GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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INCHIESTA DI GREENPEACE: i fondi comunitari finanziano alcuni degli allevamenti più inquinanti in UE

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La Politica Agricola Comune (PAC) svolge un ruolo essenziale per il settore agricolo in Europa e distribuisce agli agricoltori circa 59 miliardi di euro, quasi il 40 percento del bilancio dell’Unione europea. La PAC definisce come distribuire questo denaro tra gli agricoltori di tutta Europa. Uno degli obiettivi dichiarati della policy europea è migliorare l’ambiente, ma l’attuale PAC raggiunge effettivamente questo obiettivo? «La tutela ambientale dovrebbe essere uno degli obiettivi della Politica Agricola Europea (PAC), ma i fatti certificano che i comportamenti sbagliati vengono costantemente premiati. E l’inquinamento da ammoniaca è solo la punta dell’iceberg. La PAC continua a finanziare gli allevamenti intensivi nonostante gli impatti disastrosi che questi hanno sull’ambiente, sul clima e sulla salute pubblica, mentre dovrebbe promuovere invece l’agricoltura che rispetta la natura e il benessere di tutti» sono le parole di Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.

In un’inchiesta condotta da Greenpeace, sono stati incrociati i dati dei finanziamenti diretti nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) e il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR). Ciò rivela come i sussidi comunitari finanzino alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d’Europa. Oltre la metà (51%) degli allevamenti esaminati in sette diversi Paesi dell’Ue ha ricevuto infatti fondi per un totale di 104 milioni di euro, nonostante si tratti di alcuni tra i maggiori emettitori di ammoniaca nei rispettivi Paesi. L’indagine è stata commissionata da Greenpeace Francia, ma è stata svolta in modo indipendente da otto giornalisti tra dicembre 2017 e aprile 2018. La ricerca si è concentrata sul settore dell’allevamento intensivo, poiché l’impatto ecologico di questo settore è particolarmente alto. La ricerca ha inoltre evidenziato la mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio e trasmissione dei dati relativi all’inquinamento agricolo in Europa. L’ammoniaca (NH3) è il solo inquinante costantemente riportato nel Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR), e solo le aziende con spazio per oltre 40 mila polli, 2 mila maiali o 750 scrofe sono obbligate a comunicare i dati a questo registro. Il rilascio di ammoniaca da fertilizzanti o liquami può causare fenomeni di eutrofizzazione (ovvero l’eccessivo accrescimento degli organismi vegetali e il conseguente degrado dell’ambiente divenuto poco rigoglioso) in fiumi, laghi e mari per l’eccessivo arricchimento di sostanze nutritive. L’ammoniaca è causa inoltre di inquinamento atmosferico da particolato fine, con conseguenti impatti sulla salute umana e può influire negativamente sulle vie respiratorie. Questo è un problema serio per le persone che lavorano nel settore agricolo, dato che possono sviluppare asma e altre malattie croniche e una ricerca ha mostrato che il semplice vivere in prossimità di allevamenti intensivi potrebbe influire negativamente sull’apparato respiratorio. Chi vive nelle vicinanze di allevamenti industriali potrebbe subire le conseguenze anche dal punto di vista economico. In Polonia, ad esempio, i ricercatori hanno verificato che in alcune aree il valore delle proprietà residenziali nelle vicinanze degli allevamenti intensivi di pollame è diminuito significativamente.

In Italia, secondo i dati E-PRTR, nel 2015 circa 874 allevamenti hanno emesso più di 10 tonnellate di ammoniaca (NH3). Il numero di società (alcune delle quali hanno riferito emissioni di ammoniaca per più di un allevamento) incluse nell’E-PRTR è di 739. In quell’anno queste aziende hanno emesso 46 mila tonnellate di ammoniaca. Ciò rappresenta il 12,8% delle emissioni totali di ammoniaca del comparto agricolo del Paese. In altre parole, l’87,2% delle emissioni di ammoniaca del comparto agricolo non viene registrato nell’E-PRTR. Il totale delle emissioni di ammoniaca del settore agricolo italiano nel 2015 ha raggiunto le 378 mila tonnellate, che rappresentano il 95% delle emissioni totali di ammoniaca dell’intero Paese. I sussidi alla PAC sono stati versati a circa il 67% delle 739 società inquinanti, ovvero a 495 aziende agricole. Queste aziende hanno ricevuto 25,64 milioni di euro in sussidi alla PAC.

“Il Pianeta nel piatto” (qui la petizione) è l’iniziativa di Greenpeace contro gli allevamenti intensivi che stanno divorando il pianeta. Per produrre e vendere sempre più carne si distruggono intere foreste, si sottopongono gli animali a trattamenti atroci e si inquinano acqua, suolo e aria. Gli impatti legati agli allevamenti intensivi sono insostenibili, perciò green peace chiede all’unione europea e al governo italiano di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.  L’iniziativa di Greenpeace ci invita a riflettere su cosa mangiamo e la risposta a questo quesito determinerà il futuro dei nostri figli e di molte altre specie che abitano il pianeta. Gli allevamenti intensivi fanno sì che la carne arrivi a buon mercato sugli scaffali dei nostri supermercati ma il prezzo più alto lo paga il nostro pianeta in termini di deforestazione (per creare aree di pascolo e produrre mangimi), perdita di biodiversità, emissioni e inquinamento dell’acqua e del suolo.Inizio modulo Greenpeace chiede di cambiare le regole dei sussidi in quanto nel 2021 l’Europa applicherà la nuova “Politica Agricola Comune” (PAC) ovvero l’insieme di regole per l’assegnazione di sussidi e incentivi agli agricoltori e allevatori europei. Greenpeace avverte che la problematica consiste nel fatto che questi fondi non vengono assegnati in modo equo poiché la PAC sostiene in modo sproporzionato grandi aziende di stampo intensivo e industriale. Il risultato è quello di spingere verso un continuo accorpamento e intensificazione, contribuendo alla scomparsa delle aziende agricole di dimensioni minori e più sostenibili.  Lo scopo di Greenpeace è quello di sviluppare una coscienza alimentare globale e inclusiva, per questo richiede di: mettere fine a sussidi e politiche che sostengono la produzione intensiva di carne e prodotti lattiero-caseari; incrementare sussidi e adottare politiche che promuovano la produzione di alimenti da aziende agricole ecologiche e locali; adottare politiche che guidino il cambiamento delle abitudini alimentari e dei modelli di consumo, finalizzati a raggiungere l’obiettivo di ridurre del 50% il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari, entro il 2050.

Il prossimo 2 maggio la Commissione europea dovrebbe pubblicare una bozza del prossimo bilancio Ue, a partire dal 2020, che includerà le spese della PAC. All’inizio di giugno, è attesa anche la pubblicazione della sua proposta di riforma della PAC.

Aiuti di Stato: la Commissione apre indagine approfondita sul dello Stato italiano ad Alitalia

EUROPA di

La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita per valutare se il prestito ponte di 900 milioni di euro che l’Italia ha concesso ad Alitalia costituisce un aiuto di Stato e se è conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti alle imprese in difficoltà.

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Caso Bardonecchia, ecco la politica dell’immigrazione Francese

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È successo tutto in poche ore, la polizia di frontiera francese che controlla i passeggeri tra la Francia e l’Italia alla stazione di Bardonecchia scorta un passeggero nigeriano, residente in Italia e residente a Napoli, nei locali della stazione per un controllo delle urine perché sospettato di trasportare droga.

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L’Italia allontana due diplomatici Russi

EUROPA di

Anche Roma decide di prendere posizione nei confronti della Federazione Russa nello scontro con la Gran Bretagna a seguito dell’avvelenamento della Ex spia Skripal a Londra.

Nel consiglio Europeo dello scorso 23 marzo in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati NATO, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Italiano ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica.

Roma, Amnesty International incontra il capo della polizia

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Una delegazione di Amnesty International guidata dal suo direttore generale Gianni Rufini ha incontrato, nel pomeriggio dell’8 marzo, il capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli.

Nel colloquio, richiesto dall’organizzazione per i diritti umani, Rufini ha sottolineato che Amnesty International è contraria a ogni forma di violenza, inclusa quella nei confronti di agenti di polizia che non di rado si trovano a prendere decisioni e ad agire in condizioni difficili e tese, nonché a reagire ad azioni violente.

L’occasione è stata utile per illustrare nei dettagli il progetto degli “osservatori nelle manifestazioni”, il cui compito – come previsto in altri progetti del genere svolti all’estero – è quello di monitorare il comportamento delle forze di polizia schierate in una manifestazione con funzioni di ordine pubblico e verificare se questo rispetti o meno gli standard internazionali sull’uso della forza e altri standard rilevanti in tali contesti.

Il primo dispiegamento degli osservatori è avvenuto il 24 febbraio, in occasione della manifestazione organizzata dall’Anpi a Roma.

Rufini ha chiarito che il progetto non è “contro le forze dell’ordine” ma consiste in un’attività di monitoraggio degli organi statali fondata sull’impegno assunto da tutti gli stati, sulla base della Dichiarazione universale dei diritti umani e di successivi trattati, non solo di rispettare i diritti umani fondamentali ma anche di rendere conto alla comunità internazionale e alle opinioni pubbliche del modo in cui lo fanno.

Si tratta dunque – ha precisato Rufini – di un progetto di garanzia per tutti, destinato a favorire l’incolumità dei manifestanti ma anche a tutelare la reputazione degli operatori delle forze di polizia che svolgono correttamente il loro lavoro.

Infine, Rufini ha ricordato che dal 2014 al 2016, in collaborazione con Oscad, Amnesty International ha svolto attività di formazione e di aggiornamento professionale degli operatori delle forze di polizia, coinvolgendo 3600 destinatari. Nel 2018 le attività sono proseguite attraverso la formazione dei formatori delle diverse scuole di polizia.

All’esito della riunione il prefetto Gabrielli ha aderito all’invito di programmare incontri con funzionari della Polizia di Stato per un confronto su tematiche di comune interesse.

ANPAS, CRI e MISERICORDIE in forte disaccordo con la proposta normativa  su formazione soccorritori

EUROPA/SICUREZZA di

La proposta in discussione oggi su formazione soccorritori è uno scempio, auspichiamo soluzione condivisa con le regioni.

 “Anpas, Croce Rossa Italiana e Misericordie, in considerazione della riunione odierna del Gruppo di Coordinamento Sub Area Urgenza Emergenza della Commissione Salute, fanno appello al Ministro e agli Assessori Regionali affinché venga immediatamente fermato quello che considerano uno scempio, ossia, il riordino dei programmi di formazione per il riconoscimento e la certificazione della figura del soccorritore (con particolare riferimento a quella dell’autista soccorritore).

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Bruxelles, blocco delle Sovvenzioni alle centrali Fossili entro il 2025,

EUROPA di

GreenPeace “Oggi il buon senso ha vinto sulla lobby fossile”

A bruxelles le votazioni per la riforma del mercato energetico hanno portato ad un risultato atteso da tempo dalle organizzazioni per la tutela dell’ambiente come Greenpeace, la commissione energia del parlamento Europeo ha proposto alcune restrizioni sui discussi meccanismi di sovvenzione alle aziende energetiche.

In particolare il provvedimento denominato “Capacity Mechanism”, che consente di mantenere stand by le centrali fossili, sarà concesso solo come ultima risorsa.

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Croce Rossa dopo il riordino, ora nel pieno governo degli associati

EUROPA di

Conclusa a Roma l’Assemblea Nazionale dei delegati territoriali della Croce Rossa Italiana, un week end denso di impegni per i tanti partecipanti provenienti da tutte le regioni del Paese.

Un incontro molto importante perché il primo dopo il riordino del terzo settore voluto dal governo Renzi che ha impattato fortemente anche sulla Croce Rossa che vede ora il pieno governo della propria associazione che si basa su un volontariato diffuso e molto qualificato e parte importante di un sistema internazionale di assistenza come la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

In apertura è stato lo stesso Presidente Rocca a ricordare i molteplici impegni a cui l’organizzazione non si è mai tirata indietro, dalla frana di Rigopiano al terremoto nel centro Italia al supporto continuativo nell’ambito dell’accoglienza dei Migranti.

Proprio su questo punto si è voluto mettere in risalto l’importanza e il ruolo che ha  la federazione internazionale ha nell’aiuto umanitario ai migranti in virtù del fatto che la Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sono presenti sia nei paesi di partenza che in quelli di arrivo, per questo la federazione può essere un tassello molto importante nelle attività di aiuto ma anche nella proposizione di modelli di gestione dei fenomeni migratori.

Una Associazione quella della Croce Rossa che dopo il riordino è riuscita a cambiare la propria struttura dei costi permettendo di investire di più nelle attività operative, terminato il processo privatizzazione e di riforma della Croce Rossa Italiana ” di fatto ora l’associazione è tornata pienamente nelle mani dei suoi soci” ha dichiarato il Segretario Generale Flavio Ronzi.

All’assemblea hanno partecipato anche molti delegati internazionali che hanno potuto dare il loro contributo alla discussione portando anche un messaggio di fratellanza e cooperazione come ha detto il Elhadj As Sy Segretario Generale  della federazione internazionale della Croce Rossa e della mezzaluna Rossa.

European affairs ha intervistato il Presidente Rocca e il Segretario Generale Ronzi nel video seguente.

 

 

All’assemblea Nazionale della Croce Rossa Italiana, European Affairs ha intervistato anche Massimo Barra, fondatore della Fondazione Villa Maraini e Presidente della partnership internazionale sulle droghe della Croce Rossa Italiana. La perseveranza delle battaglie condotte dal dottor Barra ha contribuito fortemente ad alcuni cambiamenti importanti a livello internazionale, tra questi la recente decisione dell’Iran di non applicare la pena di morte ai reati riconducibili alla droga, una lotta di quasi trena’anni durante i quali in Iran moltissimi tossicodipendenti sono stati condannati a pene altissime sino alla pena di morte.

 

Together, il ruolo e le responsabilità dell’Italia

EUROPA di

MFE Movimento Federalista Europeo, Gioventù federalista europea, the Spinelli Group e con il contributo della Rappresentanza della Commissione Europea promuovono una convenzione per affrontare tematiche in un momento caldo quale quello in cui ci troviamo: l’Europa ed il ruolo dell’Italia in essa. Più personaggi politici ed istituzionali, al di là della posizione politica, hanno condiviso il progetto per un’Europa più libera, federale e democratica, di cui l’Italia è parte integrante.

Borrelli, Vicepresidente della rappresentanza della Commissione Europea menziona le “conventiones democratiques” proposte dal Presidente francese Macron per recuperare la democrazia che ha sempre appartenuto all’Europa. Il riconoscimento di una cittadinanza federale può essere la risposta all’euroscetticismo, sempre più vicino al varco europeo; la partecipazione dei cittadini inoltre, in eventi centrali come le elezioni, è un’ indispensabile forza per dimostrare la volontà di ritrovare quei principi alla base degli equilibri istituzionali.

Anselmi, presidente del MFE si ispira ad Altiero Spinelli secondo il quale se un problema si continua a presentare senza incontrare una soluzione, è un problema storico; oggi, secondo Anselmi, quello dell’UE è un problema storico, da affrontare unitariamente, in cui l’Italia ne è al centro. La questione bilancio è senza dubbio uno dei punti di fuoco, essendo questo l’espressione delle azioni dei singoli paesi; le entità di bilancio ed il passaggio promosso dai Trattati di Roma dei contributi finanziari statali a quelli delle risorse proprie ha rappresentato un cambio di scena importante. Anselmi si pone favorevole ad un bilancio, pur se minore, basato su risorse proprie, piuttosto che uno maggiore ma riferito ad uno nazionale. Nello scenario europeo soprattutto i paesi minori colpiti da una crisi finanziaria devono essere supportati da quelli maggiori, dato che incidono inevitabilmente sulla realtà europea nel suo complesso. La riforma dei Trattati, anche dal discorso sull’Unione del 2017 del Presidente Junker, è “ineludibile”. Ci sono ora due strade: continuare a portare avanti il progetto da cui tutto ebbe inizio in quel 1940 degli italiani Spinelli e Rossi o abbandonarlo, il che vorrebbe dire far venir meno uno dei motori pulsanti della macchina europea.

Brok, del Gruppo Spinelli presenta anche lui l’Europa di fronte ad un bivio. Dopo 70 anni per la prima volta stanno nascendo problemi circa la legittimità con la popolazione europea: anni di successi hanno promosso scenari privi di qualsiasi tipo di dittatura, con la conquista di Stati di diritto per i suoi cittadini, la cui strada rimane però ancora lunga. Il bivio è rappresentato da una parte dai nazionalismi e le correnti conservative e dall’altra da chi, pur se con qualche dubbio, crede ancora in una risalita. Quali sono le sfide globali che al giorno d’oggi si presentano? Brok presenta competitività, commercio più equo, risposte alla crisi economica, senza tralasciare la questione migrazione e clima; sfide che devono essere affrontate collegialmente. I cittadini ora richiedono più sicurezza proprio per un’assenza di conformità tra i paesi membri, il che si traduce con maggiori contributi al sistema di difesa comune. Brok avvisa che a livello di uomini, l’UE è più fornita dell’America, ma con risultati meno soddisfacenti a causa della distanza che ancora separa i suoi membri. Europa – Africa è un binomio che ultimamente è al centro della scena politica europea, perché segna l’inizio di un’ azione esterna europea nei paesi non del tutto sviluppati. Conclude avvertendo che l’unica risposta a tutto ciò, non può che essere la reazione dei paesi mediante nuovi strumenti di ricollocamento economico. Brexit c’è stata ma non si può ripetere.

Gozi riflette sul progetto degli Stati Uniti d’Europa come possibile soluzione al caos fronte al quale l’Europa si trova attualmente, progetto ben diversamente realizzabile da quello proposto da Spinelli e Co,a causa del contesto storico in cui ci si trova, ma un obiettivo non si raggiunge se non vi è neanche un minimo di coraggio per il rischio. Utilizza come punto di riferimento il discorso della Sorbona del Pres. Macron, chiedendosi però se l’Italia sia in grado a rispondere all’appello francese. Va comunque reso noto che sono 2 miliardi, la cifra risparmiata dai contribuenti sociali, con il successivo dimezzamento delle frazioni europee che hanno portato l’Italia da maglia nera della legalità, a maglia rosa. In 4 anni le frodi europee sono stata diminuite del 60%: tali risultati non so che dovuti ad un lavoro di collaborazione con il PE nella sua totalità. La credibilità si viene a formare proprio da effettivi risultati come questi; tutto ciò è solo l’inizio di un processo di apertura in cui l’Italia non deve assolutamente arrestarsi e in cui la richiesta di crescere democraticamente può essere accompagnata dall’introduzione delle liste transazionali per un maggior coinvolgimento. Europa è Stato di diritto, tutela dei diritti fondamentali e quindi non solo di scelte politiche economiche in cui l’euro è indubbiamente uno strumento finanziario necessario, ma Europa rappresenta una necessità.

Malan fa un discorso centrato sull’economia, in cui spread ed eurobonds sono tra gli elementi chiave; il divieto del surplus è un altro vincolo controllato dall’economia europea, i cui maggiori paesi indipendenti economicamente impongono maggiori misure restrittive. Affronta poi la solidarietà circa la questione migratoria,ribadendo che debba presentarsi come una vera e propria responsabilità, dove i contributi europei sono sì fondamentali ma a livello di accoglienza le misure da prendere devono essere più equilibrate tra i paesi, non potendo contare solo sul territorio italiano. Altro campo di cui l’Italia è uno dei maggiori contribuenti è quello delle piccole e medie imprese, che devono essere sfruttate in maniera più valida.

Duff parla a nome dello Spinelli Group che proporrà un progetto elettorale per le elezioni europee del 2019, come un nuovo manifesto. Circa la funzionalità e validità dei Trattati bisognerebbe rifletterci, essendosi oggi l’Unione Europea evoluta, rispetto a quella che era ieri. Forse il ruolo dell’Alto Rappresentante ha trasformato il potere della Commissione nelle relazioni esterne, e da qui la proposta di Juncker di un’unica figura del Presidente in quanto rappresentante sia della Commissione che del Consiglio. Si è poi disposti ad assistere ad un aumento del potere esecutivo a discapito di quello della Commissione? Per quanto riguarda il meccanismo di stabilità, sarà possibile uno strumento di fondo monetario europeo? Circa la tassazione generalizzata, proposta del ministro italiano Monti, ci si chiede se i cittadini europei siano d’accordo e soprattutto pronti ad affrontare un cambio del genere. Riprende le già menzionate liste transazionali, auspicandosi che possano diventare progetti concreti o altri strumenti con cui l’Unione Europea si avvicini all’assetto federalista, così come la possibile elezione del Presidente della Commissione a suffragio diretto. Infine menziona Brexit e piuttosto che riflettere sulle motivazioni che l’ hanno provocata, preferisce concentrasi sul lavoro che dovrà esser compiuto d’ora in avanti.

Quagliarello si domanda il motivo per cui prima del 1989 l’Europa fosse così popolare e stimata dalla popolazione italiana; dalla globalizzazione in poi il concetto di Europa diventa oggetto diviso e a volte anche penalizzante in contesti in cui non riceve consenso. Prima era un’Europa che effettivamente cercava equilibri e punti in armonia fra i vari paesi, sorpassando le ideologie e le posizioni contrastanti, esempio lampante è quello del generale De Gaulle che nonostante avesse sempre dimostrato una posizione anti-europeista quando, nel 1958, l’agricoltura francese e l’economia europea necessitava di una spinta, fu egli stesso a promuovere i Trattati della CEE. Il problema è che la crisi attuale non è stata recepita da un’autorità sovranazionale, come quella che magari nel 1989 avrebbe reagito, ma soltanto da una nazionale che si è però dimostrata incapace. Il senatore non ritiene sia corretto chiedere più Europa, ma piuttosto un’Europa più giusta in cui sicurezza e lotta all’immigrazione possono vedersi risolte grazie ad una maggiore integrazione europea, in cui forse una revisione dei Trattati potrebbe soltanto contribuire in positivo.

Fassino esordisce: “bisogna rallentare o rilanciare”? Pensa sia più corretta la seconda, dato che in questi anni l’Italia si è “imbarcata” ma senza raggiungere mai la riva. Un grande passo è stato sicuramente il primo atto per la cooperazione rafforzata di difesa, sempre stata materia di prerogativa della sovranità nazionale e poco rientrante tra le competenze e materie di attuazione. Il dibattito delle direzioni dell’UE a più velocità ritiene non essere possibile, dal momento in cui non c’è nessuno che effettivamente voglia rimanere indietro; piuttosto bisogna puntare ad una velocità comune, dimostrazione ottenuta proprio dal risultato in PESC. Armonizzare le politiche non riguarda solo le politiche sociali ma anche l’educazione e tutti gli ambiti d’azione principali fino alla governance, che negli ultimi anni ha assistito ad una crescita della governabilità nazionale. Gli Stati uniti d’Europa sono un orizzonte, che anche se non immediato, rappresenta un obiettivo.

Bresso, parlamentare della commissione Affari costituzionali al PE e membro del gruppo Spinelli, ritorna sul discorso della necessità di revisione dei Trattati; la Carta di Gotenberg a tal proposito ha dimostrato la necessità di un’Europa anche sociale. La crisi economica ha portato grande diffidenza e sfiducia in tutti, con anche il rischio del ritorno dei populismi e nazionalismi ma è anche vero che si sta uscendo da questa fase ed è questo il momento di riavvio. Pur se lentamente si sta assistendo ad un risveglio generale da parte degli stessi cittadini che sentono effettivamente questa necessità più attuale che mai. Difesa, politica economica, giustizia dovranno essere i centri di gravità permanente dell’Europa federale, un’Europa disposta a mettere in gioco la democrazia dei governi.

S.Parisi riflette sulla prassi odierna di scaricare problemi italiani su quelli dell’Europa, quando purtroppo la verità è che si è andati a perdere quella che una volta era l’identità del nostro paese. Bisogna ritrovare un luogo comune di condivisione delle necessità innanzitutto a livello locale ed avere il coraggio di creare una volta per tutte una leadership europea autonoma nelle scelte, senza doversi più rifugiare in altre organizzazioni come l’ONU. “Che sia un’Europa unita ma pur sempre indipendente”, dichiara Parisi.

Mazziotti afferma che l’obiettivo delle elezioni è quello di coniugare diverse linee politiche verso un’unica linea in cui la ricostruzione dell’Europa sta tra i primi posti, e il momento per iniziare a formare una coscienza comune su questo argomento non può che essere questo.

Argenziano, uno fra gli organizzatori dell’incontro, in quanto membro del MFE conclude volendo sottolineare come i tecnicismi non debbano confondere e confondersi con il ruolo della politica, nonostante negli ultimi anni siano stati particolarmente in voga. Un giorno commemorativo come quello del 27 gennaio dovrebbe farci comprendere l’importanza dei massacri che oggi si presentano in prossimità dei confini europei, di cui però spesso si finge di non esserne al corrente.

Sarà dunque una missione impossibile quella di rimettere in gioco l’Unione Europea o semplicemente questione di tempo e grandi sacrifici, i cui risultati successivi però andranno a beneficio di tutti gli attori coinvolti? Un primo passo dell’Italia per questa missione sarà indubbiamente segnato dal risultato delle elezioni del prossimo marzo.

Laura Sacher

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