Parlamento Europeo, l’appello alla Repubblica Ceca per il conflitto di interessi

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“Il Primo Ministro ceco dovrebbe risolvere il suo conflitto di interessi con urgenza” affermano i deputati del Parlamento europeo: nonostante siano trascorsi quasi due anni, la questione dell’irregolarità dell’uso di fondi europei per fini imprenditoriali personali continua ad essere al centro dei dibattiti del Parlamento europeo. Sono state fatte diverse missioni conoscitive a Praga per verificare ed ascoltare tanto il governo quanto la società civile e il Parlamento europeo ha richiesto al governo di Praga di non partecipare ai colloqui sul bilancio fino a che non saranno chiarite le sue accuse di conflitto di interessi.

Il contesto

Il primo ministro ceco Babiš è stato accusato di conflitto di interessi: si ritiene che abbia utilizzato dei fondi europei in modo illecito, favorendo il proprio conglomerato industriale Agrofert, attivo nel settore alimentare, chimico, dell’agricoltura e dei media, con un valore di 3,5 miliardi di dollari secondo una stima di Forbes. La sua figura di primo ministro si affianca a quella di imprenditore, poiché è uno degli uomini più ricchi del paese, ed anche se una volta entrato in politica si è dimesso dal ruolo di CEO della società, per anni ne è rimasto il proprietario, fino a che nel 2017, ha ceduto la sua proprietà ma trasferendola in un fondo a lui collegato. Nell’aprile 2018 sono state fatte le prime indagini sull’utilizzo dei soldi dei fondi europei direttamente per i suoi interessi privati.
La commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo ha il compito di controllare e monitorare l’uso corretto e mirato del bilancio dell’UE, verificando la sua esecuzione da parte della Commissione europea e di tutte le altre istituzioni, organi, uffici e agenzie dell’UE, al fine di garantire che i soldi dei contribuenti dell’UE siano usati in modo appropriato. Sei membri del comitato CONT hanno effettuato una missione conoscitiva in Repubblica ceca dal 26 al 28 febbraio 2020 per ottenere approfondimenti sulla distribuzione dei fondi dell’UE e dare seguito alle segnalazioni di possibili irregolarità su come gestire i fondi di coesione e agricoli. Hanno incontrato autorità ministeriali, rappresentanti della società civile, associazioni, giornalisti e ONG.

La posizione del Parlamento europeo

La commissione per il controllo dei bilanci ha invitato il primo ministro ceco a non partecipare ai colloqui sul bilancio dell’UE fino a quando le sue accuse di conflitto di interessi non saranno chiarite. Dopo la missione conoscitiva, i membri della commissione per il controllo dei bilanci chiedono che il primo ministro Babiš “rinunci a partecipare ai negoziati relativi al bilancio in seno al Consiglio europeo fino a quando il suo potenziale conflitto di interessi non sarà completamente risolto”. Questa richiesta deriva dal fatto che un Primo Ministro o un membro di un governo non può essere un beneficiario effettivo dei fondi, ad esempio nella posizione di imprenditore di un grande conglomerato come il Gruppo Agrofert, e allo stesso tempo ricevere grandi sussidi europei mentre è coinvolto nella programmazione e nel finanziamento dei sussidi in questione. In caso di conferma di un potenziale conflitto di interessi, “deve risolverlo vendendo i suoi interessi commerciali, smettendo di ricevere sussidi pubblici o finanziamenti distribuiti dal suo governo, compresi i fondi dell’UE, o dimettendosi dal ruolo di Primo Ministro”, affermano.

Le richieste al governo di Praga

Gli eurodeputati riconoscono che la pubblica amministrazione ceca non ha un sistema chiaro per proteggere i fondi dell’UE dai conflitti di interessi e chiedono alle autorità ceche di affrontare le carenze sistemiche “senza ulteriori ritardi”, chiedendo ai funzionari pubblici di elencare i loro interessi finanziari e pubblicando i proprietari effettivi finali delle imprese che otterranno i fondi, aumentando così la trasparenza di bilancio e l’accesso da parte del pubblico in generale a informazioni su come procurarsi contratti finanziati con fondi pubblici. Il Comitato chiede inoltre che vengano chiarite le norme sulla proprietà fondiaria e che i piccoli agricoltori non siano discriminati a favore di grandi conglomerati nelle aste.
Inoltre, l’ufficio di audit supremo – la Corte dei conti ceca – dovrebbe ricevere la competenza giuridica per eseguire controlli sistematici in loco dei beneficiari finali. Devono avere una panoramica completa di tutti i pagamenti e delle informazioni correlate per eseguire i loro audit in conformità con gli standard internazionali.
“Politica di tolleranza zero” è invece la richiesta fatta dal Parlamento europeo alla Commissione: si richiede zero tolleranza per i casi di conflitto di interessi, valutando le misure preventive adottate dalla Repubblica Ceca e recuperando rapidamente tutti i sussidi erogati in modo irregolare e intervenendo quando le autorità nazionali non riescono ad agire in merito al conflitto di interessi che coinvolge i loro massimi rappresentanti. Per questo caso particolare, si chiede infine che non vengano più versati fondi UE al Gruppo Agrofert fino a quando il potenziale conflitto di interessi del Primo Ministro ceco non sarà completamente risolto.

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