La Repubblica Ceca riapre i confini e invita al turismo

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Da venerdì scorso a mezzogiorno, i controlli alle frontiere con Austria e Germania, messi in atto per impedire la diffusione del coronavirus, termineranno. Questa decisione è stata presa dal governo di Andrej Babiš nella riunione straordinaria di venerdì 5 giugno: ciò vuol dire anche che i cechi non dovranno più fornire la prova di essere negativi ad un test Covid-19 né dovranno fare la quarantena dopo il ritorno da questi paesi o dalla Slovacchia o dall’Ungheria. In risposta alle preoccupazioni dell’opposizione per una seconda ondata di Covid-19, il Primo Ministro ha dichiarato che il governo ormai è pronto anche a nuove ondate grazie ai sistemi di smart quarantine in atto: non introdurrà mai più una quarantena generale per l’intera nazione.

La riapertura dei confini

Da venerdì 5 giugno alle ore 12.00, le restrizioni alla libera circolazione che erano in vigore per i confini della Repubblica Ceca con Austria e Germania sono terminate. La protezione delle frontiere interne continuerà ad applicarsi solo alla frontiera aerea (e dunque aeroportuale) e la polizia ceca effettuerà solo controlli casuali incentrati principalmente sul rispetto delle restrizioni ai movimenti transfrontalieri per le persone previste dal Ministero della sanità, vale a dire gli stranieri che sono ancora inclusi nel divieto di entrare nella Repubblica ceca. Sempre dal 5 giugno, sono esenti dal divieto del Ministero della salute i cittadini dell’Unione Europea con un certificato di residenza temporanea o di residenza permanente in Ungheria, Germania, Austria e Slovacchia e gli stranieri con status di residente di lungo periodo in quei paesi che attraversano il confine di stato tra la Repubblica ceca e la Germania, l’Austria o la Slovacchia. Inoltre, i cechi e gli stranieri con residenza temporanea o permanente in Repubblica ceca non dovranno fornire un test che dimostri la loro negatività al Covid-19 al ritorno da questi paesi. Lo stesso vale per i cittadini cechi che hanno la residenza permanente in Germania, Ungheria, Austria o Slovacchia.

Sebbene l’ingresso in Repubblica Ceca dalla Germania sia ora senza restrizioni, per il momento rimangono alcuni controlli, poiché il governo tedesco vuole coordinare la riapertura dei suoi confini con gli altri paesi vicini. I cechi che vogliono entrare in Germania dovranno dimostrare che il loro è un viaggio necessario, ad esempio per motivi di lavoro o per una visita medica. Secondo il ministro degli Esteri Tomáš Petříček, il risultato è comunque positivo, soprattutto dal punto di vista economico: “Ciò che è importante per la Repubblica Ceca è che i tedeschi possano venire qui senza alcuna restrizione agli acquisti” ha affermato.

Per quanto riguarda la Polonia, le restrizioni sui viaggi rimarranno in vigore fino al 15 giugno, secondo quanto afferma Petříček. Da allora, la Polonia sarà considerata un paese sicuro di “zona verde” dal governo ceco, ma attualmente è chiusa ai non residenti e il governo polacco non ha ancora annunciato alcun piano per allentare le restrizioni.

Il sistema di smart quarantine e l’invito al turismo

Sempre durante la conferenza stampa di venerdì scorso, il Primo Ministro Andrej Babis ha affermato che la Repubblica Ceca è preparata per qualsiasi seconda ondata di coronavirus in arrivo e che il paese non dovrebbe quindi essere intimidito dalla prospettiva. Ha garantito che ogni ulteriore epidemia sarebbe stata gestita da sistemi di “quarantena intelligenti” e che non sarebbe stato necessario un blocco generale. “Abbiamo una grande tecnologia, la quarantena intelligente funziona. Abbiamo imparato dalla prima ondata e siamo pronti. Non dovremmo spaventare le persone”, ha dichiarato Babis, aggiungendo che non era necessario creare ulteriori piani, come richiesto dall’opposizione, perché con il sistema di smart quarantine si sta già affrontando focolai locali come nella miniera di Karviná nella Moravia.

Il Primo ministro Babis ha affermato che la priorità del suo governo da ora in poi sarebbe quella di gestire la crisi economica. A tal fine, è stato approvato il piano d’azione per la crisi del turismo della Repubblica ceca 2020-2021: il governo vuole sostenere gli imprenditori nel settore del turismo, ad esempio sotto forma di sostegno per la crescente domanda di servizi con programmi quali “Vacanze nella Repubblica ceca”, la revisione del Programma nazionale di sostegno al turismo nelle regioni o buoni che posticipano l’obbligo di restituire denaro ai clienti per viaggi annullati. Già dai primi di giugno, il governo ha iniziato ad emettere dei buoni per un valore di 121 milioni di corone ceche al fine di rilanciare la riapertura del settore culturale dopo il blocco dovuto al Covid-19. I voucher possono essere utilizzati per acquistare articoli e biglietti nei settori del turismo, dell’istruzione, dello sport, del tempo libero e dell’intrattenimento. La campagna inizierà il 1° luglio: chi dorme più di una notte in un hotel riceverà un buono dalla città per visitare, ad esempio, strutture culturali; il sistema sarà pienamente operativo fino al il 30 settembre 2020. Saranno coinvolte anche le attrazioni della città di Praga sostenute attraverso sovvenzioni.

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