Francia e Tunisia presentano una proposta di risoluzione ONU sul Covid-19, nuovi contrasti USA-Cina

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La Francia e la Tunisia hanno esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare una risoluzione per un immediato “cessate il fuoco” nei principali conflitti mondiali, permettendo ad ogni Paese di affrontare la diffusione della pandemia da Coronavirus.

La Francia è uno dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, mentre la Tunisia si colloca tra i 10 membri eletti.

L’appello delle due Nazioni arriva dopo lunghe settimane di negoziati che hanno paralizzato l’organo ONU, nella speranza di ottenere l’approvazione di quella che sarebbe la prima risoluzione emessa dal Consiglio dallo scoppio della pandemia da Covid-19.

Il voto, tuttavia, rischia di essere sospeso a causa della disputa tra Cina e Stati Uniti sull’inclusione di un riferimento al ruolo all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel documento franco-tunisino.

Secondo fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, Pechino sostiene con forza l’azione dell’OMS, e ritiene necessaria una menzione del ruolo dell’Agenzia ONU nella lotta al Covid-19 nella risoluzione da approvare. Washington, contraria su questo punto, insiste invece maggiormente sull’importanza del concetto di trasparenza nei dati relativi alla pandemia.

Dall’inizio di aprile il Presidente statunitense Donald Trump ha infatti sospeso i finanziamenti all’OMS, accusando l’Agenzia sanitaria ONU di non essere riuscita ad impedire la diffusione del virus partito da Wuhan , e deve quindi essere ritenuta responsabile della conseguente pandemia. In particolare, Trump accusa l’organizzazione di aver “coperto” i ritardi e le inefficienze cinesi nella diffusione del Covid-19 nel mondo, dimostrando eccessiva vicinanza alla Cina. 

 

I rappresentanti dei 15 Paesi del Consiglio di Sicurezza hanno avuto un incontro privato martedì 5 maggio, con l’obiettivo di discutere del progetto di risoluzione franco-tunisino per una tregua umanitaria.

L’ambasciatore ONU in Francia, Nicolas de Rivière, ha parlato di una “good discussion”, dimostrando ottimismo su una rapida presa di posizione dell’organo ONU.

Positiva è stata anche l’impressione dall’ambasciatore delle Nazioni Unite in Tunisia Kais Kabtani, il quale ha dichiarato di avere fiducia nello “spirito di compromesso dei membri del Consiglio”.

 

Sulla stessa linea è il Segretario Generale Antonio Guterres, il quale dopo aver chiesto un “cessate il fuoco” in tutti i conflitti globali lo scorso 23 marzo, nei giorni scorsi ha dichiarato di auspicare che il Consiglio riesca a superare l’impasse iniziale ed adottare una risoluzione per rendere concreto l’appello alla cessazione dei conflitti.

Dall’inizio della pandemia mondiale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha già approvato due risoluzioni che riflettono l’orientamento degli Stati membri, ma che mancano di un carattere giuridicamente vincolante. Una ha riconosciuto “gli effetti senza precedenti” della pandemia ed ha chiesto “una cooperazione internazionale intensificata per contenere, mitigare e sconfiggere” il nuovo coronavirus. L’altra ha invece sollecitato un’azione globale per incrementare lo sviluppo, la produzione e l’accesso a medicinali, vaccini e attrezzature mediche, necessarie per far fronte alla pandemia.

 

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