di vita per quelle popolazioni. La cooperazione deve affrontare di più questo tema. La diffidenza che c’era inizialmente, quando abbiamo approvato la legge 125 nel 2014, di fronte all’idea di dare anche a soggetti profit un ruolo nella cooperazione alla sviluppo, oggi è culturalmente superata. E servono occasioni, proprio come questa offerta da Codeway, che consentano incontro e reciproca conoscenza tra universi diversi come quelli di profit e non profit. Noi, come Italia, dobbiamo migliorare nel fare sistema paese: se riusciamo a mettere insieme tutti i soggetti che a vario titolo si trovano in un determinato territorio, possiamo costruire progettualità di cooperazione certamente più ambiziose, efficaci e robuste”.

 

A livello mondiale si attribuisce un ruolo centrale alla cooperazione: l’Unione Europea nel Bilancio 2021-2027 dota di 79,5 miliardi di euro lo Strumento di vicinato e di cooperazione internazionale e allo sviluppo, Banca Mondiale ha già fatto sapere che la sostenibilità ambientale, economica e sociale di progetti e lavori sarà un prerequisito base per ottenere finanziamenti o realizzare lavori. Anche l’Italia dimostra un’attenzione crescente: la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale comunica importanti novità relativamente alla finanza alla cooperazione allo sviluppo contenute nella legge di bilancio in discussione. Dal 2022 fino al 2026 e oltre c’è un trend di aumento per le risorse destinate alla cooperazione: “Abbiamo innescato – ha detto Sereni- dei meccanismi di aumento, graduale, ancora modesto, ma concreto. La seconda novità – ha continuato la Vice Ministra -, che forse è ancora più interessante per le realtà profit, è che abbiamo introdotto una modifica dell’articolo 127 della legge 125, che è quello che riguarda Cassa Depositi e Prestiti. I fondi di CDP destinati alla cooperazione allo sviluppo sono significativi, ma abbiamo sperimentato in questi primi anni che non sono di facile utilizzo: la forma principale che veniva lì ipotizzata è quella dell’impresa mista, ma questo spesso risulta un ostacolo. Abbiamo dunque introdotto una serie di modifiche per consentire alle imprese di attingere a quelle risorse anche senza che ci sia la formula dell’impresa mista. È una semplificazione molto importante, che ci consente di aprire una fase nuova nell’utilizzo delle risorse di CDP che in questo momento sono essenziali per sostenere progetti consistenti di sviluppo sostenibile”.

 

Moderati da Massimo Zaurrini, Direttore di Internationalia, sono intervenuti su “I nuovi paradigmi della cooperazione”: Wladimiro Boccali, Coordinatore di Codeway – Cooperation Development Expo; Luisa Romano, Regione Lazio; Elly Schlein, Vice Coordinatrice Commissione Affari Europei e Internazionali Conferenza delle Regioni-Vice Presidente Regione Emilia Romagna; Francesco Rocca, Presidente Croce Rossa Italiana; Giorgio Marrapodi, Direttore Generale DG Cooperazione allo Sviluppo – MAECI; Luca Maestripieri, Direttore AICS; Silvia Stilli, Portavoce AOI; Raffaele K. Salinari, Presidente CINI; Roberto Ridolfi, Presidente Link2007; Federico M. Bega, Chief Strategy Officer Promos Italia; Enzo Bianco, Presidente Consiglio Nazionale ANCI.

 

Stati generali amusement,Come uscire dalla crisi: il settore del gioco senza vincita in denaro

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Oltre 60mila addetti tra impiegati diretti e indotto, più di 6200 imprese, perlopiù PMI di tradizione familiare, con oltre 30 anni di attività alle spalle, 750 milioni di euro di fatturato diretto annuo. Sono i numeri che danno l’identikit del settore del gioco senza vincita in denaro, il mondo di persone, professioni e competenze che c’è dietro biliardini, videogiochi, giostrine. 

Il settore del puro amusement ha registrato negli ultimi due anni una perdita di fatturato del 95% per via della pandemia ed è in via di definizione una regolamentazione cruciale. Per fare il punto della situazione le principali associazioni di settore (Federamusement-Confesercenti, Consorzio FEE, Sapar, New Asgi Italia, Acmi, Anbi, Astro, Anesv) il 2 dicembre a Roma – dalle 10.30, presso Palazzo Falletti, Via Panisperna 207 – organizzano gli stati generali dell’amusement, coinvolgendo nel convegno “Il gioco senza vincita in denaro, evoluzione di un settore in Italia e in Europa” i principali protagonisti del comparto, italiani ed europei.

Piscine e palestre cosa cambia con il super Green pass

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Con il varo del nuovo decreto dal 6 dicembre per i Non vaccinati sara possibile allenarsi in zona bianca e zona gialla con il tampone negativo, limitazioni previste solo dalla zona arancione.

Con il Super Green Pass per accedere a piscine e palestre sara ancora sufficiente il green pass base in zona bianca o gialle, le limitazioni scattano solo in zona arancione mentre in zona rossa le piacine e le palestre saranno chiuse.

Vediamo come impatta il nuovo decreto sui vari ambiti dei circoli sportivi.

Palestre e piscine

Accesso per chi non e vaccinato possibile con tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o 72 ore se molecolare.

Questa regola rimane valida anche con il nuovo decreto per la zona bianca e gialla

Palestre e piscine, infatti, non vengono comprese nell’elenco delle attività per cui dal 6 dicembre al 15 gennaio è richiesto il Super Green pass. Quest’ultimo diventerà indispensabile per allenarsi al chiuso solo in zona arancione.

Spogliatoi

Obbligatorio il green pass base per l’accesso agli spogliatoi adiacenti all’attività sportiva anche quando all’aperto.

Impianti sciistici

In zona bianca e gialla per l’accesso agli impianti di sci (funivie, seggiovie, ecc.) servirà il semplice Green pass. In zona arancione, invece, potrà accedervi solo chi ha il Super Green pass, mentre in zona rossa gli impianti dovranno rimanere chiusi.

Accordo Funzione Pubblica-Confassociazioni: i CV di 750000 professionisti subito sul portale InPA

POLITICA di

Firmato il protocollo d’intesa con il Ministro Renato Brunetta per il Portale del Reclutamento inPA, l’innovativo punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro previsto dal PNRR. All’incontro, che si è svolto a Palazzo Vidoni  insieme al Ministro Renato Brunetta e al Presidente di Confassociazioni Angelo Deiana, hanno partecipato la Vice Presidente Nazionale con delega alle Pari Opportunità Federica De Pasquale e il Direttore Generale Adriana Apicella.

“Da questo momento i nostri professionisti – ha continuato il Presidente Deiana – potranno aderire al portale e partecipare uniti a questa sfida stimolante e innovativa per il nostro Paese. Fare rete mettendo a sistema le risorse professionali, rappresenta quel salto di qualità che serve all’Italia per confrontarsi in maniera competitiva nelle sfide nazionali e internazionali che ci pone il mondo pandemico e post pandemico”.

“Grazie all’asse con Confassociazioni – ha sottolineato il ministro Renato Brunetta – la rete di inPA acquisisce altri professionisti con competenze diversificate, che si aggiungono ai 5,6 milioni di profili già censiti. Contiamo di arrivare entro l’anno a 7-8 milioni di profili. La sinergia con il mondo delle professioni, ordinistiche e non ordinistiche, è assolutamente feconda per la nostra Pubblica amministrazione e per il rilancio dell’Italia. Chiediamo a tutti di mettere esperienze e conoscenze al servizio del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Conclusa l’esercitazione “MANGUSTA 2021”

SICUREZZA di

Circa 700 militari impegnati nell’attività addestrativa condotta dalla Brigata paracadutisti “Folgore”

L’esercitazione “Mangusta” è una fondamentale attività addestrativa, sul territorio nazionale, per la Brigata Paracadutisti “Folgore”.

Ha lo scopo di addestrare la Grande Unità da combattimento nella pianificazione, preparazione e condotta di operazioni avioportate edi attività tattiche militari (offensive, difensive, abilitanti), in un contesto caratterizzato da conflittualità ibrida (regolare, irregolare, cyber) e in ambiente semi-permissivo/ostile, nell’ambito di una campagna finalizzata alla presa, tenuta e allargamento di una testa di aviosbarco (Initial Entry Force) a premessa del ricongiungimento con le “follow-on forces”.

Il focus addestrativo, quest’anno, è stato ampliato verso le attività mirate alla verifica delle procedure d’impiego, in un’ottica di incremento dell’integrazione interforze e del livello di interoperabilità con le forze alleate. 

I moderni scenari operativi sempre più caratterizzati da incertezzae volatilità, impongono la necessità di preparare costantemente il personale a mantenere e migliorare gli standard individuali e collettivi, incrementare le capacità operative di High Readiness Force, mediante lo sviluppo di operazioni complesse, esincronizzare la proiezione e l’applicazione del combat power nel tempo e nello spazio, integrando l’intero spettro del supporto aerotattico ed esprimendo il Mission Command fino ai minimi livelli.

 

Le unità paracadutisti sono unità specialistiche preparate per laconquista e tenuta di obiettivi vitali attraverso la proiezione del combat power e del supporto tramite la terza dimensione. La capacità di svolgere compiti specifici, che spaziano dall’occupazione preventiva di posizioni e basi avanzate (fondamentali per abilitare successive operazioni terrestri e aeree) alla condotta di incursioni di livello tattico, è diretta funzione del binomio mobilità strategica – livello di prontezza, fattori che costituiscono i principali parametri di misurazione dell’efficacia dell’impiego di unità avio portate.

 

Nell’attività di quest’anno, sviluppata nel mese di novembre in diverse aree della Toscana e del Friuli Venezia Giulia, sono stati integrati, in un dispositivo pluriarma, tutte le Unità della Brigata Paracadutisti “Folgore” con: assetti della Brigata Informazioni Tattiche, che hanno supportato le attività con le capacità di sorveglianza del campo di battaglia, guerra elettronica e ricerca informativa da fonti umane; assetti statunitensi della 173°Airborne Division; un Landing Zone Control team del Plotone esploranti della 11^ Air mobile Brigade Olandese; velivoli della 46^ Aerobrigata di Pisa impiegati per inserzione del personale tramite aviolancio e per gli aviorifornimenti; 3 elicotteri NH90 e 2 elicotteri A129 Mangusta della Brigata Aeromobile “Friuli”.

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Guido Massimiano
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