L’insediamento Biden-Harris e l’auspicio di una nuova era per le relazioni transatlantiche

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Il giorno dell’Inauguration Day negli Stati Uniti, il Parlamento europeo riunitosi in sessione plenaria, ha affrontato il tema delle relazioni transatlantiche alla luce dell’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris rispettivamente come Presidente e Vicepresidente degli Stati Uniti. Gli europarlamentari hanno affermato che il cambio d’amministrazione rappresenta un’opportunità per rafforzare i legami UE-USA ed affrontare le sfide e le minacce comuni al sistema democratico. L’Unione europea, inoltre, ha accolto con favore la decisione del presidente Biden di firmare l’ordine esecutivo che prevede il rientro degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici in nome di una responsabilità globale collettiva. “Questa nuova alba negli Stati Uniti è un momento che abbiamo atteso a lungo. L’Europa è pronta per un nuovo inizio” queste le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La reazione della sessione plenaria del Parlamento europeo

L’occasione di avviare una nuova era per le relazioni transatlantiche, negli ultimi quattro anni compromesse dall’amministrazione Trump: è questo lo spirito con cui, il 20 gennaio, il Parlamento europeo riunitosi in sessione plenaria, ha accolto l’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris rispettivamente come Presidente e Vicepresidente degli Stati Uniti. Gli europei, invero, si attendono dalla nuova amministrazione statunitense un atteggiamento di collaborazione in ambito internazionale e un rafforzamento delle relazioni UE-USA, basati sul rispetto reciproco e la reciproca comprensione dei vincoli e delle priorità della rispettiva controparte. “Il mondo ha bisogno di un forte rapporto fra Europa e Stati Uniti – ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli -insieme affrontiamo meglio le sfide che il nostro tempo ci presenta: lottare contro la crisi climatica e la perdita della biodiversità, affrontare da un punto di vista radicalmente democratico la trasformazione digitale e combattere le inaccettabili disuguaglianze in aumento”. Il Presidente Sassoli ha poi ricordato gli avvenimenti del 6 gennaio a Capitol Hill, dichiarando che dai quei fatti deriva un’evidenza: “le democrazie sono sistemi fragili, per non spegnerle vanno difese proteggendo il bene comune, con la partecipazione, la trasparenza ed il coinvolgimento dei cittadini”. Ribadendo che l’Unione europea e gli Stati Uniti sono partner naturali con valori e storia condivisi nonché un impegno congiunto di lunga data per lo stato di diritto, i diritti umani e il multilateralismo, Sassoli ha concluso invitando il neopresidente statunitense a recarsi presso il Parlamento europeo per tenere un discorso in sessione plenaria.  

In aula erano presenti anche il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. I due si sono uniti all’auspicio del Parlamento europeo circa l’avvio di una nuova fase di cooperazione transatlantica. “Questa nuova alba negli Stati Uniti è un momento che abbiamo atteso a lungo. L’Europa è pronta per un nuovo inizio. Dopo quattro lunghi anni, finalmente l’Europa avrà un amico alla Casa Bianca” queste le parole di Ursula von der Leyen, la quale ha sottolineato che il cambio di guarda sarà “un messaggio di guarigione per una nazione ferita”. La Presidente della Commissione europea, inoltre, congratulandosi con la prima donna vicepresidente degli Stati Uniti, si è soffermata sull’importanza del suo insediamento per le donne di tutto il mondo. Quanto al commento del Presidente del Consiglio europeo, parlando dinanzi alla plenaria del Parlamento europeo, Charles Michel ha proposto, a nome dell’Unione europea, la concretizzazione di un nuovo patto fondatore tra l’Europa e gli Stati Uniti “per un’Europa più forte, un’America più forte e per costruire insieme un mondo migliore”. Unendosi all’invito di David Sassoli anche Michel ha invitato il Neopresidente Biden in Europa per prendere parte a una riunione straordinaria del Consiglio europeo a Bruxelles che si possa tenere in parallelo ad un vertice Nato.

Il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi sul clima

Nel suo primo giorno di mandato, il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha firmato 17 ordini esecutivi, scardinando alcune delle principali politiche del suo predecessore Donald Trump. Invero, durante le sue prime ore nello Studio Ovale, il nuovo presidente statunitense si è subito impegnato ad invertire l’agenda ambientale del Paese, abbattere le politiche anti-immigrazione, ripristinare gli sforzi federali volti a promuovere la diversità ed incentivare l’adozione di misure di precauzione contro il Covid-19.

Nel dettaglio, uno degli ordini esecutivi firmati da Biden prevede il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi sul clima ed è stato accolto con favore dall’Unione europea: in una dichiarazione congiunta, il Vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, e l’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione, Josep Borrell, si sono congratulati con gli Stati Uniti ed hanno dichiarato che la crisi climatica è la sfida decisiva del XXI secolo e può essere affrontata solo unendo tutte le forze. “L’azione per il clima è la nostra responsabilità globale collettiva” hanno dichiarato Timmermans e Borrell affermando che la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) che si terrà a Glasgow il prossimo novembre sarà un momento cruciale in tal senso.

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