Controlli ai confini personalizzati per ogni passeggero: procedure adattate al livello di rischio

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Adattare i controlli al confine in base al livello di rischio di ogni passeggero: così il progetto europeo TRESSPASS propone nuovi strumenti analitici per modellare e quantificare il rischio associato a ogni passeggero, velocizzando ed ottimizzando le procedure di controllo.

Ognuno di noi sa cosa significhi attraversare un confine: file, burocrazia e stress che possono far iniziare il viaggio con il piede sbagliato. Tutti i passeggeri sono sottoposti allo stesso iter di controlli, basato su regole valide per tutti i passeggeri in transito (sistema cosiddetto “rule-based”), come il controllo dei passaporti, la perquisizione di un veicolo o il passaggio attraverso un metal detector. Se da un lato tale modello garantisce un controllo accurato per tutti i viaggiatori, dall’altro comporta un dispendio di risorse e tempo (vari studi hanno dimostrato che, ad esempio, un passeggero impiega in media oltre un’ora dall’arrivo all’aeroporto al gate di imbarco) per la totalità di essi. In tempi di COVID-19, poi, alle procedure ordinarie si aggiungono il controllo della temperatura e talvolta il tampone: senza un cambio di paradigma, il rischio é pertanto che i tempi si dilatino ulteriormente.

Nonostante questi problemi siano noti ormai da anni, di fatto non è mai stata trovata una soluzione che prevedesse lo svolgimento di controlli con la medesima efficacia ma in un minor tempo. Come uscire dunque da questa impasse? Il progetto TRESSPASS (robusT Risk basEd Screening and alert System for PASSengers and luggage), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, punta a sviluppare un nuovo modello di border management europeo tramite cui classificare i passeggeri a seconda del loro diverso livello di rischio (risk-based), proponendo controlli mirati in base al risultato.  In altre parole, l’obiettivo di TRESSPASS – coordinato dal centro di ricerca greco Demokritos e comprendente 22 partners da 10 paesi europei – è proporre un nuovo sistema analitico per modellare e quantificare il livello di rischio associato ad ogni passeggero, basato su un insieme di indicatori che possono essere misurati tra i quattro livelli del sistema integrato di border management dell’Unione Europea (EU IBM).

In tale contesto, un contributo importante viene fornito dall’azienda modenese Zanasi & Partners, responsabile della raccolta dei requisiti e delle necessità provenienti dai cosiddetti end users, nonché dell’identificazione degli indicatori di rischio, ovvero caratteristiche e atteggiamenti dei passeggeri che fanno presagire un livello più o meno alto di potenziale pericolo.

Tali indicatori vengono stimati sulla base delle informazioni e dei dati ricavati da diverse fonti, tra cui informazioni sul passeggero reperibili tramite ricerche online (e.g. social media), nonché dall’analisi di dati ricavati da sensori e nuove tecnologie (introdotte dai partner tecnici di TRESSPASS) o applicazioni per dispositivi mobili messe a disposizione dei passeggeri. In tal modo, risulta possibile calcolare un livello di rischio da associare ad ogni passeggero per quanto concerne tutte le sue fasi di passaggio (pre, durante, post) attraverso i punti di controllo alle frontiere. Allo stesso tempo, la collaborazione con esperti legali riconosciuti a livello europeo farà sì che le tecnologie utilizzate siano non solo in grado di assicurare il rispetto della privacy dei passeggeri, ma anche di evitare bias cognitivi nei confronti di minoranze e gruppi vulnerabili. Tali attività assumono ulteriore rilevanza alla luce del COVID-19, che sta accelerando la transizione verso procedure di controllo e di riconoscimento sempre più automatiche ma comunque ancora frutto della mente umana.

Per verificare l’efficacia delle soluzioni sviluppate nel corso del progetto – il cui termine è previsto per il Novembre 2021 – TRESSPASS prevede infine lo svolgimento di attività di training e tre simulazioni che riguarderanno i tre principali punti di accesso (aria, mare e terra) e le principali minacce alla sicurezza, tra cui il contrabbando, l’immigrazione illegale, e il terrorismo cross-border.

In sostanza, l’ambizioso obiettivo di TRESSPASS è quello di rivoluzionare l’attuale modello di border management a livello europeo per renderlo più flessibile ed efficace, velocizzando l’iter per i passeggeri ritenuti non pericolosi ed ottimizzando il lavoro delle guardie di frontiera, che potranno dunque concentrare i loro sforzi sui passeggeri ritenuti più a rischio, effettuando controlli ad personam più o meno approfonditi. A tal fine, rimane comunque imprescindibile stabilire un solido rapporto di fiducia reciproca fra viaggiatori (che non devono sentirsi “umiliati” in caso di ulteriori controlli) e addetti al processo di screening (i quali non devono cadere nel tranello di considerare ogni passeggero come un potenziale pericolo). In tal caso, a fronte di un maggiore livello di sicurezza, flessibilità ed efficacia, il viaggio tornerà ad essere un’esperienza rilassante e le lunghe file ai gate diventeranno solo un lontano ricordo.

 Ing. Alessandro Zanasi

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