GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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AFRICA

Essenziale la pacificazione e la stabilità della Libia per la sicurezza dell’area mediterranea

AFRICA di

Il conflitto scaturito dall’avanzata delle forze del generale Haftar verso Tripoli potrebbe vanificare definitivamente l’impegno quasi decennale profuso dalla comunità internazionale per la stabilizzazione della Libia e determinare una condizione di tendenziale deflagrazione delle tensioni in essere nella regione maghrebina, con pesanti riflessi per tutta l’area mediterranea. Continue reading “Essenziale la pacificazione e la stabilità della Libia per la sicurezza dell’area mediterranea” »

NIGER:  Donati farmaci a favore dei Ministeri della Salute e Difesa nigerini

AFRICA/SICUREZZA di

Nella giornata di oggi, 27 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Niamey e la Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN),  hanno provveduto alla consegna di un lotto di farmaci,  raccolti e messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus nell’ambito dell’Accordo di collaborazione in essere tra il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’Ordinariato Militare e la citata Onlus, finalizzato allo sviluppo di attività di supporto umanitario in campo sanitario a favore di persone in condizioni di svantaggio socio economico nei Teatri Operativi. Continue reading “NIGER:  Donati farmaci a favore dei Ministeri della Salute e Difesa nigerini” »

Algeria, proteste contro il quinto mandato: quasi un migliaio di avvocati in piazza

AFRICA di

 Centinaia di avvocati, a Bareau, Algeri, e anche a Blida, Boumerdes, Tizi Ouzou, Biskra, Setif, Bouira, Tipaza, solo per citarne alcuni, hanno preso parte, giovedì, in una protesta contro il 5 ° mandato del presidente uscente, in risposta a un appello lanciato il giorno prima dal consiglio dell’ordine di Algeri.

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Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani

AFRICA di

Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha sollecitato il presidente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi, che oggi chiude il primo mese di mandato, ad agire rapidamente per affrontare la drammatica situazione dei diritti umani nel paese.  Continue reading “Repubblica Democratica del Congo, drammatica situazione si diritti umani” »

Egitto: Al Sisi e la riforma costituzionale per governare fino al 2034

AFRICA/Medio oriente – Africa di

Il parlamento egiziano ha iniziato giovedì un processo per una riforma costituzionale il cui obiettivo principale è quello di estendere il limite di due mandati di quattro anni a due di sei anni, con una clausola di transizione che si applicherebbe solo al presidente Abdelfatà Al Sisi, consentendogli di presentarsi in altre due occasioni una volta concluso l’attuale mandato nel 2022. Questo aprirebbe le porte al leader, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2013 e che guida un regime fondato su restrizioni alle libertà, trasformandolo in un possibile presidente a vita. Con la riforma, Al Sisi, 64 anni, potrebbe rimanere  al potere fino al 2034. L’Egitto sarebbe così una dittatura di fatto.

Non c’è stata sorpresa nel voto: 485 deputati della camera legislativa hanno votato a favore della riforma costituzionale, mentre 16 si sono opposti. Con la maggioranza dei partiti di opposizione banditi, specialmente quelli con ideologia islamista, il Parlamento è dominato in modo schiacciante dalle forze filogovernative. Sebbene gli emendamenti siano stati presentati da un gruppo di 120 deputati, nessuno dubita che Al Sisi sia il loro vero promotore. Secondo la legge, saranno ora discussi in commissione prima di essere sottoposti ad una votazione finale in aula e, successivamente,  si terrà un referendum popolare. Il processo potrebbe durare diversi mesi. La modifica più importante riguarda l’articolo 140, che si intende modificare per estendere il limite legale a due mandati presidenziali di sei anni. Tra le altre riforme presenti, spicca la riserva di quota femminile del 25% dei seggi dell’Assemblea popolare – ora ci sono 90 deputati, il 15% totale -. Allo stesso modo, è prevista  la reintegrazione  di una Camera Alta, sciolta dopo il colpo di stato: maggiori poteri del presidente nella nomina di alte cariche del potere giudiziario e l’attribuzione all’esercito del ruolo di protettore di “Costituzione e democrazia”. L’opposizione ha espresso il suo rifiuto frontale alla riforma e, soprattutto, alla clausola che stabilisce che il nuovo limite dei mandati non sarà applicato fino alle prossime elezioni. “Questi emendamenti significano il ritorno al Medioevo” e “al potere concentrato in una sola persona”, ha detto Ahmed Tantawi, un giovane deputato di sinistra, nel dibattito, criticando che i cambiamenti sono fatti sulla misura di una “persona”, il cui nome non si può pronunciare.

Per motivi di stabilità. I deputati legati al presidente hanno giustificato la loro posizione nell’interesse della stabilità. “Viviamo in una regione piena di rischi e minacce, e vogliamo che il nostro paese rimanga stabile, per questo vogliamo cambiare alcune parti della Costituzione”, ha detto lo speaker del Parlamento, Ali Abdel-Aal, all’inizio della sessione. “Non permetteremo all’Egitto di essere governato da tifosi o partiti deboli. Pertanto, tutti noi dovremmo lasciare che il presidente Al Sisi continui al potere per un lungo periodo in un momento in cui l’Egitto ha un bisogno disperato della sua leadership”, ha detto Ayman Abu-Ela, portavoce di Egitto Libero, partito neoliberale. Al Sisi è stato eletto presidente nel 2014, un anno dopo aver organizzato un colpo di stato contro Mohamed Morsi, presidente eletto regolarmente. Nel 2018, il leader è stato rieletto con oltre il 97% dei voti, in una tornata elettorale in cui tutto sembrava una farsa. “Nella sua forma attuale, gli emendamenti costituzionali avranno una grave e vasta portata per la regola delle conseguenze del diritto, la separazione dei poteri e la natura dello stato egiziano”, lamenta Mai al-Sadany, avvocato e ricercatore presso il think-tank TIMEP. Secondo Al-Sadany, il disegno di legge di riforma viola l’articolo 226 della Costituzione, che permette solo di modificare le disposizioni relative alla rielezione del presidente di”fornire maggiori garanzie”. L’attuale Costituzione è stata approvata nel 2014, quando il regime non era ancora consolidato e aveva bisogno di presentare un aspetto democratico alla comunità internazionale per cercare il suo sostegno. In teoria, l’attuale legge fondamentale riconosce e protegge i diritti  e le libertà fondamentali. Tuttavia, la sistematica violazione della sua lettera e dello spirito da parte delle autorità egiziane ha trasformato in una lettera morta. “Il rispetto delle disposizioni della Costituzione è la chiave  per lo stato di diritto in un paese. La proposta di modifica della Costituzione è l’ultimo di una lunga lista di leggi problematiche, di uno stato di emergenza indefinita, e della chiusura dello spazio pubblico” aggiunge Al-Sadany.

Di Mario Savina

Gambia, due progetti italiani in collaborazione con Unicef

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L’Ambasciatore d’Italia a Dakar, Francesco Paolo Venier, e la Direttrice dell’ufficio della Cooperazione Italiana (AICS) a Dakar, Alessandra Piermattei, si sono recati in questi giorni in Gambia per procedere con le autorità del paese africano al lancio di due progetti di sviluppo in collaborazione con Unicef. Continue reading “Gambia, due progetti italiani in collaborazione con Unicef” »

Alleanza Unione Europea – Africa al centro del Forum di alto livello

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Il 18 dicembre si è tenuto a Vienna un forum di alto livello tra Unione Europea e Africa per fornire uno spazio ai leader europei e africani, insieme ai CEO di importanti società globali, start-up e altre parti interessate, per riflettere e confrontarsi su cosa occorre fare per assicurare prosperità e competitività in entrambi i continenti, nonché per approfondire la relazione in tutti i suoi aspetti con un’attenzione specifica per una cooperazione anche digitale. Hanno partecipato al Forum Sebastian Kurz, cancelliere federale della Repubblica d’Austria; Paul Kagame, Presidente della Repubblica del Ruanda; Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea; Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione dell’Unione africana; Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo.

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Il ritorno di Giuseppe Buccino Grimaldi a Tripoli: il “nuovo” ambasciatore italiano in Libia.

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Già stato in Libia in qualità di ambasciatore, da settembre del 2011 al febbraio del 2015, per il diplomatico napoletano è un ritorno in terra libica. Il generale Haftar ha dato il suo consenso al ritorno di un rappresentante italiano nel Paese. Perrone, invece, viene inviato a Teheran.

Il Consiglio dei Ministri ha nominato il “nuovo” ambasciatore italiano in Libia. Giuseppe Buccino Grimaldi è il nostro nuovo rappresentante a Tripoli, sostituendo Giuseppe Perrone, che invece andrà a rappresentarci in Iran. Per l’ambasciatore Buccino è un ritorno nel paese nordafricano, dove aveva già attuato dal settembre 2011 al febbraio del 2015, quando la nostra ambasciata era stata  evacuata e chiusa per ragioni di sicurezza.

Buccino, come detto, prende il posto di Perrone, che aveva riaperto l’ambasciata italiana all’inizio del 2017, in veste di unico ambasciatore europeo ed occidentale presente a Tripoli. Quest’ultimo era stato richiamato in patria, nell’agosto del 2018, dopo una contestata intervista ed un emittente televisivo libico, nella quale aveva sottolineato come non ci fossero le condizioni di sicurezza per poter andare alle elezioni in tempi brevi, ed in conseguenza della quale era stato dichiarato come “persona non gradita” dal feldmaresciallo Haftar. Lo stesso Haftar, capo delle milizie della Cirenaica, negli ultimi tempi sosteneva che tutti gli ostacoli erano stati superati e che non ci fosse ormai più nessun problema ad un ritorno dell’ambasciatore nel suo Paese.

Buccino Grimaldi è un diplomatico di grande esperienza. Nel 1991 è all’ambasciata italiania di Beirut, nella fase di ricostruzione successiva alla guerra civile; dopo tre anni, nel 1994, viene scelto all’interno della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE a Bruxelles: nei primi anni si è occupato delle relazioni con i paesi dell’Europa centrale ed orientale; negli ultimi due anni, invece,  ha seguito le questioni istituzionali della Conferenza intergovernativa di Amsterdam. Da aprile del 2004 a luglio 2008 attua all’ambasciata italiana di Doha, in Qatar, per poi assumere fino al 2011 l’ufficio diplomatico  presso la Presidenza della Repubblica. Prima di essere richiamato per il ritorno in Libia, aveva assunto l’incarico, dal maggio del 2015, di Direttore Generale per l’UE presso la Farnesina.

In questi giorni, Khalifa Haftar dovrebbe incontrarsi con Fayez al Serraj, il Presidente del Consiglio presidenziale e Primo Ministro del Governo di Accordo Nazionale tripolino, a Bruxelles, in un confronto mediato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Se le fonti venissero confermate, sarebbe il secondo incontro in un mese fra i due contendenti al potere, dopo quello avvenuto alla Conferenza di Palermo, il 13 novembre scorso.

Recentemente il feldmaresciallo è stato in Egitto per confrontarsi con responsabili governativi egiziani sui rapporti fra i due paesi nordafricani e sugli ultimi sviluppi della questione libica. Haftar ha voluto esaminare la possibilità di un consolidamento delle relazioni con l’Egitto e del controllo delle frontiere per cercare di evitare tentativi di infiltrazioni terroristiche e di collaborare attraverso uno scambio di informazioni e dati contro le formazioni terroristiche che operano sul territorio.

Di Mario Savina

Mario Savina
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