GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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AFRICA - page 3

Nigeria, chiesto dal tribunale dell’Aja che il processo contro Shell vada avanti

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Il 1° maggio il tribunale distrettuale dell’Aia, in Olanda, ha emesso una sentenza provvisoria nel ricorso di Esther Kiobel e altre tre donne contro il gigante petrolifero Shell per l’arresto illegale, la detenzione e l’esecuzione dei loro mariti da parte della giunta militare nigeriana negli anni Novanta.  Continue reading “Nigeria, chiesto dal tribunale dell’Aja che il processo contro Shell vada avanti” »

Parte il progetto “ Passaggio in Eritrea ed Etiopia” della Farnesina

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Un viaggio-racconto tra Etiopia ed Eritrea, due Paesi che dopo anni di conflitto hanno avviato un percorso di riconciliazione, culminato con la firma di uno storico accordo di pace. È questa la cornice in cui prende il via “Passaggio in Eritrea ed Etiopia”, progetto curato dal fotografo e giornalista Antonio Politano e dall’associazione Cultura del Viaggio e realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nell’ambito del programma “Italia, Culture, Africa” Continue reading “Parte il progetto “ Passaggio in Eritrea ed Etiopia” della Farnesina” »

La Croce Rossa Italiana porta soccorso alle popolazioni del Monzambico

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Il ciclone tropicale Idai, che ha colpito la scorsa settimane le coste del Mozambico e che ha provocato morti e devastazioni anche in Zimbabwe e in Malawi, potrebbe essere «uno dei più gravi disastri ambientali ad aver colpito l’emisfero meridionale», non solo, la distruzione delle infrastrutture ha provocato una crisi sanitaria gravissima.

 

La città portuale di Beira, in Mozambico, in cui vivono circa 500mila persone, è stata quasi completamente isolata dalla terraferma: «un’isola nell’oceano», come l’hanno descritta i soccorritori. Secondo la Croce Rossa, il 90 per cento della città è ora distrutto.

 

Le Nazioni Unite hanno fatto sapere che le alluvioni che hanno colpito la zona sud-orientale dell’Africa hanno riguardato più di 800mila persone e distrutto campi e coltivazioni, uno scenario che oltre alle evidenti implicazioni sanitarie prospetta una crisi alimentare causata dalle devastazioni subite.

 

Nei prossimi giorni purtroppo una nuova perturbazione colpirà le coste del Mozambico nella provincia di Pemba che se atterrerà con la stessa forza di quanto successo a marzo metterà a dura prova il paese.

 

Nelle parole di Marcello De Angelis, portavoce del  presidente della Croce Rossa italiana, presente sul posto con una missione speciale per dare supporto e soccorso alla popolazione locale, la descrizione dello scenario attuale.

 

Essenziale la pacificazione e la stabilità della Libia per la sicurezza dell’area mediterranea

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Il conflitto scaturito dall’avanzata delle forze del generale Haftar verso Tripoli potrebbe vanificare definitivamente l’impegno quasi decennale profuso dalla comunità internazionale per la stabilizzazione della Libia e determinare una condizione di tendenziale deflagrazione delle tensioni in essere nella regione maghrebina, con pesanti riflessi per tutta l’area mediterranea. Continue reading “Essenziale la pacificazione e la stabilità della Libia per la sicurezza dell’area mediterranea” »

NIGER:  Donati farmaci a favore dei Ministeri della Salute e Difesa nigerini

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Nella giornata di oggi, 27 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Niamey e la Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN),  hanno provveduto alla consegna di un lotto di farmaci,  raccolti e messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus nell’ambito dell’Accordo di collaborazione in essere tra il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’Ordinariato Militare e la citata Onlus, finalizzato allo sviluppo di attività di supporto umanitario in campo sanitario a favore di persone in condizioni di svantaggio socio economico nei Teatri Operativi. Continue reading “NIGER:  Donati farmaci a favore dei Ministeri della Salute e Difesa nigerini” »

Algeria, proteste contro il quinto mandato: quasi un migliaio di avvocati in piazza

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 Centinaia di avvocati, a Bareau, Algeri, e anche a Blida, Boumerdes, Tizi Ouzou, Biskra, Setif, Bouira, Tipaza, solo per citarne alcuni, hanno preso parte, giovedì, in una protesta contro il 5 ° mandato del presidente uscente, in risposta a un appello lanciato il giorno prima dal consiglio dell’ordine di Algeri.

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Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani

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Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha sollecitato il presidente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi, che oggi chiude il primo mese di mandato, ad agire rapidamente per affrontare la drammatica situazione dei diritti umani nel paese.  Continue reading “Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani” »

Egitto: Al Sisi e la riforma costituzionale per governare fino al 2034

AFRICA/Medio oriente – Africa di

Il parlamento egiziano ha iniziato giovedì un processo per una riforma costituzionale il cui obiettivo principale è quello di estendere il limite di due mandati di quattro anni a due di sei anni, con una clausola di transizione che si applicherebbe solo al presidente Abdelfatà Al Sisi, consentendogli di presentarsi in altre due occasioni una volta concluso l’attuale mandato nel 2022. Questo aprirebbe le porte al leader, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2013 e che guida un regime fondato su restrizioni alle libertà, trasformandolo in un possibile presidente a vita. Con la riforma, Al Sisi, 64 anni, potrebbe rimanere  al potere fino al 2034. L’Egitto sarebbe così una dittatura di fatto.

Non c’è stata sorpresa nel voto: 485 deputati della camera legislativa hanno votato a favore della riforma costituzionale, mentre 16 si sono opposti. Con la maggioranza dei partiti di opposizione banditi, specialmente quelli con ideologia islamista, il Parlamento è dominato in modo schiacciante dalle forze filogovernative. Sebbene gli emendamenti siano stati presentati da un gruppo di 120 deputati, nessuno dubita che Al Sisi sia il loro vero promotore. Secondo la legge, saranno ora discussi in commissione prima di essere sottoposti ad una votazione finale in aula e, successivamente,  si terrà un referendum popolare. Il processo potrebbe durare diversi mesi. La modifica più importante riguarda l’articolo 140, che si intende modificare per estendere il limite legale a due mandati presidenziali di sei anni. Tra le altre riforme presenti, spicca la riserva di quota femminile del 25% dei seggi dell’Assemblea popolare – ora ci sono 90 deputati, il 15% totale -. Allo stesso modo, è prevista  la reintegrazione  di una Camera Alta, sciolta dopo il colpo di stato: maggiori poteri del presidente nella nomina di alte cariche del potere giudiziario e l’attribuzione all’esercito del ruolo di protettore di “Costituzione e democrazia”. L’opposizione ha espresso il suo rifiuto frontale alla riforma e, soprattutto, alla clausola che stabilisce che il nuovo limite dei mandati non sarà applicato fino alle prossime elezioni. “Questi emendamenti significano il ritorno al Medioevo” e “al potere concentrato in una sola persona”, ha detto Ahmed Tantawi, un giovane deputato di sinistra, nel dibattito, criticando che i cambiamenti sono fatti sulla misura di una “persona”, il cui nome non si può pronunciare.

Per motivi di stabilità. I deputati legati al presidente hanno giustificato la loro posizione nell’interesse della stabilità. “Viviamo in una regione piena di rischi e minacce, e vogliamo che il nostro paese rimanga stabile, per questo vogliamo cambiare alcune parti della Costituzione”, ha detto lo speaker del Parlamento, Ali Abdel-Aal, all’inizio della sessione. “Non permetteremo all’Egitto di essere governato da tifosi o partiti deboli. Pertanto, tutti noi dovremmo lasciare che il presidente Al Sisi continui al potere per un lungo periodo in un momento in cui l’Egitto ha un bisogno disperato della sua leadership”, ha detto Ayman Abu-Ela, portavoce di Egitto Libero, partito neoliberale. Al Sisi è stato eletto presidente nel 2014, un anno dopo aver organizzato un colpo di stato contro Mohamed Morsi, presidente eletto regolarmente. Nel 2018, il leader è stato rieletto con oltre il 97% dei voti, in una tornata elettorale in cui tutto sembrava una farsa. “Nella sua forma attuale, gli emendamenti costituzionali avranno una grave e vasta portata per la regola delle conseguenze del diritto, la separazione dei poteri e la natura dello stato egiziano”, lamenta Mai al-Sadany, avvocato e ricercatore presso il think-tank TIMEP. Secondo Al-Sadany, il disegno di legge di riforma viola l’articolo 226 della Costituzione, che permette solo di modificare le disposizioni relative alla rielezione del presidente di”fornire maggiori garanzie”. L’attuale Costituzione è stata approvata nel 2014, quando il regime non era ancora consolidato e aveva bisogno di presentare un aspetto democratico alla comunità internazionale per cercare il suo sostegno. In teoria, l’attuale legge fondamentale riconosce e protegge i diritti  e le libertà fondamentali. Tuttavia, la sistematica violazione della sua lettera e dello spirito da parte delle autorità egiziane ha trasformato in una lettera morta. “Il rispetto delle disposizioni della Costituzione è la chiave  per lo stato di diritto in un paese. La proposta di modifica della Costituzione è l’ultimo di una lunga lista di leggi problematiche, di uno stato di emergenza indefinita, e della chiusura dello spazio pubblico” aggiunge Al-Sadany.

Di Mario Savina

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