Milano è la candidata italiana per il Tribunale Unificato dei Brevetti, a Torino l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale

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Il 3 settembre 2020, con una nota ufficiale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha individuato Milano come città candidata ad ospitare il Tribunale Unificato dei Brevetti e Torino come sede principale per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A), con un obiettivo: creare una sinergia tra le due città e il Governo e allo stesso tempo consolidare l’asse nord-ovest del Paese. La candidatura di Milano è stata, fino all’ultimo, incerta, in quanto la stessa Torino era in competizione per essere la sede del futuro Tribunale europeo dei Brevetti, che diventerà attivo nei prossimi anni.

Il Tribunale Unificato dei Brevetti

Il Tribunale Unificato dei Brevetti, TUB, è un tribunale internazionale non ancora istituito: diventerà attivo nei prossimi anni e avrà il compito di giudicare le controversie sulle presunte violazioni del brevetto europeo con effetto unitario, l’EPUE, European patents with unitary effect. Si tratta di un meccanismo europeo approvato nel 2013 dalla quasi totalità dei paesi dell’Unione europea al fine di armonizzare le procedure per la richiesta di brevetti nei paesi europei, e dunque poi garantirne la protezione da appropriazioni indebite. Il meccanismo europeo approvato nel 2013 è stato introdotto poiché da diversi anni l’Unione europea sente la necessità di armonizzare e semplificare le procedure esistenti in materia di proprietà intellettuale, e il TUB sarebbe un ulteriore passo avanti in tal senso. Per questioni burocratiche e amministrative, nonché per un ritardo da parte degli Stati membri, l’introduzione del Tribunale è stata ratificata molto tardi, e anche la Brexit ha finito per scombussolare una situazione già di per sé complessa. L’accordo del 2013 prevede l’entrata in vigore del tribunale solo dopo la ratifica da parte di 13 stati membri, fra cui ci devono essere i tre paesi che nel 2012 avevano il più alto numero di brevetti, vale a dire Germania, Regno Unito e Francia. L’uscita del Regno Unito dall’UE e una sentenza della Corte costituzionale tedesca in merito hanno fatto sì che questi due paesi non hanno ratificato l’accordo stesso, rendendone difficile l’entrata in vigore e l’istituzione del tribunale.

Quanto al Tribunale, questo avrà un’ampia ed esclusiva competenza di tutela dei brevetti ed eserciterà le proprie competenze attraverso l’istituzione di una Corte di Prima Istanza, una Corte d’Appello e un Registro. In merito alle sedi, il Tribunale era stato strutturato nel seguente modo: la Corte di Prima Istanza avrebbe dovuto essere costituita da una sezione centrale con sede a Parigi, diverse sezioni a Londra e Monaco e numerosi uffici regionali e locali nei Paesi firmatari, mentre la Corte d’Appello a Lussemburgo. Tuttavia, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, e dall’accordo EPUE, si è resa necessaria la scelta di una nuova città che affiancherà Parigi e Monaco nell’ospitare le sedi del Tribunale.

La competizione Milano – Torino

In vista della riunione del 10 settembre a Bruxelles del Comitato preparatorio del TUB, il quale dovrà selezionale la nuova città, oltre a Monaco e Parigi, l’Italia si è trovata a dover scegliere una candidata. La scelta del Governo è stata, tuttavia, tutt’altro che lineare, con la competizione tra Milano e Torino e, soprattutto, avendo concrete possibilità di essere scelta: dopo la Francia e la Germania, l’Italia è il terzo paese europeo per numero di brevetti.

Le due città italiane si sono trovate a competere per diverse ragioni. Innanzitutto, secondo una stima della Commissione europea, vi è l’ipotesi che l’istituzione del TUB possa portare alla città ospitante un giro d’affari di circa 300 milioni di euro l’anno. In secondo luogo, la scelta è stata motivo di scontro politico: l’avversaria di Milano, guidata dal sindaco Sala del Partito Democratico, era proprio Torino, guidata dalla sindaca Appendino, tra le figure più importanti del Movimento 5 Stelle. Essendo questi due partiti insieme al Governo, la decisione della città è stata tutt’altro che semplice. I parlamentari 5 stelle e piemontesi prediligevano Torino, affermando che “A Torino è stata fondata l’Accademia delle Scienze ed è stata inaugurata la prima sede dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi”, ed hanno fatto leva, altresì, sulla presenza a Torino di molti studi legali specializzati in proprietà intellettuale. I deputati del Partito Democratico hanno invece espresso il loro sostegno per Milano affermando che “è la candidatura più forte per l’Italia e con maggiori chance di poter competere in ambito europeo alla scelta della nuova sede dei Tribunali dei Brevetti”. A sostegno di Milano vi era, inoltre, anche la regione Lombardia, guidata dal centrodestra, nonché importanti parti della società civile, dall’Ordine degli Ingegneri alla Camera di commercio milanese, in quanto “Milano è una delle città europee più innovative: delle 4.456 richieste di brevetto presentate dall’Italia presso lo European Patent Office nel 2019, il 21% provengono da qui, e si arriva al 34% considerando la Lombardia”.

La decisione del Governo

Il 3 settembre, Palazzo Chigi ha pubblicato una nota per comunicare la decisione in merito alla candidatura: “La Presidenza del Consiglio ha individuato Milano come città candidata ad ospitare il Tribunale Unificato dei Brevetti e Torino come sede principale per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è creare una sinergia tra le due città e il Governo e allo stesso tempo consolidare l’asse nord-ovest del Paese: una strategia che renderebbe ancor più forti Milano e Torino e, con esse, l’Italia.” La scelta di Milano per il TUB e Torino per l’I3A sta proprio a dimostrare la volontà di rendere più forte e unita l’Italia, non ridurre la competizione ad una sfida tra città italiane ma competere con le altre città europee candidate per la posizione. Quella di Milano è una “decisione strategica in direzione di un ulteriore contributo italiano alla crescita dell’Unione” afferma il Governo; la scelta è ricaduta su Milano anche a seguito della sconfitta che la città ha subito nell’ambito dell’Agenzia Europea dei Medicinali, collocata ad Amsterdam. Quanto a Torino, questa “è stata invece scelta come sede principale per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, il network che coordinerà le varie attività di ricerca in questo campo e che costituirà uno dei tasselli principali della strategia definita dal Ministero per lo sviluppo economico” conclude la nota.

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