UE – Turchia, dall’agenda positiva all’incidente diplomatico

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Il 6 aprile il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si sono recati ad Ankara per incontrare il presidente turco Erdogan e discutere delle relazioni tra Unione europea e Turchia. Al centro dell’incontro vi sono stati lo stato di diritto e i diritti umani, nonché la Convenzione di Istanbul e le relazioni economiche tra le parti. Dopo gli ultimi passi falsi della Turchia in tali ambiti, il Consiglio europeo ha voluto rilanciare i rapporti tra Ankara e Bruxelles con un’agenda positiva, ma non sono mancati incidenti diplomatici che hanno dato luogo a dibattiti: nella stanza dove si è tenuto l’incontro non era stata predisposta una sedia per la presidente della Commissione europea, che si è dovuta sedere su un divano più distante. Nonostante il vertice sia andato piuttosto bene, questo episodio ne ha oscurato il contenuto e ha mostrato la debolezza dell’Unione europea, interna ed estera.

Le relazioni tra Unione europea e Turchia

Le relazioni tra UE e Turchia sono da sempre altalenanti, con periodi più tesi e periodi più favorevoli alle relazioni tra le parti. Nell’ultimo anno, vi sono stati notevoli momenti di tensione per vari motivi, dalla questione delle esplorazioni delle navi di Ankara nelle acque greche e cipriote, frutto delle ambizioni di Erdogan nel Mediterraneo orientale, alla questione migratoria e all’uscita dalla Convenzione di Istanbul, ulteriore schiaffo ai diritti umani. Per questo motivo, in occasione della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo del 25 marzo, è stato programmato l’incontro tenutosi il 6 aprile scorso: Charles Michel ha riconosciuto l’interesse strategico dell’Unione europea ad avere un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale, nonché relazioni positive e vantaggiose con la Turchia. Anche l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Josep Borrell, ha sottolineato più volte la necessità di un negoziato “graduale, proporzionale e reversibile” con la Turchia.

Obiettivi e risultati

Al centro del bilaterale vi sono state le principali questioni del rapporto tra UE e Turchia: Convenzione di Istanbul, lo stato di diritto, i diritti umani, i legami economici e le relazioni commerciali e, non da ultimo, la questione migratoria ed il rinnovo dell’accordo di marzo 2016 sui rifugiati siriani. Quest’ultimo punto era la vera priorità dell’UE: l’accordo è volto a bloccare il flusso migratorio di rifugiati siriani in Europa e prevede l’impegno europeo per circa sei miliardi di euro. Ankara, in questi anni, ha accolto circa quattro milioni di rifugiati siriani e continuerà a farlo, ma ha chiesto alle istituzioni europee un aumento dei fondi previsti. L’Unione europea ha risposto positivamente, dunque ha finanziato e finanzierà l’assistenza ai profughi bloccati in Turchia anche con un aumento dei fondi; in aggiunta, vuole puntare sui progetti di cooperazione e assistenza anche per i rifugiati siriani presenti in Libano e Giordania.

In seguito, è stato affrontato il tema dei diritti umani: la decisione del governo turco di fare un passo indietro ed abbandonare la Convenzione di Istanbul per la prevenzione sulla violenza sulle donne ha dato luogo a molte critiche in Europa e non solo. I leader europei hanno mostrato la loro “profonda inquietudine” per gli ultimi sviluppi in Turchia, anche per quanto concerne la libertà di parola, gli attacchi ai partiti politici di opposizione e ai media. “Lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali sono valori fondamentali dell’UE” ha affermato Michel.

In definitiva, il confronto è stato definito “franco e aperto”: è emersa la volontà di costruire con Ankara un’agenda positiva e rafforzare i rapporti economici. I leader europei ritengono di fondamentale importanza la recente distensione delle relazioni che va sostenuta e rafforzata attraverso un percorso comune, basato su cooperazione economica, immigrazione, contatti interpersonali e mobilità. Charles Michel e Ursula Von der Leyen hanno fatto importanti passi in avanti verso la Turchia di Erdogan, con l’auspicio che il presidente turco colga questa opportunità.

Per dar seguito a quanto affermato, al Consiglio europeo di giugno verranno valutati i progressi fatti e i passi avanti compiuti dalla Turchia, al fine di monitorare le relazioni passo dopo passo.

L’incidente diplomatico

Nella stanza dove si è tenuto l’incontro, non è stata predisposta una sedia per la presidente della Commissione europea, che si è dovuta sedere su un divano più distante. Nonostante il vertice sia andato piuttosto bene, questo episodio ne ha oscurato il contenuto e ha mostrato la debolezza dell’Unione europea, interna ed estera, portando alla luce diverse questioni: il sessismo e la mancanza di rispetto nei confronti della leader Von der Leyen, la scarsa attenzione nei confronti dei capi delle istituzioni europee da parte dei leader stranieri, la difficoltà di collaborazione tra le istituzioni dell’Unione europea. Se è vero che lo staff del presidente turco non ha predisposto la sedia per la Von der Leyen, è altrettanto vero che Charles Michel non ha agito in favore della Presidente della Commissione, lasciando che si sedesse in disparte, di fronte al ministro degli Esteri turco. Secondo il protocollo ufficiale, il presidente del Consiglio Michel ricopre una carica più alta rispetto a quella della Commissione nell’ambito della rappresentanza esterna, tuttavia, per prassi, nessun leader ha mai trattato la Von der Leyen come se fosse di grado inferiore.

Agli occhi di chi ha osservato questa scena, quindi, tale incidente diplomatico non è stato altro che un sintomo del sessismo che le leader donne subiscono in politica ad ogni livello: sessismo così grave ed evidente che ha in parte oscurato il contenuto del vertice. Il portavoce della Von der Leyen ha affermato che la presidente “chiaramente è rimasta sorpresa, lo si vede nel video, ma ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, per poi aggiungere “Non so se Erdogan abbia voluto far passare un messaggio di qualche tipo ieri, ma quello che a noi interessa è stato far passare il nostro messaggio”: vale a dire fare avanzare un processo politico fra l’Ue e la Turchia, sul rispetto dei diritti umani.

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