GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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EUROPA - page 33

Turchia: Nuovo Pignone si aggiudica contratto da 70 mln per gasdotto Tanap

BreakingNews/ECONOMIA/Energia/EUROPA di

L’azienda fiorentina Nuovo Pignone, capofila della divisione Oil and Gas della multinazionale americana General Electric, si è aggiudicata un contratto da 70 milioni di euro per la fornitura delle prime due stazioni di compressione del Tanap, il gasdotto trans-anatolico che con i suoi 1.850 chilometri di tubature porterà il gas del Caspio fino in Europa tramite la connessione con il Tap.

Questo contratto  segna un nuovo importante successo dell’Italia in un settore, quello energetico, su cui la Turchia sta investendo ingenti capitali, con l’obiettivo di trasformare il Paese nel principale snodo di transito di gas naturale nel Mediterraneo.

Istigazione alla Jihad: in manette un 25enne di Pisa

BreakingNews/EUROPA di

Jalal El Hanaoui, di origini marocchina e residente in Italia da 17 anni, è stato arrestato questa mattina. È accusato di propaganda islamista attraverso il suo profilo Facebook. L’arresto è stato predisposto dal Gip di Firenze. Gli inquirenti sospettano che l’uomo non fosse il solo a tentare di fare proselitismo attraverso la rete.

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Jalal El Hanaoui, 25 anni, cittadino di origini marocchine residente a Ponsacco (Pi), è stato arrestato la mattina di lunedì 6 luglio con l’accusa di propaganda e istigazione alla Jihad. Oltre al ragazzo, in Italia da 17 anni, la Digos della Questura di Pisa è al lavoro per rintracciare un’eventuale rete jihadista collegata all’uomo arrestato. A predisporre la custodia cautelare, invece, il Gip di Firenze. Mentre l’operazione è stata diretta dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Firenze.

Nella conferenza stampa tenutasi nella Procura di Firenze, gli inquirenti hanno illustrato le azioni di El Hanaoui, disoccupato e appassionato di internet. Dall’istigazione alla Guerra Santa attraverso il proprio profilo Facebook, con frasi come “ha successo chi muore martire. Chi cancella i peccati versando il sangue entrerà in paradiso profumato”. Alla pratica di proselitismo verso amici e non. Fino ad essere l’amministratore di tre gruppi sulla religione islamica.

Il quadro attorno a El Hanaoui appare completo. In più, nella casa dell’arrestato, gli uomini della Digos hanno sequestrato tre cellulari ed un computer. L’uomo, infine, ha al suo attivo alcuni precedenti penali per spaccio.

 

Giacomo Pratali

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Turchia: è seconda tra Paesi emergenti per investimenti in infrastrutture

BreakingNews/ECONOMIA/EUROPA di

Con 17 nuovi progetti, la Turchia figura al secondo posto per investimenti in infrastrutture fra i 139 Paesi emergenti. E’ quanto emerge da un rapporto della Banca mondiale, che sottolinea come le Turchia si trovi dietro il Brasile ma davanti a Perù, Colombia e India.

Nel 2014 questi cinque Paesi hanno attratto complessivamente 78 miliardi di dollari, ovvero il 73% del totale degli investimenti affluiti in tutti i Paesi emergenti. Le riforme del 2008 hanno influenzato positivamente gli investimenti energetici in Turchia: sono stati investiti 4,3 miliardi di dollari per le centrali termoelettriche di Kemerköy e Yeniköy; 1,1 miliardi di dollari per la centrale termica di Yatağan e 350 milioni dollari per quella di Çatalağzı.

Inoltre, anche i progetti per le infrastrutture del sistema di trasporti turco hanno avuto un ruolo da protagonista, con 1,1 miliardi di dollari per il porto di Salipazari e 2,9 miliardi di dollari per il terzo ponte del Bosforo e per il progetto autostradale della zona del Nord Marmara. I dati del report della Banca mondiale coprono un periodo dal 1990 al 2014 e hanno preso in considerazione più di 6.000 progetti tra i 139 Paesi emergenti.

Fonte: Ministero Affari Esteri Italiano

Cooperante italiano ferito, nessuno lo attendeva in Kurdistan

Alessandro De Ponti, attivista italiano di 23 anni, ferito dalla polizia di confine mentre tentava di attraversarlo dalla Turchia alla Siria era partito da Treviglio con l’idea di sostenere la resistenza dei Peshmerga Curdi come cooperante.

Nostre fonti  in loco vicine al governo Curdo  però smentiscono ci fosse nessun legame con il giovane, e affermano che “nessuno lo conosce, ha fatto tutto testa sua, come uno che non sa che sta nel mezzo di una guerra”

Non è chiaro quindi quali fossero le reali intenzioni del giovane ‘attivista italiano che è in stato di fermo a Erbil dalle autorità curde che stanno procedendo agli accertamenti del caso.

Il caso rimarca quanto sia importante una maggiore attenzione alla verifica delle attività estere delle varie associazioni di volontariato e che siano certificate per l’operatività in aree a rischio e in qualche modo possano garantire l’incolumità dei propri operatori certificandosi presso il ministero degli esteri e con corsi di formazione specifici.

Alessandro Conte

Immigrazione: 2900 persone salvate

BreakingNews/EUROPA di

Circa 2900 persone salvate in 21 operazioni nel tratto di Mediterraneo dalla Sicilia alla Libia. È questo il bilancio delle missioni coordinate dalla Guardia Costiera e dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture di Roma.

Ad intervenire in maniera attiva, nell’ambito dell’operazione Triton, coadiuvata dall’Unione Europea, CP906 Nave Corsi e 2 motovedette classe 300 della Guardia Costiera, e una nave militare spagnola. Impegnate nei soccorsi anche Nave Euro della Marina Militare Italiana, un’unità della Guardia di Finanza, un’unità militare inglese e una irlandese, e la Nave Phoenix del Moas, ormai interlocutore indispensabile per le autorità italiane nei tanti salvataggi effettuati da Aprile ad oggi.

Francia, Valls: “Impariamo a convivere col terrorismo”

BreakingNews/EUROPA di

Un intero Paese sotto choc. Il presidente Hollande conferma che il responsabile dell’attentato alla fabbrica vicino a Lione è stato arrestato. Si tratta di Yassin Salhi, uomo di origine marocchina. Il colpevole si è scattato una foto assieme al cadavere dell’imprenditore decapitato.

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“Non abbiamo dubbi che volessero far saltare l’intero complesso industriale ma non dobbiamo cedere alla paura”. Queste le parole del presidente francese Hollande all’indomani dell’attentato presso una fabbrica a pochi chilometri da Lione, in cui l’imprenditore è stato decapitato. “Dobbiamo imparare a convivere con il terrorismo”, ha invece denunciato il primo ministro Valls.

Intanto, il responsabile dell’azione terroristica, Yassin Salhi, è stato arrestato e ha confessato di avere ucciso il proprio capo, Hervè Cornara. Mentre sul cellulare dell’uomo di origine marocchina è stata ritrovata una foto scattata assieme al cadavere decapitato e le insegne del Daesh accanto. In stato di fermo anche la moglie dell’uomo. Ancora caccia, invece, all’altro presunto responsabile, forse di nazionalità siriana.

Salhi è stato poi trasferito nella sede dell’antiterrorismo a Parigi. Pur senza precedenti penali, l’attentatore era comunque stato schedato nel 2006 perché sospettato di essere vicino ad un movimento di matrice salafita.

Giacomo Pratali

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Francia, attentato: un decapitato

BreakingNews/EUROPA di

1 morto e 2 feriti. È questo il bilancio dell’attacco, di probabile matrice islamista, avvenuto stamani presso l’impianto di gas industriale Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, a 30 km da Lione. Due uomini hanno fatto irruzione nell’edificio a bordo di un’automobile, causando l’esplosione di diverse bombole di gas. Gli agenti di polizia hanno ritrovato sul posto un corpo decapitato. Sopra alla testa, rivenuta al di fuori dell’edificio, sono state trovate delle scritte in arabo, mentre accanto un drappo della bandiera dello Stato Islamico.

Le indagine sono state affidate alla squadra speciale antiterrorismo francese, già sotto accusa dopo a strage di Charlie Hebdo di gennaio. Uno dei due responsabili dell’attentato, circa 30 anni e già conosciuto dagli inquirenti, sarebbe stato fermato e sottoposto ad interrogatorio. A breve, sul luogo dell’accaduto, arriveranno le massime autorità instituzionali.

Vertice Ue, immigrazione: accordo a metà

EUROPA/POLITICA di

Dopo una nottata di trattative serrata, l’Europa approva la redistribuzione di 40mila migranti nei prossimi due anni. Le quote sono “obbligatorie” a parole ma “volontarie” fatti: ogni Paese potrà decidere il numero di persone da accogliere.

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Bicchiere mezzo pieno. O mezzo vuoto. Si può riassumere così il vertice europeo di Parigi sull’immigrazione tenutosi tra il 25 e il 26 giugno. Il Consiglio Europeo dice sì alla redistribuzione tra gli Stati membri dei 40mila migranti richiedenti asilo sbarcati in Italia e Grecia dal 15 aprile. Questa ricollocazione sarà effettuata nei prossimi due anni. Tuttavia, saranno prima la Commissione e poi lo stesso Consiglio Ue a stabilire, a luglio, le quote per ogni singolo Paese, i quali avranno il diritto di stabilire il numero delle persone da accogliere.

Una bozza o, sarebbe meglio dire, un compromesso, quello messo sul tavolo dai leader del Vecchio Continente. Un accordo frutto di accesi scontri verbali avvenuti nella notte. Due i fronti. Il primo, con l’Italia in testa e a seguire il presidente della Commissione Juncker, l’alto rappresentante Mogherini, e i leader di Germania e Francia, Merkel e Hollande. Il secondo, il blocco dei Paesi dell’Est Europa, capitanato dalla Polonia e composto anche da Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Scontri che hanno poi riguardato lo stesso capo della Commissione Europea e Tusk, reo di avere abbandonato la sua posizione di neutralità e di avere appoggiato le posizioni di Varsavia.

Già la giornata di giovedì preannunciava le difficoltà di un possibile accordo: “Non c’è consenso sulle quote obbligatorie”, affermava Tusk. Mentre Juncker e Mogherini ritenevano necessario andare oltre il Trattato di Dublino e “rivoluzionare il concetto di accoglienza dei profughi”.

Ma con la cena e l’avvicinarsi della notte, l’impasse si è fatta sempre più evidente. Testimonianze dirette raccontano di un intervento violento, dal punto di vista verbale, del premier italiano Renzi: “Se non siete d’accordo sulla distribuzione dei 40 mila migranti, non siete degni di chiamarvi Europa. Se volete la volontarietà, tenetevela”.

Accantonata ormai la prima bozza, figlia del precedente Consiglio Europeo di aprile, ma che andava incontro alle richieste spagnole in merito alle modalità di redistribuzione dei migranti, alle prime luci dell’alba i leader europei giungono all’accordo sulle 40mila persone richiedenti asilo da ripartire nei prossimi due anni, con la definizione delle quote da definire.

Quote che vengono definite “obbligatorie”, ma che si richiamano, nella pratica, al principio di volontarietà. A questi 40mila, infine, si aggiungeranno gli altri 20mila presenti nei campi profughi dei Paesi da cui provengono i migranti. Tutti, tranne Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, defilatesi già in precedenza.
Giacomo Pratali

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Ue, Gentiloni: soddisfazione per missione navale EuFor

BreakingNews/EUROPA di

A margine del Consiglio Affari Esteri Ue a Lussemburgo, il ministro italiano Paolo Gentiloni si dice soddisfatto della missione navale EuFor, definito un primo passo importante verso il vertice del 25 e 26 giugno prossimi. In questo summit, verrà infatti definito l’accordo sulla ricollocazione dei profughi che dovrebbe vincolare gli altri Paesi europei.

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“Bisogna arrivare ad un’intesa che metta nero su bianco l’impegno alla solidarietà vincolante sulla ricollocazione dei migranti perché la solidarietà non può essere un ‘optional’, deve essere un impegno per la Ue”, sottolinea il rappresentante del governo italiano.

Gentiloni si mostra tuttavia fiducioso sull’esito delle trattative, anche con i Paesi più riluttanti ad apportare una soluzione comune a questa emergenza: “Penso che il negoziato in queste settimane abbia creato le premesse per arrivare ad un’intesa giovedì e venerdì, ma vediamo: bisognerà lavorarci nei prossimi giorni”, conclude.
Giacomo Pratali

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Operazione “Pangea VIII”. L’UE ostacola il commercio di farmaci contraffatti.

EUROPA/Varie di

L’Aja: – La “nostra” agenzia europea di sicurezza Europol ha fornito il suo supporto ad un’operazione dell’Interpol tesa a smantellare una rete criminale impegnata nel traffico di medicinali contraffatti, attraverso farmacie on-line illegali.

“Pangea VIII” è il nome dell’operazione che si è conclusa con l’arresto di 156 sospettati in tutto il mondo, e con il sequestro di medicinali potenzialmente pericolosi, per un valore complessivo di 81 milioni di dollari.

op_pangea01 L’intera operazione ha coinvolto 115 nazioni ed ha fornito impulso a 429  procedimenti penali differenti. 550 sono stati gli annunci di vendite on-  line rimosse dalla rete e ben 2414 i siti oscurati.

 Per la circostanza, l’Agenzia Europea – già dalla sua fondazione coinvolta  nella sicurezza del vecchio continente sia sul piano strategico, che anche  su quello operativo – ha distaccato i propri esperti presso la sede centrale  dell’Interpol a Lione, in Francia.

 Nello specifico, gli specialisti dell’Interpol ed i rappresentati di Europol hanno condiviso tutti i dati in loro possesso, compresi quelli provenienti dai database in possesso dell’Agenzia dell’Aja, trovando numerose corrispondenze utili alle indagini e fornendo un prezioso supporto anche di natura legale soprattutto alla BKA, la Polizia Federale austriaca, ed anche all’Agenzia delle Dogane ed a quella per la Salute dello stesso paese d’Oltralpe.

Oltre alla scoperta di un enorme magazzino di farmaci contraffatti in Indonesia, le varie Forze di Polizia coinvolte si cono concentrate sugli account di posta elettronica, sui titolari dei domini registrati per il commercio on-line e su tutti coloro che fossero a vario titolo coinvolti nella consegna della merce e nei pagamenti elettronici.

Tra le medicine sequestrate, spiccavano ovviamente quelle per le disfunzioni erettili, i principi attivi contro la77b3efd6d14f42c2bed11ce573dde7f2
pressione arteriosa e alcuni farmaci antitumorali. Molti farmaci erano scaduti, o conservati male ed uno dei compiti dell’organizzazione era proprio quello di alterare le date di scadenza o le quantità di principio attivo presenti. Il che fa solo minimamente comprendere la pericolosità di questo commercio clandestino ed alternativo a quello ufficiale, sicuramente più oneroso in termini economici per gli utenti, spesso impossibilitati all’acquisto o al reperimento di taluni principi attivi nei loro paesi.

Sono state 236 le Forze di Polizia e le Agenzie coinvolte, e ovviamente numerose quelle europee.

Da segnalare il fondamentale e sostanziale supporto fornito da alcune società private e colossi del commercio elettronico quali Google, Mastercard, American Express e Paypal.

Un altro colpo messo a segno dalla cooperazione internazionale di polizia. Anche e soprattutto europea.

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Domenico Martinelli
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