Negoziando, cassetta degli attrezzi per classi dirigenti

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“Negoziando, cassetta degli attrezzi per classi dirigenti” di Francesco Tufarelli e Cristiano Zagari, un libro importante per comprendere l’importanza dell’arte del negoziato, presente nella vita quotidiana di ognuno di noi arriva ad essere fondamentale nelle relazioni tra stati.

In origine, i negoziati venivano condotti in pubblico, in rispetto allo spirito democratico greco; fu soltanto con il dominio macedone che divennero segreti. Con l’avvento dell’Impero Romano, il negoziato si affinò: furono, infatti, fissate delle scadenze precise e l‘accordo da onorare cominciò ad assumere un carattere sacro. In realtà, il rispetto di tali canoni era dovuto soprattutto alla posizione di forza da cui i romani negoziavano. In coincidenza col declino della potenza romana i successori di quell’impero, i bizantini, dovettero reimpostare il loro modo di relazionarsi e di trattare.

 

I bizantini crearono la tattica di rappresentazione del potere, oggi conosciuto modernamente come bluff: con grande frequenza si organizzavano in quel di Costantinopoli parate militari caratterizzate dalla loro bellezza e dallo scrupoloso rispetto del cerimoniale, il tutto avveniva in una cornice di palazzi imponenti e bellissimi. In realtà l’esercito bizantino non era un esercito numeroso ma riusciva ad apparire tale facendo sfilare gli stessi soldati più volte ma con uniformi sempre diverse.

L’illusione non sarebbe stata perfetta se i bizantini non avessero fatto pieno uso di ambasciatori esperti presso le varie corti straniere: allora, il poter vantare un discreto numero di ambasciatori in giro per il mondo, oltre a garantire preziose informazioni, era un modo per poter dire: «Siamo così prosperi da poterci permettere anche il mantenimento di ambasciatori in terra straniera».

Buona parte delle pratiche bizantine importate in Italia dai navigatori veneziani, furono poi implementate soprattutto a Firenze verso la fine del Medioevo. Il giovane stato fiorentino, infatti, in coincidenza con il declino dell’autorità papale dovette trovare il modo di sopravvivere in un periodo di forte instabilità geopolitica. La mancanza di alleati sicuri portò la città gigliata a perseguire accordi a breve termine e a coniare la teoria dell’inganno come ricorda l’opera di Niccolò Machiavelli “Il Principe”.

In realtà la parentesi italiana ebbe, il merito di dare vita ai primi enti giurisdizionali in ambito di dissidi commerciali tra stati. Nel XVII secolo allo stile negoziale italiano subentrerà lo stile negoziale francese del Cardinale de Richelieu. L’uomo in rosso rivoluzionò il negoziato abbandonando la prospettiva di guadagno immediato per sposare, invece, una prospettiva di lungo termine e durevole. Richelieu imporrà numerosi testi e trattati in cui il negoziato sarà definito in tutti i suoi particolari sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista etico. In altre parole, stavano nascendo l’idea della diplomazia e la figura del diplomatico.

Tra il diciassettesimo secolo e il diciannovesimo emergeranno figure di negoziatori straordinarie (anche se va precisato che, per buona parte di loro, il cosiddetto slancio etico invocato da Callières faticherà a emergere. Tra gli altri due grandi politici e diplomatici come Lord Palmerston in Gran Bretagna e Maurice de Talleyrand Périgord in Francia.

La Grande Guerra, la Rivoluzione russa e la crisi economica degli anni ‘30 cambieranno sensibilmente le relazioni tra stati e, di conseguenza, gli approcci negoziali.

Trotsky, ad esempio, utilizzerà la pace di Brest-Litovsk tra Russia e Germania per esportare la lotta di classe a Berlino e aizzare l’opinione pubblica internazionale. Hitler, invece, sfrutterà il negoziato per guadagnare il tempo necessario per riarmare il suo paese. Col secondo dopoguerra, il negoziato tornò a operare nelle sue forme più convenzionali anche a causa della congiuntura vigente di equilibrio forzato dal deterrente nucleare e dall’equilibrio bipolare. La situazione cambierà in parte in coincidenza con la caduta del muro di Berlino e la conseguente fine della Guerra fredda.

 

Gli Autori

Francesco Tufarelli

Direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, già Capo di gabinetto del Ministro per gli Affari europei e del Ministro per i beni culturali. É stato Direttore Public affairs di Sky Italia e Segretario Generale dell‘ACI. Dal 2006 al 2010 è stato Componente della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Insegna Diritto Europeo e Scienza dell’Amministrazione, presiede il Centro Studi “La Parabola”.

Cristiano Zagari

Esperto di tematiche negoziali europee e di posizionamento territoriale a livello internazionale. Ha collaborato su tali temi con le istituzioni europee, governo italiano, enti locali, Nato Defence College, Sky Italia e Coni. Docente sul tema presso Istituti universitari e scuole di formazione per la Pubblica

2 Comments

  1. scusate per la domanda fatta in precedenza, ora ho ascoltato tutto il video ed ho ricevuto la risposta. grazie

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