GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Le città dopo la pandemia: come ci ha cambiati la crisi del covid-19

SOCIETA' di

Tedesco: «Le amministrazioni locali dovranno fin da subito dimostrarsi flessibili e dinamiche per adattarsi alla nuova realtà»

Questo anno e mezzo di emergenza pandemica ha stravolto la vita di tutti. La necessità di fronteggiare la diffusione del virus ha cambiato il nostro modo di vivere: prima il confinamento domestico – il lockdown– che ha caratterizzato la fase iniziale dell’emergenza; quindi la limitazione degli spostamenti; poi il coprifuoco e lo smartworking; infine, purtroppo, la chiusura di numerose attività, soprattutto commerciali, con conseguenze drammatiche anche per la semplice sopravvivenza di molte persone che si sono ritrovate senza lavoro. Continue reading “Le città dopo la pandemia: come ci ha cambiati la crisi del covid-19” »

Giuseppe Saccà nominato CEO di 302 ORIGINAL CONTENT

ECONOMIA di

Prende il posto di Piero Crispino che lascia la guida della società dopo vent’anni di successi

Piero Crispino, CEO e co-fondatore di 3zero2tv, divenuta nel maggio 2021 sotto la sua direzione 302 Original Content – società di produzione di contenuti originali del gruppo internazionale EMG – lascia dopo 20 anni la guida della società per la quale ha firmato importanti successi, nazionali e internazionali

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Amatrice la Croce rossa consegna l’auditorium della Laga

SOCIETA' di

Fin dalle prime ore dopo il sisma che ha colpito Amatrice e il Centro Italia nel 2016, l’impegno della Croce Rossa Italiana non ha conosciuto sosta: dal soccorso alla costituzione di una specifica unità, unica nel suo genere, che in questi anni ha realizzato diverse strutture nelle zone colpite, contribuendo alla vera e propria ricostruzione del territorio.

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Imprese, Confimea: disponibili a fornire il know-how delle nostre imprese in Liberia

ECONOMIA di

Durante l’evento dal titolo “Per la creazione delle sinergie tra gli imprenditori italiani e gli imprenditori del bacino del Mar Mediterraneo” organizzato da Confimea Mediterraneo e che ha sancito l’Agreement di Confimea mediterraneo con la Repubblica della Liberia, il Presidente di Confimea Roberto Nardella, si dice soddisfatto dell’opportunità che questo rappresenterà per le imprese italiane.

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Impresa, Nardella: con Confimea Mediterraneo per scambi internazionali

ECONOMIA di

Roma 27 Lug.-” Confimea Imprese, per le sue imprese associate, crea Confimea Mediterraneo: un nuovo modo di fare scambi internazionali sulla Regione del Mediterraneo che, per peso ed economia, è la più grande al mondo. Il 27 luglio Confimea ha ospitato a Roma il Ministro degli Esteri e il Ministro dell’Agricoltura della Repubblica della Liberia per firmare l’accordo di sinergia per una nuova internazionalizzazione, basata sulla formazione, la cultura d’impresa e sulla storia dei due paesi. Senza questo non si potrà avere uno scambio tra i paesi serio e duraturo.” Così in una nota il Presidente di Confimea Imprese Roberto Nardella.

Caso Navalny: Mosca accusa la Germania di aver inscenato tutto

ASIA PACIFICO di

In questi giorni il caso Alexey Navalny è saltato nuovamente agli onori della cronaca. Dal 6 al 9 luglio 2021, infatti, si è tenuta la 97a sessione del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), dove è stata presentata anche la bozza relativa al caso del blogger. Continue reading “Caso Navalny: Mosca accusa la Germania di aver inscenato tutto” »

Smart Rent 24

Da ParkinGO e RentalPlus nasce Rent Smart 24

ECONOMIA di
Rent Smart 24 è il nuovo noleggio auto nato dalla partnership tra il gruppo ParkinGO e RentalPlus. Un progetto tutto italiano che mira a cambiare i paradigmi dell’autonoleggio.

Nel nome, Rent Smart 24, già un primo riferimento ad uno dei punti di forza del nuovo brand: la possibilità di prendere e riconsegnare il veicolo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Nessuna corsa contro il tempo quindi e nessun rischio che il cambiamento dei propri piani possa costare più dell’intero noleggio. Con Rent Smart 24 il cliente può finalmente organizzare il proprio viaggio senza il limite di presa e riconsegnadell’auto.

Da ParkinGO e RentalPlus il nuovo autonoleggio prende in dote una rete di location in tutta Italia e nei principali aeroporti della Penisola. Gli aeroporti di Milano, Linate,Malpensa e Bergamo, quelli di Roma, Fiumicino e Ciampino, ma anche tante città turistiche come Venezia, Cagliari, Olbia, Bari e Brindisi.

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Jihadismo nel Sahara: «Una seria minaccia alla sicurezza del Marocco»

AFRICA di

 Nel novembre del 2020 il Fronte Polisario, ha fatto sapere al governo marocchino di Re Mohamed VI la sua intenzione di riprendere la lotta armata per ottenere l’indipendenza del Sahara dal Marocco. A dare l’annuncio è stato un giovane membro del Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro, tale Salmi Gailani, giovane marocchino, che da anni risulta residente in Spagna, il quale spiega che i motivi per i quali il Fronte Polisario intende riprendere la lotta armata sono riconducibili ad una violazione messa in atto dal governo di Rabat sugli accordi internazionali riguardanti il Sahara.

Nel 1991 infatti tramite la mediazione delle Nazioni Unite, venne firmato un accordo per far cessare tra il Marocco e il Fronte Polisario, il quale dal 1973 aveva dato il via ad una vera e propria strategia di guerriglia per ottenere l’indipendenza da: Marocco, Spagna e Mauritania; in tutto questo molto probabilmente godeva del sostegno del governo della vicina Algeria, la quale di fatto forni al Fronte Polisario una base operativa nell’area occidentale del paese, più precisamente a Tindouf, nella parte occidentale dell’Algeria. L’interesse dell’Algeria a questa situazione era molto probabilmente riconducibile alle grandi risorse energetiche presenti nell’area sahariana, la quale è molto ricca di materie prime come per esempio il fosfato. Con questo cessate il fuoco, le Nazioni Unite promisero al Fronte Polisario che presto sarebbe stato indetto un referendum per determinare o meno la nascita della Repubblica Democratica del Sahara, cosa che in trent’anni non è mai avvenuta. Il Marocco tuttavia non rispetto mai gli accordi presi nel 1991. Nell’ottobre dello scorso anno, la popolazione sahariana blocco dei camion che stavano transitando a Guerguerat, area di confine tra il Sahara occidentale e la Mauritania, il governo marocchino si serviva di quest’area per importare le proprie merci verso gli altri paesi africani. In seguito al blocco messo in atto dai manifestanti sahariani, il governo marocchino decise di inviare l’esercito per risolvere la situazione. La presenza dell’esercito non fece altro che causare un ulteriore dissenso nell’area; inoltre in seguito a questa risposta, il Marocco si è reso autore di una violazione degli accordi stipulati nel 1991, nei quali è specificato il divieto dell’utilizzo di forze militari da parte di entrambe le parti. L’attuale sovrano del Marocco Re Mohamedd VI ci tenne a fare sapere la volontà del governo marocchino di mantenere gli accordi presi nel 1991, tuttavia ha ribadito la sua volontà di intervenire militarmente, qualora il Fronte Polisario dovesse tornare a costituire nuovamente una minaccia per la sicurezza del paese. A fornire un’altra valida spiegazione su questa nuova tensione è stato il Professore Jacob Mundy dell’Università di Colgate, il quale dichiarò che«Nel 2016 il Marocco ha cercato di aprire la strada che collega l’ultimo posto di blocco al confine con la Mauritania, che passa attraverso il muro difensivo, nella “zona cuscinetto” dell’Onu e tecnicamente sotto il controllo del Polisario anche se la loro presenza amministrativa è stata minima. Il Polisario si è fortemente opposto a questa costruzione vista come sforzo marocchino per ribadire la propria presenza e di fatto per aumentare il commercio tra il Marocco, il Sahara Occidentale occupato e l’Africa occidentale. Lo spazio tra l’ultimo posto di blocco marocchino, il muro militare e poi il primo posto di blocco mauritano, dall’altra parte, si chiamava “terra di nessuno” perché era abbastanza pericolosa da attraversare per via delle mine. Gli accordi Onu vietano questo tipo di progetti di infrastrutture. Per il Fronte la cosa insostenibile è stata che cadesse in una sua parte di territorio» . Lo stesso Gailani annunciò che di fatto i governi spagnolo e marocchino, cosi come le Nazioni Unite, avevano del tutto dimenticato l’esistenza del Fronte Polisario, il quale per la ripresa di questo conflitto sta raccogliendo il consenso anche di molti giovani, molti dei quali residenti all’estero, i quali potrebbero fare ritorno in patria per aderire alla causa sahariana. La questione della ripresa dei conflitti sulla questione sahariana dovrebbe essere presa seriamente dal mondo occidentale e dalle Nazioni Unite, in quanto c’è il forte rischio che gruppi terroristici di matrice jihadista potrebbero infiltrarsi all’interno del Fronte Polisario. Tutto ciò sarebbe oltremodo favorito dalla vicinanza del Sahara con due paesi nei quali negli ultimi anni è stata riscontrata una forte presenza di gruppi jihadisti ovvero: il Mali e la Mauritania. In questi paesi risulterebbe attiva un organizzazione terroristica legata ad Al Qaeda, meglio conosciuta come AQMI (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) organizzazione nella quale sono confluiti molti membri del Fronte Polisario subito dopo la fine delle ostilità col governo marocchino. Con la ripresa del conflitto non è da escludere che molti ex membri del Fronte Polisario potrebbero rientrare nel paese per sostenere la causa sahariana, tuttavia sarebbe da verificare la disponibilità dell’AQMI ad impegnarsi attivamente la causa sahariana, in quanto l’alleanza con il Fronte Polisario gli garantirebbe la possibilità di installare basi in Marocco. Dall’altra parte, il Fronte Polisario guadagnerebbe molto dal punto di vista della visibilità e dell’ideologia . Inoltre nell’ultimo periodo anche l’ISIS ha manifestato il proprio interesse alla questione del Sahara. Nel 2018 l’allora leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Bagdadi, affiliò allo Stato Islamico diversi gruppi jihadisti presenti sul territorio africano, tra questi vi è l’ISGS – Islamic State in the Greater Sahara, alla cui guida vi è l’emiro Adnan Abu Walid al-Sahrawi, un sahariano, che durante gli anni del conflitto tra il Fronte Polisario e il governo marocchino, fece parte dell’ Esercito popolare di liberazione saharawi, il braccio armato del Fronte Polisario. Dopo il cessate il fuoco stipulato tra quest’ultimo e il governo marocchino, al-Sahrawi trascorse molto tempo tra in Mali, luogo nel quale molto probabilmente prese contatto con gruppi jihadisti presenti nel paese. Lo Stato Islamico del Grande Sahara, potrebbe costituire una grave minaccia per la sicurezza internazionale e per il paese marocchino, in quanto stiamo parlando di un organizzazione che negli ultimi anni ha accolto nei propri ranghi molti seguaci, inoltre ha già dimostrato una certa abilità anche nel compiere attentati terroristici, tra i più clamorosi vi è quello messo in atto dalla formazione jihadista nel villaggio di Togo Togo in Niger, in questo attentato vennero uccisi anche dei militari degli Stati Uniti d’America. Senza contare che il gruppo jihadista in accordo col Fronte Polisario, potrebbe scegliere di mettere in atto numerosi attentati terroristici contro il governo marocchino al fine di ottenere l’obbiettivo prefissato, ossia l’indipendenza del Sahara . Giuseppe Giliberto

L’analisi e il monitoraggio del rating finanziario e bancario

ECONOMIA di

Come noto la concessione, l’ampliamento o il rinnovo di un finanziamento da parte del sistema bancario e finanziario si fonda sulla valutazione del merito creditizio dell’impresa, fase cruciale nel quale dal sistema bancario viene definito il rating bancario dell’azienda.

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