Lega: piano strategico per il turismo post Covid-19

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Il piano strategico della Lega per un rilancio del paese a seguito della grande crisi post-epidemica del Covid19, parte da un confronto con le categorie produttive che maggiormente subiranno le conseguenze della profonda recessione prevista. Tra queste il turismo e le attività commerciali connesse rientrano nel novero di quei settori economici, inquadrati genericamente nel mondo delle Partite Iva, che sistematicamente contribuiscono alla creazione di gran parte del Prodotto Interno Lordo nazionale ed ai maggiori contributi fiscali.

Attualmente il Turismo rappresenta il 13% del PIL nazionale e fattura complessivamente 232 miliardi di euro occupando 3,5 milioni di addetti (14,9% degli occupati), e si prevede una perdita di ricavi pari al 75% rispetto allo scorso anno. Basti considerare la cancellazione della quasi totalità delle prenotazioni dall’estero, del turismo interno scolastico, religioso e della terza età, il turismo termale, gli agriturismi senza contare il business derivante da eventi, congressi, parchi a tema e business travel.

Nell’ipotesi in cui gran parte degli italiani, per il timore residuo dell’epidemia o per difficoltà economiche, non si vogliano spostare dalla propria città o paese per le proprie vacanze e, per motivi analoghi, rimarranno limitati gli arrivi dall’estero, non vi sarà barlume di possibilità per un miglioramento della situazione complessiva in tale comparto. Le conseguenze di quanto detto saranno il rischio di una perdita del settore per un totale di 21 miliardi di euro, la chiusura di 50.000 imprese e fino a 300.000 posti di lavoro in meno.

La Lega, vista tale drammatica situazione, propone una misura forte e decisa di supporto attraverso l’istituzione di un Fondo Straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese che operano nel comparto turistico: imprese turistiche, agenzie, tour operator, parchi divertimento, imprese termali, strutture extralberghiere, stabilimenti balneari, il resto delle professioni legate al turismo ivi comprese quelle di trasporto con autobus e di linea commerciale. Tali risorse dovrebbero essere concesse con garanzia dello stato a titolo di prestito a fondo perduto, in un arco di tempo quinquennale, in misura pari alla riduzione del reddito subita nell’anno 2020 rispetto al fatturato 2019.

Inoltre vengono proposti un credito d’imposta del 60% per canoni di locazione e di affitto d’azienda, l’abolizione versamento IMU per l’anno 2020, l’estensione moratorie sui pagamenti, l’Istituzione anno bianco fiscale, la riduzione aliquota IVA al 10% per il settore turistico, il credito d’imposta per gli anni 2021 e 2022 pari all’IVA non detratta gli anni precedenti, la detrazione sulla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche del servizio di trasporto pubblico non di linea.

Per quanto riguarda le misure per la sanità, vengono proposte la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza attraverso i previsti accordi tra strutture sanitarie e pubbliche, e aziende termali per le finalità di contenimento della spesa sanitaria globale dello Stato (art 15, comma 13, lett. c-bis D.L. 6 luglio 2012, n. 95) consentendo inoltre agli utenti del SSN, i cicli di riabilitazione termale motoria e delle funzioni respiratorie ampliando la platea delle patologie previste ai soli assicurati INAIL anche a chi subisce conseguenze dell’infezione COVID19.

Per quanto concerne l’occupazione stagionale si propone: la rimozione dei limiti che impediscono il ricorso al contratto occasionale da parte degli operatori del settore turistico, la proroga per tutti gli ammortizzatori sociali fino alla fine del 2020. Viene inoltre avanzato l’accesso alle misure di cassa integrazione per il personale del comparto turistico per i contratti sottoscritti dopo il 23 febbraio 2020 e per i contratti sottoscritti prima del DL n.18 del 2020, per la maggior parte assunti con contratti stagionali. Infine il prolungamento del trattamento NASPI per tutelare il reddito dei lavoratori stagionali. Per promuovere i viaggi in Italia si propone un incentivo a svolgere un periodo di vacanza sul territorio nazionale con una detrazione di imposta per i contribuenti soggetti ad un’imposta sui redditi delle persone fisiche entro un tetto prefissato da riconoscere in relazione all’acquisto di servizi turistici per viaggi in Italia e all’estero.

Si propone altresì un coinvolgimento dell’Enit in tutte le attività di promozione del paese in chiave turistica attraverso la valorizzazione dell’offerta esperienziale dei territori legata alla loro storia, cultura e tradizioni nonché la promozione di eventi e fiere. Per la parte di promozione all’estero si potrebbe organizzare un evento stagionale che coinvolga tutti i settori economici del paese che possa essere legato al rientro in Italia dei flussi turistici internazionali, tutto ciò al fine di promuovere l’immagine del paese.

Per quanto riguarda poi le concessioni demaniali marittime, in merito alla cosiddetta Bolkestein, si chiede ai sensi del comma 675 della legge 145 del 2018 ed al fine dell’adozione del DPCM di disciplina dell’attuazione, di confermare l’estensione della concessione di 15 anni (proposta presentata al Decreto Legge n.18 del 2020).

A seguire, si chiede la sospensione dei canoni di concessione demaniali e marittime per un periodo di 24 mesi, ivi inclusi i porti turistici, nonché dei canoni di concessione mineraria a titolo di risarcimento per i danni subiti dalle imprese a seguito del lockdown che ha impedito in particolare la manutenzione continua degli stabilimenti con conseguenti danni alle strutture.

Si invita infine la definizione dei procedimenti giudiziari pendenti in merito a canoni ed indennizzi per l’utilizzo di beni demaniali e la sospensione per un periodo di 24 mesi dell’applicazione su tutto il territorio nazionale della disciplina relativa allo svolgimento della professione di guida turistica.Per quanto riguarda la tassazione delle attività commerciali, inoltre, è stato presentato un emendamento che chiede l’estensione della sospensione dei versamenti ai sensi dell’articolo 61 del DL n.18 del 2020 “Cura Italia”. Riduzione a 70 euro, con decorrenza retroattiva, per la soglia di spesa minima di detrazione per il rimborso dell’IVA sugli acquisti effettuati in Italia da soggetti non residenti e non domiciliati nell’Unione Europea.

 

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