Somalia: il Parlamento sfiducia il Primo ministro. Nuove ombre sul futuro del Paese

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Si aggrava la crisi politica in Somalia dopo che il Parlamento di Mogadiscio ha deposto il Primo ministro Hassan Ali Khaire con un voto di sfiducia il 25 luglio scorso.  La mozione, votata dalla Camera bassa del Parlamento somalo, è passata con 170 voti favorevoli e 8 contrari, determinando una situazione di stallo politico che potrebbe far piombare il Paese nel caos. Il premier sfiduciato, ex dirigente della compagnia petrolifera somala Oil and Gas, non ha ancora commentato la vicenda.

Il governo non è riuscito a rispettare la sua promessa di preparare un piano chiaro per le prossime elezioni”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento Mohamed Mursal Sheikh Abdirahman a seguito della votazione.

La recente mozione di sfiducia si inserisce, infatti, nel contesto dei contrasti che da mesi coinvolgono il governo federale e gli Stati regionali in merito alla necessità di rimandare o meno le prossime elezioni generali, previste nel mese di febbraio 2021. Tuttavia, ad aver determinato la spaccatura all’interno del Paese, è stata soprattutto la controversa legge elettorale approvata lo scorso dicembre dal Parlamento somalo, poi promulgata dal Presidente Mohamed Abdullahi Farmajo, e che vede la netta opposizione degli Stati regionali che accusano il capo dello Stato di voler estendere la durata del suo mandato.

In questo contesto, l’ex premier Khaire si è finora sempre schierato contro l’eventualità di un rinvio del voto, allineandosi di fatto alle posizioni degli Stati regionali e discostandosi da quelle del Presidente Farmajo. Nell’apprendere l’esito della mozione di sfiducia, il Presidente somalo ha dichiarato di aver “accolto con favore la decisione della Camera del popolo”, ribadendo “l’importanza della cooperazione tra tutti I poteri statali”, specialmente in questa fase di crisi.

Il Ministro della Sicurezza interna Mohamed Abukar Islow, alleato chiave di Khaire, ha accusato il leader del Parlamento e lo stesso capo dello Stato di aver complottato la sfiducia nei confronti del primo ministro per giungere ad un rinvio delle elezioni, violando di fatto le previsioni costituzionali in merito alla durata della legislatura, fissata a 4 anni.

È un giorno buio per la storia del Paese”, ha dichiarato Islow.

Nel frattempo, il Presidente Abdullahi ha nominato il vicepremier Mahdi Mohammed Gulaid come Primo ministro ad interim, mentre i media somali rivelano la volontà dell’ex premier Khaire di candidarsi alla presidenza del Paese.

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