Brexit, lo stato dei negoziati per le relazioni future tra UE e Regno Unito

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La Brexit continua ad essere una questione centrale e prioritaria. Il 15 giugno il Primo Ministro inglese, Boris Johnson, ha incontrato in videoconferenza il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ed il Presidente dal Parlamento europeo, David Sassoli, per fare il punto sui progressi fino ad ora registrati nel negoziato sulle relazioni future tra Unione europea e Regno Unito e concordare le prossime azioni da intraprendere per l’avanzamento della trattativa. La Brexit e le relazioni future tra UE e Regno Unito sono state, altresì, al centro dei dibattiti in seno al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria: in una Risoluzione approvata il 18 giugno, gli europarlamentari hanno fatto un bilancio dei risultati dei negoziati e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.

La videoconferenza del 15 giugno

L’attuale periodo di transizione che segue l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, scade il 31 dicembre 2020: per l’entrata in vigore dal giorno successivo, il nuovo accordo commerciale e l’accordo globale dovranno essere sottoscritti dalle parti negoziali al massimo ad ottobre; il testo dovrebbe poi essere ratificato sia dal Parlamento europeo che dal Parlamento britannico e, in caso di un cosiddetto accordo misto, dai parlamenti nazionali di tutti gli Stati membri dell’UE.

In videoconferenza, il 15 giugno, i vertici europei hanno preso atto della decisione del Regno Unito di non chiedere una proroga del periodo di transizione, richiesta dalle imprese e dai Governi autonomi di Scozia, Irlanda del Nord e Galles, al fine di avere a disposizione più tempo per raggiungere un accordo commerciale con l’Unione Europea. Il Primo Ministro inglese intende, invece, mantenere la promessa elettorale di “concludere Brexit” e finire il periodo di transizione il 31 dicembre di quest’anno, anche se non ci sarà un’intesa e dunque nell’ipotesi “no deal”.

In una dichiarazione congiunta le parti negoziali hanno accolto favorevolmente l’avanzamento della trattativa sotto la guida dei due capi negoziatori David Frost e Michel Barnier, che hanno permesso di capire e comprendere ulteriormente le posizioni reciproche nei quattro cicli di negoziati ad oggi conclusi, nonostante le sfide poste dalla pandemia. Al contempo, i rappresentati dell’UE e del Regno Unito, hanno convenuto sulla necessità di dare un ulteriore impulso ai negoziati, ribadendo il sostegno ai piani concordati dai capi negoziatori, aventi l’obiettivo di intensificare i colloqui a luglio e creare le migliori condizioni per la conclusione e la ratifica di un accordo prima della fine dell’anno. Ciò implica, ove possibile, la ricerca e il raggiungimento di un’intesa preliminare sui principi alla base di qualsiasi accordo.

I presenti hanno, in definitiva, riaffermato la loro intenzione di attuare l’Accordo di recesso il prima possibile e lavorare sodo per la configurazione di relazioni future nell’interesse dei cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito.

Il dibattito in seno al Parlamento europeo

In una risoluzione approvata il 18 giugno con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati tra UE e Regno Unito sul partenariato futuro e preso atto della richiesta di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.

A differenza di quanto emerso nella dichiarazione congiunta che ha seguito la videoconferenza del 15 giugno, gli europarlamentari hanno evidenziato che, a seguito dei quattro cicli di negoziati, non sono stati conseguiti reali progressi e che sussistono ancora divergenze sostanziali tra le parti. È stato poi sottolineato che il raggiungimento di un accordo globale rimane sia nell’interesse dell’UE che del Regno Unito, tuttavia, è stata espressa profonda preoccupazione per l’insistenza del governo britannico nel voler negoziare meramente i settori nel proprio interesse. A tal proposito, il Parlamento europeo ha dichiarato che risulta “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a proprio piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.

Analogamente alle cariche europee che hanno preso parte alla videoconferenza, anche gli eurodeputati hanno ribadito il pieno e fermo sostegno al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, ai sensi del mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’UE e dal Parlamento. “Il Regno Unito in alcuni ambiti vuole negoziare uno status molto vicino a quello di membro del mercato unico, dell’unione doganale, di Schengen, pur senza sottostare a nessuno degli obblighi, l’Ue non accetterà questo atteggiamento di scegliersi soltanto quello che piace” questo il commento dello stesso Michel Barnier, intervenuto nel corso della plenaria del Parlamento UE.

Le condizioni poste dagli eurodeputati

L’Europarlamento, nella risoluzione approvata, ha chiesto al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Johnson e ratificata da entrambe le parti.

La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda ed Irlanda del Nord nonché la fedele attuazione dell’Accordo di recesso sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.

L’approvazione da parte del Parlamento europeo di qualsiasi futuro accordo commerciale con la controparte britannica è, altresì, subordinata all’accettazione di condizioni di parità- dunque disposizioni e norme comuni- nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro ed aiuti di Stato, nonché alla conclusione di un accordo soddisfacente sulla pesca. Quest’ultima esigenza è dovuta alla prossimità geografica, al grado di interconnessione ed al già elevato livello di allineamento ed interdipendenza con le norme dell’UE.

Infine, nella risoluzione, si ammonisce il governo britannico per non aver avviato trattative sulle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

“L’Unione europea e il Regno Unito hanno dimostrato la loro volontà di progredire in modo significativo nei negoziati in luglio. Con la tempestiva risoluzione adottata oggi, il Parlamento europeo esprime la sua disponibilità a concludere un accordo ambizioso ed equo, senza compromettere i nostri principi e i nostri obiettivi” questa la dichiarazione di David McAllister, Presidente della Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo e del Gruppo di coordinamento per il Regno Unito.

 

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