Le Olimpiadi in Giappone rischiano un nuovo posticipo

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Le Olimpiadi di Tokyo si svolgeranno regolarmente nonostante lo stato di emergenza provocato dal COVID-19.

A sole nove settimane dall’inizio dei Giochi, il Comitato Olimpico Internazionale (IOC) ha cercato di placare i timori secondo cui l’evento rappresenterebbe un peso ulteriore per il sistema medico giapponese, già messo a dura prova dalla pandemia.

Dopo essere già state posticipate di un anno, le Olimpiadi rappresentano un evento sportivo atteso in tutto il mondo.  Il presidente francese Emmanuel Macron, il cui paese ospiterà i Giochi nel 2024, ha annunciato di partecipare alla cerimonia di apertura a Tokyo.

Nonostante la spinta mediatica e l’entusiasmo dei fan, l’evento non può non affrontare una crescente opposizione da parte del pubblico. In un sondaggio della società Reuters pubblicato venerdì, quasi il 70% degli intervistati ha affermato di volere una cancellazione o un ulteriore rinvio.

Alla domanda se le Olimpiadi andrebbero avanti anche se Tokyo è in stato di emergenza, il vicepresidente dell’ IOC, John Coates che sovrintende ai preparativi, ha ribadito: “Assolutamente sì”, aggiungendo che “tutti i piani che abbiamo in atto per proteggere la sicurezza degli atleti e del popolo giapponese si basano sulla previsione delle peggiori circostanze possibili”.

Coates, che ha parlato in una conferenza stampa al termine dell’incontro, ha affermato che oltre l’80% dei residenti del Villaggio Olimpico sarà vaccinato prima del 23 luglio, quando inizieranno le Olimpiadi.

Ha aggiunto che il personale medico aggiuntivo farà parte delle delegazioni olimpiche straniere per supportare le operazioni mediche e l’attuazione di tutte le misure di prevenzione da COVID-19.

Finora il Giappone ha vaccinato solo il 4,1% della sua popolazione, il tasso più basso tra i paesi ricchi e solo circa la metà del suo personale medico ha completato le vaccinazioni.

A differenza di altre nazioni del G7 che stanno cominciando a porre fine alle misure di blocco contro la pandemia, il Giappone rimane ancora paralizzato da una quarta ondata di infezioni.

Coates ha affermato che la priorità è di “garantire che i Giochi siano sicuri per tutti i partecipanti e per tutto il popolo giapponese”. Per ridurre al minimo il rischio di infezioni, gli organizzatori hanno ridotto il numero di persone che partecipano alle Olimpiadi come parte delle delegazioni straniere, passando da circa 180.000 a 78.000.

Allo stato attuale, sono state predisposte misure di sicurezza che fanno affidamento su 230 medici e 300 infermieri al giorno. Inoltre, circa 50.000-60.000 test di coronavirus saranno effettuati ogni giorno.

“Vogliamo assicurarci di mettere al sicuro il personale medico in un modo che non graverà sui servizi medici locali”, ha detto Hashimoto, a capo dell’organizzazione dei Giochi.

Intanto, proprio a causa dei timori per il coronavirus, molte delegazioni straniere si stanno ritirando dai campi di addestramento pre-olimpici messi a disposizione dal Giappone, tra cui la squadra di nuoto canadese e la squadra di atletica leggera degli Stati Uniti.

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