In calo il numero di imprese a partecipazione pubblica in Italia secondo l’Istat

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L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) chiude il 2020 con un interessante studio circa “Le Partecipate Pubbliche in Italia|Anno 2018” del 30 dicembre 2020 che riguarda il numero delle imprese attive partecipate da almeno un’amministrazione pubblica regionale o locale, relativo all’anno 2018. Il panorama economico italiano è, infatti, notoriamente caratterizzato da società partecipate da soggetti pubblici; a tal riguardo, si fa riferimento a due principali categorie: le società a partecipazione pubblicale società a controllo pubblico

In calo il numero delle unità a partecipazione pubblica

Negli ultimi anni, le unità economiche attive a partecipazione pubblica si sono ridotte in maniera considerevole. Dal 2012, infatti, l’Istat conta una flessione del 19.7%. Analizzando la categoria delle partecipate pubbliche, nel 2018, l’Istituto di Statistica ha individuato 8.510 enti partecipati dal settore pubblico, per un totale di 924.068 addetti (persona occupata in un’unità giuridica, come lavoratore indipendente o dipendente). Ciò che emerge dallo studio è un’ulteriore conferma rispetto alla tendenza registrata negli ultimi anni: prendendo come riferimento il 2018, il numero delle unità partecipate si è ridotto del 6.7% a fronte di una crescita degli addetti del 4.4%, rispetto al 2017. Sembra, invece, rimanere stabile rispetto al 2017 la percentuale di società a controllo pubblico, rappresentata dal 53.2%.

Tuttavia, è interessante notare come, tra le imprese a partecipazione pubblica rilevate per l’anno 2018, il 43.5% è costituito da società con forma giuridica a responsabilità limitata, mentre il 30% è costituito da società per azioni e il 18.2% è rappresentato da Consorzi di diritto privato e altre forme di cooperazione tra imprese. Le percentuali più basse di società partecipate pubbliche vengono ricoperte da società cooperative per il 6.1% e da aziende speciali, aziende pubbliche di servizi, Autorità indipendenti ed Enti pubblici economici per il 2.1%.

Inoltre, la quota di partecipazione da parte dei soggetti pubblici è variabile. Le società la cui partecipata pubblica è superiore al 50% (percentuale che considera le società controllate) rappresentano più della metà delle imprese italiane, il 58.9%; con una quota di partecipazione tra il 20% e il 50% si contano il 15.4% di unità, mentre, per una quota di partecipazione inferiore al 20% figurano il 25.7% delle imprese. 

Infine, andando ad approfondire la distribuzione delle imprese partecipate, si può confermare che la maggiore concentrazione è nel Centro Italia e il Lazio ne detiene, per quest’area di riferimento, certamente il primato. 

Partecipate pubbliche attive divise per settori

Tra i diversi settori in cui rientrano le partecipate pubbliche, si conferma essere il più ampio, in termini di imprese attive partecipate, quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche poiché comprende il 14.4% delle imprese, seguito dal settore della Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento che conta il 12,4% di imprese. Se consideriamo il numero di addetti, invece, il settore più rilevante è il Trasporto e magazzinaggio con il 10,5% delle imprese partecipate.

Il valore aggiunto delle controllate pubbliche

Non meno importanti risultano essere le società a controllo pubblico. Come riporta l’Istat, le imprese controllate pubbliche generano, al netto delle attività finanziarie e assicurative, oltre 56 miliardi di valoreaggiunto, di cui il 7% proviene dal settore dell’industria e dei servizi. 

Nell’ambito delle controllate pubbliche, i settori più rilevanti possono essere così sintetizzati: la Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata realizza il 66,1% del valore aggiunto per il settore di riferimento; la Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento realizzail 60,8% del valore aggiunto e, infine, l’Attività estrattiva raggiunge un valore aggiunto pari al 66,8%.

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