Egitto-Grecia: c’è accordo sulle frontiere marittime. Immediata la reazione di Ankara

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Giovedì 6 agosto Egitto e Grecia hanno sottoscritto un accordo sulla demarcazione delle rispettive frontiere marittime, istituendo una zona economica esclusiva tra i due Paesi: l’annuncio ufficiale è successivo all’incontro a Il Cairo tra il Ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e l’omologo ellenico, Nikos Dendias.

Entrambi hanno sottolineato, più o meno apertamente, il significato anti-turco dell’iniziativa: per Shoukry, il concordato “consente di respingere i tentativi di coloro che sostengono il terrorismo e l’estremismo“.

”Dopo la firma del nostro accordo – afferma invece Dendias – l’intesa dello scorso anno tra Turchia e Libia è finita laddove meritava sin dal primo momento: nella spazzatura.”

Tramite l’accordo, nel Mediterraneo orientale viene prevista una zona economica esclusiva tra i due Paesi, consentendo ad entrambi di massimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche disponibili nella zona concordata, in particolare quelle di gas e petrolio. È stato chiarito da entrambe le parti che l’accordo rispetta le disposizioni del diritto internazionale e del diritto del mare, oltre che le relazioni di buon vicinato.

La stipula dell’accordo si configura come una reazione a quello concluso tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli il 27 novembre 2019, finalizzato a definire le rispettive zone economiche esclusive (ZEE) per lo sfruttamento energetico dei giacimenti presenti nel Mediterraneo. Le ZEE sono definite come porzioni di mare adiacente alla acque territoriali di uno Stato costiero che possono  estendersi fino a 200 miglia marittime, e su cui suddetto Paese vanta diritti esclusivi di sovranità in materia di esplorazione. A seguito della conclusione dell’accordo, le reazioni del resto della Comunità internazionale non si fecero attendere. Grecia e Italia, i Paesi maggiormente interessati all’accordo, lo hanno definito illegittimo, analogamente all’Unione europea che, per il tramite del Consiglio europeo, ha accusato l’intesa tra Libia e Turchia di violare i diritti di sovranità dei Paesi terzi e di non rispettare la legge del mare. Non è un caso, inoltre, che l’iniziativa turca sia stata percepita con fastidio e preoccupazione anche dall’Egitto, che vive da tempo una relazione difficile e astiosa con Ankara.

Il recente accordo tra Egitto e Grecia— di cui non sono ancora stati resi noti i dettagli, ma che arriva dopo tre anni di negoziati — influenzerà in chiave antiturca lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio scoperti recentemente nel Mediterraneo orientale, in particolare nelle aree contese da decenni fra Atene e Ankara: secondo la Turchia, le circa 6 mila isole greche non dovrebbero essere considerate nel calcolo delle zone marittime d’interesse economico, una posizione che, per Atene, violerebbe le norme diritto internazionale.

La Turchia ha quindi reagito duramente alla nuova intesa, che è intenzionata a non riconoscere. “Non c’è alcun confine marittimo tra Grecia ed Egitto. La Turchia non riconosce il valore giuridico dell’accordo firmato oggi. Mostreremo sul campo e a livello diplomatico quale è la nostra idea di questo accordo”, ha scritto in un comunicato il ministro degli Esteri turco.

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