L’Unione europea verso la riapertura delle frontiere interne

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Dal 15 giugno in molti paesi dell’Unione Europea cesseranno i controlli sanitari e le limitazioni ai confini, ma con varie differenze tra Stati, soprattutto nei confronti delle nazioni più colpite dal coronavirus come Italia e Regno Unito. È stata la Commissione Europea a indicare proprio il 15 giugno come l’inizio di una nuova fase, superata quella più acuta dell’epidemia, in cui i collegamenti interni sarebbero potuti riprendere. In tal senso, notevole è stato l’impegno di Italia e Spagna: con una lettera firmata dai presidenti Conte e Sánchez i due governi si sono rivolti direttamente alla presidente della Commissione europea per chiedere di eliminare i controlli alle frontiere. Quanto alle frontiere esterne all’UE, si dovrà aspettare il 1° luglio per la riapertura dei confini.

La richiesta di Spagna e Italia

Il 5 giugno scorso, il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e il Primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si sono rivolti alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen per chiedere che vengano eliminati i controlli alle frontiere tra i Paesi UE il prima possibile, e che questo venga fatto in maniera “coordinata, non discriminatoria e in base a criteri epidemiologici chiari e trasparenti”. Spagna e Italia sono proprio i paesi più colpiti dal coronavirus, ma anche i più dipendenti dal turismo (che incide sul Pil per il 13% circa). È importante dunque recuperare, in termini di turismo, quanto è stato perso con il periodo di lockdown e l’obiettivo è quello di far ripartire al più presto la stagione turistica. Nella lettera, Sánchez e Conte hanno invitato il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie a giocare un ruolo chiave nello stabilire criteri che consentano una riapertura in condizioni di sicurezza, al fine di ristabilire in modo pieno la libertà di movimento in seno all’Ue. I due premier sostengono poi che “è necessario stabilire criteri sanitari comuni in tutta la Ue per i trasporti, con protocolli concordati tra tutti”, un aspetto che è particolarmente importante alle frontiere. I due paesi, in vista della riapertura del 15 giugno, fanno leva sul ruolo dell’UE per la percezione che avranno i cittadini: la mobilità turistica è in una fase delicata e deve essere accompagnata dalle istituzioni europee verso la ripartenza.

Le frontiere interne all’UE

La Commissione europea ha raccomandato a tutti gli Stati che aderiscono a Schengen di revocare i controlli alle frontiere interne entro il 15 giugno e di prolungare la restrizione temporanea sui viaggi non essenziali fino al 30 giugno. La Commissione europea ha specificato che inizialmente si potranno riaprire solo le frontiere interne, mantenendo le misure a quelle esterne per ridurre ulteriormente il rischio di diffusione del virus. La revoca della restrizione dei viaggi sarà graduale, cominciando il 15 giugno con le frontiere interne seppur in modo differenziato da parte degli Stati membri.

L’Italia ha riaperto le frontiere già dal 3 giugno, sia sul territorio nazionale che europeo. L’Austria è stata all’inizio più prudente: ha aperto i confini a tutti gli stati confinanti ma inizialmente non all’Italia, perché “per l’Italia, purtroppo, i dati sulla pandemia non consentono ancora un simile passo” aveva affermato il ministro degli Esteri austriaco. L’Austria sembra aver però deciso per una riapertura anche all’Italia, ma solo a partire dal 16 giugno. La Germania aspetterà il 16 giugno per riprendere i collegamenti all’interno dell’Unione: da questa data si rimuoveranno le restrizioni agli ingressi per 32 paesi europei (i 27 stati membri e Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein). La Francia già dalla fine di maggio ha previsto un rallentamento delle restrizioni per i viaggiatori all’interno dell’area europea: i confini non sono stati chiusi ma sono previsti comunque controlli alle frontiere. Dal 15 giugno invece, dovrebbero essere eliminati anche questi controlli. Il Regno Unito prevede ancora misure di quarantena per i cittadini che a partire dall’8 giugno sono entrati nel paese, e per i trasgressori ci sarà una multa fino a mille sterline. Quanto alla Spagna, il primo ministro Sanchez ha chiesto una proroga dello stato d’emergenza fino al 21 giugno; a partire dal 22 giugno verranno aperte senza limitazioni tutte le frontiere con Francia e Portogallo, mentre a fine mese con tutti gli altri paesi. La Grecia aveva annunciato già a fine maggio che dal 15 giugno sarebbe stato possibile andare nel paese da altri Stati, ma tra l’elenco di questi non figuravano Italia, Regno Unito, Francia e Spagna. Il governo greco ha dunque precisato che sarà possibile andare in Grecia dall’estero da tutti i paesi con il collegamento aereo agli aeroporti di Atene e Salonicco, ma se si proviene da regioni ad alto rischio di contagio (e vi sono i nomi di Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) sarà necessario sottoporsi ad un test.

Le frontiere esterne all’UE

I ministri dell’interno europei hanno raggiunto “un accordo globale” sulla richiesta di estendere fino a fine giugno la chiusura delle frontiere esterne dell’UE, misura che altrimenti scadrebbe il 15 giugno, e lo ha annunciato la presidenza croata al termine della videoconferenza dei ministri dell’interno europei. D’accordo anche l’Alto rappresentante dell’UE Josep Barrell, il quale ha affermato che la riapertura delle frontiere esterne avverrà in un secondo momento, con una “revoca graduale e parziale delle frontiere esterne, a partire dal primo di luglio”. “Vari Stati membri stanno riaprendo le frontiere interne” ed il quadro dovrebbe essere completato “entro questo mese di giugno” ha aggiunto poi l’Alto rappresentante. Tuttavia, dato che la situazione sanitaria in alcuni Paesi terzi è ancora critica, Bruxelles non propone una revoca generale delle restrizioni.

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