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Francia, al via il déconfinement

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Al via il deconfinamento in Francia, mentre il bilancio delle vittime è di nuovo in aumento: apparente cautela da parte dei cittadini francesi e qualche caso di indisciplina. In particolare, dopo i raduni di decine di persone sulle rive della Senna e del Canal Saint-Martin a Parigi, il consumo di alcolici in questi luoghi è stato bandito. Nel frattempo, il Consiglio costituzionale ha approvato la legge che estende lo stato di emergenza sanitaria fino al 10 luglio ed organizza il deconfinamento, ma ne ha censurato alcuni elementi legati alla quarantena obbligatoria e al rintracciamento dei contatti.

L’avvio della nuova fase

L’11 maggio, grazie ad un decreto temporaneo pubblicato nella Gazzetta ufficiale per un’applicazione con effetto immediato, sono entrate in vigore le nuove misure di deconfinamento in Francia. Tra le nuove disposizioni la fine delle restrizioni sull’uscita alla propria abitazione, l’obbligo di indossare una mascherina nel trasporto pubblico, la possibilità di riapertura dei negozi- a condizione che vengano rispettate le precauzioni ed il distanziamento sociale- nonché la limitazione a 10 persone per gli assembramenti in luoghi pubblici.

Dal parrucchiere e nei negozi, una parte dei francesi- per lo più con la mascherina- si è offerta piccoli piaceri lunedì 11 maggio, il primo giorno di deconfinamento, avanzando apparentemente con cautela e disciplina dopo cinquantacinque giorni di reclusione forzata e nel timore di un nuovo focolaio di contagi da coronavirus. Nel suo rapporto, Jean Castex, incaricato dal Primo Ministro di coordinare la strategia di deconfinamento, chiede alla popolazione di essere pronta ad un possibile effetto boomerang: “Bisogna anticipare una reconfinement di emergenza” ha avvertito. La prova che “l’epidemia è ancora attiva e in evoluzione”, ha insistito Castex lunedì sera alla direzione generale della salute, è data dai 263 nuovi decessi che sono stati registrati in ventiquattro ore, dopo i dati incoraggianti registrati domenica-70 morti- il miglior bilancio dal 17 marzo, dall’inizio delle restrizioni. La comparsa di tre nuovi focolai in Nouvelle-Aquitaine e Vendée, aree classificate in verde-vale a dire con meno contagi- richiede più che mai cautela.”In queste cosiddette aree verdi, si deve considerare che il virus è in agguato” ha avvisato domenica la professoressa Anne-Claude Crémieux, infettivista dell’ospedale Saint-Louis di Parigi.

Trasporti pubblici e consumo di alcolici

Dopo alcuni momenti di tensione all’inizio della giornata di lunedì nella metropolitana di Parigi, la ripresa è avvenuta senza incidenti rilevanti nei trasporti pubblici di Ile-de-France, gestiti da RATP e SNCF: i viaggiatori, generalmente muniti di mascherina, erano pochi, il che ha permesso di rispettare le regole del distanziamento. “I cittadini dell’Ile-de-France hanno dimostrato di avere una mentalità civile e un’autodisciplina in questo primo giorno” ha dichiarato Valérie Pécresse, presidente dell’Ile-de-France Mobilités, segnalando “solo alcuni episodi specifici e limitati” di indisciplina. Anche il Segretario di Stato ai trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, è stato lieto di notare che quasi il 100% delle persone indossa la mascherina nei trasporti pubblici. Per quanto riguarda il traffico stradale e ferroviario principale, questo è stato ridotto, come era previsto.

In virtù dell’obbligo di indossare la mascherina sui trasporti pubblici lo Stato francese sta mettendo a disposizione 10 milioni di mascherine per gli operatori dei trasporti destinate agli utenti, di cui 4,4 milioni per la regione dell’Ile-de-France. A Parigi, il municipio ha altresì aperto le iscrizioni online per ottenere gratuitamente una mascherina di tessuto riutilizzabile da parte di farmacie volontarie, senza tuttavia fornire molti dettagli sulle modalità pratiche.

 

Dopo i raduni di decine di persone sulle rive della Senna e del Canal Saint-Martin a Parigi, lunedì sera, dinanzi alla mancanza di rispetto del distanziamento sociale, la polizia è intervenuta per evacuare i siti parigini ed il consumo di alcolici sarà vietato. “Il successo del deconfinamento dipende dalla prudenza e dalla civiltà di tutti. Di fronte all’irresponsabilità di alcuni comportamenti, ho chiesto al prefetto di polizia di vietare il consumo di alcolici lungo il canale di Saint-Martin e sulle rive della Senna” ha dichiarato il Ministro dell’Interno, Christophe Castaner, in un tweet, anticipando una decisione poi avallata dal prefetto di polizia Didier Lallement. “Il garante della sicurezza dei parigini, si rammarica di dover prendere, sin dal primo giorno di deconfinamento, misure regolamentari apparentemente essenziali, purché il rispetto delle norme sanitarie non sia considerato da tutti, non come un obbligo, ma come un dovere” ha affermato la prefettura di polizia in una dichiarazione.

La pronuncia del Conseil Constitutionnel

Il Consiglio costituzionale ha approvato la legge che estende lo stato di emergenza sanitaria, tuttavia, ha censurato alcuni elementi legati alla quarantena obbligatoria e al rintracciamento dei contatti.

Quanto all’isolamento obbligatorio delle persone che entrano sul territorio nazionale, il Consiglio ha affermato che la disposizione in questione costituisce delle “misure di privazione della libertà”, ricordando che “la libertà individuale può essere considerata salvaguardata solo se il giudice interviene il più presto possibile”.

È senza dubbio l’articolo 6 della legge, che crea un sistema informativo per combattere l’epidemia da coronavirus, il più controverso: il sistema delineato pone, infatti, problemi etici in termini di riservatezza medica e rispetto della privacy.

Sono stati confermati, invece, la limitazione di viaggio a 100 km e il certificato obbligatorio nel trasporto pubblico, due disposizioni di punta la cui entrata in vigore è stata ritardata dal fatto che questa legge sottoposta all’approvazione del Consiglio costituzionale non è stata promulgata in tempo per l’inizio del deconfinamento. La mancata presentazione del certificato del datore di lavoro per utilizzare il trasporto pubblico dell’Ile-de-France tra le 6.30 e le 9.30 e tra le 16.00 e le 19.00 può, pertanto, essere sanzionata solo a partire da mercoledì 13 maggio. Il governo francese ha pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno il nuovo certificato, disponibile in formato cartaceo o digitale, richiesto quando il movimento comporta l’uscita da un perimetro definito da un cerchio con un raggio di 100 km attorno al luogo di residenza (la distanza di 100 km è quindi calcolata “in linea d’aria”) o dal dipartimento di appartenenza.

 

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