GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Europa creativa: il programma a sostegno delle industrie culturali e creative

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Tra le numerose politiche europee che vanno dal supporto delle Piccole e Medie Imprese alla cura per l’ambiente e della biodiversità, meno note, seppur non meno importanti, sono quelle dedicate al settore culturale e creativo. È interessante sapere che diversi programmi varati dall’UE, a cui vengono dedicati anche un cospicuo ammontare di fondi comunitari, vengono dedicati alla creazione e alla promozione della cultura, oggi di pari passo con lo sviluppo dei media e delle tecnologie digitali. A tal proposito, l’UE collabora con i festival del cinema, mostre culturali, concerti, conferenze, premi e riconoscimenti in ambito artistico-culturale che vengono organizzati in Europa. Con l’obiettivo di sostenere il cinema, le arti e il settore creativo europeo e con il fine di far crescere il mercato occupazionale comunitario nonché aprire l’UE a nuovi utenti e mercati internazionali, è stato creato il programma Europa creativa. L’obiettivo raggiunto con Europa creativa non è da sottovalutare. Infatti, a differenza di molti altri settori, quello culturale e creativo è sempre stato un settore poco sfruttato, non solo per la natura immateriale delle attività che ricoprono, ma anche per la dimensione ridotta del mercato di cui fanno parte.

Scendendo un po’ più nel dettaglio, Europa creativa è il principale strumento con cui la Commissione europea finanzia i settori culturali e creativi con un budget pari a 1,46 miliardi di EUR, il 9% in più rispetto ai precedenti programmi in questo ambito, da destinare al programma quadro europeo 2014-2020. Alla base della decisione della Commissione di indirizzare questi fondi ai settori culturali e creativi figura un duplice obiettivo. Da un lato, quello di proteggere, sviluppare e promuovere la diversità culturale e linguistica europea; dall’altro, consolidare la competitività dei settori culturali e creativi europei, con lo scopo di sostenere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il programma si divide in tre sottoprogrammi, così denominati: Sottoprogramma MEDIA, Sottoprogramma Cultura e Sezione Transettoriale. Ognuno di questi sottoprogrammi sostiene un settore differente.

Procedendo per ordine, il Sottoprogramma MEDIA mira a sostenere tutti quei progetti che rientrano nel settore audiovisivo, in particolare quelli che supportano lo sviluppo, la distribuzione e l’accesso alle opere audiovisive, riguardanti l’industria europea del cinema e dell’audiovisivo. È, senza dubbio, il sottoprogramma più cospicuo per i fondi che gli sono stati riservati: 824 milioni di EUR, pari al 56% del budget complessivo di Europa Creativa, che vanno a finanziare lo sviluppo di progetti audiovisivi e di videogames, produzione di opere televisive, distribuzione, formazione e promozione. Il Sottoprogramma Cultura, invece, finanzia quelle proposte che sostengono il settore culturale includendo la cooperazione transnazionale, i network, le piattaforme e le traduzioni letterarie. Ultima, ma non per importanza, è la Sezione Transettoriale, alla quale sono stati dedicati 181 milioni di EUR. Quest’ultima rimane, senz’altro, il Sottoprogramma più amplio, in termini di progetti finanziabili che ricopre, dato che si articola, a suo volta, in due parti. La Sezione Transettoriale è, da un lato, lo Strumento di Garanzia per i Settori Culturali e Creativi, che viene gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, diventato operativo a partire del 2016, con l’obiettivo di facilitare la richiesta di un prestito ad un istituto di credito da parte delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Dall’altro, il Sottoprogramma in questione riserva una parte dei fondi da dedicare a progetti di studio, analisi, raccolta dati e progetti sperimentali al fine di promuovere la cooperazione politica transnazionale.

La gestione del programma, vale a dire la parte dedicata al bilancio, obiettivi e priorità, è in mano alla Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione europea. D’altro canto, invece, le misure che prevedono l’attuazione del programma da parte degli Stati Membri, attraverso la partecipazione ai bandi e a tutto ciò che ne deriva, è oggetto delle decisioni prese dall’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA), dove è possibile trovare maggiori informazione riguardo la procedura da seguire per presentare la domanda. Inoltre, è doveroso ricordare che ogni Stato Membro ha degli appositi Desk che sostengono i soggetti che vogliono partecipare al programma di Europa Creativa nel loro paese. Per quanto riguarda l’Italia, ci sono due enti di riferimento da tenere in considerazione: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la componente Cultura e gli uffici appositi del programma Europa Creativa a Roma, Torino e Bari per la componente Media.

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