Attacco in Congo, morto l’ambasciatore italiano Luca Attanasio

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L’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e un carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, sono morti nel corso di un attacco ad un convoglio delle Nazioni Unite nel parco dei Virunga, ad est del Paese africano. Tra le vittime, anche l’autista Musapha Milambo.

 

L’attacco al conguaglio delle Nazioni Unite

La delegazione era partita da Goma, in pieno parco dei Virunga, ed era diretta in visita ad un programma di alimentazione scolastica del World Food Program (WFP) a Rutshuru, come parte di un convoglio della missione di peacekeeping Onu Monusco, che dal 2010 opera per la stabilizzazione della RDC. Secondo un portavoce del Parco nazionale, l’attacco è avvenuto alle 10.15 ora locale — le 9.15 italiane — presso la località di Kanyamahoro, a pochi chilometri a nord di Goma, con l’obiettivo di sequestrare personale Onu. La strada in cui è avvenuto l’attacco era stata ritenuta “sicura” e quindi senza necessità di scorta.

Dall’inizio della missione Onu, 93 dei suoi componenti sono rimasti uccisi, a testimonianza della pericolosità del territorio in cui questa è chiamata ad agire. Appena una settimana fa, dieci civili sono stati massacrati in una località limitrofa, portando a cinquanta il numero dei civili uccisi nella provincia congolese del Nord Kivu nell’ultimo mese, secondo quanto dichiarato dall’Agenzia francese AFP. Sono numerosi, infatti, i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco.

Attanasio è il secondo ambasciatore europeo ad essere ucciso nella Repubblica Democratica del Congo: nel gennaio 1993 l’ambasciatore francese Philippe Bernard perse la vita durante una rivolta nella capitale Kinshasa.

 

Chi era Luca Attanasio

Riconfermato il 31 ottobre 2019, in qualità di ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato a Kinshasa, Attanasio era nato a Saronno, in provincia di Varese, nel 1977 ed era in Congo dal 5 settembre 2017, quando fu nominato capo della missione italiana in loco. Prima dell’assunzione dell’incarico nella RDC, Attanasio aveva rappresentato lo Stato italiano in Marocco, Nigeria e Svizzera. Dopo essere rientrato alla Farnesina nel 2013, come Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali, era tornato in Africa nel 2015, in qualità di primo consigliere presso l’ambasciata d’Italia ad Abuja, in Nigeria. 

 

«Missione pericolosa ma dare esempio»

Lo scorso ottobre era stato insignito del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2020: un premio che riconosceva “il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli” e “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà“. Il riconoscimento era stato condiviso con la mogle, Zabia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia” che opera nelle aree più difficili della Repubblica democratica del Congo, lavorando con bambini e giovani madri. “Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini“, aveva spiegato in quella occasione Zakia. “È necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di ridisegnare il mondo“.

Quella dell’ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l’esempio”. Erano queste le parole che l’ambasciatore Luca Attanasio rilasciò in occasione del ricevimento del premio da parte dell’associazione culturale “Elaia”.

In Congo – proseguiva Attanasio – parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio”.

 

Dolore e sgomento in Italia e in Europa

In un comunicato, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di rientro in urgenza dal Consiglio Affari Esteri di Bruxelles, ha chiarito che “non sono ancora chiare le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto”, ricordando che la procura di Roma ha aperto un’indagine per sequestro di persona e terrorismo. Seguono le parole dell’Alto Rappresentante UE Josep Borrell:”Con tutti i ministri degli Esteri Ue, abbiamo espresso la nostra vicinanza al ministro Luigi Di Maio e all’Italia, per la morte di tre persone nella Repubblica Democratica del Congo, fra cui l’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Restiamo determinati a continuare a combattere contro ogni violenza nella regione”.

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