Euromed7, il vertice dei paesi mediterranei tra Grecia e Turchia

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Il 10 settembre, il presidente francese Macron ha presieduto, nonché ospitato, la riunione dei sette Paesi membri dell’Euromed, il gruppo informale che raccoglie i paesi mediterranei membri dell’Unione europea. Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta fanno parte di questo gruppo che si riunisce ogni anno in un posto diverso. Quest’anno la riunione si è tenuta in Corsica, ad Ajaccio, ed ha visto la partecipazione dei capi di Stato o di governo dei paesi membri. L’incontro del 2020 ha avuto al centro le due questioni che, ormai da settimane, sono cruciali nel Mediterraneo: la crisi dei migranti in Grecia e la crescente tensione tra Turchia, Cipro e Grecia.

Il vertice Euromed7

Euromed è un gruppo informale che raccoglie sette paesi mediterranei membri dell’Unione europea: Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta. L’alleanza riunisce i paesi accomunati dalla cultura greco-romana, per questo comprende il Portogallo, che non si affaccia sul Mediterraneo, escludendo invece Croazia e Slovenia, che hanno il proprio sbocco sul mare. Gli Stati parte dell’Euromed sono, invero, caratterizzati da una somiglianza di modelli di Stati, dal punto di vista economico, sociale ed anche culturale. Obiettivo di questo forum è, dunque, creare una sorta di alleanza del mediterraneo ed esprimere una voce comune, quella del Sud Europa, in sede di Unione europea. Il vertice, di anno in anno, viene ospitato da uno dei paesi membri e presieduto dal capo di Stato o di governo. Quest’anno è stato Emmanuel Macron a fare gli onori di casa, ospitando Giuseppe Conte, Antonio Costa, Kyriakos Mitsotakis, Pedro Sanchez, Nicos Anastasiades e Robert Abela ad Ajaccio, in Corsica.

Le questioni al centro dell’incontro

Il vertice del 10 settembre, tra i paesi del Mediterraneo, non poteva che essere sulle questioni che da settimane creano tensioni proprio in queste acque. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di trovare una posizione comune sulla Turchia in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 settembre, dove si deciderà se imporre delle sanzioni alla Turchia a seguito delle sue azioni provocatorie nel Mediterraneo orientale che si verificano ormai da settimane. A fine agosto, si sono scontrate una nave da ricognizione turca, che stava scortando una nave da esplorazione, e una nave da guerra greca. L’incidente è avvenuto a Kastellorizo, isola greca che si trova a 2 chilometri dalla Turchia, in acque rivendicate da entrambi i paesi, che da anni competono per il controllo di quella parte di Mediterraneo, anche per i diritti di sfruttamento delle risorse energetiche che ne derivano. Secondo la Grecia, i turchi avevano violato le loro acque; secondo la Turchia, la Grecia non poteva esercitare lì la propria giurisdizione. “Il nostro obiettivo è proprio quello di ristabilire relazioni normali con la Turchia che permettano la stabilità della regione, di ottenere la fine delle azioni unilaterali, la fine delle trivellazioni e il pieno rispetto dell’embargo sulle armi per la Libia” ha dichiarato il presidente francese.

Seppur orientato, solo inizialmente, alle tensioni con la Turchia, al vertice Euromed7 non si è potuto non parlare di quanto accaduto esattamente il giorno prima del vertice. Il più grande campo per migranti della Grecia, quello sull’isola di Lesbo, è stato distrutto da un incendio, e i migranti presenti nel luogo sono stati tutti evacuati ma non senza conseguenze, infatti molti sono stati intossicati dal fumo. Il campo era molto grande, ospitava quasi 13.000 persone e a condizioni molto precarie, già da prima dell’incendio, e dopo i danni la quasi totalità di migranti è rimasta senza una sistemazione. Tuttavia, la situazione non è affatto facile: tra gli abitanti di Lesbo e i migranti del campo Moira vi sono molteplici tensioni, tanto che il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza per l’isola e la polizia ha chiuso le strade che collegano il campo ai paesi vicini, per impedire loro di raggiungere i centri abitati più vicini.

Lo stesso premier greco Mitsotakis ha portato l’attenzione sul problema della Grecia, affermando “Alla fine dobbiamo affrontare la realtà. Voi tutti sapete che la Grecia, così come gli altri Paesi del Sud Europa, sta portando un peso insopportabile di un problema che è europeo. Oggi l’Europa deve passare dalle parole di sostegno agli atti concreti di solidarietà”, riferendosi alla questione dei migranti, che sembra interessare solo i paesi del Sud. Dello stesso avviso è il Presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte, che ha scritto su Twitter “Oggi ad Ajaccio con il gruppo #med7 per dare un impulso forte e unitario dei Paesi del Sud dell’Ue a sfide cruciali come la migrazione e per rilanciare con determinazione la necessaria ed urgente stabilizzazione dell’area mediterranea”.

I risultati del vertice

Alla fine del vertice, i leader europei hanno rilasciato una dichiarazione congiunta ed hanno affermato di essere pronti a sostenere le sanzioni dell’UE contro la Turchia se Ankara non dimostrerà di essere disponibile al dialogo, andando oltre i contenziosi marittimi. “Riteniamo che, in assenza di progressi nell’impegno della Turchia al dialogo e a meno che non ponga fine alle sue attività unilaterali, l’Ue è pronta a elaborare una lista di ulteriori misure restrittive”, è stato affermato dai leader, che hanno aggiunto “Ci rammarichiamo che la Turchia non abbia risposto agli appelli ripetuti dell’Ue a mettere fine alle sue azioni unilaterali e illegali nel Mediterraneo orientale e nell’Egeo”. La posizione del leader è stata tanto dura e decisa da causare una reazione da parte di Erdogan, che ha definito tali dichiarazioni “aggressive”.

Quanto alla situazione greca, il presidente francese Macron ha affrontato la questione coinvolgendo anche la Germania, con la quale suddividerà il numero di migranti da accogliere nel paese. Inoltre, l’Unione europea, nell’apprestarsi a presentare un nuovo progetto in materia, finanzierà anche la costruzione di un nuovo campo a Lesbo.

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