La Corea del Nord e il rischio nucleare

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Uno stato basato su un regime comunista fortemente centralizzato, cioè quello della Corea del Nord,che possiede una leadership per la deterrenza nucleare, e che, dal punto di vista costituzionale, replica molto da vicino il sistema economico-politico della vecchia URSS, presenta una situazione sociale con  un alto tasso di corruzione, il terzo al mondo.

A partire dal 2006, viene dato avvio, da parte del presidente coreano, a un programma nucleare, peggiorando e inasprendo i legami verso Pyongyang .Secondo il rapporto emanato dalle Nazioni Unite, un ulteriore pericolo sta giungendo, ancora oggi, dal Paese. Esso sta realizzando un programma che ha, come scopo, lo sviluppo di ordigni nucleari miniaturizzati inseribili nei suoi missili balistici: i sei test nucleari condotti dal regime di Kim Jong- un non sarebbero serviti ad altro se non alla cosiddetta miniaturizzazione degli ordigni.

In realtà, da come si evince dalle parole del presidente Km Jong-un, quest’ultime rivestono uno scopo puramente difensivo, nel tentativo di proteggere il Paese da eventuali attacchi e aggressioni.“Grazie al nostro deterrente nucleare auto-difensivo affidabile ed efficace, non ci saranno più guerre su questa terra, e la sicurezza e il futuro del nostro paese verranno tutelati per sempre”, ha affermato il leader nordcoreano nel corso di un recente comizio rilanciato dai media di Stato di Pyongyang. Molti, però, avvertono che questo arsenale atomico sia un motivo per la Corea del Nord ad assurgere a posizioni più bellicose e radicali. Ciò che sta avvenendo, oltretutto, secondo gli esperti Onu, è una violazione delle sanzioni a cui è sottoposta grazie alle esportazioni illegali via mare di carbone.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vorrebbe partecipare con il leader coreano ad un nuovo summit, a condizione, però, che si verifichino dei reali progressi sul fronte del processo di denuclearizzazione di Pyongyang.  “I nordcoreani hanno inviato segnali contrastanti. La verità però è che il presidente Trump vuole partecipare ad un summit sono se avrà la convinzione che sia sufficientemente probabile conseguire progressi reali verso gli accordi sottoscritti a Singapore”,ha detto il segretario di Stato, riferendosi al primo summit tra i due leader.

Questa corsa agli armamenti, la perpetua ricerca e i cosiddetti test delineano un quadro geopolitico da cui si evince che la Terza Guerra mondiale è sempre più vicina, tangibile.

 

Michela Chillemi

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