I vestiti nuovi di Bolsonaro

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Chi non ricorda il celebre racconto di un re, la cui assoluta certezza delle sue convinzioni scade nella follia quando si presenta nudo davanti ai sudditi sicuro di avere il più bell’abito? E come dimenticare lo stuolo di gente pronta ad assecondarlo in tutto e per tutto, temendo di essere loro nel torto? Tutto ciò sta accadendo attualmente in Brasile, ma al posto dei semplici vestiti con al massimo un po’ di vergogna come conseguenza, in una situazione Kafkiana, il presidente Bolsonaro mette a rischio la vita dei cittadini, non prendendo misure rigide per contrastare il virus, dichiarando che il problema non sussiste, ed annunciando, con tono beffardo e sardonico, che avrebbe organizzato un barbecue da trenta persone per quanto lui era tranquillo. La dichiarazione risale all’8 maggio, quando al momento erano 145 mila i contagiati e diecimila i morti. Ora sono 14 mila le vittime e e 220 mila i casi.

Il presidente dopo aver licenziato il suo Ministro della salute il 16 aprile, in quanto favorevole alla quarantena e contrario all’utilizzo della clorochina in quanto ancora in fase sperimentale, nella giornata dell’11 maggio ha promulgato un decreto che allenta ancora di più la quarantena, consentendo la riapertura di parrucchieri e palestre, insieme ad altre attività. Tale decreto ha inoltre portato a dimettersi Nelson Teich, il ministro della salute che aveva sostituito il 16 Luiz Mandetta.

Per analizzare gli effetti nello specifico bisogna innanzitutto ricordare che malgrado il Brasile sia il paese con la miglior sanità del Sudamerica, ben il 15% dei suoi abitanti non hanno nelle vicinanze un centro di terapia intensiva. Un esempio è Manaus, la città più popolosa dell’Amazzonia, che ha registrato un aumento del 578% di morti per problemi respiratori. A Manaus si scavano fosse comuni per i morti e si registrano ufficialmente 6000 casi di contagio, ma che sono molti di più, seppur non contati a causa di un numero sufficiente di medici ed infermieri. Sempre in Amazzonia si rischia la morte delle comunità indigene locali, che hanno continuato a ricevere delle visite, e a cui gli aiuti medici si trovano a giorni di barca. Lo stesso Rio delle Amazzoni sta diventando un epicentro del contagio. Ma il rischio è anche in aree urbane, dove, fra i tanti rischi, si sono registrati “assembramenti” di 3000 persone ad una funzione religiosa, in quanto convinti nell’operato di Bolsonaro e nella protezione divina, e non sono gli unici.

 Giulio Consoli

Alessandro Conte

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