UE e Covid-19: l’Unione europea della salute e l’accordo con Pfizer per l’accesso ai vaccini

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L’Europa si trova nel pieno della cosiddetta seconda ondata di diffusione del Covid-19 e l’emergenza sanitaria si fa sempre più grave. Per questo motivo, l’Unione europea sta intensificando la propria azione di risposta alla crisi. In primo luogo, su un piano interno, sta compiendo i primi passi verso la costruzione dell’Unione europea della salute: verranno dunque presentate diverse proposte per potenziare il quadro per la sicurezza sanitaria dell’UE rafforzando il ruolo delle agenzie europee coinvolte. In secondo luogo, da un punto di vista esterno, la Commissione europea ha approvato un nuovo contratto con l’alleanza BioNTech-Pfizer per garantire l’accesso a un potenziale vaccino: l’accordo permetterà l’acquisto iniziale di 200 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell’UE.

Costruire l’Unione europea della salute

Nel discorso sullo stato dell’Unione, la Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha annunciato la costruzione dell’Unione europea della salute, conscia del fatto che è necessario un maggiore coordinamento a livello europeo al fine di intensificare gli sforzi nella lotta contro la pandemia di Covid-19 e per le future emergenze sanitarie. Le proposte portate avanti dalla Commissione sono molteplici: si richiede un quadro più forte per la sicurezza sanitaria dell’Unione europea e di rafforzare le agenzie europee coinvolte. In particolare, la Commissione europea ha proposto un nuovo regolamento relativo alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero che permetterà di rafforzare la preparazione europea alle crisi sanitarie attraverso l’elaborazione di piani nazionali all’interno dei quadri completi e trasparenti e una migliore comunicazione dei dati e della situazione di emergenza europea. Inoltre, si prevede di rafforzare il ruolo delle agenzie europee, in particolare del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Agenzia europea per i medicinali. Il mandato dell’ECDC andrà a rafforzare la Commissione e gli Stati membri in molteplici settori, tra i quali quello della sorveglianza epidemiologica, la preparazione e la pianificazione di una risposta comune, la mobilitazione di task force per coadiuvare la risposta locale negli Stati membri e l’istituzione di una rete di laboratori. Infine, anche il mandato dell’Agenzia europea per i medicinali sarà rafforzato in modo da agevolare una risposta coordinata alle crisi sanitarie.

L’accordo con BioNTech-Pfizer

L’11 novembre 2020 la Commissione europea ha approvato un quarto contratto con le società farmaceutiche BioNTech e Pfizer. Questo permetterà l’acquisto iniziale di 200 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell’UE con anche l’opzione di richiedere fino a 100 milioni di dosi ulteriori che verranno fornite in un secondo momento. Gli Stati membri che acquistano il vaccino possono inoltre decidere di donare il vaccino ai paesi a reddito medio-basso o di ridistribuirlo ad altri paesi dell’UE. All’Italia andrà il 13,5% del totale, fino a 40 milioni di dosi: se ne riceverà una prima tranche da 3,4 milioni solo dopo l’autorizzazione alla commercializzazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali.

La Presidente della Commissione europea ha dichiarato: “A seguito del promettente annuncio diffuso lunedì da BioNTech e Pfizer sulle prospettive del loro vaccino, sono molto lieta di annunciare l’accordo odierno concluso con la società europea BioNTech e con Pfizer per l’acquisto di 300 milioni di dosi. Una volta autorizzati, verranno tempestivamente resi disponibili e ci consentiranno di compiere un passo avanti verso una soluzione sostenibile della pandemia”.

Il 17 giugno scorso, la Commissione europea ha presentato la strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la diffusione di vaccini efficaci e sicuri contro il Covid-19. La Commissione si è impegnata a finanziare una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori di vaccini attraverso gli accordi preliminari di acquisto che valgono come acconto, in quanto sono in cambio del diritto di acquistare un determinato numero di dosi del vaccino. Il contratto dell’11 novembre si inserisce in questo contesto e fa parte dell’ampio portafoglio di vaccini che saranno prodotti in Europa, compresi quelli già firmati con AstraZeneca, Sanofi-GSK e Janssen Pharmaceutica NV. In particolare, quest’ultimo contratto, siglato con BioNTech-Pfizer, deriva dalla volontà della Commissione di finanziare il vaccino proposto dalla collaborazione delle due aziende, la prima tedesca e la seconda americana, basandosi sulla valutazione scientifica, sulla tecnologia utilizzata, sull’esperienza delle aziende e sulla capacità di produzione. Nello scenario migliore le prime dosi di vaccino “potrebbero arrivare già a fine 2020, inizio 2021”, afferma la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides.

Il contributo europeo allo strumento COVAX

Il 12 novembre l’Unione europea ha annunciato che fornirà un contributo supplementare – 100 milioni di euro – per sostenere lo strumento COVAX. Si tratta di uno strumento finalizzato a garantire l’accesso al futuro vaccino contro il Covid-19 nei paesi a basso e medio reddito e l’UE vi partecipa con un totale di 500 milioni di euro sotto forma di garanzie e sovvenzioni alla Gavi, l’Alleanza per i vaccini. Al forum virtuale per la pace di Parigi, dove leader mondiali e organizzazioni internazionali stanno discutendo della risposta globale alla pandemia e della ripresa dalla crisi, la Presidente von der Leyen ha dichiarato: “Nel pieno della devastante pandemia di Covid-19 è evidente che una ripresa globale sarà possibile solo se vaccini sicuri ed efficaci saranno disponibili a tutti coloro che ne hanno bisogno. A tale fine l’UE aumenta il suo sostegno allo strumento COVAX e sono fiera del fatto che Team Europa ne sia uno dei principali contributori. Tutti assieme possiamo trasformare la ripresa globale in realtà”.

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