Haftar si autoproclama leader della Libia: “Sono alla guida del Paese”

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Nella serata di ieri il generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, si è autoproclamato capo della Libia nel corso di una dichiarazione alla tv al-Hadath, affermando di accettare il mandato del popolo libico per occuparsi del Paese.

 

Il mio esercito nazionale libico (LNA) è orgoglioso di ricevere questo mandato di svolgere un compito storico, governare la Libia”. Accettiamo il mandato della volontà popolare e la fine dell’accordo di Skhirat“, firmato in Marocco sotto l’egida dell’ONU, che avrebbe dovuto mettere fine alla guerra nel Paese.

 

L’accordo in questione, già più volte rigettato da Haftar, venne concluso nel 2015 stabilendo la creazione di un governo di accordo nazionale con sede a Tripoli, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dalla Comunità internazionale. Tale patto, secondo Haftar, ha distrutto il Paese, portandolo verso “insidie pericolose” e, pertanto, ora sarà il popolo libico ad affidare il mandato a coloro che riterrà più degni per guidare la Libia.

 

Finora Haftar aveva rivendicato la sua legittimità a combattere da parte dei cittadini della Cirenaica, nell’Est del paese, ma ora ha lasciato intendere di poter contare anche sull’appoggio del resto del paese, anche se non ha specificato nessun dettaglio riguardo a tale sostegno.

Le sue forze, secondo quanto dichiarato, metteranno in campo “le condizioni necessarie per costruire le istituzioni permanenti di uno stato civile”. Tuttavia, sia l’ambasciata Usa nel Paese, sia un rappresentante delle Nazioni Unite, hanno respinto la sua dichiarazione unilaterale, invitando nuovamente Haftar a trattare con al-Serraj a partire da un cessate il fuoco per il Ramadan.

La prima reazione del governo di Tripoli alla dichiarazione di Haftar viene dal Consigliere del Governo di Accordo Nazionale Mohammed Ali Abdallah, che ha respinto seccamente le affermazioni di Haftar, sottolineando come il suo discorso appaia come quello di un “uomo disperato e sconfitto”.

Alcuni osservatori ONU descrivono la dichiarazione di Haftar come una mossa disperata di chi si considera ormai vicino alla sconfitta.

In effetti, l’operazione “Tempesta di pace” lanciata dal governo tripolino il 25 marzo in risposta agli attacchi dell’LNA, ha consentito alle forze di Al-Serraj di riprendere il controllo di numerose aree strategiche ad Ovest di Tripoli, tra cui Sabrata, Sorman, Mitrid e al-Aljilat, mettendo in seria difficoltà Hafar.

Ora a Bengasi e nei centri maggiori si temono scontri e disordini, nuove turbolenze in un contesto già estremamente precario, a cui si aggiunge, nelle ultime settimane, la lotta alla diffusione del Covid-19.

 

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