Il piano Hera incubator per un’UE pronta alla crescente minaccia delle varianti

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L’Unione europea deve fare i conti con nuove minacce, già presenti o che si profilano all’orizzonte: fra queste, la comparsa e il moltiplicarsi delle varianti del Covid-19 che si stanno sviluppando e diffondendo in Europa e nel mondo. A tal fine, il 17 febbraio, la Commissione europea ha proposto un’azione immediata tramite il Piano europeo di preparazione alla difesa biologica contro le varianti del Covid-19, denominato “Hera Incubator”. Il piano sarà finalizzato ad individuare le nuove varianti, incentivare lo sviluppo di vaccini adattati e nuovi, accelerarne il processo di approvazione ed aumentare la capacità produttiva. Attualmente i vaccini autorizzati sono considerati efficaci per le varianti note, tuttavia, l’Unione europea deve essere pronta e preparata rispetto alla possibilità che future varianti siano resistenti ai vaccini esistenti. In definitiva, l’UE è chiamata ad agire, compensando i ritardi riscontrati in altre fasi dell’emergenza nonché fronteggiando le difficoltà emerse nella sua gestione.

L’evoluzione della strategia dell’UE sui vaccini

La strategia dell’Unione europea sui vaccini, frutto di un accordo tra la Commissione europea e gli Stati membri, ha permesso di accedere a 2,6 miliardi di dosi nell’ambito del più ampio portafoglio mondiale di vaccini contro il Covid-19. A meno di un anno di distanza dalla comparsa del virus in Europa, in tutti gli Stati membri dell’UE sono state avviate le vaccinazioni: si tratta di un risultato notevole, tuttavia, al contempo, si riscontrano numerose difficoltà nella gestione della campagna vaccinale europea, a cui si aggiunge la comparsa di nuove varianti del virus.

Quanto alle criticità riscontrate nella produzione dei vaccini, al fine di rafforzare la capacità produttiva in Europa, risulta essere necessaria una cooperazione pubblico-privato molto più stretta, integrata e strategica con l’industria. In quest’ottica la Commissione ha istituito una task force per l’aumento della produzione industriale di vaccini contro il Covid-19, per individuare le criticità e contribuire a rispondervi in tempo reale. Inoltre, al fine di fornire una risposta collettiva europea mirata ed immediata, la Commissione ha annunciato un nuovo piano per fronteggiare la comparsa di nuove varianti del virus.

Il piano “Hera Incubator”

Implementare azioni chiave per migliorare la preparazione, sviluppare vaccini per le varianti di Covid-19 e aumentare la produzione industriale: questo l’obiettivo del Piano europeo di preparazione alla difesa biologica contro le varianti del Covid-19, denominato “Hera Incubator”, annunciato dalla Commissione europea il 17 febbraio per fronteggiare la nuova fase dell’emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19, vale a dire quella della scoperta di nuove varianti del virus nonché delle nuove sfide correlate all’aumento della produzione dei vaccini.

Il Piano prevede la collaborazione tra ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori e autorità pubbliche nell’UE e a livello mondiale. In primo luogo, al fine di individuare, analizzare e valutare le varianti, sarà necessario lo sviluppo di test specializzati nonché il sostegno al sequenziamento del genoma negli Stati membri con finanziamenti per almeno 75 milioni di €; la Commissione europea mira, inoltre, ad intensificare la ricerca e lo scambio di dati sulle varianti stanziando ulteriori 150 milioni di €. In secondo luogo, l’UE sarà chiamata ad attuare la velocizzazione delle procedure di approvazione dei vaccini mettendo a punto un meccanismo di approvazione accelerata. Infine, sarà altresì necessario aumentare la produzione dei vaccini, aggiornando gli accordi preliminari di acquisto, stipulandone nuovi e collaborando strettamente con i produttori.

Le azioni annunciate dalla Commissione europea andranno ad integrare la cooperazione globale nell’ambito dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e le altre iniziative su scala mondiale in tema di vaccini. Esse serviranno, inoltre, a preparare il terreno all’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, HERA, la quale costituirà una struttura permanente operante nel settore.

Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen

“La nostra priorità è fare in modo che tutti gli europei abbiano accesso quanto prima a vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19. La comparsa di nuove varianti del virus è molto rapida e dobbiamo essere ancora più veloci nell’adattare la nostra risposta” queste le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annunciando le nuove misure nell’ambito del piano Hera Incubator. Quest’ultima, pochi giorni prima, nell’ambito di una riunione plenaria del Parlamento europeo, parlando dello stato della campagna vaccinale in Europa e delle difficoltà riscontrate nelle ultime settimane nel fornire ai paesi membri sufficienti dosi, aveva dichiarato “Non siamo al punto dove vorremmo essere. Ci siamo mossi in ritardo con le autorizzazioni. Siamo stati troppo ottimisti riguardo alla produzione di massa e forse troppo fiduciosi che quelli che avevamo ordinato sarebbero stati consegnati in tempo”. Ursula von der Leyen ha, dunque, ammesso i ritardi riscontrati nella vaccinazione di massa, ribadendo però la promessa che entro la fine dell’estate il 70% degli adulti sarà vaccinato e sottolineando l’importanza di un impegno collettivo.

In questa nuova fase, dunque, emerge come l’Unione europea voglia riconoscere gli errori compiuti nel passato, imparando da essi ed agendo in maniera preventiva e mirata.

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