Dopo 13 anni termina UNAMID, la missione di pace ONU in Darfur

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La missione di pace congiunta delle Nazioni Unite e dell’Unione africana, nota come UNAMID, da 13 anni attiva nella regione del Darfur, in Sudan, è stata dichiarata conclusa giovedì 31 dicembre. Dal primo gennaio 2021 è dunque iniziato il ritiro graduale dei circa 8.000 membri della missione, tra personale militare, civile e di polizia, che si protrarrà durante un arco temporale di sei mesi.

La fine della missione, originariamente avviata dal 2007, è stata decretata la scorsa settimana dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, attraverso l’adozione unanime della risoluzione 2559 che, oltre a sancire il termine di UNAMID, lascia al governo di transizione del Sudan il compito di mantenere la pace e la sicurezza nel Darfur.

Dal 2003 la regione in questione è stata teatro di un sanguinoso conflitto civile che affonda le sue radici nella storica avversione tra la popolazione nera originaria della regione e quella nomade, di origine araba. Un’avversione che risale a tempi arcaici, ma che dal 1956- anno dell’indipendenza del Sudan- è andata crescendo fino ad arrivare al 2003. E’ in questo anno che nascono le milizie Janjawid, militanti islamisti reclutati tra i nomadi arabi – noti come baggara- che nel giro di poco tempo, potendo contare sul consenso non dichiarato di Khartoum, avviarono una vera e propria carneficina ai danni della popolazione nera originaria del Darfur. Si formeranno allora l’esercito di liberazione del Sudan ed il Movimento per l’Uguaglianza, le due principali forze di opposizione ai Janjawid. Dal 2003, secondo le stime dell’Onu, sono morte in combattimento oltre 300mila persone, mentre quelle sfollate sfiorano i tre milioni.

Attraverso la risoluzione 1769 del 31 luglio 2007, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzò, sulla base di quanto previsto dal Capitolo VII della Carta Onu, la costituzione della missione ibrida UNAMID (African Union-United Nations Hybrid Operation in Darfur), nell’intento di sostenere il processo di pace nella regione. Nel corso di questi anni, il termine della missione è stato prorogato più volte dal Consiglio di Sicurezza, l’ultima nel giugno scorso, parallelamente alla stesura di un progetto per la creazione di una nuova missione integrata di assistenza alla transizione nel Paese. L’obiettivo è dunque quello di evitare il verificarsi di un “vuoto di sicurezza”, all’interno di una regione in cui continuano ad operare diversi gruppi di milizie.

La nuova missione, nota come  UNITAMS (United Nations Integrated Transition Assistance Mission in Sudan), è stata quindi istituita con la risoluzione 2524 per un periodo iniziale di 12 mesi, con il mandato di assistere il processo di transizione del Paese africano verso una governance democratica, sostenendo, al contempo, la protezione e la promozione dei diritti umani.

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