L’Unione europea tra terrorismo e sicurezza

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Il Covid-19, la crisi economica e quella sanitaria non hanno spostato l’attenzione europea da due dei temi cruciali per l’Europa di oggi: terrorismo e sicurezza continuano ad essere centrali nelle politiche europee, anche a causa degli attacchi dell’ultimo periodo in Francia e in Austria. Nell’ambito dell’Unione della sicurezza, la Commissione europea ha presentato un nuovo programma di lotta al terrorismo e per un Europol più forte, al fine di potenziare la resilienza dell’UE. Allo stesso tempo, è stata presentata una relazione sulla sicurezza, rispettando l’impegno di riferire periodicamente sui progressi compiuti in tale ambito.

L’Unione della sicurezza 2020-2025

Il 24 luglio scorso la Commissione europea ha adottato la strategia dell’UE per l’Unione della sicurezza 2020-2025 ed ha presentato una serie di iniziative con l’obiettivo di creare un approccio multidisciplinare, coordinato e integrato alla sicurezza, rispettando i diritti fondamentali. Nella strategia sono state stabilite le priorità strategiche interdipendenti in materia di sicurezza europea sulla base dell’Agenda 2015-2020 e che verranno portate avanti tra il 2020 e il 2025. Tra le iniziative presenti vi è la strategia dell’UE per una lotta efficace contro gli abusi sessuali, un piano d’azione in materia di droga e il piano sul traffico di armi da fuoco.

Il programma di lotta al terrorismo

Tra le iniziative che rientrano nell’Unione della sicurezza è compreso anche il nuovo programma di lotta al terrorismo e per sviluppare la resilienza europea nei confronti delle minacce terroristiche. Tale programma è stato ideato con il fine di aiutare gli Stati membri a prevedere e prevenire la minaccia terroristica, imparando anche a reagire in modo più efficace. A tal proposito, risulta essenziale il ruolo dell’Europol, l’agenzia dell’UE per la cooperazione nell’attività di contrasto al terrorismo: con il nuovo programma proposto, l’agenzia fornirà un migliore sostegno alle indagini degli Stati membri.

Molteplici sono gli obiettivi previsti dal programma per prevedere, prevenire, proteggere e reagire al terrorismo. Innanzitutto, individuare le vulnerabilità e sviluppare una capacità di previsione delle minacce: la ricerca in materia di sicurezza diviene qui essenziale, insieme al potenziamento della resilienza delle infrastrutture critiche e delle missioni consultive organizzate dalla Commissione per aiutare gli Stati membri a svolgere valutazioni dei rischi. In secondo luogo, è importante prevenire gli attentati e combattere la radicalizzazione, contrastando la diffusione delle ideologie estremiste e dei contenuti terroristici online. Inoltre, verranno elaborate delle linee guida sulla moderazione dei contenuti disponibili al pubblico e verrà rafforzata l’azione preventiva delle carceri, soprattutto per quanto concerne la riabilitazione e il reinserimento. Particolarmente considerevole sarà poi promuovere la sicurezza e ridurre le vulnerabilità per proteggere le città e la popolazione: l’Unione europea garantisce una maggiore protezione fisica degli spazi pubblici sin dalla loro progettazione, rendendo più resilienti le infrastrutture critiche. Infine, si ha l’obiettivo di rafforzare il sostegno operativo, l’azione penale e i diritti delle vittime per reagire meglio agli attentati: la cooperazione di polizia e lo scambio di informazioni nell’UE sono cruciali per reagire agli attentati in modo efficace. La Commissione europea proporrà nel 2021 un codice di cooperazione di polizia dell’UE, al fine di rafforzare la cooperazione di contrasto al terrorismo.

Al fine reagire al meglio al terrorismo, sarà fondamentale per l’UE coinvolgere i paesi partner, dal vicinato al resto del mondo, collaborando attivamente anche con le organizzazioni internazionali. A tal proposito, la Commissione nominerà un coordinatore antiterrorismo che avrà lo scopo di coordinare la politica e i finanziamenti dell’UE nel settore della lotta al terrorismo.

La relazione sull’Unione della sicurezza

Quando nel luglio 2020 la Commissione ha presentato la nuova strategia, si è impegnata a riferire periodicamente sui progressi compiuti nel settore della sicurezza. Il 9 dicembre la Commissione europea ha presentato la sua prima relazione in tale ambito, evidenziando le azioni intraprese a livello europeo: assicurare un ambiente della sicurezza adeguato alle esigenze future; affrontare le minacce in evoluzione; proteggere i cittadini europei dal terrorismo; costruire un forte ecosistema della sicurezza. La relazione copre il periodo che va da ottobre 2019 a dicembre 2020 e illustra i principali progressi fatti in materia.

La Commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha dichiarato: “La sicurezza interna è il cuore della strategia sulla sicurezza dell’Unione. Oggi e nelle prossime settimane mi concentrerò sulle esigenze individuate, tra cui figurano il miglioramento della risposta dell’UE ai contenuti terroristici online, l’interoperabilità tra i sistemi informatici e l’individuazione, la segnalazione e la rimozione di materiale pedopornografico online”. In merito al programma di lotta al terrorismo ha invece affermato: “Il programma di lotta al terrorismo presentato potenzia la capacità degli esperti di prevedere nuove minacce, aiuta le comunità locali a impedire la radicalizzazione, dota le città dei mezzi per proteggere gli spazi pubblici con una valida progettazione e garantisce che possiamo reagire rapidamente e più efficacemente agli attacchi commessi e tentati”.

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