Unione europea, il summit per i cambiamenti climatici e le nuove strategie

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Il 7 luglio 2020 il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Frans Timmermans, il ministro canadese per l’ambiente e i cambiamenti climatici Jonathan Wilkinson e il ministro cinese per l’ecologia e l’ambiente Huang Runqiu hanno presieduto la quarta sessione del Ministerial on Climate Action (MoCA), un meeting che si tiene annualmente per la lotta ai cambiamenti climatici e l’implementazione dell’accordo di Parigi. Inoltre, l’8 luglio, la Commissione europea ha presentato due nuove strategie per una energia e una economia climaticamente neutra: il piano per il sistema energetico del futuro e l’idrogeno pulito.

Il Ministerial on Climate Action

Il MoCA – Ministerial on Climate Action – è un forum importante per il coordinamento dell’azione climatica internazionale. Nel maggio 2017, a seguito dell’annuncio della neoeletta amministrazione statunitense con Trump presidente di lasciare l’accordo di Parigi, l’Unione europea, il Canada e la Cina hanno convocato una riunione ministeriale sull’azione per il clima, per dimostrare il loro continuo sostegno all’accordo di Parigi. Da allora, le riunioni ministeriali annuali sull’azione per il clima si sono concentrate sull’attuazione dell’accordo di Parigi attraverso la promozione di ambiziose azioni climatiche e l’adozione delle norme ai sensi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. L’importanza di tale riunione sta nel fatto che il cambiamento climatico è una sfida globale che richiede una risposta pronta, decisa e sicura da tutte le principali economie, che rappresentano circa l’80% delle emissioni globali di gas serra.

L’incontro del 2020

Il 7 luglio, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans, il ministro canadese per l’ambiente e i cambiamenti climatici Jonathan Wilkinson e il ministro cinese per l’ecologia e l’ambiente Huang Runqiu hanno presieduto la quarta sessione del Ministerial on Climate Action, tenutasi in formato virtuale. Insieme a loro, hanno partecipato anche altri paesi, quali Australia, Russia, Regno Unito, Brasile, Giappone, Indonesia, Singapore, Ecuador, Bhutan e le Isole Marshall.

Tenere l’incontro in questo periodo, seppur in modo telematico, invia un chiaro segnale politico che la ripresa dalla pandemia di coronavirus andrà di pari passo con la transizione verso economie a basse emissioni di carbonio e resistenti ai cambiamenti climatici. I copresidenti presenti all’incontro hanno riconosciuto che le società di tutto il mondo sono state colpite dalla pandemia, anche se in modo diverso e con delle differenze tra loro, e si trovano ora a dover pianificare la ripresa in ogni suo aspetto. Ciò che accomuna gli Stati e le istituzioni europee è senz’altro la volontà di cooperare, in quanto ci si rende conto che gli sforzi dei singoli attori produrranno risultati migliori se vi sarà una collaborazione, se si potranno condividere esperienze e coordinare le loro azioni a livello nazionale e globale.

Il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, nonché commissario per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “Il pianeta non può aspettare che noi interveniamo sui cambiamenti climatici. Siamo stati costretti dall’epidemia di Covid-19 a rimandare la COP26, ma stiamo lavorando con tutti i nostri partner internazionali per condividere idee ed esperienze su una ristrutturazione e sulla riduzione dell’inquinamento delle nostre economie. Il pacchetto di recupero da 750 miliardi di euro proposto dalla Commissione europea ha a cuore la transizione verde, incluso il nostro sostegno alla ripresa nei paesi partner, e sono stato lieto di presentarlo oggi ai miei colleghi di tutto il mondo. Senza una ripresa verde saremmo usciti dalla crisi Covid-19 solo per scoprire che siamo sonnambuli in una crisi climatica”.

Le due strategie della Commissione europea

Nell’ambito dell’attuazione del Green deal europeo, la Commissione europea ha presentato due nuove strategie, una per il sistema energetico del futuro e l’altra per l’idrogeno pulito. Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 come previsto dall’accordo verde, l’Europa deve trasformare il suo sistema energetico, responsabile del 75% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. La strategia europea per l’integrazione del sistema energetico e quella per l’idrogeno getteranno le fondamenta per un settore dell’energia più efficiente e interconnesso, orientato al duplice obiettivo di un pianeta più pulito e di un’economica più forte. La strategia europea per l’integrazione del sistema energetico sarà il quadro di riferimento per la transizione all’energia verde. La strategia si basa su tre pilastri: un sistema energetico più circolare; una maggiore elettrificazione diretta dei settori d’uso finale; l’uso di combustibili puliti quali idrogeno rinnovabile, biocarburanti e biogas sostenibili. La strategia per l’idrogeno è invece volta a favorire la decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia in Europa. Questa transizione graduale prevede diverse fasi da completare, anche grazie alla nuova alleanza europea per l’idrogeno pulito, che riunisce attori del settore, esponenti della società civile, ministri nazionali e regionali ed anche rappresentanti della BEI. “Le strategie adottate oggi daranno impulso al Green Deal europeo e alla ripresa verde e ci metteranno sulla giusta strada per decarbonizzare la nostra economia entro il 2050” ha affermato Frans Timmermans, commissario per il Green Deal.

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