Conflitto in Libia: vertice telefonico tra Francia e USA, nuovo appello ad una soluzione politica

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Il 3 giugno scorso si è tenuto un vertice telefonico sul conflitto in Libia tra il Segretario di Stato USA Michael Pompeo ed il Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian.

 

Secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata dal Dipartimento di Stato statunitense, nel corso del vertice Pompeo e Le Drian hanno discusso delle strategie volte a ridurre gli episodi di violenza nel Paese nordafricano, favorendo il raggiungimento di una soluzione politica tra le parti coinvolte nel conflitto.

Il vertice in questione giunge ad un giorno di distanza dal colloquio telefonico che il Ministro di Parigi aveva avuto con Fayez al-Serraj, capo del Consiglio presidenziale del governo tripolino.

In questa occasione i due avevano ribadito la necessità di proseguire sul cammino tracciato dalla Conferenza di Berlino, terminando le ostilità e abbandonando ogni forma di interferenza esterna. In linea con la bozza redatta in occasione del Summit di Ginevra dello scorso 26 febbraio sotto l’egida ONU, è stata sottolineata la necessità di riprendere il negoziato all’interno di un Comitato militare 5+5, formato da cinque rappresentanti dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e da altrettanti membri del governo di Tripoli, con l’intento di giungere ad un duraturo cessate il fuoco.

Oggi, tuttavia, a soli due giorni di distanza dal colloquio, l’avvio dei negoziati in questione appare improbabile. Il 4 giugno l’esercito tripolino ha infatti annunciato di aver assunto il pieno controllo della regione di Tripoli, mentre Haftar ha dispiegato le sue truppe oltre il confine della regione. Il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha dichiarato che la conditio si ne qua non per giungere ad una soluzione politica è l’allontanamento delle forze turche dai territori libici.

 

Dal canto suo Washington, secondo quanto dichiarato da Al-Monitor, starebbe valutando l’invio di un contingente in Tunisia, formalmente finalizzato a contenere le ricadute del conflitto libico. In realtà, l’annuncio di Washington giunge a seguito delle denunce sulle forniture militari effettuate da Mosca all’esercito di Haftar, con l’intento di sviluppare roccaforti russe in Libia e rafforzare la propria presenza militare in Nord Africa.

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