GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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F.B. Fumarola

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Gli effetti psicologici della quarantena

SOCIETA' di

Una parola si aggira come uno spettro intorno a noi in questo momento “ Pandemia” malattia trasmissibile e questo scatena il vero e proprio panico. Molte malattie colpiscono vaste zone del nostro pianeta, come il cancro, ma l’ impatto che ha su ognuno di noi è totalmente diverso, il fatto che qualcosa di molto piccolo si possa impossessare di noi ,stando solo vicino alle persone fa scattare dei meccanismi nella nostra psiche completamente diversi. Siamo abituati ad avere come nemico il terrorismo, piuttosto che le guerre dettate dai poteri economici, chi fa parte di quella generazione ricorda la possibilità di doversi infilare nel sotterraneo della propria abitazione sotto la minaccia del nucleare, ma qui parliamo di un qualcosa da cui non possiamo scappare, possiamo ridurre il rischio chiudendoci letteralmente in casa, chiusura forzata dalla paura e dal buonsenso, totalmente diverso da un “isolamento” dettato da una libera scelta.

La quarantena in questo caso è un vero e proprio “distanziamento sociale”, un termine che gli epidemiologi usano per riferirsi ad uno sforzo consapevole per ridurre il contatto ravvicinato tra le persone, così da ostacolare la trasmissione comunitaria del virus. 

La quarantena è un’esperienza difficile e spiacevole per chi deve affrontarla, bisognerebbe ridurla ad un periodo più corto possibile, per non subirne gli effetti a breve e a lungo termine.

Le emozioni che si riscontrano quasi nell’immediatezza sono uno sviluppo eccessivo di rabbia che può portare troppo spesso anche al suicidio, a distanza si è notato che le attività legali che portano alla separazione di coniugi che hanno dovuto subire una convivenza forzata troppo lunga si moltiplicano.

Gli esperti che hanno studiato gli effetti della quarantena in situazioni precedenti rilevano soprattutto disturbi di stress, stati d’ansia alterati e insonnia.

Una fascia a grande rischio è il personale sanitario, che vive in prima linea questa emergenza, si sono verificati nelle vicende simili passate vari casi di bornout, insieme di sintomi che deriva da una condizione di stress cronico e persistente.

Gli studi scientifici hanno evidenziato le fonti di stress più comuni al termine della quarantena, che sono sicuramente i conti economici che si fanno al termine di un periodo in cui non si è potuto lavorare, si evince che sono le fasce con reddito più basso ad avere più bisogno di supporto finanziario ed psicologico.

Da non sottovalutare anche sono i disturbi alimentari, si tende a mangiare smisuratamente per colmare lo stress con conseguenti sensi di colpa che possono portare a patologie più serie, consigliano a tal proposito un’ adeguata alimentazione accompagnata da una lieve attività fisica.

Fondamentale è l’ aiuto che deve arrivare dall’esterno, notizie chiare così da limitar la sensazione della paura del “ non sapere” assicurandosi di non angosciare le persone che ascoltano, la garanzia di poter avere un sereno accesso ai beni primari e la possibilità di poter condividere tramite la tecnologia questo stato comune, cercando di limitare lo stress post traumatico.

F.B. Fumarola

ECONOMIA/Senza categoria di

Il Coronavirus affonda le borse e i mercati mondiali.

Settimana nera a piazza affari, la borsa di Milano e quelle europee aprono e proseguono in caduta libera,

l’impatto del coronavirus sulle economie mondiali e l’ espansione del virus in Italia portano

all’allargamento dello spread a 145,9 punti.

I ribassi riguardano tutti i settori, il lusso ha perso con Ferragamo il 6,8% , Moncler il 5,2%

Guidano i ribassi delle compagnie aeree Air France con il 8% e British Airways con il 6,6%, non viene risparmiato neanche il mondo dello sport la Juve guida i cali con l’ inflessione dell’ 8,1 %.

Il governatore della banca d’Italia Ignazio Visco dice che l’effetto del corona virus sull’economia italiana avrà una ripercussione di oltre il 0,2% .

Alcuni settori sono stati colpiti nell’ immediatezza come la ristorazione, il trasporto e il turismo. Ci sarà un effetto molto più indiretto su tutta l’attività economica.

La cosa che preoccupa di più è la riduzione dell’export dall’Italia, unica variabile positiva della nostra economia negli ultimi tempi. Ci saranno grandi ricadute nel settore dell’elettronica, nel settore automobilistico, tessile, agroalimentare, ma anche nel settore dei servizi, ci saranno quindi ripercussioni trasversali.

Abbiamo vissuto in un contesto internazionale fatto di grandi tensioni economiche tra Stati Uniti e Cina.

Siamo in una situazione in cui è in atto una ridefinizione degli aspetti geopolitici globali e anche degli assetti monetari.

Il corona virus è uno strumento per la ridefinizione degli assetti finanziari come per esempio comprendere se conti di più la borsa di Shenzhen o Wall Street. 

Parlando proprio di Wall Street, tutti e tre gli indici di New York hanno ceduto più di 10 punti percentuali in pochissimi giorni, mandano in fumo più di 14 miliardi di dollari, si avviano a chiudere così la peggiore settimana dalla grande crisi del 2008.

Oltreoceano le cose non vanno sicuramente meglio, anzi, le borse asiatiche affondano sotto il macigno dello sviluppo del virus in oltre 50 paesi, Tokyo è arrivata a perdere 4,5%, Shanghai e Hong Kong perdono oltre 3 punti percentuali.

Va così in fumo un terzo dei guadagni accumulati da Tramp dal momento della sua elezione nel 2016 con la sua politica di difesa economica del suo paese specialmente nei confronti della Cina.

Gli operatori del settore parlano di una carneficina azionaria, sono sati colpiti un’ enorme gamma di titoli, Tesla fra tutti perde il 13% in una sola giornata.

Tra i grandi nomi del Tech i cali più grandi li hanno subiti Apple e Microsoft che perdono rispettivamente il 6 e il 7 per cento segue immediatamente Amazon con il 5%, le più colpite tra i leader dei beni di consumo sono Coca-Cola e Procter & Gamble.

    F.B. Fumarola

Faschion Week, Tecnologia e Coronavirus

Senza categoria di

Il mondo della moda subisce il grande colpo del corona virus in occasione della faschion week di Milano.

L’ 80% degli acquirenti mancherà fisicamente intorno alle passerelle dell’ alta moda, più di mille cinesi saranno impossibilitati a partecipare alla grande vetrina della moda milanese, a sopperire perlomeno in parte sarà la tecnologia. La Camera lancia la campagna “China we are with you” gli addetti del settore e i compratori cinesi potranno essere presenti a Milano in diretta Steaming a tutte le sfilate in calendario, ma non solo, la tecnologia abbatterà tutte le barriere, dal 18 al 24 febbraio saranno online contenuti speciali, si potranno guardare interviste, osservare i backstage, interagire con ospiti stilisti e modelle.

Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda, si dice molto orgoglioso di questa iniziativa in quanto è la prima volta che accade una cosa del genere, vuole dimostrare la vicinanza nei confronti del popolo cinese. Per questo a dare il via alle sfilate autunno-inverno sarà proprio uno stilista cinese, uno degli otto designer orientali che la Camera ha deciso di ospitare nel faschion hub iniziativa per proporre le collezioni di stilisti emergenti che verrà aperta venerdì 21 febbraio al Museo Pezzoli. A proposito della moda di questo millennio che prende spunto dalle Lezioni americane di Italo Calvino, per raccontare con parole e immagini la moda come metodo scientifico e, nel fascino del mondo della letteratura.

Si potranno ammirare abiti delle case di moda più importanti Dior, Chanel, Gucci Valentino Prada Armani tanti altri.

Sabato 22 invece si apriranno le porte per il flash mob Faschionable EcoArtShow a Palazzo dei Giureconsulti. I due eventi vogliono promuovere produzione e consumo responsabile nel rispetto del nostro pianeta.

Il sistema moda ha chiuso il 2019 con otre 90 miliardi, in crescita dello 0,8% trainato dall’export, il corona virus peserà sul primo trimestre del 2020 si prevede un calo dell’ 1,8% in attesa di vedere cosa succederà nelle prossime settimane.

F.B. Fumarola

Il mondo degli intraceutici e degli integratori

ECONOMIA di

Gli integratori sono prodotti alimentari che fanno parte della nostra dieta quotidiana, costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive come vitamine o minerali.

Importante è la distinzione tra l’intraceutico e l’ integratore propriamente detto, in quanto quest’ultimo usualmente è una componente di un alimento che viene utilizzato per arginare una carenza dell’organismo.

I  nutraceutico invece va al di là della funzione semplicemente nutrizionale, in quanto è un vero e proprio trait d’unione tra l’alimentazione intesa come assunzione generica di sostanze che consentono il funzionamento dell’ organismo e la farmaceutica che ha a che fare con le sostanze o componenti sintetizzati o isolati con finalità terapeutiche.

Oggi più che mai lo stile di vita sana ha un peso importante nella vita delle persone, l’ alimentazione gioca quindi un ruolo fondamentale, basti vedere l’ impennata delle vendite di prodotti Bio e l’ esplosione delle diete vegetariane e vegane, non legate per forza a questioni animaliste, ma al benessere del corpo.

Ecco arrivare l’esigenza di inserire nella nostra vita quotidiana, l’assunzione di intraceutici o integratori limentari.

Il termine “ intraceutico” è una fusione tra “ nutrizione e farmaceutica”. I nutraceutici sono sostanze presenti negli alimenti che assumiamo nella dieta quotidiana. Garantiscono un apporto straordinario dal punto di vista benefico e si rivelano di grande supporto per il trattamento di alcune patologie, li troviamo sotto forma di pastiglie o pillole. Non sono farmaci, ma come quest’ultimi vengono sottoposti a test clinici per verificarne l’efficacia, quindi non curano ma aiutano.

Gli integratori alimentari, invece vanno ad integrare come dice la definizione stessa, alcune carenze dell’organismo, non sono curativi, apportano vitamine , sali minerali ecc. vengono concentrati per incrementarne gli effetti.

Gli usi terapeutici, preventivi e curativi degli intraceutici sono testati scientificamente e si sono rivelati molto utili per svariate patologie che affliggono moltissime persone, come l’obesità le malattie cardiovascolari, il diabete, il colesterolo, infezioni di vario genere e aiutano a combattere vari disturbi, come quello del sonno o di stress.

L’utilizzatore di integratori ha un profilo socio culturale medio-alto, e acquista soprattutto in farmacia.

Il mercato degli integratori è in continua ascesa, dai dati di Federsalutisti emerge che il 65% dei consumatori della popolazione adulta italiana ne ha fatto uso nell’ultimo anno.

Un trend che si rafforza con l’arrivo dell’estete, quando i problemi legati al caldo fanno comparire sugli scaffali delle farmacie i più disparati integratori.

F.B. Fumarola

Effetti economici del corona virus

ECONOMIA di

Gli effetti economici del corona virus sono di dimensioni importanti sono tantissimi i settori che stanno subendo una battuta d’arresto e di regressione notevole.

Gli economisti parlano di un effetto transitorio che andrà dai 6 ai 9 mesi non di più, vero è che sono tanti i fattori da tenere in considerazione, il dragone in diciassette anni di globalizzazione si è imposto nell’economia mondiale in maniera considerevole.

Nel 2003 rappresentava il 4,2% dell’economia mondiale, nel 2018 la sua quota di pil globale ha raggiunto il 15,8%, con il 35% della crescita globale.

L’import – export è in questo momento quasi completamente congelato, calcolando che Pechino acquista 2.200 miliardi di beni nel mondo e ne esporta quasi 2.500 ci si rende facilmente conto dell’impatto economico.

La lista delle aziende che stanno prendendo provvedimenti è veramente lunga. Le più grandi compagnie aeree hanno bloccato ogni tipo di comunicazione, le più grandi compagnie hanno limitato i viaggi in Cina per i propri dipendenti. JP Morgan Chase&Co. Ford e Kraft Heinz sono tra queste.

Starbucks ha chiuso più di 2.150 punti vendita.  Yum China Holdings Inc. gestore dei negozi KFC, Pizza Hut Taco Bell in Cina e McDonald’s hanno chiuso tutti i negozi.

Anche H&M, IKEA e il gruppo Inga stanno prendendo i loro provvedimenti riducendo gli orari di apertura delle attività.

Apple ha chiuso alcuni punti vendita, ridotto gli orari di altri e bloccato le nuove aperture.

Altro capitolo fondamentale è quello legato al mondo dell’automobile.

Whuan il nucleo del contagio è proprio la capitale del mercato automobilistico, Toyota ha bloccato le produzioni fino al 9 febbraio, data che potrebbe posticipare nei prossimi giorni, e non solo lì c’è anche la sede di Dongfeng Motors, che produce vetture per Renault, Honda, General Motors e per il gruppo Psa.

In ginocchio anche il mercato del lusso, gli acquirenti cinesi hanno, in patria e fuori dai confini nazionali contribuito al 90% di incremento.

Una ricerca del Financial Time ci dice che i marchi a subire le peggiori conseguenze le avranno Moncler, Kering, Burberry, Richemont e Swatc, la previsone è parii ad un calo del 4% dei profitti annuali.

Le uniche aziende che hanno subito un’impennata nelle vendite sono quelle farmaceutiche, specialmente quelle che producono materiale monouso. Le società che stanno lavorando per sul vaccino per sconfiggere il Corona Virus stanno volando in borsa.

Al momento la più vicina alla soluzione sembra essere la Vir Biotechnologies, di San Francisco, le sue azioni dall’ inizio del contagio sono schizzate al 97%, portando la capitalizzazione di mercato attorno ai 3 miliardi di dollari.

Il business non guarda in faccia nessuno, nel bene e nel male.

F.B. Fumarola

Virus 2019n CoV

ECONOMIA di

Il virus 2019-n CoV ha contagiato in pochi giorni 630 persone, 25 le vittime, la più giovane di 48 anni e la metà di queste ultra 80enni.
Si è difronte all’isolamento di persone più grande della storia, 20 milioni di individui tra la città di Wuhan e Hoahaggang. I paesi interessati dal virus sono: Stati Uniti, Thailandia, Giappone, Corea del Sud, gli ultimi casi identificati sono Singapore e in Vietnam.

Tutto questo è complicato dagli spostamenti per il capodanno lunare, la Cina ha disposto il rimborso totale di biglietti di aeri e treni, ordinato la chiusura a scopo precauzionale della Città Proibita simbolo di Pechino. Sono state bloccate le prime di sette film in uscita e limitate le visite culturali.

Gli scienziati sono molto cauti nell’esprimersi, ma ipotizzano che il virus sia stato trasmesso all’uomo da un serpente, ma la comunità scientifica non si trova pienamente in accordo, in quanto c’è una corrente di pensiero che ipotizza la trasmissione dai pipistrelli.

L’OMS ha diffuso la sua nota affermando che, non si è di fronte ad un’emergenza globale. Asseriscono in oltre che è verificata la trasmissione tra uomo e uomo, per adesso tra familiari e agli operatori sanitari che si prendono cura dei pazienti infetti.

F.B Fumarola

Farmaco generico: grande scetticismo in Italia

ECONOMIA di

Nel 1996 L’Italia ha convertito in legge la finanziaria del 28 dicembre del 1995 che introduceva nel nostro paese il medicinale generico nella pratica medica.
Dal quel momento, la domanda farmaco equivalente o farmaco di marca ha iniziato ad assillare non solo la comunità scientifica, ma anche quella dei medici e dei pazienti.
Negli altri paesi europei le vendite si dividono tra le due tipologie di farmaci al 50% in Italia il generico non supera il 20% dei consumi totali .

Perché?
Il capo del laboratorio di Politiche Regolatorie presso l’istituto “ Mario Negri ” di Milano è convinto che la prima ragione sia l’infelice traduzione dall’inglese “ generic ” nel mondo anglosassone significa senza marca, da noi generico significa invece qualcosa senza precise caratteristiche e che si presta a più usi.
Un’immagine davvero poco attraente. Il farmaco equivalente deve superare i medesimi test e deve presentare gli stessi requisiti di qualità del medicinale originatore.

Risparmio
Alla domanda- perché scegliere l’ equivalente?
La risposta dovrebbe essere semplice, il risparmio. Il farmaco di marca ha costi totalmente diversi, in quanto il lancio e la ricerca scientifica incidono notevolmente sul prezzo finale, costo che il generico non deve ammortizzare. Sulle basi di questo dato di fatto, è stato approvato alla Commissione Bilancio del Senato un emendamento alla spending review per incentivare l’ uso dei farmaci generici, in cui si stabilito che- il farmacista è tenuto sempre a sostituire la specialità medicinale con l’equivalente ad un prezzo più basso a meno che il medico non abbia espressamente indicato nella ricetta la non sostituibilità o salvo richiesta del paziente. L’emendamento prevede inoltre, che- il medico è tenuto ad indicare nella ricetta del Servizio Sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. Inutile dire che tutto questo abbia sollevato consistenti polemiche, i primi a sollevarsi contro il nuovo tentativo di spingere il mercato verso i generici sono stati gli imprenditori del farmaco, le dichiarazioni di Farmaindustria sono state corpose, hanno parlato di tentato omicidio dell’ industria farmaceutica, non si sono fatte attendere le risposte di Fimming, Snami, Smi, Federfarma e Fofi.

Nella posizione opposta Giorgio Foresti di Assogenerici , secondo il quale non dovrebbe essere un mistero che nel resto d’ Europa, costino molto meno che in Italia in quanto non esiste il monopolio del farmaco di marca. Tornando al fulcro della nostra discussione i cittadini spendono 770 milioni di euro per coprire la differenza di prezzo tra l’ equivalente e il farmaco di marca a brevetto scaduto. Il Servizio sanitario risparmierebbe oltre 440 milioni di euro l’anno.

F.B. Fumarola

PARTNERSHIP: FOFI, FEDERFARMA, FONDAZIONE FRANCESCO CANNAVÒ E UTIFAR PER COSMOFARMA

ECONOMIA di

Nasce quest’anno un’unione strategica per dare forza e risalto a Cosmofarma, manifestazione di rilievo ed importanza europea dedicato al mondo della farmacia.

 L’unione tra UTIFAR, Unione Tecnica Italiana Farmacisti, libera associazione atta a sviluppare la specializzazione tecnico-scientifica del farmacista, FOFI, Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiana, ente pubblico che coordina l’attività del farmacista, Federfarma , Federazione Nazionale che rappresenta le farmacie nazionali convenzionate col servizio sanitario, La Fondazione Francesco Cannavò che opera nell’ambito della formazione dei professionisti, UNIFAR, Unione Tecnica Italiana Farmacisti nata nel 1957 per promuovere la specializzazione tecnico-scientifica del Farmacista impegnata eticamente e culturalmente al fianco dei farmacisti italiani, fornirà un enorme valore aggiunto e consoliderà il valore acquisito negli anni di questa importante manifestazione.

Tutto questo è stato annunciato il 10 gennaio 2020 in occasione della conferenza stampa tenutasi presso l’ordine dei Farmacisti di Milano, da BOS, Bologna Fiere Cosmpoprof –Senafi.

Nasce quindi la volontà di inserire in maniera considerevole COSMOFARMA nel panorama delle fiere internazionali di settore.

Roberto Valente, consigliere delegato di BOS Srl ci dice che nel 2020 il Cosmofarma continuerà sul passo degli anni precedenti, ci sarà una crescita ancor maggiore data l’importanza del focus principale la Formazione professionale.  Nel 2019 è stato registrato un aumento del 7% dei visitatori ed oltre 400 espositori.

Gianfranco Ferilli, Amministratore Delegato di BOS è convinto che questa collaborazione darà un enorme slancio e visibilità alla manifestazione.

F.B Fumarola

F.B. Fumarola
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