Green recovery, i ministri dell’energia lavorano per una ripresa sostenibile

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Il 28 aprile 2020, i ministri dell’Energia dell’UE si sono incontrati in videoconferenza per discutere sull’impatto della pandemia di Covid-19 nel settore dell’energia, discutendo di come preparare la ripresa. La fase di ricostruzione è un’occasione importante per mettere in atto una transizione verso un’economia verde e sostenibile, un’energia pulita e la neutralità climatica. Condivide la stessa posizione anche Ursula Von der Leyen, che ha ribadito l’importanza di una ripresa economica green, perché ricostruzione economica e tutela ambientale sono tutt’altro che questioni separate.

L’Energy council

Riuniti virtualmente in sede di Consiglio dell’Unione europea su iniziativa della presidenza croata, i ministri dell’energia degli Stati membri si sono riuniti in videoconferenza per discutere sulle ultime questioni a tema ambiente ed energia, al fine di fornire un sostegno immediato ed efficace nella lotta contro l’epidemia di Covid-19. Il Ministro dell’Ambiente e dell’Energia Tomislav Ćorić ha presieduto l’incontro, con la partecipazione del Commissario europeo responsabile per l’energia Kadri Simson. Gli obiettivi principali della videoconferenza erano valutare le misure già adottate per rafforzare la preparazione e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e identificare il possibile contributo del settore energetico a una rapida risposta alla crisi nella ripresa a breve e medio termine.
I ministri hanno scambiato le loro opinioni in merito alle misure già adottate per garantire l’approvvigionamento energetico durante la pandemia e sulle possibilità che il settore energetico possa aiutare nella ripresa dopo la crisi. In risposta alle sfide di questo periodo, l’industria ha implementato accordi commerciali eccezionali per garantire la continuità, 7 giorni su 7, delle operazioni energetiche essenziali, proteggendo al contempo la salute e la sicurezza del personale. Il sistema energetico è stato definito resiliente: si riconosce che attualmente non vi è alcun rischio di interruzione dei sistemi di approvvigionamento energetico, soprattutto per i più bisognosi. Tuttavia, rimangono fondamentali gli strumenti per garantire la stabilità della sicurezza dell’approvvigionamento. La Commissaria per l’energia Kadri Simson ha sottolineato proprio che, nonostante le circostanze senza precedenti, con uno shock di domanda e offerta nei mercati energetici, non vi sono state interruzioni dell’offerta dell’energia.

La fase due green

Nella fase attuale è necessario pensare già alla ricostruzione futura: i ministri hanno sottolineato l’importanza del Green Deal europeo che, insieme ai piani nazionali per l’energia e il clima, può svolgere un ruolo importante per una ripresa sostenibile dell’UE. Chiedono quindi di inserire l’accordo verde nel Recovery Plan per “spingere gli investimenti su rinnovabili, infrastrutture e taglio delle emissioni e contribuire alla ripresa dalla crisi del coronavirus”. Ćorić, il Ministro dell’Ambiente e dell’Energia croato, ha dichiarato “è il momento giusto per riflettere su come il settore energetico può elevare gli immensi sforzi necessari per rilanciare le nostre economie. La transizione verso l’energia pulita verso la crescita verde e la neutralità climatica può rappresentare un’importante opportunità per stimolare la ripresa delle economie degli Stati membri”.
Attualmente, nel Recovery Plan non è prevista una parte specifica dedicata alle rinnovabili, ma “l’idea è di prevedere finanziamenti per lo sviluppo del Green Deal nonché aiuti di Stato per il settore”, ha concluso Ćorić.

Il contributo della Commissione e del Parlamento

L’emergenza del coronavirus ha senz’altro ridisegnato l’agenda dell’Unione Europea per questo periodo: si tratta di una crisi senza precedenti che sta cambiando le priorità dell’UE e sta mettendo al primo posto la tutela della salute e dell’economia. Tuttavia, l’UE crede fortemente nell’importanza di ricostruire una economia verde, sostenibile e a tutela dell’ambiente. Nell’ambito dell’Energy council, la Commissione suggerisce un programma di lavoro concentrato sulla promozione di tecnologie a base di energia rinnovabile, con la promozione di tecnologie innovative e il rinnovamento energetico degli edifici.
Parlando invece più in generale, la stessa Presidente della Commissione Von der Leyen ha incoraggiato una ripresa economica “green”, verde. Per la ricostruzione delle economie dopo la crisi, il Green Deal europeo dovrà essere la bussola da seguire per trasformare la società e l’economia ed affrontare i cambiamenti climatici. “Possiamo trasformare la crisi di questa pandemia in un’opportunità per ricostruire le nostre economie in modo diverso e rendere la nostra società e il nostro pianeta più sani investendo in: energia rinnovabile; una mobilità pulita; case efficienti dal punto di vista energetico. Con una ripresa verde, usciremo da questa crisi più forti e più sani” ha affermato Ursula Von der Leyen.
Anche in sede di Parlamento europeo si condivide questa visione: con il documento “Proteggere il nostro futuro”, il gruppo dei Verdi ha proposto un piano da 5mila miliardi di euro da spendere nei prossimi dodici anni per far ripartire l’UE in modo sostenibile, nel rispetto della protezione dell’ambiente. Si tratta di saper cogliere il meglio dalla crisi che “ci consente di mettere in atto una ripartenza che porti a una trasformazione sociale, economica e ambientale radicalmente ambiziosa”, ha affermato Lamberts, il co-presidente dei Verdi.

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